giovedì 23 aprile 2009

Blog o non blog?

sabrinamanca

Per una coincidenza primaverile, chissà (la primavera reca spesso con sé una voglia leggera di cambiamento) in questo periodo rifletto intensamente (e scrivo poco) alla mia "attività di blogger". C'è il mio blog, c'è quest'altro dove, ultimamente, scrivo più che nel mio (e Solimano mi ha fatto molto riflettere quando ha detto che "i blog personali hanno un interesse quando ruotano attorno ad un progetto"), c'è il fatto di leggere i blog a cui mi sono affezionata, e poi commentare, discutere, intervenire, e leggere gli altri interventi. Insomma, fare il blogger mi prende del tempo e delle energie e crea una sorta di dipendenza che, seppure cerco di limitare, sento spesso fastidiosa.
Il fatto di scrivere un post poi, mi provoca reazioni emotive contrastanti. Mi piace che sia diretto, immediatamente fruibile, e allo stesso tempo genera in me un'ansia da prestazione che mi disturba non poco.
Ognuno vive diversamente il suo essere blogger, immagino. Essere blogger significa infatti anche connettersi in un tessuto di reazioni che vanno oltre la scrittura, e curarle, queste relazioni, giacché il silenzio sul net è raramente significativo.
Mi piace pensare, al di là di queste periodiche crisi (e badate che attribuisco a "crisi" un'accezione decisamente positiva) che sto vivendo nell'epoca di questa nuova forma di comunicazione-espressione.
Non è come aver avuto vent'anni nel '68, ma è già qualcosa!


11 commenti:

Giulia ha detto...

Anche io sto riflettendo sul mio "destino" di Blogger, tanto che il mio personale è fermo.
Concordo anche io su quello che dice Solimano, che dovrebbero ruotare intorno ad un progetto. Il mio non ne ha uno preciso e devo dire che ne sento la mancanza.
Le relazioni si creano, ma bisogna capire di che tipo sono. Non mi interessano i commenti mordi e fuggi, ma degli scambi veri come si stanno creando qui. Hai ragione, però, bisogna curarle.
Mi aveva fatto pensare non ricordo più chi, quando diceva che in questo blog si sono incontrate persone che non si sarebbero forse mai messe in comunicazione una con l'altra nella vita reale. Quindi è vero che può essere un'altra possibilità di relazionarsi a qualcuno.

Come sta la bimba?

Baci
Giulia

Silvia ha detto...

Forse ero io Giulia quella che ha detto che altrimenti...perchè per me è vero. E questo tanto basta per continuare a tenere un blog.
Riguardo alla mia esperienza individuale e collettiva è una cosa che mi da piacere, altrimenti smetterei subito, che la vita è già abbastanza complicata di suo.


Come sempre Sabrina non scrive mai cose banali. Che condivido in pieno.
Ora, per esempio, vivo dei sensi di colpa verso questo blog perchè posto poco. Cerco di esserci coi commenti ma spesso mi trovo a corto di idee o mi pare che tutto sia già stato detto e ciò che avrei da dire è banale. Per questo motivo preferisco mantenere anche il mio blog, perchè è uno spazio tutto mio in cui mi sento meno "condizionata". Lì posso postare anche un video se mi pare senza scrivere nulla. Ci tengo a precisare però che qui non mi sento condizionata, semplicemte ci sono gli altri che dicono tante cose, spesso molto interessanti che mi piace leggere e commentare. Verrà il momento anche di scrivere qualcosa, anzi è già in pista. Però non mi voglio "stressare" in tal senso. Non voglio avere la sensazione di essere obbligata perchè non mi piacerebbe. Per cui aspetto l'ispirazione e vi leggo con piacere. Siete un appuntamento quotidiano importante per me.

Perchè, la bambina stava male?

Silvia ha detto...

Sì Sabrina, io credo di aver postato col gisto verso.
Il tontissima l'ho detto a me riferito ad un commento che Barbara ha fatto ad un mio post, sul mio blog.


Che casino...mi sembra una scenetta di Totò e Peppino, molto divertente...
A presto:)

Solimano ha detto...

Protect Me From What I WantE' proprio così: Il progetto, più lo si cerca meno lo si trova, oppure nasce qualcosa di forzato, scolastico, imparaticcio.
Ma in rete c'è la scorciatoia: basta mettersi alla tastiera e scrivere quello che ci viene in mente, come viene viene, fregandosene della punteggiatura, dei gerundi e dei gerundivi. Solo dopo -prima di pubblicare- dare una sistemata, in genere asciugando il testo. E il progetto, prima o poi, verrà fuori da solo, con naturalezza.
Usando il mito freudiano, dobbiamo lasciare spazio all'Es, se diamo retta al Super Io (il grillo parlante) quello non molla il contrommo manco da Super Io morto.

Un altro accorgimento è uscire di casa alla come viene viene, con gli occhi bene aperti (anche il naso, le orecchie, le mani...) e lasciarsi soprendere da percezioni non preselezionate dal nostro cervello abitudinario.
Il massimo di libertà all'inizio, il massimo di ordine alla fine.

Sui blog -e su Facebook- ho smesso di essere komeinista. Ognuno scelga quel che gli pare, le graduatorie non servono a niente.
Quello che fa la selezione è il tempo che ho a disposizione: in certi posti ci vado, in altri non torno seguendo le priorità del momento in cui mi metto in viaggio. Però è bene esplorare almento due o tre blog nuovi ogni settimana, sennò la gabbia dell'abitudine ingessa i percorsi.

Per quel che riguarda questo posto, direi che meno problemi ci poniamo e meno paletti mettiamo meglio è. Stiamo sperimentando: c'è stato qualche giorno pessimo, ma gli ottimi sono molti di più: basta scorrere la home page per accorgersene. Perché a trasformarsi in una piccola accademia con tutte le cosine al posto loro c'è sempre tempo.
Dalle accademie -come dai diamanti- non nasce niente.

Naturalmente ciò non significa scrivere la prima cosa che abbiamo in mente, meglio la seconda, primeggia di meno.

grazie Sabrina e saludos
Solimano

Anonimo ha detto...

"Quello che fa la selezione è il tempo che ho a disposizione", dice Solimano.
Il mio è stato appaltato e sono in attesa di restituzione.
Vi saluto, intanto, e in modo cumulativo.
Con affetto.
zena

Silvia ha detto...

A presto tesoro. Ti aspettiamo a braccia aperte.

Habanera ha detto...

"...leggere i blog a cui mi sono affezionata, e poi commentare, discutere, intervenire, e leggere gli altri interventi."Sabrina, hai la capacità di cogliere nel segno con precisione quasi chirurgica. Infatti è così che si dovrebbe stare in rete: esserci, partecipare, condividere.
A che serve altrimenti questo fantastico mezzo che abbiamo a disposizione?
Sai però qual'è il problema che ci accomuna tutti? I blog a cui siamo affezionati sono tanti e non riusciamo, con tutta la buona volontà, a seguirli sempre come vorremo. E poi ci sono i nostri blog personali, ai quali siamo pur sempre affezionati, che non vorremmo trascurare.
In realtà dovremmo avere tutti molto più tempo a disposizione e, dal momento che non lo abbiamo, finiamo per sentirci sempre in colpa.
Non è una sensazione piacevole, a volte proviamo un senso quasi di costrizione da cui vorremmo sfuggire, ma è comunque un un segno di vitalità. Sarebbe molto peggio avere un'infinità di tempo libero e non sapere cosa farne perchè è un tempo vuoto di interessi, di relazioni, di passione.
H.

Barbara ha detto...

Habanera, il tuo commento mi ha fatto pensare che spesso e volentieri incappo nella parola "senso di colpa". Anche in questo blog ogni tanto fa capolino.
Ma è davvero necessario?
Io applico un proverbio delle mie parti: "do' rrìo, rrìo, do' no rrìo stucco!" =dove arrivo, arrivo, dove non arrivo spezzo.
E devo confessarvi che mi sto divertendo un mondo...

Habanera ha detto...

E c'hai ragione, Barbara!Da questo momento adotto anch'io il "do' rrìo, rrìo, do' no rrìo stucco!"

Mi piace tantissimo, grazie per la dritta.

Un bacione riconoscente
H.

P.S. E' la terza volta che posto questo commento perchè il sistema si rifiuta di andare a capo. Lo ha già fatto stanotte ed ho lasciato correre ma ora mi sono incaponita. Abbiate pazienza...

Habanera ha detto...

Niente da fare, ci rinuncio.
Dopo il punto esclamativo, o le virgolette, non va a capo neppure aumentando la spaziatura.
Ma che gli avrà preso? Ogni giorno ce n'è una nuova.
H.

Silvia ha detto...

Non passa giorno che esclami piuttosto arrabbiatella: Insomma ho solo due mani io!
E mi è stato risposto giusto oggi: lo dici ogni giorno che a due alla volta, adesso pensiamo che ne hai duemila.
D'ora in poi esclamerò: stucco!
Mi piace la sintesi:)