lunedì 16 novembre 2009

Banda (diversamente) larga

ac

ieri sera,
grazie a un lampo di Musicamorfosi
e alla intelligente e garbata attività di Saul Beretta
abbiamo avuto al Villoresi di Monza
una serata con Paolo Fresu e Bojan Zulfikarpasic

un concerto eccellente,
che ricorderemo a lungo.
ma chi non c'era non c'era,
e le emozioni è assai difficile
trasmetterle di secondo orecchio.

si può però raccontare qualcosa:
è finita la vita facile di chi si contentava di uno strumento
e di sette note, al massimo più cinque.

Bojan suona magistralmente il pianoforte,
prevalentemente con la mano destra,
mentre la mano sinistra si esercita
in accompagnamenti sulla tastiera elettronica
o in incursioni direttamente sulle corde del piano.


Fresu, in equilibrio instabile sulla sua sedia
alterna l'uso di due trombe
ma dialoga costantemente con un sintetizzatore
che titilla con maestria giocando con echi propri e altrui.

il risultato di un rapporto quasi erotico
con i propri strumenti sono sonorità particolarissime
e una fascinazione che ti regalano soltanto
i grandissimi affabulatori.



9 commenti:

Solimano ha detto...

Alberto
la tua arte nell'andare a capo
quando meno te l'aspetti
consente di cogliere il significato
profondo
esperienzale direi
del concerto al Villoresi
in cui due musicisti di cui uno notissimo
(Fresu)
hanno ottenuto apprezzamento sì largo
anche se la tua ironia
farebbe credere ai non presenti che ci fosse
poca gente.
Non è così:
tu stesso hai confessato
ieri sera
durante la riunione all'Oasi di San Gerardo
che il Villoresi era strapieno.
Quanto si pagava?

saluti
Solimano

zena ha detto...

La distanza rispetto ad occasioni così belle è l'effetto collaterale più sgradito dell'abitare in un paese dalle dimensioni di una cacchetta di mosca, lontano in modo paritetico da ogni evento.

alberto ha detto...

caro Solimano,
contrariamente alla nota massima andreottiana,
sul potere che logora chi non ce l'ha,
ho l'impressione che il sultanato non ti giovi.

o forse siamo maturi, finalmente, per il califfato,
alla cui candidatura, mediante primarie,
mi iscrivo da subito.

mi spieghi da cosa hai arguito
che ci fosse poca gente?
la sala era piena, compresa la galleria!!!

il prezzo del nostro biglietto
era di 22 euri cadauno.
il prezzo intero era di 25,
ma noi godiamo del beneficio
della tenera età,
o dell'affetto di Musicamorfosi,
di cui seguiamo l'evoluzione
quasi dai primi vagiti.
ciao!!!
a

Solimano ha detto...

Alberto, ho interpretato indebitamente questo tuo inciso:

un concerto eccellente,
che ricorderemo a lungo.
ma chi non c'era non c'era


in genere si dice così quando si è in pochi per giungere alla considerazione consolatoria che gli assenti hanno sempre torto.

Però! Il Villoresi pieno compresa la galleria, con prezzi del genere! Sta succedendo qualcosa, a Monza...

Niente califfato, Alberto, non mi faccio emarginare, li so 'sti trucchi: un califfo vale di meno del due di coppe a briscola. Tu aspira a divenire vizir, allo scoccare della maggiore età (l'hai detto tu che l'età è tenera).
E niente primarie, sennò come minimo ci troviamo di mezzo Scalfarotto ed Adinolfi.

saluti Alberto
Solimano

Giulia ha detto...

Certo che ve la passate bene lì a Monza. Quante belle iniziative.
Ho un'amica da quelle parti bisogna che mi faccia invitare.

Silv ia ha detto...

Mi sono ascoltata qualcosa su YouTube. Mi rendo conto e un po' t'invidio. Adesso per consolarmi un po'sto ascoltando i Tenores di Bitti:)

Solimano ha detto...

Zena, la situazione di Monza è curiosa. Proclama di essere la terza città della Lombardia, ma è... a 10 chilometri da Milano.
Per cui.
Per anni ed anni, come molti miei colleghi, l'ho vissuta come una bella zona residenziale della grande Milano, con tutto quel che segue...
Ma ai monzesi DOC già Sesto San Giovanni (a 5 chilometri!) sembra un altro mondo, con tutto quel che segue...
J'ai deux amours, mon pays et Paris, solo che i miei paesi sono una decina.
Giulia, si può fare qualcosa dovunque, si può non fare nulla dappertutto... il prerequisito è contare veramente su se stessi, il che può significare anche tirarsi qualche schiaffo, ogni tanto (contare su se stessi non vuol dire darsi sempre ragione) e poi guardarsi attorno, non facendosi incastrare da piccoli establishment di ogni tipo che puntano solo all'autoconferma a prescindere.
Lo sai che Abbracci e pop corn riceve più visite dal Canadà che da Monza?
Tutti i concerti a cui sono andato si sono svolti a Milano, però a quello a cui è andato Alberto l'altra sera sarei andato anch'io volentieri. Averlo saputo prima...

saluti
Solimano
P.S. E fare sì, ma cose che ti diano piacere di per sé!

robozz ha detto...

Mi sono persa Fresu ???
Non me la perdono! Ho sentito Fresu tempo fa a Milano. E' riuscito a far vibrare la sua tromba ininterrottamente per 10 minuti senza mai interrompere l'emissione sonora. L'ha imparato suonando le launeddas. Il piccolo grande sardo dava dimostrazione della casualità della creatività come atto talvolta unico ed irripetibile di evento chimico- fisico che chiamiamo creazione.
Caro Albert, ce le passi queste rare chicche monzesi, invece che leccarti i baffi ridacchiando alla faccia di chi non se l'è goduta? Ha ragione Annalisa nel dire che a questa Città manca un canale informativo adeguato ai tempi ( radio, canale tv )E' anche vero che non compro il cittadino: mea culpa. A proposito. Avete sentito che i poverelli di Mediaset si lamentano del calo delle vendite/ascolti dei tg e che hanno fatto la proposta di far pagare i giornali on line? che ne pensate ?
Rosanna

Solimano ha detto...

Benvenuta Rosanna.
Riguardo a Monza, a quello che dice Annalisa (la mancanza di un canale radio e tv), io aggiungerei che sono presenti tanti rigagnoli che si atteggiano a canale senze esserlo, se non altro perché manca la massa critica, se i rigagnoli sono troppi.
Così è ad esempio nel volontariato: non basta pensare che bello che bello che ci siano tante persone che si occupano di volontariato, occorre riuscire a farlo insieme, con la massa critica giusta, sennò si duplicano inutilmente gli sforzi: sono cose in cui non è vero che chi fa da sé fa per tre, tutt'altro.
A cui aggiungo (ma è un mio personale pallino) che essere a dieci chilometri da Milano non vuol dire fare le nozze con i fichi secchi, così, per atteggiarsi ridicolmente a piccola Milano, ma vedere l'opportunità: tanti centri tutt'altro che piccoli: Sesto, Vimercate, Lissone, Cinisello in cui non mancano risorse di cultura e di volontà operosa (tutt'altro) e che decidono liberamente non perché esiste la Provincia di Monza (a cui ero e sono contrario) ma perché suvvia, siamo a pochi chilometri gli uni dagli altri, non passano cento metri di spazio fra una casa e l'altra. Decidano fra persone, piccoli gruppi che rinuncino a guardarsi sorridendo in cagnesco per individualismi ancor più ridicoli che sterili.
Mi piace assaissimo la tua definizione di creazione come evento chimico-fisico: quando si evita il codino del barone di Munchausen vado in brodo di giuggiole e mi viene in mente il pochi bali (poche balle) che mi hanno insegnato i reggiani (ma soprattutto le reggiane).
Siamo invasi dai sardi, ebbene sì, ma ne sono già accorto, più contento che preoccupato.

grazie Rosanna e a presto
Solimano