martedì 16 giugno 2009

Fiore di aloe

Solimano

Giuseppe Maria Crespi: Fiore di aloe 1718
cm 126 x 95 Collezione privata

Ecco la traduzione italiana della scritta in latino che sta sotto il quadro:
"Aloe mucronato, dalla foglia florida, dal fusto degenere. Questa pianta, coltivata in vaso, nella campagna bolognese e nel giardino del consultore Benacci, senza fiori per circa quarant'anni, sul far della primavera dell'anno 1718, cominciò, sparendo le foglie lunghe cinque piedi, a buttare un grosso fusto che, raggiunta nello spazio di due mesi l'altezza di tredici piedi e nove once, emise alla sommità rami posti in ordine insolito e carichi di gialli fiori monopetali multifidi all'estremità. Caduti questi, le capsule seminali, dopo un modesto incremento, morirono insieme alla pianta."

E' ormai indiscussa l'attribuzione a Giuseppe Maria Crespi avanzata da Francesco Arcangeli. C'è stato chi ha voluto vedere in questo quadro un riferimento alla vita del Benacci, che divenne padre solo in età avanzata. Ma Anna Maria Matteucci dice: "dovette trattarsi invece di un interesse scientifico, tipico dell'età, nella patria di un Aldrovandi e di un Malpighi, a dettare l'inconsueta iconografia dell'opera". E Giordano Viroli, nella scheda del catalogo della mostra del 1990 così scrive: "La data 1718, riportata dall'iscrizione, è molto utile per capire il percorso stilistico del maestro che, ancora a quell'epoca, seguitava a dipingere con robustezza e densità di impasti, facendosi paziente ed antico nel delineare la gialla infiorescenza, nello scrutare il depositarsi della luce lungo l'orlo delle foglie carnose, ormai piegate verso terra, in mezzo ai loro denti spinosi."

9 commenti:

Barbara ha detto...

Io e Franti, tra i tanti soprannomi che abbiamo, ci siamo anche ribattezzati: "Bicarbonato & Aloe".
Io sono Bicarbonato, perchè uso il bicarbonato per qualsiasi cosa: ci pulisco le verdure, lavello, pentole in alluminio, sanitari, piedi, cappa della cucina, tutto . Ho iniziato per delirio ecologista e poi ho continuato perchè mi sono accorta che pulisce benissimo everything and everywhere.
Franti è Aloe, perchè usa l'aloe per curare qualsiasi disturbo: gastrite, calli, mani screpolate, forfora. Una volta l'ho beccato che se la metteva nell'occhio con la congiuntivite al posto del collirio.
Insomma, stiamo impazzendo lentamente, inghiottiti dalle nostre nevrosi

Silvia ha detto...

Bicarbonato & Aloe:) Siete una coppia che è tutto un programma:)
Io uso il bicarbonato sì, ma di più l'aceto. Avendo i piani in cucina in acciaio, non tollero nessun utilizzo di detersivo e men che meno acidi puzzolenti. Per cui per rendere tutto brillante uso aceto a fiumi. Non balsamico ovvio.

Silvia ha detto...

Solimano, bella questa citazione. Fa pensare a molte espressioni della natura in cui le forme viventi muoiono dopo il concepimento. Una morte che anticipa una vita, come il ciclo naturale insegna. Bel dipinto.

Dario D'Angelo ha detto...

Barbara mi hai fatto venire in mente "Il mio grosso grasso matrimonio greco' con il padre della sposa fissato per il Vetrix :-)

Barbara ha detto...

Dario: sìììììì! Ecco a chi assomigliamo! E' verissimo!

Habanera ha detto...

E pensare che conoscevo l'aloe solo come trattamento indurente per le unghie fragili.
Mo' ti scopro che è una pianta grassa che -quando le gira- riesce anche a fiorire.
Che Giuseppe Maria Crespi nel 1718 già sapeva tutto ciò.
Che Franti fa un uso massiccio dei suoi derivati e che Barbara gli risponde a suon di bicarbonato.
Non si finisce mai di imparare...

Ben tornato, Solimano
H.

annarita ha detto...

Quoto Haba! Una arriva e qui per leggere un post pieno di cosucce stuzzicanti e si ritrova un corollario di sorprese, curiosità e amenit°. Il paghi due e prendi tre del supermercato a noi ci fa un baffo!
Salutissimi, Annarita ;-)

Anonimo ha detto...

nel giardino della casa vecchia c'era un cespo (?) d'aloe, orgoglio nonnesco e motivo di odio immenso da parte di noi bambini; passando in bicicletta sul marciapiede attorno a casa, ci si pungeva, perchè le sue lingue erano invadenti e puntute e noi troppo distratti.
A me piaceva vendicarmi, ogni tanto, e pungerla con l'ago. Sgridatissima!!!

Buon giorno a tutti:)

zena

sabrinamanca ha detto...

Mi piace questa metafora della vita che esplode dopo una lenta maturazione, mi piace la pazienza dell'Aloe!