martedì 19 gennaio 2010

Il disamore ha dieci diottrie

Roby

Il comandante Ed Straker

L'amore è cieco, e neppure l'odio, in fin dei conti, ci vede un granchè.
Quando invece ci si disamora -poco per volta o tutto d'un colpo- di qualcuno o di qualcosa la vista, chissà perchè, si acuisce fino all'inverosimile.
Fra i 13 e i 14 anni ero cotta del protagonista di una serie televisiva di fantascienza, UFO (ve la ricordate? quella con Base Luna, le shadomobili e le ragazze con i capelli viola e la tutina argentata): costui, rispondente al nome di comandante Ed Straker, era un biondino ascetico dagli occhi di ghiaccio, perennemente incazzato col mondo intero, satelliti compresi, ed apparentemente disinteressato all'universo femminile. Probabilmente per questo zia Nenè, raccogliendo le mie confidenze di innamorata persa, obiettava cautamente che quello lì le sembrava un po' strano, e che decisamente non era il suo tipo. Per la cronaca, sto parlando di tempi in cui davanti ad un'adolescente non si poteva neanche accennare all'omosessualità (era già molto se avevo ricevuto qualche nozione di base sui rapporti fra i due sessi ufficiali!)... Anni dopo, tuttavia, la cara zietta tenne a precisarmi che no, non c'erano proprio dubbi: quello lì, secondo lei, era gay al 100%!!! E scorrendo le sue foto in rete, oggi, mi è difficile darle torto, così come è arduo, a distanza di quattro decenni, individuare che cosa mai mi attirasse tanto nel suo look stiracchiato. Capello color platino spalmato uniformemente sul cranio, fondotinta terracotta, nasino all'insù, golfino minimalista e gilet zippato: davvero non saprei dove altro trovare -riuniti nel medesimo soggetto- tanti elementi lontani secoli-luce dall'ideale medio di sex appeal maschile! Mah. I misteri della pubertà.

Fino ai 30 anni, suppergiù, si è invece prolungato un amore di tipo diverso, che oserei definire psico-sensoriale: quello per la classica vacanza-al-mare-standard, modello un mese in casa in affitto al Lido di Camaiore, con 2 sdraio+lettino+cabina al Bagno Roma, ciabattina di gomma, borsone di paglia e crema solare a go-go. Ogni mattina solito itinerario (vialetto sotto i pini - lungomare - passerella di legno sulla sabbia rovente - ombrellone - tintarella - nuotata e ritorno), ogni pomeriggio rituale controllo del livello di abbronzatura raggiunto, il cui avanzamento aveva un che di rassicurante, come una tacita promessa, un segno di buon augurio, una speranza di successo... Per carità, non si poteva certamente ripresentarsi ad amiche e parenti, a settembre, con un colorito che non fosse per lo meno analogo a quello del cappuccino senza schiuma! Tonalità zucchero di canna o caramella d'orzo avrebbero suscitato solo sguardi di compatimento, mentre raggiungere il cromatismo della noce di cocco sarebbe stato il massimo dello status sociale, riservato tuttavia a poche detentrici di un fototipo particolarmente scuro. A tutto ciò, adesso, guardo con un misto di nostalgia e di sgomento: ore ed ore sulla graticola, allineate come galline d'allevamento, una a poche decine di centimetri dall'altra, tra la polvere sollevata dai mocciosi che si ostinavano a giocare a calcio in spiaggia e le strida delle radioline che si rincorrevano da un ombrellone all'altro, da una borsa di plastica all'altra, da una mano unta di olio abbronzante ad un orecchio orrendamente ustionato (perchè alle orecchie, quando ci si spalma la crema, non si pensa quasi mai!)...

Colpi di fulmine ormai spenti, colpi di sole già scoloriti. Non so se provo più disgusto o più rimpianto per quello che una volta adoravo, per quello di cui -una volta- pensavo di non poter fare a meno e che stasera (chissà come e perchè) è riemerso dallo scaffale più polveroso e meno frequentato della mente. Lo scaffale dove, appena chiuso questo post, tornerà certamente a dormire, inghiottito dall'inesorabile moto ondoso del tempo.


8 commenti:

alberto ha detto...

ciumbia, Roby,
ciumbia Zena,
(leggere ciàmbia, all'inglese),
mi avete tramortito!

finirà che prima di avere il coraggio
di rientrare in questa cristalleria
questo povero elefante
dovrà fare un corso accelerato di danza.
chissà se Annalisa si presterà
a fornirmi la coreografia.
con osservanza
e un pizzico di invidia
a

Silvia ha detto...

Per questo io ho frequentato le rocce sarde a più non posso:) Almeno non mi arrivava la sabbia dei coetanei pallutissimi:)
Il biondino me lo ricordo anch'io, forse leggermente più piccola di te, a me faceva paura. Era lo sguardo fisso da rettile e il colore della chioma, troppo finta bionda ad incutermi timore.
Anche da queste soffitte polverose possono emergere cose che ci fanno comprendere quanto siamo cambiati. A volte questo è rassicurante a volte destabilizzante. A volte, come spesso mi capita in questo periodo, mi lascia del tutto indifferente.
Ciao cara, ti leggo sempre con grande piacere.

Solimano ha detto...

Roby, eh, la pubertà! Ho l'impressione che pur nelle differenze, fra maschi e femmine ci fosse qualcosa di importante in comune: il dover crescere, passare un ponte, in cui le sicurezze infantili non c'erano più. E allora si ripiegava, perché l'arte di amare se stessi è dura da praticare, quando la nostra autostima viene condizionata dall'essere amati o no da qualcuno che non sia la mamma, il babbo o i compagni di giochi.
Il tuo biondino aveva un pregio inconscio: essere inoffensivo. Succede anche ai maschietti, che rincorrono la ragazzina brutta e cattiva perché cercano chi gli dica di no, quando c'è quella carina che gli sospira dietro, ma che ha il difetto che gli direbbe di sì. Pubertà vigliacca, verrebbe da dire. Che si ripresenta oggi, mutatis mutandis, in cui la scorciatoia verso una sessualità ginnica è un remedium concupiscentiae alla difficoltà vera, quella di far crescere un rapporto, come una bella pianta col fiore in cima.

Alberto, che farci? Menano, 'ste donne, ognuna a suo modo. E lasciamo che menino (tanto menerebbero lo stesso). Una piccola considerazione che mi son fatto leggendole: oh, com'è diverso il mondo femminile da quello maschile! Non in meglio o in peggio, proprio diverso.
Al di fuori del femminismo e del maschilismo, mi sembra una gran bella invenzione evolutiva che ci siano i due sessi, così curiosi l'un dell'altro, che un po' si capiscono e molto non si capiranno mai. Come diceva il dizionario dei luoghi comuni di Flaubert: Eh, le donne! Eh, gli uomini!

Silvia, beata te con la Sardegna. Confesso che ho imparato a nuotare tardi e mi rassicurava, nelle mattine limpide, il pensare che avrei potuto arrivare in Jugoslavia piedon piedoni. Cambiai, quando scopersi la bellezza del bagno in mare alle nove del mattino ( se non ti veniva un colpo definitivo all'atto dell'immersione brrrrr!).
Che tu sia del tutto indifferente ci credo poco: ieri lo eri, oggi già lo sei meno, domani per niente (le previsioni del tempo dicono così).

saluti
Solimano

Roby ha detto...

Bischeraccio di un Alberto, ma di che elefante e di che cristalli parli??? Piuttosto mettiti lì di buzzo buono e regalacene una delle tue!!! Ok?????? (a proposito: la traduzione di ciumbia sarebbe pressapoco...?)


Silvia, quel leggermente più piccola di te è così gentile e delicato da commuovermi! Sniff... sono proprio un vecchio rudere...


Solimano, insomma, vive la difference !!!! Diversità e basta, senza parlare di meglio o peggio: concordo, ça va sans dire...

Baciottoni

R.

alberto ha detto...

a domanda risponde:
io avrei tradotto semplicemente poffarbacco,
ma sono andato a cercare di meglio, ecco qua:
http://www.syllabos.com/it/articoli/interiezioni.html

estrapolo per pigri e pigre:
...Testo originale in francese:
" Psst! heu! ah! oh! hum! ah! ouf! eh! tiens! oh! peuh! pouah! ouï! hou! aïe! eh! hein! heu! pfuitt!
Tiens! eh! peuh! oh! heu! bon!"

Traduzione in italiano di Umberto Eco[3]:
"Psst!Ehi!Ah!Oh!Hum!Ouf!Eh!Toh!Puah!Ahia!Ouch!
Ellalla'!Pffui!No!?Sí?Boh!Beh?
Ciumbia!Urca!ma va!
Che?!!Acchio!Te possino!Non dire!Vabbé!Bravo!Ma no!" ...
basta così?
ciao
a

giulia ha detto...

Bè, io ero innamorata di Gary Grant, dopodichè nessuno ha più retto al suo confronto... Quel biondino non mi piaceva, non perchè era gay (anche se sarebbe stato un amore impossibile), ma freddo, glaciale.
In quanto alle spiagge, da ragazza mi piaceva Finale Ligure, ma perchè avevo tanti amici e mi sentivo libera. Oggi, se ci vado, per mia mamma sto molto lontana da quegli "ombrelloni"...
Ciao Roby, un abbraccio

zena ha detto...

Ciumbia non l'avevo mai sentito.
Piaaaace, dentro c'è un piccolo sternuto, uno schiocco accennato, un'espressione simpatica delle labbra e, varda, anche un mezzo sorriso.
Igitur, cosa mai si può voler di più:)))
Ciao a tutti, nehhh
(Umberto Eco 'neh' come lo direbbe?)

ps) io innamoratillima di Gregory Peck:)))

mazapegul ha detto...

Robina, anche a me UFO-Base Luna (e gli intercettori, con quel bel suono tecno-bellico della parola) piaceva un sacco, e così il biondino platinettato. (Un lato gay mai veramente espresso?!)
Parliamo delle ragazze, piuttosto. Quella pettinatura uniformemente liscia e gonfiata rende fatalmente datata ogni fotografia e ogni filmato dell'epoca. Credo che solo tra molti secoli questi documenti visivi verranno presi come testimonianze di primitiva vitalità, come oggi noi prendiamo come primitivamente vitali le acconciature tutte uguali dei geroglifici egizi.

Un abbraccione,
Maz