mercoledì 25 febbraio 2009

Nostalgia

Habanera


Il post di Annarita mi ha fatto ricordare il Carnevale Asburgico di Madonna di Campiglio che si concluderà solo sabato, come quello ambrosiano. Mentre per il resto d'Italia è già quaresima, milanesi e trentini sono ancora in festa e il carnevale impazza.

Andando in giro per la rete, in cerca di immagini, ho trovato questa foto e mi è venuto un colpo al cuore.
Ma che cos'ha di speciale? vi chiederete voi. Non è neppure una bella foto, anzi... e poi, cosa c'entra con il Carnevale?
Tutto vero, verissimo, ma c'è un piccolo particolare.
La vedete quella casa a sinistra, in primo piano? Quella con il tetto coperto di neve? Beh, quella è casa mia.
Naturalmente ne ho già tante di foto, forse anche più belle, ma non trovate così, inaspettatamente in rete.
Sono anni ormai che non torno in quella casa, da quando non posso più sciare, da quando vedere sciare gli altri senza poterli più raggiungere è diventata una vera sofferenza.
Mi passavano proprio sotto il naso, 'sti impuniti, e finchè avrò la feroce nostalgia di quando avevo anch'io le ali ai piedi me ne starò lontana da quel paradiso.

Peccato però perdersi anche questa Fiaba.



8 commenti:

Silvia ha detto...

Io non riuscirei a stare lontano da una casa messa proprio lì. Chissà il panorama e l'aria...Non potrei:)

Giulia ha detto...

E' veramente strano trovare la propria casa lì... ma forse anch'io ci tornerei. Certo che poter sciare è un'altra cosa.
Un abbraccio,
Giulia

sabrinamanca ha detto...

Ci posso andare io, se vuoi! A me la prima e ultima vacanza in montagna è piaciuta da morire per l'atmosfera, i luoghi, la neve e quella sensazione di silenzio che porta con sé, e poi di conforto quando si rientrava alla baita affaticati ma sereni. Invece, bbligare una persona come me, che soffre di vertigini e si sente male alla sola idea di salire su di una sedia, a sciare, beh, quello è stato un vero incubo!

Capisco pero' quanto ti possa far soffrire non poter sciare. Immagino sia come quando sono andata al mare, si fa per dire, in una spiaggia del nord in inghilterra e il mare distava chilometri ed era subito profondo chilometri. Una vera tortura!

Solimano ha detto...

La prima volta che andai a Madonna di Campiglio, funzionai da alibi per un mio amico. Era innamorato di una delle più belle ragazze di Parma, che però era di Parma Nuova (la zona ricca), mentre lui ed io eravamo di Parma Vecchia (la zona povera). I genitori di lei (che non vedevano bene la faccenda) avevano una casa a Madonna di Campiglio. Il mio amico voleva andare a trovare la ragazza, ed io gli servivo da copertura. Tempi così. Furono tre giorni forieri di progressi per il mio amico, ma noiosi per me, che ogni tanto dovevo sparire dalla circolazione. Per un amico questo ed altro, esiteva l'amicizia, allora.
Ma una sera ebbi una soddisfazione. Madonna di Campiglio allora era al secondo posto, di meglio c'era solo Cortina, e c'era un posto da borghesoni dove andare a ballare, un posto ripulitissimo. E me ne stavo lì seduto mentre i due ballavano e cicip e ciciop, e lei, evidentemente grata per la copertura, mi invita a ballare. C'era in sala il fotografo dei borghesoni: si alza di colpo e comincia a scattare foto a noi due che ballavamo, io col maglione nero, capelli a spazzola e lei biondissima naturale nonché glaucopide. Rideva molto divertita, il mio amico rideva un po' meno di lei. Finito il ballo, torno nel cantuccio e il fotografo si siede e non scatta più. Una foto grande ce l'ho ancora, chissà dov'é!

Madonna di Campiglio è un gran posto, l'unico difetto è che dal paese non si vedono le montagne del Brenta. Andare lassù, sia d'estate che d'inverno, si rimane dieci minuti come minimo a bocca aperta.

Lo sci? A me piace lo sci di fondo, che è faticoso, ma mi fa pensare ad un ballo settecentesco: scarpini, sci lunghi e stretti, calzettoni rossi con le brache nere, guanti (necessarissimi) e una berretta multicolore. Ancor meglio del mio prediletto jogging. Ci vuole la pista giusta: lunga, non affollata e quasi sempre in piano.

grazie Habanera e saludos
Solimano

annarita ha detto...

Non sono mai stata in montagna in pieno inverno con la neve, e deve essere bellissimo. Capisco il tuo rimpianto. E che sogno il Carnevale asburgico di Madonna di Campiglio. Sissi fa parte della mia galleria personale di donne che cerco di conoscere meglio, insieme con Caterina di Russia, Elisabetta I, Maria Stuart e Maria Antonietta. Salutissimi.

Habanera ha detto...

Purtroppo (o per fortuna?) sono una Pasionaria e quando amo qualcosa, o qualcuno, è con tutta me stessa.
Gli uomini possono anche deluderti ma la natura, se la ami e la rispetti davvero, non ti delude mai.
Il mare e la neve, la neve e il mare... non saprei dire cosa amo di più.
Posso ancora fare le mie lunghe, tranquille nuotate, ma di sciare ormai non se ne parla più.
Intanto la mia casetta sta lì, aspettando il mio ritorno, amorevolmente accudita dalla famiglia che l'ha presa in affitto e che la ama quasi quanto me.
Me la riprenderò, prima o poi...
Appena mi sarò rassegnata all'idea che c'è un tempo per ogni cosa e che forse, forse, ci si può anche dedicare al faticosissimo (e noiosissimo) sci di fondo.
L'avevo provato un inverno in cui non c'era abbastanza neve per la discesa ed avevo giurato a me stessa: mai più!

Grazie e un abbraccio affettuoso a tutti
H.

Silvia ha detto...

Sciare mi piaceva da matti Haba, ero un'incosciente,il naso gelido, le lacrime agli occhi e il fiato corto in cui tiravo dentro tutta l'aria della montagna erano una libidine pura. Poi smisi per vari motivi, non ultimo la miopia. Ritornai dopo molti anni, convinta di non saper più sciare, infatti non feci nemmeno il giornaliero. Fu una grandissima emozione, accorgermi una volta scesa dalla seggiovia, che stavo in piedi, governavo gli sci, caricavo bene, scivolavo, insomma sciavo ancora e bene. Andai giù a "scheggia" e feci il giornaliero, subito. Sciai tutto il giorno come una pazza, felice, per cui ti capisco bene. La mattina dopo non fui in grado di alzarmi dal letto, avevo le ginocchia distrutte. Rimasi a letto una settimana. Fine dello sci. Quello di fondo, nemmeno sotto tortura, provai una volta e feci come te, ma credo che siano due approcci diversi e nonj per forza compatibili. Per cui, ora, visto che amo la discesa e la velocità, penso al bob.
E comunque, anche passeggiare e sentire crocchiare le neve sotto ai piedi, e l'aria frizzantina che ti delinea i connotati, e il rumore del bosco carico di neve è una magia. Ieri ho visto un pettirosso, mi ha ricordato le mie giornate sulla neve.
Anche se è stato un grande amore che ancora ti fa soffrire, prima o poi la tua casa tornerà a te:)

Habanera ha detto...

Silvia, le ginocchia appunto. E i legamenti.
Tutto è iniziato quando ho fatto fuori quelli del ginocchio destro finendo in una buca e dopo qualche mese, travolta da un altro sciatore, anche quelli del ginocchio sinistro.
La seconda volta, dopo aver sentito il fatidico crac, sapevo già a cosa andavo incontro. Sapevo che se mi fossi fermata il ginocchio si sarebbe gonfiato e non avrei più potuto muovermi. Allora, invece di aspettare soccorsi e barella, mi sono rimessa in piedi ed ho continuato a sciare fino a casa. Incoscienza pura, lo riconosco, ma se tornassi indietro sono quasi certa che lo rifarei.
Erano i miei ultimi momenti di libertà e la neve quel giorno era perfetta.
H.