venerdì 27 marzo 2009

Il canto dei Bischeri

Ermione

All'angolo tra Piazza del Duomo e via dell'Oriolo si può vedere questa targa:



I Bischeri erano una famiglia ricca ed importante nella Firenze del Medioevo; possedevano case e botteghe nella zona dietro all'abside della cattedrale, che all'epoca era Santa Reparata.
Quando si decise di ingrandirla e di costruire quella che sarebbe poi diventata S.Maria del Fiore, fu deciso di abbattere tutti gli edifici che si trovassero nelle vicinanze di Santa Reparata. Il Comune offrì un buon indennizzo agli espropriati, affinché potessero ricostruire altrove le proprie dimore e le proprie botteghe; tutti furono d'accordo, tranne la famiglia dei Bischeri, che speravano di poter tirare e poter ottenere una somma maggiore come indennizzo. I lavori dovevano procedere, e la famiglia non cedeva; il problema sembrava senza soluzione. Ma una notte la città fu svegliata dal fumo e dalle fiamme: un incendio si era sviluppato improvvisamente e "misteriosamente", distruggendo tutte le case, le botteghe, gli averi dei Bischeri. La famiglia, ridotta sul latrico, fu costretta a lasciare la città, cercando di ricostruire la propria vita in Emilia Romagna.
Da allora "bischero" venne usato dai fiorentini, sempre irridenti, in senso inonico: "Che bischeri!"

Molto più tardi i Bischeri, che si erano ripresi ed avevano cambiato, con molta avvedutezza, il proprio nome in Guadagni, tornarono a Firenze e, nel 1500, riuscirono ad acquistare il palazzo che era stato edificato dove sorgevano le case degli antenati Bischeri.

Bischero è in verità un termine non proprio offensivo, è detto piuttosto in senso scherzoso ed anche affettuoso: "O bischeraccio, icché tu ffai??"; "Vieni qua, bischeraccio, 'un te la prendere..."
Ci sono anche dei modi di dire quotidiani: "Andare a bischero sciolto, La ragione l'è de' bischeri, Avere i' bischero pe'i capo, Tre volte bono vol di' bischero, Tra bischeri si annusano". E sono solo alcuni, dato che bischero è una delle parole più usate dai fiorentini.



La costruzione, iniziata sulle antiche fondamenta della chiesa di Santa Reparata nel 1296 da Arnolfo di Cambio, fu continuata da Giotto a partire dal 1334 fino alla sua morte avvenuta nel 1337. Francesco Talenti e Giovanni di Lapo Ghini la continuarono nel 1357.


Veduta ipotetica dell'antica cattedrale fiorentina di Santa Reparata











Nel 1412 il nome fu cambiato in Santa Maria del Fiore. La chiesa fu consacrata il 25 marzo del 1436 al termine dei lavori della cupola del Brunelleschi da papa Eugenio IV.





Santa Maria del Fiore come appare nel Codice Rustici del XV secolo.

9 commenti:

Solimano ha detto...

Elena, l'idea che ognuno di noi ogni tanto racconti qualcosa del posto in cui vive (e dei posti dove ha vissuto...) a me sembra ottima, e non certo come riempitivo, ma perché i posti, anche vivendoci per pochi mesi, entrano a far parte di noi.
Addirittura, nel Profilo Utente di Blogger, io ne ho tenuto conto indicando gli otto (o nove) posti dove sono vissuto.
La parola bischero l'ho conosciuta al primo anno del triennio di Ingegnaria a Bologna (il biennio l'ho fatto a Parma). Arrivavano a frotte i toscani (allora non c'era la facoltà di Ingegneria a Firenze) e cominciammo a sentire parole che non conoscevamo: la parola bischero fu una delle prime.
C'era un'altra caratteristica meno gradevole: i toscani bestemmiavano, cosa che noi emiliani in genere non facciamo, salvo modificare la terminologia delle bestemmie in modo che diventino imprecazioni. Questo si sa; quello che si sa di meno è che c'è un'altra regione in cui la bestemmia è diffusa in tutti gli strati sociali: il Veneto.

grazie Elena e saludos
Solimano

Giulia ha detto...

La farse "sei un bischero" anche io la sentivo e avolte ancora la sento usare per dire proprio "sei usciocco" in modo abbastanza affettivo. Quindi è sucita dai suoi confini. In realtà non ne consocevo l'origine e la storia.
Quindi grazie Elena...
Un abbraccio
Giulia

Silvia ha detto...

Si potrebbe dire in questo caso: chi troppo vuole nulla stringe.
Anche se al giorno d'oggi, per certi individui pare proprio il contrario.
Mi piacciono molto le storie legate all'origini di nomi e definizioni.
Buona giornata:)

annarita ha detto...

Bellissimo racconto, Elena. Mi ha tolto una curiosità :-)

Barbara ha detto...

Ma poverini!
Almeno avrebbero potuto chiamarla Santa Maria dei Bischeri, no? ;-)

sabrinamanca ha detto...

Da quello che racconti i bischeri erano dei furbi che sono stati gabbati. Bischero lo conosco per lo più da Benigni e mi fa sorridere ogni volta che lo sento!

Arfasatto ha detto...

Solimano, Firenze fa proprio parte di me, quasi più di ogni altra cosa al mondo. Per questo mi piace parlarne, scoprire qualcosa di curioso, illustrarla e fotografarla.
E sulla bestemmia, come hai ragione! Bisogna farci l'abitudine, poi non ci se ne accorge quasi più; oppure il tutto diventa tema da barzellette, come quella famosa del "diohane"; penso che Roby, che fine hai fatto mia cara concittadina-alle-prese-coi-dolori-delle-connessioni, Roby dicevo, la conosca bene.

Arfasatto ha detto...

La parola bischero ha comunque diverse spiegazioni. Secondo alcuni, i più, deriva dalla famiglia dei Bischeri, come ho raccontato io. Secondo altri deriva invece dall'organo genitale maschile; per altri ancora dalla chiave che regola gli strumenti a corda; oppure, infine, dal bischero di palude, che è un arbusto che cresce, appunto, lungo i corsi d'acqua e si muove ad ogni refolo di vento ed è, cioè, sempre in continuo ondeggiare, senza avere una sua idea in testa,ma dando retta al primo venuto.

Roby ha detto...

MAREMMA HANE, Elena, che bel post!!!!

(Ci sono, come vedi, anche se con l'affanno: ICCHE' TU VVVOI, la rete, oggi, GLI HA I'BISCHERO!!!!!)

[;-P]

Roby