giovedì 23 aprile 2009

Romanticismo vecchio stampo

Barbara


Il post di Giulia sui "giovani d'oggi" mi ha fatto venire in mente una cosa.
Tempo fa c'è stata la Twilight-mania, mi sembra che ne avevamo già parlato proprio qui oltretutto.
Mi sono trovata per mesi in negozio schiere di ragazzine che mi chiedevano quei libri come eroinomani di fronte al pusher. Per molto tempo ho storto il naso (senza darlo a vedere), perchè mi immaginavo una cosa un po' stile "Intervista col vampiro" ma alla fine mi sono incuriosita e sono caduta anch'io nel tunnel. Nel giro di una settimana mi sono sparata tutti e quattro i volumi, e devo ammettere che mi sono proprio piaciuti (ogni volta che giudico senza conoscere non ci azzecco mai).
Ciò su cui vorrei porre l'accento è questo: non si trattava di una storia cupa con il solito protagonista bel tenebroso e incazzoso come mi ero immaginata. Era invece una favola estremamente romantica e ottimista, di un romanticismo davvero ingenuo, stile cavaliere senza macchia e senza paura e damigella bisognosa dei suoi servigi. E dovevate vedere le ragazzine dark, con i pearcing e i tatuaggi sulla fronte, che me lo chiedevano con le lacrime agli occhi. Tutto questo per dire che forse questi ragazzi non sono così cattivi come uno se li immagina. Hanno voglia di sognare un amore vecchio stampo, e questo vorrà pur dire qualcosa.

17 commenti:

Giulia ha detto...

Davvero, quando parliamo di giovani, viviamo di stereotipi e di generalizzazioni. E' vero che a guardarli in modo superficiale a volte sembrano strani e lontani da noi. Se li si conosce si scoprono cose che non avremmo mai immaginato. Ma bisogna aver voglia di non fermarsi alla prima impressione.
I dark, per esempio, non sono quei tristi e duri individui che vorrebero far credere di essere. Lo è stata per un certo periodo mia nipote ed era tutto meno che quello che voleva dire il suo modo di vestirsi.

Silvia ha detto...

Concordissimo issimo issimo.
-Sai Silvia cosa mi è piaciuto di lui? Che mi lascia passare per prima, che mi tiene aperta la portiera dell'auto e mi fa sedere, che rimane al bordo esterno del marciapiede perchè un camion non mi stiri...e cose così.
Ellapeppa! Ho pensato. Queste giovani signore stanno venendo dalla mia:)
Per fortuna aggiungo. Che il "mio" è uno stare più civile, civettuolo e delicato. Riscoperto anche questo di recente, da ragazza anelavo al guerriero metropolitano. Adesso gli sputerei in un occhio.

Silvia ha detto...

AHHHHHHHHHHH Sei tu quella che mi dice che non ha niente di intelligente da dire... Ma pensa te! Una delle teste più acute! Sono io TONTISSIMA che ancora non avevo capito che eri tu. Porca paletta!
Se mi fai un caffè, vengo a darti un salutino. Sempre a scrocco vado io...

sabrinamanca ha detto...

ilvia, sono io la Tontissima o non capisco i due commenti che hai messo? O meglio, non capisco il terzo. Sei tu che ti rivolgi a Barbara? Boh, non c'ho capito nulla...:)))

Silvia ha detto...

Questi erano commenti per Barbara, che questo è un post di Barbara:)
Vero? Poi credo di aver lasciato un commento anche sul tuo.

Ciao belle bambine...mi riesclisso

Solimano ha detto...

Della gentilezza tutti parlano bene, non si può parlar male della gentilezza come non si può parlar male di Garibaldi.
Solo che la gentilezza confina con l'ipocrisia, difatti, quando ero poeta finto scrissi questo verso:
la gentilezza al posto dell'amoreCon la gentilezza si ottengono tante cose utili, nel consorzio umano, ad esempio la falsa intimità, lubrificante sociale utilissimo, solo che ci vuole il carburante se no la macchina non si sposta, e il carburante è l'empatia dialettica, che ha il difetto di essere più impegnativa della gentilezza: occorre pensare, argomentare, distinguere le ragioni e i torti etc etc
Non farei tante distinzioni fra uomini e donne come sgarberìa (a parte il deplorevole machismo). I due sessi hanno sistemi diversi per mettere a disagio l'interlocutore: avete mai notato le cose dicono spesso le mogli ai mariti nelle riunioni fra coppie storiche? Sempre con mooolta gentilezza, ma quel poveretto alza gli occhi al cielo e sospira. Perché sospira?

grazie Barbara e saludos
Solimano
P.S. E se parlassimo della generosità e della disponibilità, ogni tanto? E' roba vera, roba che si tocca.
Virtù ammirevoli, seppure un po' coglione, direbbe il Gaddus.

Silvia ha detto...

Solimano faccio un'affermazione lapalissiana: preferisco un uomo colto, intelligente, dialetticamente corretto, bello, onesto, gentile e magari galante ad uno ignorante, grezzo, sgarbato, arrogante, dialetticamente ingestibile,e pure brutto come la morte.
Per dire che la gentilezza/galanteria e la dialettica non devono per forza essere agli antipodi, ma convivere deliziosamente dentro lo stesso essere umano. A quel punto da sposare.

Solimano ha detto...

Silvia, ti sei dimenticata il generoso e disponibile. Lapsus freudiano?

saludos
Solimano

Silvia ha detto...

Nononononono.

La Cleo l'ho sempre portata fuori io, come la spazzatura che raggiungeva un peso troppo elevato perchè il maschio di famiglia "la scendesse".
Poi, senza chiedere diamanti, mi sarebbe piaciuto che ogni tanto, ma proprio ogni tanto, venisse letta una poesia ad alta voce, bene, con sentimento. Così, prima di dormire e conciliare il sonno.

Prego? Scalare il Monte bianco? Attraversare a nuoto la Manica? Scendere nella Fossa delle Marianne senza ossigeno per recuperare il ciappo per i capelli? Andare banalmente sulla luna che ormai ci va anche lAlpitour? No. Semplicemente leggere una poesia.

No Solimano, non è un lapsus freudiano è banalissima verità:)
Alla quale sopravvivo dignitosamente e le poesie le leggo da sola, poi magari le discuto dialetticamente col di lui genio di casa:)

Silvia ha detto...

Ora vado a farmi una pista di poesia e poi vado a ninin.
A domani:) Buona notte a tutti.

Solimano ha detto...

Silvia, embè? Te la sei presa?
Guarda che qualsiasi fanciulla al posto tuo si sarebbe scordata il generoso e disponibile.
Perché voi ci avete (sottolineo il ci) in mente l'Amore con l'A maiuscola, con tutte quelle belle robine che hai detto tu: galante, bello, intelligente, onesto e patatin patatan.
Ma l'A maiuscola si regge sopra tante a minuscole piccine picciò perché quotidiane, e la generosità e la disponibilità sono faticatrici indefesse, si fanno un mazzo tanto tuti i giorni santi o poco santi. Ne aggiungo un'altra: uno che ti faccia ridere. L'altra sera eravamo a cena in otto ed è saltata fuori proprio questa, e tutte le mogli a dire: "Fammi ridere!" ai propri mariti, seri come dei bachi da seta a digiuno.
Eh, son cose, Silvia!

saludos y besos
Solimano

Barbara ha detto...

A me, quando si parla di queste cose, viene sempre in mente una mitica puntata dei Simpson in cui Marge, dopo che ha pulito il sedere a tutti i figli e raccolto le lattine di birra sparpagliate per casa da Homer, si chiude in salotto con un Harmony becerissimo e si abbandona alla fantasia di essere una ragazza in costume seicentesco e arriva un bonazzo vestito da pirata che la prende tra le braccia e la porta via. A quel punto i bambini cominciano a bussare alla porta
-Mamma, mamma che fai?
-Un momento, sto facendo ses... sto facendo le pulizie!

Ahahah!

Forse a volte si cerca questa roba non perchè ce l'abbiamo con il nostro lui, ma perchè ce l'abbiamo con noi stesse. Ma finchè rimane un time out di un quartarello d'ora chiuse in salotto a fare ses...ehm pulizie, che male c'è? Basta che, quando poi la richiudiamo, la porta di quel salotto, sia davvero chiusa.

sabrinamanca ha detto...

Silvia,
ma che gli farà mai a 'sti uomini, portare giù due sacchetti di mondezza???Pensavo che il mio fosse l'unico con questo tipo di allergia ma vedo che, come al solito, sono meno sola di quanto immaginassi!
Per terminare con il qui pro quo fra blog, tontissime, e quisquilie vari, mi rendo conto solo ora di averti chiamato Ilvia. Mi dico che come nome non è così male, magari lo utilizzo in uno dei miei famosi romanzi. :))
Solimano, il punto è che è difficile volersi bene e di conseguenza cerchiamo sempre persone che ci trattino male perché altrimenti sono degli imbecilli!
Giulia, è proprio vero che l'adolescenza è un periodo di emozioni fortissime e contrastanti nello stesso tempo: Io ero una romantica, una sognatrice e il mio principe era perfetto. Ancora mi sorprendo a fantasticarci sopra, segno che non ho ben capito la lezione!

Silvia ha detto...

Non chiedermelo Sabrina. La prova immondizia è implacabile. Difficilmente viene superata. Ilvia è un bel nome. Di una signora di mezz'età magari che abita in riviera:) M'è venuta così. Ciao cara:)

Solimano e perchè avrei dovuto prendermela? Lo so che è banale dire che un uomo ci deve far ridere. Lo diciamo sempre. MA E' VERO!!! Aspetta che tiro via due esclamativi che Eco poi mi sgrida. MA E' VERO! Hai idea di cosa significhi stare 24 ore al giorno con uno che non fiata mai, che non proferisce parola e che se gli racconti una barzelletta ti dice che la sa già? Ironia zero: potrebbe essere Delon che non ne vorrei sapere.
Dopo va a finire che si fa come Marge...

Solimano ha detto...

Silvia, per me Barbara non la conta giusta, con quella Marge che si abbandona alla fantasia leggendo Harmony.
Il bonazzo è un idraulico (ecco perché ci aspiro) oppure un venditore di enciclopedie. Ne ho conosciuto uno che vendeva i Quindici, oltre che fare il programmatore part time. I Quindici si vendevano suscitando sensi di colpa nelle madri, il messagio subliminale era: se non comnpri i Quindici non ami il tuo bambino. Allora compravano. Però a volte si abbandonavano all'enciclopedico: aveva una medie di tre Quindici e due casalinghe alla settimana, di cui una non comprava i Quindici, ma compensava abbandonandosi.
O tempora! O mores! Per fortuna adesso c'è Ratzinger e non ci sono più i Quindici (o no?).

saludos
Solimano

Silvia ha detto...

:DDDD Bellissima Solimano.
Ti dirò, anche io, subito sono rimasta un po' perplimuta a leggere la divertente risposta di Barbara. Sì perplessa e muta perchè anche io ho visto l'episodio dei Simpson (mai perso uno)e il mio pensiero è andato a Homer immediatamente. E chi conosce Homer, comprende molto bene perchè Marge alla fine se la spassa con un Harmony.
Il problema Solimano è presto detto: l'idraulico, l'elettrista, il venditore dei Quindici, spesso sono gli Homer delle altre Marge.
Che a te non te lo fanno vedere ma appena girano l'angolo sono pronti a dare il meglio di loro Homerianamente parlando.
E se dobbiamo sognare è bene trasferirsi in un altro statpo, meglio ancora epoca. Che come dico sempre: i sogni non costano niente e possono essere giganteschi.

annarita ha detto...

Concordo con Solimano, un uomo che sappia far ridere una donna è indispensabile e, per quanto mi riguarda, posso considerarmi molto fortunata, visto che il consorte, fra le tante qualità, non solo è divertente, ma disponibile e generoso e non tralascia di portare via la spazzatura, se occorre.
Dubito però, cara Silvia, che l'idraulico, l'elettrista, il venditore dei Quindici siano gli Homer delle altre Marge. Quando un uomo nasce Homer, non c'è niente da fare, credo gli sia geneticamente impossibile assumere l'atteggiamento del bonazzo sparviero :-)
Salutissimi, Annarita.