domenica 15 marzo 2009

E' morto Alain Bashung

sabrinamanca


Ieri è morto, di un tumore al polmone che aveva dal 2007, uno dei cantanti e compositori fra i più originali ed eclettici della canzone rock francese, "l'ultimo dei giganti" come l'ha definito la più importante rivista musicale "les inrockuptibles".
Io l'avevo visto qualche giorno fa alle "victoires de la musique" una sorta di serata degli oscar della musica, dove aveva raccolto fra gli altri, il premi per l'interpretazione e il miglior album, e coronato la sua carriera di più premiato dalle victoires. Il viso scavato, consumato dalla malattia, il corpo scheletrico dentro a quell'abito troppo largo che pareva aiutarlo a stare in piedi, a non afflosciarsi al suolo, corpo vuoto, trasparente, il collo avvizzito e cadente, un tremore sulle labbra, occhiali scuri e dietro, i suoi occhi di uomo solitario, e un poco autistico, come amava dire di se stesso.
Ieri ho letto su questo blog una frase da "La tortura delle mosche" di Elias Canetti "...benché le metafore e le iperboli che usiamo quotidianamente siano meno evidenti di quelle usate dai poeti: siamo involontariamente creature di parole, in diretto contatto con la sostanza impalpabile delle nostre paure e delle nostre speranze..."e pensando alla sua morte e alla morte in generale mi chiedevo che cosa permette a qualcuno che è morto, di continuare a vivere. Uno come Alain Bashung ci lascia una vita da poeta che è davvero tanto.





Madame rêve


Madame rêve d'atomiseurs
Et de cylindres si longs
Qu'ils sont les seuls
Qui la remplissent de bonheur
Madame rêve d'artifices
Des formes oblongues
Et de totems qui la punissent

Rêve d'archipels
De vagues perpétuelles
Sismiques et sensuelles

D'un amour qui la flingue
D'une fusée qui l'épingle
Au ciel
Au ciel

On est loin des amours de loin
On est loin des amours de loin
On est loin

Madame rêve ad libitum
Comme si c'était tout comme
Dans les prières
Qui emprisonnent et vous libèrent
Madame rêve d'apesanteur
Des heures des heures
De voltige à plusieurs

Rêve de fougères
De foudres et de guerres
A faire et à refaire

D'un amour qui la flingue
D'une fusée qui l'épingle
Au ciel
Au ciel

On est loin des amours de loin
On est loin des amours de loin
On est loin

Madame rêve
Au ciel
Madame rêve
Au ciel
Madame rêve


8 commenti:

annarita ha detto...

Non conoscevo assolutamente questo artista, mi dispiace. Quante cose non so...dove troverò il tempo per impararle? Altroché banca del tempo! Voglio sette vite come i gatti...
Salutissimi, Annarita

giulia ha detto...

Davvero molto bravo...Anch'io confesso che non lo conoscevo. Ma lo cercherò, grazie.
Giulia

Solimano ha detto...

Sabrina, ho smesso (ahimè) di seguire i poeti in musica francesi da quando non c'è più il mio amatissimo Jacques Brel, e forse ho fatto male. Che poi Jacques era belga, anzi: belga-spagnolo.

grazie Sabrina e saludos
Solimano

Arfasatto ha detto...

Avevo sentito poco tempo fa una sua interpretazione davvero bella di Suzanne, quella di Leonard Cohen e di Fabrizio de Andrè, e proprio su un blog francese che ogni tanto visito. Probabilmente qui in Italia Alain Bashung non è molto noto, invece aveva una voce bellissima.
Il link su youtube è questo: http://www.youtube.com/watch?v=gD6wQXKOPk8

Silvia ha detto...

Grazie Sabrina, perchè non lo conoscevo. Solo a leggere il testo mi sono addolcita.
Andrò a cercare di lui. Peccato che sia morto poveretto.

Solimano mi hai fatto venire in mente che di Brel ho solo vinile e nessun cd. Devo rimediare.

Gioacchino ha detto...

Forse perché conosco già alcuni dei suoi autori, trovo questo blog picevole, complimenti, Sabrina.
Vorrei solo rettificare un dettaglio: a Canetti appartengono soltanto le due righe che aprono il mio post; il resto, così come la frase che hai citato, è farina del mio sacco. In un certo senso è un errore che mi lusinga. Ciao,

Gioacchino

Solimano ha detto...

Gioacchino, è un piacere vederti qui. Torna a trovarci.

grazie e saludos
Solimano

sabrinamanca ha detto...

Annarita: a chi lo dici, la curiosità apre porte verso l'infinito e verso...la coscienza della propria ignoranza. Beati quelli che non sanno e vivono bene, dico io!
Giulia ( ho deciso di dimenticare l'Emilia, almeno su internet): é un piacere!

Primo (dal post di Giulia in poi rifletto sui nick e mi accorgo di chiamarti suleiman nella mia testa): ce ne sono ancora due o tre, te li presentero'!

Arfasatto: questo non l'avevo mai visto, grazie!

Silvia: Brel l'ho scoperto solo nel 2000 e mi sono chiesta che senso avesse avuto la mia vita prima di lui :)))

Gioacchino: mi fa davvero piacere vederti qui, io mi ci trovo cosi' bene che quasi quasi lo preferisco al mio blog dove sono tutta sola...mi son sbagliata ma si', sentiti lusingato per tutte le cose "sensate" che scrivi (sensate: che hanno un senso per me, che capisco quindi, o mi sembra di capire e che mi allontanano dalla solitudine).