sabato 14 marzo 2009

Misteri della TV

Roby

Da qualche tempo il mistero, in TV, fa audience.
Già Quark, Superquark e Ulisse presentavano fin dall'inizio, in mezzo a servizi più specificamente scientifici, altri dedicati ai grandi interrogativi della storia dell'umanità, trattati comunque con il tipico stile Angela, coinvolgente ma misurato ed essenziale. In seguito, gli epigoni di tali trasmissioni (Stargate, Voyager, Sfera, Atlantide, ecc.) hanno puntato con maggior decisione sugli aspetti più prettamente esoterici, mistici e fantascientifici dei tanti misteri tuttora insoluti sulla faccia della Terra, privilegiandone in particolare tre e riproponendoli a scadenze regolari con ammirevole perseveranza.
Per me e per la mi' figliola, ormai, è un gioco che si ripete ogni settimana.
"Mammaaaa!!! Indovina di che cosa parla Voyager stavolta??? Hai tre possibilità!!!!"
Di solito, l'azzecco al secondo tentativo, scegliendo fra le seguenti alternative:




1) il Santo Graal con tutti i relativi corollari, e cioè: il Codice da Vinci, il rapporto fra Gesù e la Maddalena, i cavalieri Templari, la chiesa di Rennes-le-chateau e l'abate Sauniére. Possibili varianti: visita guidata alle piramidi di cristallo all'ingresso del Louvre, riesame dell'Ultima cena di Leonardo vista ai raggi X, intervista con Dan Brown quale principale informato sui fatti;





2) l'area archeologica di Giza in Egitto, ovvero: le grandi piramidi come mappa celeste, direttamente collegate con la costellazione di Orione (il film Stargate docet). Consueta escursione all'interno della piramide di Cheope, con la telecamera che indugia ogni volta sulle stesse pietre, gli stessi graffiti sulla roccia, lo stesso sarcofago vuoto nella camera sepolcrale. Possibile variante: filmatino del minirobot introdotto da una troupe olandese nei condotti d'aria che sboccano sulle pareti esterne, con l'unico, interessante risultato di spaventare a morte le colonie di aracnidi ivi nidificanti;


3) i cerchi nel grano, notoriamente comunissimi nelle verdi praterie irlandesi ed americane, ipotetica opera di civiltà extraterrestri in cerca di nuovi punti di sbarco per le loro astronavi. Possibili varianti: a) il solito esperto ufologo tedesco dimostrante come simili cerchi non possano essere assolutamente opera dell'uomo; b) il solito esperto italiano del CICAP dimostrante come simili cerchi possano benissimo essere realizzati da un bambino di dieci anni fornito di un rotolo di spago, forbici e due bastoncini.


A scelta, i servizi in questione sono inframezzati da interviste a Zaky Hawas, responsabile delle Antichità egizie del Cairo il quale, vestito come lo zio di Indiana Jones e molto somigliante ad un Omar Sharif un po' imbolsito, fa sempre un gran bell'effetto, televisivamente parlando.

Aggiungete una spruzzata di sequenze tratte da film tipo La mummia, Alla ricerca dell'arca perduta, Il codice da Vinci, ecc., mescolate bene il tutto et voilà, il mistero è servito: anche se riscaldato nel microonde del video, continua a trovare folle di estimatori, conquistati dal fascino indiscreto dell'inspiegabile, del soprannaturale, di ciò che -per sempre perduto- diventa appunto e solo per questo un mito.

5 commenti:

annarita ha detto...

Diffido sempre di queste trasmissioni, mi fanno sentire più tonta di quanto sia in realtà e non mi piace. Ma non è solo autodifesa. Non se ne può più, sono sempre le stesse cose ;-)
Salutissimi, Annarita

giulia ha detto...

Tutto è ormai così prevedibil... questa è la cosa più triste. Poi meglio rifugiarsi nei misteri che affrontare la realtà.
Baci
Giulia

Solimano ha detto...

Er frutto de la predica
Giuseppe Gioacchino Belli, 29 novembre 1834

Letto ch’ebbe er Vangelo, in piede in piede
quer bon Padre Curato tanto dotto
se piantò cco le chiappe sul paliotto
a spiegà li misteri de la fede.

Ce li vortò de sopra e ppoi de sotto:
ciariccontò la cosa come aggnede;
e de bbone raggione sce ne diede
piú assai de sei via otto quarantotto.

Riccontò ’na carretta de parabbole,
e cce ne fesce poi la spiegazzione,
come fa er Casamia doppo le gabbole.

Inzomma, da la predica de jjeri,
ggira che tt’ariggira, in concrusione
venissimo a ccapí cche ssò mmisteri
.

E settecento anni fa Giovanni Boccaccio scriveva una bella novella del Decamerone (che a scuola non ci fanno leggere) con questa intestazione:

Frate Cipolla promette a certi contadini di mostrar loro la penna dell'agnolo Gabriello; in luogo della quale trovando carboni, quegli dice esser di quegli che arrostirono san Lorenzo.

Che farci, Roby. Viviamo in un paese di creduloni che pensano di essere furbi, qualcuno ha convenienza a mantenerlo così, però io alla Befana ci credo.

saludos y besos, gemellina
Solimano

Barbara ha detto...

Ma dov'è il mistero?
Ormai lo sanno anche i bambini di dieci anni che l'umanità è stata fondata dagli extraterrestri un milione d'anni fa i quali, stanchi della telenovela "Anche i venusiani piangono" hanno popolato la Terra per svago. Sarebbero dovuti ritornare il 14 ottobre scorso per liberarci da ogni male, ma hanno trovato la fila all'uscita della superstrada galattica...

Silvia ha detto...

Guida galattica per autostopisti, potremmo regalare a questi qui Barbara che dici? Lo sanno tutti ormai,lo sanno,da dove veniamo, hai ragione. E poi sono una barba queste trasmissioni!
Gli Angela però non si toccano. Loro sono i documentari che seguivo da bambina, lo stesso rapimento.