sabato 24 gennaio 2009

Comunicazione e scomuniche

Roby


Ieri ho appreso con indubbia soddisfazione che il pontefice ha definito internet "un dono di Dio", durante l'inaugurazione del nuovo sito del Vaticano, fornito persino di Youtube per seguire in diretta e non gli Angelus domenicali.

Oggi, proprio dalla rete, vengo a sapere che lo stesso papa Ratzinger ha revocato le scomuniche emanate anni fa contro alcuni vescovi lefevbriani, dichiaratisi ora disposti a seguire i dettami di Santa Romana Chiesa.

Comunicazione globale... scomunica... Qualcosa mi stona: siamo nel XXI secolo o nel medioevo?

Poi, la ciliegina sulla torta: sembra che uno degli ex-scomunicati oggi riabilitati avesse negato, poco tempo fa, l'esistenza delle camere a gas nei lager nazisti e delle conseguenti stragi di ebrei ivi avvenute.

Caro Benedetto, scusa tanto: ma a questo bel tipo qua, invece di abbuonarglielo, non avresti dovuto raddoppiarglielo, l'anatema???

6 commenti:

Giuliano ha detto...

Cara Roby, mi sarei fatto luterano da pezzo, se solo dessi peso a queste cose. Ma, per fortuna, Gesù nel Vangelo non ha lasciato detto nulla riguardo ai riti e alla lingua in cui vanno officiati... Solo una cerimonia semplicissima, una cena con i suoi amici, e un Comandamento solo, che contiene tutti gli altri. E prima una preghiera, ma corta: il Padre Nostro.
Tutto quello che c'è in più, chi mai lo avrà costruito?

(comunque la tentazione di passare altrove, con questo Papa, si fa sempre più forte)

Silvia ha detto...

Condivido Giuliano. A me non piace.

mazapegul ha detto...

Alcuni papi vengono dimenticati il giorno stesso in cui diventano papi. A me è successo con questo papa qui.

Giuliano ha detto...

Andando in chiesa, per 40 anni non mi sono mai chiesto per chi votavano i presenti. Con i fedeli della messa in latino, il problema bisogna porselo.
Non è colpa della Messa in latino, anzi. Ma alle volte capitano strane cose: per esempio, se mi avessero invitato a far parte di un club calcistico, di tifosi, e mi fossi trovato in mezzo a spranghe e svastiche e anfibi chiodati, mi sarei tirato fuori subito.
Una quindicina d'anni fa, per motivi di interesse culturale e soprattutto musicale (i grandi compositori fiamminghi del 400 e 500 scrissero soprattutto Messe), mi capitò di andare a Milano in Sant'Ambrogio per ascoltare finalmente una Messa in latino.
Sorpresa: era piena di naziskin.

Come si dice? Un albero si giudica dai frutti che dà... (anche questa è nel Vangelo)

Solimano ha detto...

Quando andavo in Francia, non perdevo mai l'esperienza della messa domenicale. Perché la Francia è un paese laico da più di due secoli e i cristiani sono una minoranza in cui ci sono delle gran belle persone. L'unica grande cultura cattolica del Novecento c'è stata in Francia. Era bello (e non parlo prevalentemente dal punto di vista estetico), seguire la messa, una vera esperienza di comunità.
Ma credo che anche in Francia le cose stiano cambiando. Quello che fa pensare male un laico che è stato credente, ed un credente impegnato, è la mancanza di reazione da parte di chi è ancora credente. Stanno zitti e si adeguano. La normalizzazione, cominciata ancor prima di Woytila, ha funzionato: presenteranno il conto con gli interessi e troveranno sempre chi gli dà retta, come con gli insegnanti di religione divenuti, oplà, dipendenti statali, alla faccia di tutti gli insegnanti cronicamente precari. Hanno bussato da Epulone e Epulone li ha soddisfatti. Si nascondono dietro un volontariato diffuso, ma sanno benissimo che ci sarebbe ugualmente: non nasce da una spinta di fede, ma è un rifugio autoassolutorio che nasce dal non saper che fare.
Finché un giorno, con sbalordimento, ci si accorgerà di una cosa assurda: una organizzazione assolutistica in cui comandano solo gli uomini celibi, una plurimillenaria coazione a ripetere che ha un solo obiettivo: mantenere se stessa. Non sono fatti a immagine e somiglianza di un dio, si sono costruiti un dio a loro immagine e somiglianza.
Sì, diranno che gli altri sono pigri e superficiali, ne inventeranno di tutti i colori, mi rendo conto dei loro veri motivi (il potere mascherato di umiltà) ma la consapevolezza cresce e non hanno più argomenti. Lo sanno benissimo, compreso Ratzinger, disposto persino a rimettersi in casa un vescovo negazionista. Tutto fa brodo.

grazie Roby e saludos
Solimano

Habanera ha detto...

Laicamente, senza alcuna forma di fanatismo religioso, ho voluto molto bene a Papa Giovanni XXIII.
Ricordo ancora il giorno e l'ora della sua morte: le 19,40 del 3 giugno 1963. Ricordo il grande dolore che ne provai.
Se ne andava un uomo dall'incredibile forza morale, un uomo coraggioso e buono, esempio vivente di come dovrebbe essere un buon cristiano.
Poi è venuto Paolo VI e la sua enciclica del 1968 "Humanae Vitae" dove, tra le altre cose, vietava la contraccezione
artificiale.
Il Cardinale Martini nel suo libro "Conversazioni notturne
a Gerusalemme. Sul rischio della fede" lo ha accusato d'aver prodotto "un grave danno" perchè con quella enciclica "molte persone si sono allontanate dalla Chiesa e la Chiesa dalle persone".
Come dargli torto? Ma ecco la risposta della Chiesa: [Martini delira. Se solo sapesse
ammettere i propri errori, e la limitatezza delle proprie vedute
di ieri, di oggi e di sempre....]
Limitato Martini?
Quello è il Papa che avrei voluto!
Invece, guarda caso, è arrivato Ratzinger...
H.