giovedì 26 febbraio 2009

Esser genitori di questi tempi: il Nintendo

mazapegul

Hanno iniziato i figli dei ricchi a girare con questi televisorini tascabili e smanettandovi sopra senza sosta. Giochini neanche troppo belli: meglio quelli che si trovano in Internet, scaricabili gratuitamente sul PC. Però, l'idea di fare il giochino quando sei in giro e gli altri fanno cose noiose, tipo giocare o parlare, dev'essere stata una molla irresistibile.
Sono venuti poi i figli dei poveri di tasca e spirito, quelli che "a mio figlio non faccio mancare nulla", "per lui il meglio", purché siano cazzate, ovviamente. Il desiderio di rivalsa, invece che sfogarsi nell'invito alla lettura e nella gita in campagna (che qui da me vuol dire: cento metri da casa), s'è materializzata in costosissime scatolette elettroniche.
A questo punto iniziano a comprare il Nintendo quelli che stanno in mezzo: operai cogitanti, ceto medio vario. Mia figlia inizia ad essere nervosa: a non avere lo scatolotto sono rimaste solo lei e la figlia d'una chimica industriale che lavora al CNR.

Vi evito l'accurata narrazione della tortura cinese della goccia che procede da due anni almeno; fatta di lamenti, di strilli, di sguardi languidi, di pubblicità ritagliate dalle riviste e lasciate sul tavolo a colazione, di discorsi monomaniacali la mattina sulla via di scuola e la sera prima d'andare a letto. Pochi, fortunati genitori non sanno di cosa si tratta.

Arriva la settimana del compleanno e la scoperta, in contemporanea, che anche la mamma chimica ha ceduto. Angelica è ora l'unica bambina in classe sprovvista del Nintendo. Anche mia moglie inizia a fare pressione (il nonno è già da un anno che cerca di sfuggire ai miei veti).
Io resisto, spiego, argomento, faccio fosche previsioni sul futuro. Bambini nevrotici e con le braccia rattrappite nel gesto di schiacciare compulsivamente minuscoli tasti a velocità supersonica; cervelli precocemente vittime dell' Alzheimer; sindromi da disattenzione artificialmente procurate, per la gioia di chi poi vende le amfetamine usate per curarne i sintomi. Così parla Maztradamus!

La mattina del compleanno, sulla via del lavoro, un dubbio che mi stava scavando dentro da tempo emerge in tutta chiarezza: non starò cercando di forzare mia figlia in un ruolo che mi sono inventato io, che con lei non ha nulla da fare? Devo essere io a decidere come lei si diverte? Non sarà necessario questo compromesso con un mondo che, del resto, non frequento, ma in cui lei vive ogni giorno?
Faccio una lista mentale dei regali di Natale che le ho preso per evitare in Nintendo. A chi erano fatti quei regali, in realtà? Come avrei preso la cosa da bambino io? E, mi chiedo con tremore, non sarò obbligato, per tenere il Nintendo fuori di casa, di dotarmi di una televisione, che assolutamente non voglio avere tra i piedi?
Un'ora di corriera e mando un SMS a Melinda: "hai ragione, compriamo questo diavolo di Nintendo". Ed ora abbiamo anche questo gadget.

8 commenti:

Anonimo ha detto...

Hai ceduto:) Come darti torto? Non so cosa significhi essere genitore ma presumo che sia un lavoraccio.
Ho però un'immagine raccapricciante davanti agli occhi da quando ho letto il titolo del post.
Pizzeria. Ore 20,00 circa. Arrivano padre 40enne più o meno e figlio 10enne. Non dicono una parola. Si accomodano uno di fronte all'altro.
Il bimbo estrae l'aggeggio infernale e a VELOCITA' LUCE comincia a schiacciare tutti i tastini possibili. Anche quando arriva la pizza, anche quando mangia, senza alzare gli occhi del giochino e infilando pezzi di pizza a caso, anche nelle orecchie. Il padre tenta un timido rimprovero: ignorato. Non hanno scambiato una parola, una. Il padre si è alzato per andare in bagno, il piccolo non ha nemmeno alzato gli occhi.
Una tristezza infinita.

Silvia ha detto...

L'anonimo sono io che ho il pc impazzito e fa quel che vuole.
Ciao Maz:)

sabrinamanca ha detto...

Hai fatto bene, ecco cole la penso. Hai chiarito per benino a tua figlia la tua posizione e poi hai ascoltato il suo desiderio per quel dubbio che si è insinuato (benedetto dubbio) in te di farle vivere la vita del figlio "ideale". Il Nintendo invece lo odio e mia figlia non ci giocherà MAI!!!!!!!!!! :)))))

Solimano ha detto...

Ognuno ha il suo modo di sbagliare, comunque faccia. Il problema non è che si sbaglia, ma gestire l'errore. Angelica val bene un Nintendo, parafrasando Enrico IV.
L'aspetto modaiolo non va ignorato, esiste ed esisterà sempre. Se Angelica sente, come sicuramente sente, che tu e Melinda le avete preso il Nintendo pur essendo personalmente alieni da simile oggetto, capisce due cose: che le volete bene e che il Nintendo non sarà poi un granché, se due personaggi come Màz e Melinda ne fanno a meno senza soffrire.
Avessim'a capì che sò problemi!

grazie Màz e saludos
Solimano

mazapegul ha detto...

Grazie a tutti dei gentili commenti.
Oggi Angelica m'ha fatto fare una partita con un giochino didattico-logico: il mio cervello è risultato "un pò legnosetto". Pure questo, Santa Polenta!

Giulia ha detto...

Non credo che serva resistee a ciò che c'è e fa parte del mondo di tutti. Il problema è come far sì che la loro testa non sia presa sooo da queste cose. A volte proibire può essere anche peggio.
Bè, visto che ci stai giocando, magari adesso sarari tu a divertirti... Auguri, Giulia

Roby ha detto...

Carissimissimo Maz, collega di genitorialità insieme alla spumeggiante Melinda, per ragioni -forse- di età, la mi'figliola non è affatto interessata al Nintendo: è stata però un'accanita consumatrice, in passato, sia di Gameboy che di PlayStation. Dico E' STATA perchè -caso fortunato? calo fisiologico?- l'interesse è scemato in un lasso di tempo abbastanza breve. Con mia grande sorpresa, con sollievo e con un po' di rabbia -viste le cifre spese per tali balocchi- ho visto tutta l'apparecchiatura ricoprirsi lentamente di polvere e ragnatele... sostituita nel cuore della pargola dalle uscite con gli amici, dall' MP3, da Messenger e Facebook.

Meglio? Peggio? Ah, saperlo!

Sbaciottini alle piccole... pardon, alla GRANDE Angelica e alla piccolina

Roby

Dario D'Angelo ha detto...

Quando ho economicamente potuto ho comprato, quando non mi sono trovato d'accordo, o non avevo le necessarie entrate, ho spiegato... ho resistito molto, motivando e "litigando" ogni volta, sul telefonino :-) tu, comunque, giocando con Angelica hai fatto la cosa più importante, hai "condiviso" :-)