lunedì 2 febbraio 2009

Orione

Ermione

L'altra sera andavo in moto nella notte fiorentina, una bella notte scura e senza luna. Nel cielo nero mi è apparsa all'improvviso questa meravigliosa, superba costellazione, Orione. Meravigliosa costellazione con le luminosissime Betelgeuse e Rigel, Bellatrix e Saiph...che nomi splendidi. (Detto per inciso, la mia Giorgia ha rischiato di chiamarsi Betelgeuse, figurarsi).
La splendida Orione occupa un bello spicchio di cielo, e attrae con le bellissime, vicine Sirio e Procione. Ricordo la prima volta che un amico me le fece notare, in una notte fredda e stellatissima, a Pitigliano, in mezzo alla neve: "Vedi quel gruppo di stelle in mezzo al cielo, poi quelle tre in fila perfetta, la cintura di Orione. E davanti, come buttate da una mano celeste, quel gruppetto fitto , le Pleiadi".
Che nomi, che ricordi! Riporto qui di seguito il mito di Orione, anzi uno dei vari miti di Orione, il più bello, secondo me, quale è riportato su Wikipedia.

"Sull'isola di Chio, Orione corteggiò Merope, figlia del Re Enopione, apparentemente senza successo, dato che una notte, reso spavaldo dal vino, cercò di violentarla. Per punirlo, Enopione lo fece accecare e lo bandì dall'isola. Orione si diresse a nord verso l'isola di Lemno dove Efesto aveva la sua fucina. Efesto s'impietosì alla vista di Orione cieco e gli offrì come compagno e guida uno dei suoi assistenti, Cedalione. Con il giovane sulle spalle, Orione si diresse a est verso il punto in cui sorgeva il sole, dove, a detta di un Oracolo, gli sarebbe stata restituita la vista. E infatti quando all'alba i raggi prodigiosi del Sole caddero su quegli occhi spenti, Orione miracolosamente ebbe resa la vista.

In un mito celeste Orione è legato all'ammasso stellare delle Pleiadi del Toro. Le Pleiadi erano sette sorelle, figlie di Atlante e Pleione. La storia che si racconta solitamente dice che Orione s'innamorò delle Pleiadi e le perseguitò con intenti amorosi. Ma secondo Igino, chi lui veramente voleva in realtà era la loro madre Pleione. Zeus agguantò tutto il gruppo e lo sistemò fra le stelle, dove Orione continua a incalzarlo ogni notte."

La storia di Orione è bella e triste, come lo sono spesso i miti greci.
Alziamo gli occhi a guardare le stelle, è bellissimo e consolante.

9 commenti:

Roby ha detto...

Cara Elena, mi hai fatto ricordare come per magia una notte di tanti anni fa, quando qualcuno mi indicò il gruppo sparso delle Pleiadi: bellissime, si distinguevano benissimo, perchè eravamo ai margini del deserto egiziano, lontano da agglomerati urbani troppo illuminati. Un cielo perfetto e affascinante da osservare a naso all'insù. Ma anche IL NOSTRO cielo, quello fiorentino, intendiamoci, non è proprio niente male (a parte la zona Stadio in occasione di partite di campionato...)

Buonanotte, carissima, e grazie del magnifico post "stellato"!

Roby

Solimano ha detto...

Confermo. E' bello guardare il cielo e imparare a conoscere le stelle. Lo facevo d'estate a Berceto, 750 metri slm, nell'Appennino parmense, dove ero in affitto in una mansarda. Munito di carta geografica del cielo e di pila. Un maglioncino a seguito perché dopo mezzanotte era freddo.
Però, 'sto Orione, Elena, era un po' suonato... correre dietro ad una madre di sette figli... chissà Pleione com'era contenta! Le figlie un po' meno.

grazie Elena e saludos
Solimano

giulia ha detto...

Abbiamo parlato tutte e due di cielo nello stesso giorno (io nel mio blog)... Bella questa coincidenza.
Purtroppo mi capita di rado di poter gustare un cielo stellato, Giulia

Amfortas ha detto...

Mi hai fatto ricordare una cosa.
Mio papà spesso diceva che avrebbe voluto un telescopio e allora nell'anno della cometa Halley (un bidone, mi pare) gli comprai finalmente 'sto regalo.
Non ha mai capito come funzionasse, e dopo qualche tempo, diciamo 6 mesi dopo, lo riciclò ad un suo amico.
Ci rimasi malissimo.
Ciao!

Arfasatto ha detto...

Insomma, Roby...non è che i cieli sopra la nostra città siano i più adatti per apprezzare le stelle. Se hai visto i cieli del deserto (io mai) penso che fosse un'altra cosa. Ma ti assicuro che a Pitigliano, in una notte limpidissima, nera come la pece, fu straordinario riconoscere le costellazioni e le mitiche Pleiadi.

Arfasatto ha detto...

Solimano, per conoscere il cielo ho fatto la stessissima cosa chae hai fatto tu: torcia, carta del cielo, golf e via a naso all'insù. Così, alla fine, conosco molto meglio il cieloestivo di quello invernale. Anche se, dicono, quello invernale è molto più ricco di costellazioni belle e più interessante da osservare.
Giulia, ho visto il tuo post. Bello, come sempre. Evidentemente siamo ambedue attratte dalle stelle...

Arfasatto ha detto...

Sì, Amfortas, anche a me sembra di ricordare che la cometa di Halley fu un bidone, come dici tu. Diversamente dalla Hale Bopp, bellissima e luminosa. Sulla fine ingloriosa dei telescopi ho anche io qualche esperienza; mia nipote lo volle con tutte le sue forze, lo usò una volta dicesi una, ed ora questo telescopio lo uso (raramente) io, principalmente per guardare i mari della luna.

annarita ha detto...

Che nostalgia, mi hai fatto ripensare a certe calde sere d'estate, con il naso all'aria per vedere le stelle cadenti... Il firmamento è uno spettacolo di superba bellezza in ogni periodo dell'anno e a volte anche le nostre grandi città ci offrono un po' di magia.
Salutissimi, Annarita.

Habanera ha detto...

"Il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me" (Immanuel Kant)

La volta della cappella degli Scrovegni affrescata da Giotto.

Queste sono le prime cose a cui penso ogni volta che ho la fortuna di vedere il cielo di notte in tutto il suo splendore.

E il mio sentirmi infinitamente piccola di fronte all'immensità del creato.
H.