martedì 3 febbraio 2009

Basta, essere buonisti!! parola di Maroni

Giulia

Un giorno è nata una parola e una nascita è sempre un evento: La parola è “buonismo”… ma mentre buono ha il suo contrario cioè cattivo, buonismo non ce l’ha… E’ rimasta orfana del suo antagonista.
Non sempre amo i neologismi, ma non chiedono certo a me il permesso per venire alla luce.
Buonista è una parola molto usata dal centrodestra che un giorno sì e un giorno no la inserisce nei suoi discorsi: il luogo privilegiato delle accuse (perchè di accuse si tratta) di “buonismo” è il tema dei diritti degli immigrati.
Oggi Maroni afferma che “per contrastare l'immigrazione clandestina non bisogna essere buonisti ma cattivi, determinati, per affermare il rigore della legge". Forse il contrario di buonista c'è ed è "quello che ha le palle"...
Per Maroni, infatti, nessuno ha il coraggio, quando arrivano, di cacciare gli immigrati… “Ma proprio per questo - insiste - abbiamo deciso di cambiare musica". Cosa vuol dire? Ricordate Bossi, quando aveva attaccato il ministro Pisanu "reo" di non fare nulla per bloccare gli sbarchi dei clandestini, suggerire tranquillamente: "Prendiamoli a cannonate".
E’ questo che succederà? Perché se c’è una cosa che non si può dire della Lega è di non mantenere le promesse, quelle promesse che Pisanu definisce “discorsi da osteria padana”.
Bene diceva Carlo Levi: le parole sono pietre. E queste parole le ascoltano ragazzini che nulla sanno di politica, né tanto meno sanno ancora discernere il bene dal male. Ora sanno che essere buoni, vuol dire non avere “palle” ed in un periodo di identificazione sessuale questo davvero suona male. Io credo che questi sedicenti politici dovrebbero stare molto più attenti a come parlano, perché nei giovani l'uso di certi termini e di certe frasi può diventare “incitamento a delinquere”. Ne ho visto, credetemi, gli effetti su ragazzi della scuola media!
Per quanto riguarda Maroni, forse sarebbe meglio non avesse cambiato musica e tornasse a fare quello che faceva da più giovane... Non è carino?


8 commenti:

Solimano ha detto...

Però il buonismo esiste, e non è positivo. Per buonismo intendo il fermarsi alla testimonianza e non saper passare alla responsabilità. Vizio antico e nuovo della sinistra, vizio che emerge quando non si sa come fare i conti con i fatti reali. Tutti i discorsi che stanno in piedi sono basati su dei sì e dei no, sul discernimento, non sono discorsi sì a prescindere e no a prescindere. O vogliamo dire che, poiché a Como l'ottanta per cento dei cittadini vota a destra quelli siano tutti o ladri o coglioni?
E' vero, Giulia, in questa situazione di insicurezza prima ancora psicologica che sociale, quello che le spara più grosse rischia di essere il più ascoltato, specie dai più giovani, ma a volte la nostra presunzione autoassolutoria (che può essere comoda) ci impedisce di dare delle risposte fattuali a domande vere.
Occorre essere moralici (cioè fattivi), non moralisti (cioè predicatori) anche in rete, altrimenti si rischia di essere velleitari, perché non si viene ascoltati. E in rete vedo molte fughe in avanti (che non costano nulla), e vedo mancanza di capacità di operare insieme, mancanza di continuità progettuale. Lo so che sono discorsi che infastidiscono (non tu che ne sei convinta), ma che facciamo, siccome la gente fa certi discorsi, smettiamo di darci positivamente da fare, dove è possibile fare qualcosa di buono?
Un discorso che rifiuto. Io non smetto. Se poi mi passerà la voglia smetterò, dicendo che mi è passata la voglia (una scusa che basta e avanza) ma senza trovare scuse del tutto improprie e senza danneggiare chi ha operato con me.

grazie Giulia e saludos
Solimano

Giulia ha detto...

IO sono d'accordo con te. Non mi piacciono i discorsi generici, ma il mio voleva essere concreto. Certe parole buttate al vento creano problemi nella vita quotidiana. Io li ho combattuti tutti i giorni. I ragazzi assimilano senza discernimento e vanno a picchiare lo straniero, così senza ragione. Questo fenomeno si sta diffondendo in modo impressionante. Naturalmente questo poi vuol dire che "gli stranieri ragazzini" si uniscono in bande tra di loro.
Se tu chiedi ragione a questi ragazzi, ti dicono proprio: "L'ho sentito alla televisione, gli stranieri sono cattivi"... Ora il linguaggio va moderato, bisogna dirlo. Poi nella realtà di tutti i giorni si cerca di dare ai ragazzi la capacità critica, la capacità di riflettere e ti assicuro non demordo. Sono d'accordo con te. Non bisogna mollare.
I problemi poi sono terribilmente complessi e questo è qualcosa su cui bisognerebbe lavorare. Non ho mai amato la semplificazione.
La predicazione la detesto anch'io... Giulia

annarita ha detto...

Concordo con Giulia, il mondo della scuola si sta faccendo sempre più fragile e precario e bisogna continuare a dare risposte concrete ai ragazzi perché non vengano sommersi e trascinati via dalla melma che fuoriesce quaotidianamente dai televisori. Non voglio fare il solito laudator temporis acti, ma oggi il terreno sul quale gli insegnanti tentano di costruire qualcosa è sempre più fragile e molte volte il colpo decisivo a queste friabili fondamente viene proprio dalla famiglia. E ha ragione Solimano quando parla di differenza tra l'essere moralici e moralisti. Cerchiamo di non arrenderci e di continuare a costruire, ognuno nel nostro piccolo.
Salutissimi, Annarita

mazapegul ha detto...

Al di là di tutto, fa bene Giulia a rimpallare questo unicum di un ministro degli interni che incita alla cattiveria, a ridosso di un rogo doloso ai danni di un senzatetto, perdipiù. E' vero, Solimano, che Weimar ha avuto le sue pecche: la sinistra e non solo ci ha ragionato su per decenni. Questo non assolve i nazisti, nè i loro sostenitori, proprio per il discorso sulla responsabilità che giustamente fai. Che però vale per tutti, anche perché (come tu dici) non è che a destra siano marziani feroci, a cui il principio di responsabilità è inapplicabile. Hanno due zampe per camminare, due per maneggiare e una testa per pensare, esattamente come noi. E hanno la stessa carta d'identità repubblicana.
Infatti, mi pare che sia proprio a destra (leghista soprattutto) che, ultimamente, si fa il discorso secondo cui ogni ferocia è scusata dalle circostanze e dalla sociologia, purché rivolta verso gli stranieri.

Ciao,
Màz

PS Non mi nascondo dietro a un dito sulle responsabilità a sinistra: poi ci torno su.

Solimano ha detto...

Màz, tutto giusto, ben argomentato e ben detto. Però.
Io vivo in partibus infidelium e la vedo la differenza nella vita (e nei comportamenti) di tutti i giorni.
Coi leghisti riesco a parlare, persino con quelli di AN, con quelli di Forza Italia no.
D'accordo che le parole sono (possono essere) pietre, e bisogna starci attenti, alle possibili conseguenze di certe parole.
Perché il punto è questo: ci riusciamo a parlare o no, con quelli che non ci votano? Abbiamo dei buoni argomenti? Usiamo gli argomenti giusti? Guardiamo le cose mettendoci anche dal loro punto di vista senza metterci la piuma al cappello della nostra superiorità culturale ed umana?
Non è un fatto di diplomazia o di concessività, ma di empatia umana, che con i leghisti è possibile, a volte anche con quelli di AN, mentre è difficile con quelli di Berlusconi. Un discorso pratico.
E' chiaramente pericoloso che un ministro faccia certi discorsi.
Ma c'è una zona grigia in cui dobbiamo discernere, perché ragionare (e personalizzare) per etnia non è un discorso razzista. E quindi dei sì e dei no bene spesi vagono molto di più dei sì sì o no no a prescindere. Non credo che l'ottanta per cento dei comaschi (quelli che non votano per noi) non conosca l'etica della responsabilità, magari la applica ogni giorno in diverse direzioni, e lo fa volentieri.A parlare per dirsi qualcosa bisogna essere in due diversi.
Infine c'è un fatto reale, quello sì veramente preoccupante. Oggi molti sono preoccupati, insicuri di tutto, senza le certezze che avevano fino a pochi anni fa. In questa situazione, il rischio che si sfoghi questo disagio in una pulsione razziale o etnica esiste, lo si nota persino nei comportamenti al supermercato, in cui attaccano lite per delle nullaggini. Noi abbiamo un grave problema di efficacia, basta guardarsi attorno in rete. Vedremo, per il momento credo che una prepolitica fatta bene, non stile monadi leibniziane, sia una strada sicuramente efficace e comunque gratificante: se sei gratificato, paradossalmente, finisci per fare bene le cose che fai, altrimenti, come diceva Jung, è un sistema di cassettine.

grazie Màz e saludos
Solimano

mazapegul ha detto...

E' interessante (e la condivido) la distinzione che fai tra sostenitori di Lega e AN, da una parte, e FI dall'altra. Molti tra questi ultimi, ne ho esempi in famiglia, paiono portarsi fin nelle pieghe della personalita' l'ideologia sintetica da cui il loro partito trae origine. A riprova della plasticita' dei nostri cervelli, nel bene e nel male.
Ciao,
Maz

Giulia ha detto...

Molto interessante la discussione che si è aperta. però sono dell'idea che a volte bisogna focalizzare alcuni aspetti particolari per poter davvero incidere. In questo caso, nel mio veloce e incompleto post, quello che volevo mettere in evidenza è il linguaggio che si usa e come questo linguaggio può in un certo senso "uìinquinare" il pensiero. Lo fa con i grandi, ma è devastante nei ragazzi. Questo è un problema che non va sottovalutato, secondo me.
Giulia

Solimano ha detto...

Sì, Giulia, argomento ben scelto e discussione interessante.
La qualità personale a volte è superiore alla qualità delle idee delle persone ed al modo scelto per manifestarle. Quindi il ripulitissimo berlusconiano può infastidire più del rozzo leghista.
Ma l'argomento dei ragazzi è importante, perché speso assorbono senza difese la prima greve stupidata che sentono. Che farci? Quello che possiamo, moralicamente e non moralisticamente. Sentendoci parte di un tutto, perché tat twam asi, una certa dicotomia non aiuta.

saludos
Solimano