martedì 23 dicembre 2008

L'albero di Natale antropomorfo.

Amfortas

Accidenti, neanche ricordo più quando ho fatto l'ultima volta l'albero di Natale.
Eppure, forse perché gli anni passano o forse perché è molto pesante psicologicamente sostenere la parte di quello sempre contro, quello cinico e disincantato , ho sentito il bisogno di recuperare le vecchie abitudini.
Così è andata, tra poco faccio l'albero.
La dieta a cui mi sono sottoposto mi ha aiutato nella decisione, come pure utile, seppur doloroso, è stato il mal di schiena che mi ha tormentato per lunghi mesi. Ora sono magro, quasi secco. La mia postura leggermente inclinata in avanti, la spalla ruotata di pochi ma significativi gradi a destra mi conferisce la solennità e la dignità che hanno solo gli abeti scossi da anni di venti tumultuosi.
La cura, peraltro inutile, per l'incipiente calvizie è stata pure funzionale allo scopo: se è vero che il mio cranio è rimasto scarsicrinito, non posso che essere soddisfatto dal pelo bruno e fitto da ipertricotico del quale mi sono ricoperto sulle braccia e sulle gambe; mi sono dato una passata col verderame e voilà, ecco il colore giusto, verde bosco brillante, temperato dal bianco candido della forfora che mi cade lentamente dalla testa.
Un po' di gel sui radi capelli bianchi, ed ecco che si stagliano verso il cielo come la stella di rito; un albero di Natale spruzzato di neve, che posso desiderare di più?
Di palle ne ho solo due, ma l'intrico di vene rosso-azzurrognole provocato dal varicocele bilaterale fornisce un tocco di colore assai suggestivo.
Sono mesi che non mi lavo i piedi perché prendano quella bella sfumatura naturale marroncina, e i calli e le verruche fanno sì che la somiglianza con le nodosi radici sia sorprendente, per non parlare del delizioso profumo di humus da sottobosco dolomitico.
Voi direte: “Mancano le lucine colorate!”
Vabbè, ma devo proprio pensare a tutto io?
Sì sì, quest'anno faccio l'albero.
Auguri a tutti.

8 commenti:

Solimano ha detto...

Più che come un albero io ti vedo come un animalone, Amfortas. Nota bene, un animalone lo sono anch'io, difatti la morosa mi battezzò definitivamente come animale leggitore, un po' rassegnata un po' fiera.
Ma qui si pone un problema di cattivo gusto, che riguarda tre persone: Giuliano, Màz e Amfortas. L'ordine è quello della statura: Giuliano 1.90, il Màz 1.87 (e mezzo), Amfortas 1.85. In più il Màz ha gli occhi chiari (che piacciono dippiù alle donne, chissà perché). E io, che sono alto solo 1.80 e ho gli occhi neri come il carbone, altro che admin, sono il mozzo di bordo. Essere più alti di 1.80 è proprio di cattivo gusto.
Una postilla. Tu dici di essere disincantato, per me non lo sei, perché quello veramente cinico e disincantato non si svela, fa finta di essere di sentimento e incantato (senza scodinzolare però). Così, fingendo un incantesimo simile a quello del Venerdì Santo della ben nota opera di Mastro Riccardo, rimorchia e noi restiamo a piedi, e ci resta solo di essere fradici, o verdiani o wagneriani fa l'istess.
Dura sorte, amor tiranno!

grazie Amfortas e saludos
Solimano

Roby ha detto...

Amfortas, sei così perfido da farmi leggere un post simile, dopo tre giorni passati nella festosa, natalizia atmosfera dei mercatini di Trento e Bolzano?

E' stata un'esperienza deliziosamente disgustosa...

...ma per Pasqua cosa combinerai????

[;-P]

Roby

Silvia ha detto...

Ecco perchè io non l'ho mai fatto: sono troppo bassa e soprattutto sono una donna. Meno male Am che mi spieghi bene bene le cose. E come stella cometa cosa farai? Ti luciderai la pelata e ti metterai un fiocco in testa? Mi prometti che poi ci mandi la foto? Ti prego...

Giuliano ha detto...

Bah, io potrei fare la pianta grassa, oppure un bel baobab, chissà, magari.

Amfortas ha detto...

Solimano, intanto puntualizzo che io ho gli occhi azzurri screziati di verde, qualche volta fatico a staccarmi dallo specchio tanto mi piaccio.
E poi il mio 1.85 è terorico, nel senso che è così quando non sono piegato in due dal mal di schiena, il che avviene più o meno ogni eclissi di luna.
Sono disincantato, ma solo con ciò che non m'incanta.
Purtroppo, le cose o le persone che attraggono la mia attenzione sono clamorosamente in minoranza.
Mi sono disamorato di troppe cose, gli amici me lo dicono spesso e purtroppo anche gli amici sono sempre meno.
Ho molte giustificazioni per essere così, a dire il vero.
Forse ci scriverò un post, appena finisco il mio racconto di Natale.
Roby, e pensa che ho purgato lo scritto dai particolari più sordidi... :-)
Silvia, un giorno troverò il pretesto per pubblicare qui una mia foto con la cresta da punk, che risale a...ehm...qualche anno fa :-)
Giuliano, le piante grasse mi piacciono, non credo sia scientifico, ma io ne conosco solo quelle che sono piene di spine e quindi ne sono attratto :-)

Silvia ha detto...

Pensa te! Io invece ho gli occhi verdi screziati di grigio. E vado a memoria chè siccome che sono c'eccata non li vedo nemmeno più:)
Aspetto la cresta.

Giulia ha detto...

Guarda, le lucine colorate te le procuro io che ne dici? Giulia

Amfortas ha detto...

Silvia, non voglio dire che te la prometto, ma insomma ci penso ok? :-)
Giulia, grazie :-)