lunedì 1 giugno 2009

Presenze ed assenze

Habanera

Hopper, Sole in una stanza vuota


C'è modo e modo di essere presenti, come di essere assenti.
Capita a tutti, per motivi strettamente legati alla vita reale, di doversi assentare per qualche tempo.
A volte sono motivi piacevoli come un viaggio, a volte motivi dolorosi come una malattia, propria o di qualche familiare.
A volte momenti di lavoro particolarmente impegnativi, oppure periodi di depressione che vanno sempre e comunque rispettati.
Infine, last but not least, c'è lo stress da eccessivo impegno blogghiero.

Infatti, a voler fare le cose proprio per benino, si dovrebbe

1°) aggiornare spesso il proprio blog
2°) rispondere ai commenti sul proprio blog
3°) partecipare a Stanze all'aria con dei propri post
4°) rispondere ai commenti sui propri post in Stanze all'aria
5°) commentare, con reale partecipazione ed interesse, i post altrui
6°) visitare (e possibilmente commentare) i blog degli amici cui teniamo particolarmente
7°) rispondere alle numerose mail ed ai messaggi personali
8°) farsi vivi, almeno con qualche commento, anche su Abbracci e pop corn.

E nel frattempo continuare a vivere: lavorare fuori casa (non è il mio caso ma vale per la maggior parte di noi), fare la spesa, cucinare, riempire e vuotare lavatrici e lavastoviglie, stirare, occuparsi dei propri cari, leggere, vedere qualche film, telefonare ai parenti, alle amiche, agli amici, litigare nelle riunioni di condominio, controllare le bollette dei pagamenti, aspettare che l'idraulico, l'elettricista, il falegname, il tecnico di qualunque elettrodomestico in avaria, si decidano finalmente a venire per riparare il guasto,
etc... etc... etc...

Quando tutto questo insieme diventa troppo pesante è legittimo, anzi, consigliabile, concedersi una pausa.
Senza sensi di colpa e senza inventarsi una scusa dietro l'altra a cui ormai non crede più nessuno.
Meglio dire le cose come stanno: "Sono stanca, ho bisogno di prendermi una vacanza" come ho fatto recentemente sul Nonblog.
Chi ti vuole realmente bene capisce, viene a commentare gentilmente il tuo post, e continuerà a volerti bene.
Degli altri, di chi neppure se ne è accorto perchè non ha mai stabilito dei veri rapporti di collaborazione ed amicizia, o di chi è sempre pronto solo a criticare, sinceramente me ne infischio.
Un periodo di impegno più leggero non significa però abbandono ed io non ho intenzione di sparire nè da qui, nè da Abbracci e pop corn, nè dal Nonblog, nè dai blog dei miei amici più cari.
Ci sono amicizie e simpatie, ormai ben consolidate anche in queste Stanze, che considero preziose e che voglio tenermi ben strette.
Come disse il mitico Nanni Moretti a San Giovanni: "Ora che ci siamo (ri)trovati rimaniamo in contatto. Non perdiamoci di vista".


19 commenti:

Solimano ha detto...

Il punto è che la rete, fra tanti pregi, ha anche qualche difetto.
Ad esempio, attutisce la sensibilità comportamentale, morale e culturale.
Forse perché si ha una sensazione - fra l'altro illusoria - di non pagare pegno, di potersi permettere tutto. E si vedono vegliardi e vegliarde comportarsi come bambini stupidi, cattivi, impolverati però col talco di un gné-gné che non costa niente.
Mentre, nella vita reale, la gentilezza e la generosità hanno un prezzo dolcissimo ma salato.
Ci sono persone che non cadono in questa trappola contagiosa: quelli che hanno una vita personale ricca e gratificante.
Per cui, paradossalmente, proprio quello che cercano gli sfigati (compensare col virtuale un reale insoddisfacente) gli si ritorce contro e dietro la maschera appare la smorfia consueta. Un giusto contrappasso.
Che fare? Fare cose serie con un progetto serio, che non vuol dire serioso: solo i seri sanno essere veramente allegri. Per cui, se ci fosse un blog di vero cazzeggio, parteciperei volentieri... ma in giro vedo cazzeggi tristi, tristi, tristi...
Habanera, mi fa cascar le braccia che non si risponda neppure ai commenti su un proprio post e che non si vada a salutare la blogghiera del Nonblog quando si prende una lunga vacanza. Dopo che gli hai pubblicato benissimo dei post che altrimenti si sognavano le visite che hanno e che avranno.

saludos y besos
Solimano

Amfortas ha detto...

Scusate, e vale anche per il post precedente di Solimano, non fareste prima a dire chiaramente con chi ce l'avete?
Chi si è offeso e perché?
Sono troppo pragmatico?
Boh!
Non ho capito poi l'imbarazzo di Solimano in merito ai nuovi guest.
Se hanno tanta puzza al naso da sputare nel piatto dove devono ancora cominciare a mangiare, che se ne stiano nelle loro torri d'avorio.
O no?
Per Habanera, una piccola comunicazione di servizio (so che il problema è stato affrontato a suo tempo, ma sono io che ho cambiato qualcosina nella mia @): gentilmente, mi cancelli dalla lista di notifica dei commenti?
Grazie! Quando risolverò un paio di problemi, ti manderò il nuovo indirizzo.
Saluti a tutti.

Habanera ha detto...

Mah, Solimano. Non so se esista una sostanziale differenza tra il modo di comportarsi in rete e nella vita reale.
Io, ad esempio, in rete sono forse meno timida e riservata di quanto non lo sia dal vivo, ma i valori sono sempre gli stessi. Massimo rispetto per tutti e ferrea determinazione ad essere ugualmente rispettata.
Questa è la regola di base della mia vita, tutto il resto dipende da un'infinità cose. C'è chi mi è più simpatico e chi meno, chi ammiro e chi invece trovo insopportabile, chi riesce a conquistare il mio affetto e chi resterà per sempre ai margini della mia vita.
Sono generalmente fiduciosa e ben disposta verso il prossimo ma anche ipersensibile ed attenta ad ogni minimo segnale.
Diceva una mia carissima amica dei tempi del liceo: "Non hai un carattere facile ma basta prenderti per il tuo verso e si scopre che sei una persona dolcissima e leale."
Ogni tanto, quando qualcuno mi ferisce, mi ricordo di quelle parole e sorrido, riprendendo fiducia in me stessa.
H.

Habanera ha detto...

Caro Paolo, quando abbiamo affrontato il problema dei commenti via mail avevi ben altri problemi per la testa.
Stavi attraversando un momento difficile nella vita privata e volutamente non ti ho coinvolto.
Però, senza dirlo a nessuno, ho tenuto un posto libero per te e quando sei tornato ho inserito anche il tuo indirizzo.
Ora l'ho cancellato, come mi hai chiesto, e deciderai tu se riattivarlo o meno
Ciao
H.

zena ha detto...

Ho un blog da sei anni, quasi: anni volati in un attimo eppure hanno costeggiato i periodi più intensi della mia vita. Anche i più dolorosi.
Non ho mai chiuso le porte.
Ci sono stata a fisarmonica, col piacere di esserci e col dispiacere di non esserci come avrei voluto, sicuramente.
A volte scrivendo, leggendo e commentando, a volte leggendo e basta, a volte senza neppure il tempo di far quello.
Mai però è venuto meno l'affetto per i compagni di viaggio e il legame con questo tipo di medium.
Ne sono stata ricambiata molto al di là dei miei meriti.

Ora, in queste Multi-Stanze, mi rendo conto che cresce la responsabilità del proprio modo e allora è giusto dirsi un poco di più.
Ecco.

Se mi capita di sparire o di esserci a intermittenza, può essere per tanti motivi ma mai per indifferenza.

Se mi capita di essere presente nei commenti o di non esserci, è per una non premeditata infilata di situazioni/tempi/idee/: non per una opzione a priori di favore o sfavore.
Mi capita di commentare anche in vecchi post, ad esempio, che leggo fuori tempo.

Mi rendo conto, però, che ad esserci-un-po'-sì e un-po'-no, può anche capitare di parer sgarbati, senza volerlo.

Ditemelo, per cortesia, se mi succede: in estrema libertà:)

Io apprezzo, anzi provo ammirazione per chi sa dire quello che sente.
E vorrei che questo luogo restasse come l'ho avvertito: aperto, accogliente, non ansiogeno...

Un saluto grande
zena

Habanera ha detto...

Zena, la tua presenza in queste stanze c'è e tutti noi la avvertiamo. Di questo puoi essere sicura.
Forse c'eri un po' meno i primi tempi, poi, man mano che prendevi confidenza con il luogo e con le persone, ci sei stata sempre di più.
Il problema non è quanto tempo passiamo qui, quanti post scriviamo, quanti commenti facciamo.
Si tratta di vedere con che spirito siamo qui. Esserci con il cuore, oltre che con la testa, è importante se vogliamo che questo posto rimanga un nostro punto di incontro.
Non saremo sempre presenti, spesso ci sfuggirà qualcosa, ma il tempo che dedicheremo a Stanze all'aria sarà un tempo vissuto generosamente, ricco di umanità e di interesse reale per gli altri.
Tutte cose che per te sono naturali come respirare, tu non potresti mai essere diversa, neppure se lo volessi.

Un forte abbraccio
H.

Silvia ha detto...

Io credo che ognuno di noi sia qui con lo spirito che vuole e che può, e sempre nel rispetto di sè stesso. Lo avverto, l'ho sempre avvertito e credo sia una delle componenti principali e di maggior significato di questo luogo, che lo rende speciale.
Ci possono essere momenti in cui, per tutta una serie di circostanze, la casa è meno affollata, ma non ho mai percepito una presenza per dovere. Anzi, proprio per questo, alcuni di noi, sono stati costretti altrove e altrove sono rimasti. Scusandosi, spiegandone i motivi, con dispiacere spesso. Ma poi sono sempre tornati e credo sia uno dei motivi per cui resteranno a lungo. Poter essere qui, come sono a casa loro.
Credo che il tuo atteggiamento sia giusto Solimano, posterai secondo i tuoi criteri, come faremo tutti. E risponderà chi vorrà e potrà. Se così non fosse, ripeto, non avvertirei quella bella sintonia che percepisco tra noi, quella complicità che ci fa accettare le assenze perchè non vissute come punizione o mancanza di rispetto. E' rispetto per la vita altrui invece che credo sia alla base di un buon rapporto tra esseri umani. Quest'anno, a differenza dello scorso anno, in agosto non sarò a casa, andrò in ferie col babbo, per cui purtroppo perderò buona parte di Abbracci e popcorn agostano che di solito è "fuori tema" e molto, molto interessante. Mi dispiace, ma farò volentieri la "badante" di mio padre, o meglio, lui farà da badante a me:) credo mi si possa capire. E conto su questa comprensione a dire il vero, altrimenti vorrebbe dire che di voi non ho capito niente. E non credo sia così.
Comprendo anche quando dici che una comunità deve remare tutta nella stessa direzione per approdare a qualcosa. E' vero. Credo che ognuno di noi lo stia facendo al meglio, coi suoi tempi, attenzioni, disattenzioni, genialità ed errori: con la sua personalità. Anche per questo è bello questo luogo.
C'è molta onestà qui dentro, per fortuna, e quindi emerge anche la stanchezza. Non ci deve spaventare, fa parte della vita di tutti i giorni no? Ma se si crede che questo è un bel luogo proprio per le persone che lo abitano, sapremo aspettarci e si mangerà di magro in tempi di stanca e si faranno banchetti con le vacche grasse. Che torneranno.
Non ho capito la storia dei nuovi guest di cui parla Paolo che hanno la puzza sotto al naso.
Devo essermi persa qualcosa. Chi sono costoro che hanno da dire prima ancora di dire qualcosa?

Barbara ha detto...

Ma io avevo già commentato questo post...e il mio commento dov'è?
Credevo che splinder fosse il peggio del peggio, ma anche blogger fa i suoi scherzetti da prete uffa!

Non mi ricordo tanto bene quello che avevo detto, comunque il succo era che sono mortificata per non averti salutato su Nonblog, ma che purtroppo come ti avevo accennato in precedenza non riesco a frequentarlo molto spesso.
Il mio problema è che ho poco tempo per internet, e sempre dosato a singhiozzo. Ho escogitato i miei trucchetti per poter scrivere a ... hic ...singhiozzo... hic... tre le continue...hic...interruzioni.
Ma leggere a singhiozzo, ancora non ci riesco e così rimando sempre i blog che richiedono e meritano attenzione maggiore a dopo. Quand'è il dopo? La maggior parte delle volte quando i bimbi dormono, il consorte legge e i piatti sono fatti, ma la maggior parte delle volte a quel punto io svengo sul letto senza più coscienza del chi sono e perchè sono. E così i blog che più trascuro sono il tuo, quello di zena e quello di amfortas, nonchè qualche altro di altri amici che non sono di Stanze all'aria.
In attesa di perdono e di tempi migliori, sto cercando di affinare qualche tecnica di lettura veloce, ma per come l'intendo io la lettura veloce è un ossimoro e non sono sicura di approvarla.
Ciao, e buone meritatissime vacanze.

sabrinamanca ha detto...

La bellezza di un'amicizia o di una relazione la si vede più nettamente a posteriori quando ci si è conosciuti meglio, nel bene e nel male. Piano piano spuntano difetti, manie, assenze, debolezze che vanno a rimpiazzare quella quasi perfezione degli inizi quando si era ancora estranei e si tentava di essere il meno possibile se stessi, laddove l'essere se stessi coincideva con un difetto vero o presunto.

Antonella, ti ho scritto su un post sul Nonblog di quella ragazza che mi ha corteggiato per diventare poi la mia migliore amica, beh, lo è ancora, certamente, e guardando indietro a diciotto anni fa quando ci siamo conosciute mi dico ancora: benedetta ragazza con la sua insistenza, la sua cocciutagine, la sua voglia di piacere ad ogni costo! Se non fosse stato per lei non avrei fra le mani e nella mia vita un cosi' caro tesoro!

Dico tutto questo anche parlando del blog: andiamo a singhiozzo ma tentiamo di esserci, ognuno come puo' coi suoi pregi e difetti, contando sulla benevolenza e la fiducia accordata dall'altro.

Giulia ha detto...

IO credo davvero che si faccia di tutto per esserci, come nella vita così nel blog. Quante volte vorrei andare a trovare un'amica o un amico e non riesco. Poi vorrei telefonare e capita qualcosa. Ma gli amici veri sanno che ci sono e sanno anche che possono chiamarmi quando hanno bisogno o semplicimente la voglia di vedermi.
Qui forse abbiamo intuito che potrebbe esserci un bel rapporto tra noi e io ho avuto la fortuna di confermare questa mia intuizione conoscendo Silvia. Ma ha ragione proprio Silvia, che bisogna accettare anche le assenze e questo modo fluido di esserci.
Se ci siamo allontanati per un po', quando torniamo qui dobbiamo percepire che siamo comunque ben accolti, altrimenti qualcuno sarà tentato di andare via e non tornare più.
Io penso che sia bello che qualcuno, come Solimano, o chi riesca a farlo, tenga aperte queste stanze, le ravvivi, gli metta i fiori freschi come ha già fatto nel senso letterale della parola e, se qualcuno può fare come lui, è bello che lo imiti. Ma senza obblighi o sensi di colpa. Per piacere. Io lo farò quando potrò, perchè questo blog mi piace e ci sto bene.
Ci ho messo del tempo a capire, devo ancora pensare se posso anche contribuire alla biblioteca perchè l'idea la trovo molto bella. Ma su questo non ho ancora preso decisioni.
Per me, però, anche persone che hanno postato poco, dovrebbero sentirsi ugualmente a casa propria perchè consocendole nei loro blog, so che sono persone che vorrei che anche solo ogni tanto passassero, quando possono. Faccio un esempio per fare nomi come chiede Amfortas: Stefania.
Se, invece, questo posto si vuole dare delle regole, allora si devono esplicitare in modo da capire chi può o chi non può, chi è interessato o no.
Io personalmente penso che vada bene così. Forse più ci sentiremo a nostro agio, più anche ci verrà la voglia anche solo di fare un post di saluto, senza pensare di non fare un post "adeguato".
Come dice Zena del suo blog vorrei che anche qui si potesse stare anche un po' "a fisarmonica, col piacere di esserci e col dispiacere di non esserci come avrei voluto, sicuramente".
Come non capire il modo di stare "a singhiozzo" di Barbara... e quel "dopo" che non arriva mai che è tipico di chi è mamma o ha un lavoro o ha problemi in famiglia...
E ha ragione Sabrina: chi può di noi deve esserci in modo insistente, come dicevo prima, per prendersi cura della casa, perchè una casa vuota è triste. Solimano, tu la casa la fai sentire sempre aperta e con le finestre aperte: è una gran bella cosa, credimi, sapere che qualcuno c'è.
Quindi procediamo, cari amici e accettiamo volentieri chi è assente, ma anche chi qua e là ci chiede una "ragionevole continuità", perchè se solo si può e ci teniamo è bello darla.
Io non ci sarò dal 3 luglio al 10 agosto perchè, come sapete, vado in Brasile e non sempre là trovo internet. Per il resto farò volentieri tutto quello che posso.

Baci
Giulia

Ermione ha detto...

Allora. Ho la coda di paglia, sono fragile. Sono confusa, sono sanguinante per fatti che non dipendono certo dai blogs (orrore, Umberto Eco leverebbe la esse).
Habanera, a volte rimango spiazzata; non c'è in me nessuna arrière pensée, niente di niente, io scrivo quando posso e voglio, ma sono tante e poi tante le cose che ostano. Commento quando posso e mi ricordo (ah, la labile memoria). Forse, anzi certamente, sono molto semplice, lineare, mi piace stare sul Stanze ecc ma nello stesso tempo non so sottostare a scadenze e obblighi; sarà una mia mancanza, e nel caso me ne scuso con tutti i miei coinquilini, ma che farci. Io sono così. Non avercela con me, Habanera, e con chi non ce la fa sempre ad essere presente; immaginati un po' un amore non felice, una classe da lasciare per sempre, una vita da aggiustare: ti sembra poco?
Con amicizia,
Elena

Roby ha detto...

E rieccomi ancora qui, dal mio soppalco-forno-a-microonde, per ora spento dal soffio d'aria notevolmente più fresca che giunge dalla finestra. Rieccomi a leggere post e commenti, a rimuginare su qualcosa da "buttar giù" approfittando della temperatura favorevole, a sorridere e a riflettere davanti allo schermo illuminato del pc.
Quando ho tanto materiale scritto da recuperare e da digerire, perdo un po' il filo, quindi chiedo scusa se non entro nel merito della questione "presenze-assenze-congedi-ordinari-e-non". Tutti voi avete comunque e sempre un posto nel mio cuore. Magari siete disposti su file diverse, ma io -da dove mi trovo- vi vedo tutti. Qualcuno in primo piano, qualcuno un po' più in là. E voi, mi vedete? Sono quassù: maglietta e jeans, capello arruffato (devo tornare dal coiffeur), mani sudaticce sulla vecchia tastiera dove le lettere A ed E sono ormai cancellate, e la S e la R le seguiranno presto...
Ciao, ragazzi, come va? Vado a comporre quattro scocchezze (Solimano, SENZA I !!!) per la festa del 2 giugno.
A dopo!!!

Roby

Solimano ha detto...

Due argomenti.
La puzza sotto il naso. Ce ne son tante, di puzze sotto il naso, in particolare quella del pedante che non è contemto se non fa sentire la sua pedanteria che chiamerei pedanza, come una puzza da piedi. E' uno che non ama le cose di cui parla e che cerca la congrega dei pedanti a lui simillimi per potersi azzuffare in santa pace, fra pedanti DOC.
Ma c'è anche l'ignorante non curioso, che per le cose che non sa usa l'inscalfibile sistema di dire che non le sa perché sono cacchiate.
Per cui. Per cui bisogna essere meticci, mischiare i livelli, sermo alto, sermo medio, sermo basso, come ha chiarito definitivamente Auerbach in Mimesis, forse non il più bel libro che ho letto ma certo il più importante (non solo per la letteratura, per tutto, proprio come visione di vita). E quindi siamo differenti più che simili, gran bella cosa ma rischiosa, e vengo al secondo punto.
Il conflitto.
Fa parte della vita, che non è un paradiso di felici sbadiglianti. Nei film c'è l'happy end e il film finisce perché non c'è più niente da raccontare. L'evitamento ad ogni costo del conflitto è costosissimo: significa adeguarsi a un minimo comun divisore, obbrobrio matematico, fra l'altro.
Il punto non è che non ci siano conflitti, ma che non straripino fuori dagli argini stabiliti dal buon senso e da un può darsi sistematico. Se si vuole fare qualcosa di nuovo ed utile, stiamo trnaquilli che qualche conflitto ci sarà. Con questa tranquillità ci si adombra di meno quando il conflitto arriva.

saludos
Solimano

Habanera ha detto...

Scusate il ritardo.
Ero in fase di trasferimento da una casa all'altra ed è sempre un momento di grande confusione e di lavoro massacrante.

Barbara cara, ma che ti viene in mente? Se tu ti mortifichi io dovrei addirittura sprofondare per la vergogna. Sto trascurato orribilmente tutti i vostri blog e devo ancora finire di rispondere ai commenti sul mio. Facciamo una bella cosa, invece di mortificarci diciamo insieme: stucco!
H.

Ermione, io non ce l'ho asolutamente con te, credimi, anzi ti capisco perfettamente. Infatti questo post (che era nato come commento a quello di Solimano) è un lungo elenco dei tanti motivi per cui capita di assentarsi. E in ogni caso tu ci sei spesso, leggi tutti i post ed anche tutti i commenti, dimostrando interesse per tutti noi. Perchè questa coda di paglia?
Con affetto
H.

Bentornata Roby.

Giulia, Sabrina, Silvia, avete dette cose belle e importanti.
Vi rispondo domani con più calma ed intanto vi abbraccio.
H.

Ermione ha detto...

E dai, Habanera, il mio era una specie di commento semiserio, alla maniera di Paolo. Ma c'è sempre del vero in quello che scrivo, e certamente pensavo che tu "ce l'avessi" con qualcuno: e perché non con me, per esempio>? Per la verità credo che se uno scrive cose come quelle che scrivi tu, e cioè:"Quando tutto questo insieme diventa troppo pesante è legittimo, anzi, consigliabile, concedersi una pausa.
Senza sensi di colpa e senza inventarsi una scusa dietro l'altra a cui ormai non crede più nessuno.
Meglio dire le cose come stanno: "Sono stanca, ho bisogno di prendermi una vacanza" come ho fatto recentemente sul Nonblog.
Chi ti vuole realmente bene capisce, viene a commentare gentilmente il tuo post, e continuerà a volerti bene.
Degli altri, di chi neppure se ne è accorto perchè non ha mai stabilito dei veri rapporti di collaborazione ed amicizia, o di chi è sempre pronto solo a criticare, sinceramente me ne infischio."; quando uno scrive questo, viene di chiedersi, come Mastroianni ne La Terrazza: "Ma di chi parla?", riferendosi alla tirata di Gassmann. Insomma, ti chiedo -e, pare lo fa anche Amfortas: di chi parli?
Postillo e chiudo questa discussione dicendoti/vi che abbiamo detto a più riprese che ognuno scrive, commenta, pubblica, come e quando può e vuole; il dovere senza il piacere è ben povero.
So long!

Habanera ha detto...

E' strano questo tuo commento, Ermione.
A me sembrava chiarissimo che mi riferivo a chi, tra i collaboratori del Nonblog, non avesse ancora risposto al mio saluto, almeno fino al momento in cui ho scritto questo post (la notte tra il 30 e il 31 maggio).
Non mi risulta che tu sia tra i guest, nè tra gli autori ospitati, quindi un tuo mancato commento era nell'ordine naturale delle cose, non ci avevo neppure fatto caso.
Penso che chi prende l'impegno di collaborare ad un multiblog dovrebbe avvisare l'Admin quando deve assentarsi per molto tempo, o quando non può (o non vuole) più collaborare.
Non si tratta di dovere o di piacere ma di semplice educazione.
H.

Ermione ha detto...

Non vedo che ci sia di strano. Comunque, ho capito finalmente che parlavi del Nonblog e non di questo blog : ma come era possibile capirlo? il post l'hai scritto qui e non si nominava il Nonblog. Ma allora, perché tutta questa discussione qui?
Comunque sono andata a leggere "Una lunga vacanza" e...il gattino è una meraviglia.

annarita ha detto...

Questo post mi ha dato molto da pensare. Come vi ho detto più volte, nutro interi allevamenti di sensi di colpa e basta pochissimo perché tutti si mettano a ululare insieme alla luna. Prima di partire, ho elucubrato non so quanto sul contenuto del post di saluto, mi sembrava di volermi mettere in mostra parlando di New York, ma nel medesimo tempo non volevo assentarmi a lungo dalle Stanze senza dare una spiegazione plausibile. Francamente non ho pensato al Nonblog, non per cattiva educazione, ma perché Haba mi avrebbe letta qui. Non ho scritto niente nemmeno sul mio blog, che langue negletto dal 22 maggio perché ultimamente lo trascuro a causa di tante cose.
E intanto i sensi di colpa ululano alla luna...
Salutissimi, Annarita.

Solimano ha detto...

L'atteggiamento più furbo che potrei assumere, di fronte all'argomento "Presenze e assenze" sarebbe quello di far finta di niente, come se il problema non esistesse.
Ma non sarebbe l'atteggiamento più intelligente, perché è un problema che esiste.
L'intelligente spesso si dimentica di poter essere anche furbo, e fa male, perché la furberia è una qualità, non un difetto.
Il furbo non si dimentica mai di essere furbo, è il suo mestiere. Ma a forza di essere furbi, si fa fatica ad essere intelligenti.
Perché lo dico? Perché di fronte ad un tema spinoso, come "Presenze e assenze" finisce che ce la si prende con chi ha il coraggio di trattarlo.
Così è successo ad Habanera, che ha fatto benissimo a scrivere questo post, sapendo in partenza che non sarebbe piaciuto a tutti. Difatti.
Dopodiché mi va bene tutto, Stanze all'aria può procedere positivamente in ogni caso, ma i giochi che preferisco sono quelli chiari: sì sì no no.
Non è difficile attenersi al principio di responsabilità che può essere anche dire: "Mi piace ma non posso" oppure "Non mi piace e non voglio". La schiettezza paga, la schiettezza è il modo migliore per fare veramente le cose. O di non farle, perché si sceglie di non farle, è una scelta anche questa.

grazie e saludos
Solimano