domenica 31 maggio 2009

Tre mesi sabbatici?

Solimano


Generalmente do retta al mio naso, che sente l'odore delle situazioni. Forse è per questo che ho scritto le Novellette degli Odori che continuo ad inserire nella Biblioteca. Sono ormai in dirittura d'arrivo, visto che ieri ho inserito la novelletta numero 42.
Il naso mi ha detto che, dopo il post di Roby, era il caso di azzittirmi per un po' di giorni, così, per vedere cosa succedeva.
Ed è successo proprio quello che mi aspettavo: silenzio assoluto.
Il caldo, il lavoro, i viaggi, i figli, le zie e i parenti tutti, il ponte di questi giorni... vabbè!
Facile, troppo facile, c'è dell'altro.
Non siamo messi bene e certe assenze nei commenti ai post "Parliamone", "Un bellissimo incontro", "Il comunista che fotografava i fiori" sono sotto gli occhi di chi vuol vedere. Non dicono, queste assenze: "Non sono d'accordo", dicono di peggio, magari inconsciamente: "Tu non esisti". Le so queste cose, storia vecchia.
Per cui, chi vuole si prenda tre mesi sabbatici, fino a settembre.
Anch'io me li prenderò i tre mesi sabbatici, a modo mio. Pubblicherò in Stanze all'aria almeno un post ogni due giorni: ho delle cose da dire, mi piace dirle e non mi tolgo questo piacere di tipo impegnativo.
"Il diario in rete" è un di cui di Stanze all'aria e desidero che sia un'opportunità, non una palla al piede.
C'è un paradosso: avrei delle persone da invitare, ma in questa situazione non me la sento, perché rischierei di deluderle.
E a settembre? Se qui dentro ci fossero solo post miei? Beh, chiuderei Il diario in rete e comincerei Il diario di Solimano. Ma non succecederà così, non sarò solo.
Scommettiamo?

P.S. Le tre immagini sono particolari di opere di Norman Rockwell.


26 commenti:

Ermione ha detto...

Ho già spiegato i motivi del mio non esserci: un periodo brutto e triste che mi ha preso e travolto. In questi casi io lascio tutto, ed anche il mio blog si è fermato quasi del tutto. Ora sta passando, merito mio o delle congiunzioni astrali non so; certo è che ho più vitalità e voglia di scrivere. Qualcosa verrà.
Devo dirti però sinceramente che non sono mai stata lontana, leggo sempre tutto e commento quando voglio, a volte quando posso.
Non penso neanche io che tu sarai mai solo in questo blog...
Ma che belli i disegni di Rockwell!!

Barbara ha detto...

Ci stavo pensando anch'io.
Mi trovo in doppia crisi, forse tripla.
Motivo numero uno: il poco tempo, di cui vi ho già parlato.
Motivo numero 2. una certa crisi di idee. Meno scrivo e meno cose mi vengono in mente, come se fosse un muscolo che si atrofizza.
Motivo numero 3: una certa ansia da prestazione. E' come se dovessi rispettare uno standard, e in questi giorni non mi ci sento. Avrei voglia di scrivere racconti per bambini (piccoli) ma poco avrebbero a che fare con Stanze all'aria, oppure mi verrebbe voglia di lamentarmi un po', ma fare la lagna non mi piace. Vorrei tanto scrivere un paio di cose che ho in sospeso con abbracci e po corn, ma mi ci vorrebbe un po' di calma e qua sembra un circo con la fanfara.
Che fare allora? Non lo so, ammetto di non avere le idee chiare.

Barbara ha detto...

p.s Mi sa che la prima immagine è incompleta. Mi ricordavo che alla fine si finiva con la signora dai capelli bianchi...

Silvia ha detto...

Sono abituata agli andamenti fluttuanti delle cose per cui non mi sorprende più di tanto questa situazione. A volte la vita ci porta dove non vorremmo essere e ci obbliga a starci più del dovuto.
Inutile scrivere che sono in una fase di "depressione", si vede, si sente. Questo non significa che questo luogo non mi vedrà più, anzi, o che non legga ciò che scrivono gli altri. Io sono sempre qui, anche se non mi si vede più così tanto. Accade anche nelle migliori fmiglie di essere lontani per un po', ma poi ci si ritrova con l'affetto di sempre.

Habanera ha detto...

Le immagini di Rockwell sono strepitose. Per il resto, avevo iniziato a scrivere un commento ma mi sono accorta di avere troppe cose da dire su questo argomento.
Seguirà a breve un mio post che, contravvenendo alla ferrea regola di Stanze all'aria: "non si risponde ad un post con un altro post (per questo ci sono i commenti)", mi permetterà di essere più esauriente.
Chiedo venia al padrone di casa.
H.

mazapegul ha detto...

Quando tornai dal dottorato negli USA in famiglia avevano preso un cane, chiamato X. Non appena mi vide, mi diede un morso e mi lasciò tre buchi nella mano.
Avevo passato all'estero un quarto del tempo trascorso via da casa da Ulisse, ma l'accoglienza dal cane di famiglia fu assai diversa. (X, al contrario di Argo, non mi conosceva).
Io e X divenimmo amici, mi faceva poi delle gran feste e mi inquadrò presto come "maschio beta" del branco (alfa era mio padre, lui era invece rassegnato a fare il maschio omega); ma mi rimase quella sensazione di essere tornato in un posto famigliare, ma non più mio. Di essere ben accetto, ovviamente, e che ogni mia partenza lasciasse un vuoto; ma che questo non bastasse a giustificare la presenza.
Così sono le nostre cose umane. Esistono dei percorsi necessari, dei distacchi di cui si farebbe a meno, non fosse che è sbagliato non farne a meno.
Conto di essere di ritorno ben prima di settembre: il mese di giugno è andato prima di iniziare, tra viaggi di lavoro e campagna elttorale; e anche le bambine hanno bisogno di un pò del tempo residuo. Un tempo per leggere e per non scrivere (ma per leggere sì, quello lo si fa sempre e comunque). Il mese di luglio, invece, si presenta come un capitolo vuoto e nuovo del taccuino. Nuovo, questo è l'impegno, nel senso di più maturo.
Saludos,
Maz

Anonimo ha detto...

Solo una cosa molto piccola e forse banale: si sta qui, come nella vita, con modi diversi.
E questa varietà credo sia una risorsa.
Si interviene, si legge, si scrive, si tace, si pensa.
Penso che i silenzi non siano defezioni: magari sono pagine bianche in attesa delle scritture, che arriveranno coi loro stili e coi loro tempi.
L'importante è che ci sia un luogo che possa accogliere gli uni e le altre.
Un saluto.
zena

sabrinamanca ha detto...

Non siamo messi bene e certe assenze nei commenti ai post "Parliamone", "Un bellissimo incontro", "Il comunista che fotografava i fiori" sono sotto gli occhi di chi vuol vedere. Non dicono, queste assenze: "Non sono d'accordo", dicono di peggio, magari inconsciamente: "Tu non esisti". Le so queste cose, storia vecchia.

Primo: questa cosa qui non l'ho capita per niente.
Nella vita e in generale lo sbaglio che troppo spesso si fa è prenderla sul personale e sai perfettamente anche tu che il piu' delle volte anche quando si litiga raramente si litiga sul merito e raramente lo si fa con la persona che abbiamo di fronte, piu' spesso si litiga con i fantasmi del passato. Sono andata a rivedermi i post nei quali "parliamone" e "un bellissimo incontro" giusto per chiarirmi le idee su quel "magari inconsciamente" e ne ho tratto le seguenti conclusioni: non avevo nulla da aggiungere rispetto a quanto si era detto ma lungi da me milioni di chilometri l'idea che Antonella ed Emilia non esistessero.

Parlo della mia assenza perché non posso commentare le ragioni quelle di altri ma se in questo blog c'è qualcuno che vuol dire ad un altro "tu non esisti" allora c'è qualche grosso, grossissimo problema.

Non staro' a ripetere dato che oramai lo sai che la relazione con internet è quantomeno conflittuale e che non mi impongo di dire qualcosa se non sento di farlo. D'altro canto c'è il fatto che siamo un blog collettivo e che ci siamo spontaneamente impegnati a farlo andare quindi,, ammettendo, e lo faccio senza pudori, qualche sforzo, cerco di mantenere l'impegno.
Con questo non voglio dire che lo faccio controvoglia, proprio no, ma che devo fare uno sforzo per trovare il tempo e la concentrazione, e perché no, gli argomenti, in un momento in cui sono a migliaia di anni luce dal mio cervello.

Un'ultima considerazione che mia figlia si è svegliata. In questo blog c'è qualche "splendido" post, parecchi "bei" post, e gli altri tutti interessanti: mica male, no?

Giulia ha detto...

Caro Solimano,
sono d'accordo con Sabrina. Io non prendo la mancanza di commenti come mancanza di considerazione. Questo no. So che tutti abbiamo stabilito un rapporto per cui ormai esistiamo anche quando non ci siamo o non commentiamo.
Qui i commenti sono diventati più importanti dei post, ma se è così, è anche vero che diventa "impegnativo" commentare e piuttosto che dire cose "banali" o "scontate", preferiamo tacere.
Non è facile per nessuno garantire un impegno continuativo. La vita ci prende e richiede la nostra presenza ed è giusto che sia meglio "sacrificare" un blog che una persona con cui abbiamo dei legami forti nella vita reale o un lavoro che ci prende tanto tempo.
E' anche vero che questo blog forse è proprio nato come luogo di confronto e, se i commenti non ci sono sugli altri blog, qui ci mancano di più. Se non ci sono neanche i post si ha l'impressioone di entrare in una casa "vuota".
Quando nel post "c'è nessuno", ho praticamente chiesto di dare segni di vita è per questo. Sentivo la casa vuota, ma era un mio "sentire". Adesso so che ci siete e, quando ho qualcosa da scrivere e tempo ho intenzione di lasciare il mio segno qua dentro anche se sembra che non ci sia nessuno.
Davvero nulla deve essere fatto controvoglia o per forza. Se lo si fa, lo si fa per piacere.

Habanera ha detto...

Sabrina, tu al mio post "Parliamone" hai risposto e ti ho anche ringraziato per averlo fatto. Ma anche se tu non avessi commentato non avrei mai pensato che tu, proprio tu, volessi dirmi: non esisti!Quante volte è capitato anche a me di non commentare qualche tuo post! e quanti ne ho involontariamente trascurati tra quelli di Giulia, di Annarita, di Solimano, di Barbara, di Zena, di Amfortas, di Dario, di Silvia...
Non si può arrivare sempre a tutto e capita che su certi argomenti non si abbia niente da dire.
Ma il post "Parliamone" non era una mia cosa personale, avrebbe dovuto coinvolgere tutti perchè riguardava il nostro stare insieme in queste stanze.
A qualcuno può essere sfuggito ma non a chi riceve i commenti per posta ed è informato tempestivamente di tutto quello che succede qui dentro.
A volte si decide di non rispondere. Per superficialità, per disinteresse, oppure per ripicca, per antipatia personale, per una specie di regolamento di conti di cui tutti gli altri non sono a conoscenza. Sono cose che capitano: non si può piacere sempre a tutti e la simpatia, o l'antipatia, sono sempre sentimenti reciproci.

Un abbraccio a te ed a tutti i veri vicini di Stanze
H.

Solimano ha detto...

Mamma mia, quanti commenti! Farò una cosa che normalmente non faccio: rispondere con più commenti, sennò divento troppo lungo e non mi legge nessuno.
Elena, le congiunzioni astrali non esistono, te lo dico io che sono un Ariete e gli Arieti le sanno, queste cose.
Sul periodo brutto e triste, ho sbagliato tanto che qualcosa ho imparato: il periodo può essere brutto, l'importante non essere tristi nell'affrontarlo. Occorre essere fattivi, anche se addolorati (che non è sinonimo di tristi, il dolore è onesto).
La mia non vuole essere una forzatura, basta andare a vedere un po' di conversazioni fra di noi per capire che l'idea di questo blog funziona. Ma c'è un'abitudine molto diffusa: si preferisce che le cose vadano male proprio quando potrebbero andare bene. E' tipicamente italica, cattolica, valle di lacrime e compagnia bella. E' quasi un imprinting, non ce ne si rende conto. Il tornaconto nevrotico è che siccome il mondo è brutto e cattivo, è meglio non fare niente. Ebbene no, non sono persuaso e non mi preoccupo quando va bene, ma quando va male. Se va bene sono contento. Rockwell? A me impressiona per la vitalità allegra e ironica, mi fa star bene, vedere Rockwell.
Barbara, non ti credo. A te basta vedere un libro di sghimbescio sulla scrivania o un bicchiere pericolante sul lavello per sciverci su qualcosa che gli sghimbesci e i pericolanti non hanno mai sentito.
Niente ansia di prestazione, non è proprio il caso. Qui, se uno si mette in punta di piedi fa l'unica cosa veramente sbagliata. Ma se leggo uno che scrive bene, cerco di imparare, non gli dico di scrivere peggio. A scrivere bene, fra l'altro, si fa meno fatica, se l'argomento ce l'hai sulle dita. Ma lo sai. Sì, l'immagine di Rockwell è un particolare, non è completa: ho cercato di quadrettare.
Silvia, succede. Flusso e riflusso. Però, normalmente, mi sembri l'ultima che abbia il problema della pagina bianca: ti metti sulla tastiera e scrivi, quello che è successo due minuti prima o vent'anni fa è lo stesso.
Che è successo, ad Antonella Spaggiari? Ho letto cose brutte su Repubblica. Prima o poi mi racconti.

grazie e saludos
Solimano

Solimano ha detto...

Habanera, ho letto il tuo post e ho già commentato lì, ma lo farò ancora, l'argomento mi attizza... nel senso che il mio mestiere è quello dell'attizzatore del camino, diversissimo da quello del piromane. Non è stagione, ma un bel camino acceso in una stanza bene aerata me lo sogno ogni tanto di notte.
Màz, ci vedremo a luglio, quindi. Questo posto ti può interessare anche dal punto di vista politico. Leggo di frequente il blog politico più noto e frequentato, che è di una persona di Monza che conosco. Quando vedo la sua lista dei preferiti, tutta di blogghettini-ini-ini politici personali, uno in fila all'altro, con dieci visite cadauno al giorno mi chiedo: ma serve a qualcosa, fare in quel modo? O non farebbe meglio, visto che ha le visite (non le pagine viste) superiori ad ab Abbracci e pop corn, ad offrire a quelli che apprezza dippiù di diventare guest sul suo blog? Un discorso di massa critica che penso ti interessi: sarebbe ora che si dessero una regolata non come sfogatoio, ma come organizzazione dal basso, con una forte autonomia.
Zena, il tuo commento al post del comunista fotografo di fiori e quelli degli altri che hanno commentato sono finiti col post, senza mia richiesta od intervento qui a Monza sia nel sito Novaluna che nel sito Arengario: qui (guarda a destra) e qui. E sono stati letti con molta soddisfazione.

grazie e saludos
Solimano

Silvia ha detto...

Sì una brutta faccenda ma anche per l'informazione distorta che gira. La Spaggiari intendo. Ma non credere Solimano che Del Rio sia un fiorellino del prato.
PD? Vorrei capire chi c'è lì dentro adesso. Ma lasciamo perdere che divento verde e preferisco cambiare discorso che coi leghisti non ho niente da spartire!

sabrinamanca ha detto...

Non è per dire Primo ma mi hai saltato nei commenti!!!
Fai finta di non vedermi, dico io! :)))

Solimano ha detto...

Sabrina, non essere impaziente! Io non salto nessuno, sono arrivato a Zena, mo' tocca a Sabrina e a Giulia. Poi, ancora ad Habanera ed ancora a Silvia.
Hai presente lo spazzaneve di quelli che non sanno sciare? Ecco, sto scendendo a spazzaneve!

saludos
Solimano

Silvia ha detto...

Solimano attento a non incrociare le punte e allarga bene bene le code. Che ti vogliamo intero. Vai piano per favore e le racchette non tenerle per aria che sembra che volino via. Punta bene e fai perno. Haba per favore, tu che sei una sciatrice provetta, gli dai un occhio che devo assentarmi un attimo?

Solimano ha detto...

Sabrina, il tu non esisti è una modalità comunicativa. Un'altra è il tu sei cattivo.
Tutto nell'ottica del non si può non comunicare. Si comunica sempre, anche non volendo -o non potendo- comunicare.
Il tu non esisti è usitatissimo nel mondo dei blog, ad esempio in certi blog ad alti commenti quando il blogghiere vuol togliersi dai piedi un commentatore fastidioso: non gli dice che dà fastidio, non gli risponde e basta. Di esempi, ne avrei decine.
Ma il mio punto è questo: è meglio discutere che far finta di niente. Questo sostengo, perché se si discute da qualche parte si arriva, se non si discute la cosa rimane lì, diventa cronica. Tale e quale come nella vita normale.
Sia ben chiaro, io non sto facendo un discorso generale di commento sistematico, sarebbe una forzatura ridicolissima, sto dicendo che su certi argomenti comuni è meglio esprimersi che non esprimersi.
Perché o il dissenso c'è o non c'è; se c'è meglio portarlo alla luce della rete.
Giulia, tieni conto del fatto che c'è un po' un aspetto sperimentale, nel nostro modo, quindi, oltre al piacere (di cui sono un fervente sostenitore) c'è anche l'opportunità, la riflessione, l'autocritica. Senza tirarsi inutili complicazioni, ma al mio discorso di ragionevole continuità rimango affezionato. Ragionevole vuole anche dire che se qualcuno non può, non può e basta. Succede a tutti, e difatti, proprio perché ho deciso, per intanto, di assicurarla io la ragionevole continuità, tutto diventa più liscio. D'altra parte, onori ed oneri, ad essere blogghiere: io da tempo commento sistematicamente tutti i post che escono, perché, senza fare del gné-gné da dire ce n'è sempre, però bisogna leggere il post con attenzione, il che significa tempo da dedicare. Piccole accortezze che possono essere utili.

grazie e saludos
Solimano

Habanera ha detto...

Silvia, un occhio al nostro sciatore lo darei volentieri ma vedo che con il suo spazzaneve se la sta cavando benissimo.
Difficile che Solimano possa farsi male, ha l'arte di cadere sempre in piedi.
Siamo noi, semmai, a rischiare di prenderci in un occhio le sue racchette, sempre puntate in alto.

Ciao, carissima
H.

Solimano ha detto...

Habanera e Silvia, non sfottetemi! Non è bello.
Mentre voi affrontavate le piste nere, io ero felice di aver imparato a prendere lo skilift Topolino, quello dei ragazzetti.
E scendevo a spazzaneve, mentre il maestro di sci mi urlava dietro: "Serietà e compunzione!"
Imparai persino a curvare, con lo spazzaneve. Credo di aver distrutto tutte le foto, speriamo non ne sia rimasta qualcuna nel cassetto...
Poi scoprii lo sci di fondo: una fatica boia, ma vuoi mettere? Gli scarpini quasi da ballo, i calzettoni rossi, le brache nere, il maglione a rigoni zig zag, la sciarpa lunga un metro, la berretta col pon pon. Le sorelle brutte delle spose belle erano tutte per me: "Serietà e compunzione!" Altro che storie, voi delle piste nere. Al Passo del Tonale se li ricordano ancora, i miei spazzaneve: "C'era una volta un signore con la barba che non sapeva prendere lo skilift..."

saludos y besos
Solimano

Ermione ha detto...

Eh, Solimano, credo anche io che le congiunzioni astrali non esistano, e sono anche io un segno di fuoco, Leone-Leone! Ma non so come spiegarmi questo lunghissimo periodo di cose brutte che sto vivendo, tristezza pura. Cose di cuore, quindi poco risolvibili razionalmente; ma le peggiori, quelle che ti fanno stare da cani.
Ripeto, leggo sempre, ma a volte sono così giù e triste che mi vengono proprio le parole. Dovrei scusami con gli autori, forse? Mah, non credo, anzi penso che una persona di animo fine -e qui tutti lo sono, mi sembra- capisca.
Mi piace la tua storia con gli sci e lo spazzaneve: mi ricorda i miei trascorsi in Val Gardena, da piccola con la mamma. Stesse scene con gli skilift e le curve a spazzaneve...pare che da molto tempo non si insegni più lo spazzaneve, acc, lo detestavo, faceva tanto "principiante"!

Ermione ha detto...

Manca un non (non rileggo mai e dovrei farlo sempre): non mi vengono fuori le parole.

Silvia ha detto...

Ciao a te Haba cara. Grazie che lo hai controllato a distanza che le racchette, in un occhio, non sono piacevoli:-PP

Cadrà sempre in piedi il nostro Eroe, ma alla fine ha preferito le scarpette da sci di fondo agli scarponi del discesista. Gli piace guadagnare terreno con fatica e metodo, studiando il percorso e dosando le forze con constanza e tenacia.(Skilift a parte che qui la tenacia pare che non abbia sortito granchè. Vabbè anche gli Eroi hanno il loro tallone di Achille)

Mica come noi che infilata la pista con due colpi a corto raggio sparivamo nel fondo valle.
Ma alla sera, lo avremmo aspettato per la grolla vero?

Solimano secondo me hai mollato la discesa perchè il maestro ti urlava: Serietà e compunzione. Ma scusa, dove l'hai trovato uno così?
Serietà e compunzione...
Di solito urlavano: allarga, chiudi, carica, stringi, punta, abbassati, ABBBASSATIIIIIIIIII, ma compunzione giuro che non l'ho mai sentito.
Io gli sarei andata a un palmo per controllare se era finto.
Uomo tenace, Haba ed io ti stiamo aspettendo per la grolla:)

Silvia ha detto...

Solimano vai a fare un giro se ti va su:
http://candidato.splinder.com
è uno sguardo da dentro e forse può chiarire le idee per certi aspetti, anche se i nomi purtroppo non sono scritti per esteso.
Poi un giorno ti spiegherò.

Solimano ha detto...

La storia di "Serietà e compunzione".
A quel dì, nei posti che non fossero Cortina d'Ampezzo o Madonna di Campiglio, il maestro di sci non era come ci siamo abituati a vederlo ormai da decenni: era un montanaro spesso più irsuto dei fratelli Pontepee di Sette spose per sette fratelli.
'Sto montanaro si trovava di fronte dei cittadini ed aveva delle difficoltà linguistiche: non leggeva il giornale, parlava il dialetto, che fare? Semplice, un uomo di cultura c'era nel paese: il prete e le sue prediche domenicali durante la messa.
Il montanaro che mi ha insegnato i primi rudimenti dello sci usava le parole del prete, e "Serietà e compunzione" probabilmente gli sembrava una specie di bomba atomica verbale. Non l'ha detto una volta, lo diceva spesso.
Di suo, sciava benissimo, senza aver avuto nessun maestro: sembrava che ai piedi avesse le scarpe da tennis. E secondo me odiava gli scarponi da sci.
Poi cambiò tutto rapidamente...

saludos
Solimano
P.S. "Serietà e compunzione!!!"

Roby ha detto...

Da ragazza ho fatto sci di fondo, per il breve spazio di un inverno. Il mio fidanzato e futuro marito avanti a forza di racchette e olio di gomito, io ad arrancare nel suo solco, prima di cadere pesantemente in una nuvola di morbida neve...

A volte mi capita ancora, di seguire solchi nella neve davanti a me, cercando di tenere il passo con chi sta davanti. Ora il mio stile di fondista è migliorato, le cadute sono più rare, e spesso riesco a tracciare una strada tutta mia. Ma talvolta il tempo cambia, la neve si fa ghiacciata, ed è dura proseguire...

Meno male che, in qualche baita vicina, è sempre pronto un bel bicchiere di vin brulé, una fetta di strudel e magari anche un po' di sacher torte. Così allungo i piedi sulla poltrona, metto un cuscino dietro la testa, chiudo gli occhi e: "Mi riposo solo un momentino... torno subito... Arrivo... zzzzzzzzzzz.... ronf ronf....."

R.

PS: com'è rinfrescante parlare di neve e di ghiaccio ai primi di giugno!!!!
BACIOTTISSIMI come se nevicasse!!!

annarita ha detto...

Non vorrei ripetere ciò che ho già scritto riguardo il post di Haba. Mai e poi mai ho taciuto un commento perché il mio silenzio sottintendesse menefreghismo e maleducazione nei confronti dell'autore. Più semplicemente, spesso leggo e rifletto in silenzio. Mi sembra molto più corretto che scrivere una qualsiasi scemenza che, secondo me, farebbe sì molto gne gne. Tutti scriviamo con piacere e con altrettanto piacere riceviamo i commenti di chi ci ha letto, ma non facciamo un dramma per una parentesi di silenzio. Io la penso così. Se c'è dietro qualcos'altro, vi garantisco che mi sfugge.
Salutissimi, Annarita.