venerdì 16 ottobre 2009

Storia di uno scheletro pirata

Barbara

Cari amici,
nei giorni passati ognuno di voi ha, con coraggio, confessato il suo scheletro.
Ed ora tocca a me. Ebbene sì, il mio scheletro è una telenovela.
Ma non una telenovela qualsiasi. Niente schiave Isaure o ricchi che piangono per la sottoscritta. Io sono caduta tanti anni fa tra le braccia di un pirata tamarro e ogni tanto 'sto lestofante torna a fare capolino.
La telenovela è questa qua:

Non mi dilungo con la trama, tanto chi la conosce la conosce, chi non la conosce sappia che non ci facciamo mancare niente: ci sono scambi di coppia, false suore, pirati, contrabbandieri, figli illegittimi, intrighi, tradimenti, duelli e addirittura terremoti catastrofici. Quanto di peggio il romanticismo latino americano è riuscito a produrre, condito con costumi d'epoca fantastici (per anni ho segretamente desiderato di poter indossare uno di quei vestiti, e anche adesso vi confesso...), e una marea di scene girate in esterno in posti che riesco soltanto a sognare per quanto sono belli.

Ma il vero affetto che nutro per questa telenovela nasce dal ricordo della prima volta che la vidi.
Vivevo insieme a mia nonna in quel periodo. Una donna di campagna come non ce ne sono più ( beh, ce n'è ancora una in effetti perchè mica è morta la nonna). Iniziarono a trasmetterla il giovedì sera.
Ed eccoci, io e nonna, tutti i giovedì incollate al televisore. La coppia più improbabile della terra: io ragazzina sognatrice che ascoltavo l'heavy metal e andavo fuori di testa per i costumi ottocenteschi delle protagoniste, nonna donna concreta figlia della terra e mezzo sorda che si ostinava a chiamare il protagonista Giuà (dialetto di Giovanni).
-Nonna, non si chiama Giuà - la correggevo io tutta precisina. -Si chiama Juan (da leggersi Qvuan con una piccola aspirazione scatarrante sul Qv).
-Vavè Varbera (= va bene, Barbara). Stasera lo vedemo Giuà?
Ancora oggi, quando qualche volta mi guardo il dvd (ebbene sì, lo ammetto, ce l'ho in dvd embè?) penso: " Vado a guardarmi una puntatella di Giuà."

8 commenti:

Silvia ha detto...

Ah, ma i metallari sono dei teneroni, l'ho scoperto tanti anni fa. I pezzi musicali più melassa io li ho ascoltati dagli LP di mio marito, metallaro convinto. Ogni tanto mi capitano ancora in mano vecchie musicassette melense melense con sottofondo di suoni improbabili di chitarre elettriche.
Ero più dissacrante io con De Andrè:)
Tutto qui Barbarè il tuo scheletrino? Aspetta un po', mi pare anche un gran bel scheletrino. Ed io che mi aspettavo chissà che! Giuà. Io sto con la nonna. Meglio dire Giuà, che Qvuan aspirato,(poi escono i polmoni che non siamo abituati a quelle pronuncie lì) non m'attizza tanto.
Guardavo Parla con me, alcune sere fa, con Lella Costa che doppia Sentieri da oltre vent'anni. Lei fa tutto il teatro che fa e scrive e 'impegna proprio per i sensi di colpa che prova per doppiare Senteri da così tanto tempo. Lei ha uno scheletro enorme, la furbacchiona, che sbandiera ai 4 venti e che le fa fare un bel po' di soldini, altrochè! Non si sa quante volte sia già morta, resuscitata, clonata, teletrasportata, senza contare figli, matrimoni, divorzi, naturali e non, incestuosi e non e via andare.
E più o meno le soap si assomigliano tutte perchè hanno tutte trame assurde. Mi sono chiesta spesso perchè affascinino così tante persone e le più diverse. Oltre ai meccanismi di immedesimazione, di bisogno del sogno, di evasione, credo che ci sia molto di più.
Buona giornata cara e salutami oltre alla nonna, anche Giuà:)

Barbara ha detto...

Silvia: Sentieri l'ha guardata mamma per anni. Poi è passata a Beautiful. Ti confesso che con le soap c'ho un pochetta di difficoltà perfino io, che se mi ci metto posso essere un pozzo senza fondo. Però, essendo infinite, le soap stufano. E' inevitabile.
Ma le telenovele hanno inizio, svolgimento e fine, quindi se becchi quella che ti prende, non c'è niente da fa, devi pappartela tutta.
E Giuà, ragazze mie, convinceva. Era proprio un bel piratone

firmato

Barbara (sempre più simile a Marge Simpson)....

Anonimo ha detto...

Sono venuta a costituirmi: Beautiful.
Per molti anni, fino a diverso tempo fa.
E con questo mi taccio e mi chiudo in un doveroso silenzio.
A meditare.

:)))))))

zena

Solimano ha detto...

Oh là! Vedi mo' che ad insistere (anche senza torture se non psicologiche) gli imputati confessano i peccati TV? Zena ha ammesso Beautiful, io ho ammesso Un posto al sole, tu Barbara hai il tuo Giuà (concordo, meglio Giuà che Qvan, aspira di meno e sicuramente allunga le mani di più).
Io faccio una ulteriore confessione che risale quasi all'infanzia: leggevo i giornaletti cattivi, in particolare Pantera bionda. Se i preti e le suore ci beccavano, facevano un piccolo rogo di giornaletti.
Di Playmen e di Playboy, per favore, parliamo un'altra volta: il troppo è troppo.
"Quante volte, figliolo?"

saluti
Solimano

Giulia ha detto...

Non è un gran scheletro... E' bello questo ricordo con la nonna e questo guardarlo insieme, perchè proprio una delle cose che è caratteristica delle telenovele (che hanno una fine e questo non è poco) è che si guardano con gli altri. Ho visto in Brasile quest'anno: siamo andati al ristorante insieme a degli amici e lì c'è la televisione dovunque perchè nessuno vorrebbe mai perdersi la partita di calcio e la telenovela del momento.
Ad un certo punto si sono zittiti tutti e poi hanno rivolto l'attenzione alla televione: c'era una scena, per la precisione un litigio tra due donne che da tempo aspettavano... Avresti dovuto vedere tutta la gente dopo che rideva, scherzava, commentava insieme.
Sarebbe meglio forse partecipare ad altre cose, ma è così...

Quindi perchè no...(magari poi ti chiedo di prestarmi il DVD!!

Un abbraccio

mazapegul ha detto...

Barbara, qualche anno fa intravidi pezzi di puntate di una telenovela estratta da Gran Sertao, l'immortalissimo romanzo di Guimares Rosa. Non mi faceva sognare come il libro, ma aveva un suo fascino. Il fascino principale erano forse gli esterni, che si vede che in Brasile costano poco, perché le produzioni europee e occidentali non hanno quasi esterni, a meno che non vi sia dietro un investimento massiccio. Una storia di pirati e passioni? Siamo dalle parti di Salgari, o quasi. Un bello scheletro davvero.
(Da ragazzo avevo consapevolezza degli scheletri. Guardavo Happy Days, che mi divertiva, ma ne vedevo anche molte artificiosità; così che, quando una mia compagna di classe mi chiese di firmare una petizione per rimandarne in onda le puntate passate, rifiutati -anche ipocritamente, forse).
Ciao,
Maz

Barbara ha detto...

Zena: ma sai che in questi giorni mi è arrivata in negozio la grande guida di Beautiful edizione Giunti?
A riguardar le foto dei primi anni sembravano tutti scolaretti. Chi lo avrebbe mai detto che si sarebbero accoppiati tra loro come i conigli? A tutt'oggi mi diverto a sentire i riassunti che ne fa mia madre all'altra mia nonna (mezza sorda pure lei).

Solimano: ero sicura che le scarpe fossero la punta di un interessante iceberg.

Giulia: i ricordi sì. Certi sono davvero esilaranti. Ad esempio non ho raccontato i fantastici dialoghi che la nonna scambiava con i protagonisti, proprio come se fossero lì presenti.
Sgridava le donne ree di essere troppo zoccole (parole sue) e incoraggiava amorevolmente gli uomini a non cadere nelle loro trappole malefiche (è sempre stata un po' maschilista la nonna). Qualcosa di vagamente simile l'ho rivisto solo l'anno scorso, quando è uscito al cinema Twilight, e le ragazzine andavano a vederlo a frotte per poter applaudire il loro Edward (Edward è il nome del personaggio, badate bene, non del ragazzo che lo interpreta). Adesso non vedo l'ora che esca New Moon, per assistere allo spettacolo e allo spettacolo nello spettacolo.

Barbara ha detto...

Mazapegul: già, strano discorso quello degli esterni. La telenovela del "mio Giuà" era messicana, non brasiliana. Ma era piena di esterni mozzafiato. Dei posti, delle panoramiche da restarci secchi. Oh a capirci, non per la regia, ma proprio per i posti. Bastava un'inquadratura fissa, non serviva molto di più, perchè quei luoghi erano così belli che non avevano bisogno di altro.
Sarà sicuramente una questione di soldi, come dici tu, perchè in fondo anche qui da noi ce ne sarbbero di posti e ambientazioni fantastiche. Boh!