domenica 30 novembre 2008

Bambini in autobus...

Giulia

Finalmente ritorno dopo essere stata via per un po' di tempo in giro per l'Italia. Entro in queste "stanze all'aria" in cui sento di poter respirare una buona aria che sa di amicizia e condivisione.
Mi porto dentro tante parole ascoltate qua e là. Spaventa sentire a volte la gente che incontri per caso parlare in quei luoghi che sono territori comuni come, ad esempio, i treni, i tram, gli autobus o aspettando un aereo. Parole ripetute come se un disco sempre uguale parlasse attraverso diverse bocche. Parole senza pensiero, parole senza attenzione dell'altro, parole che raccontano quanto la mentalità della gente si stia indurendo e come le parole urlate in questi ultimi tempi dai mass media e da certi politici siano entrate nella mente della gente in modo capillare e diffuso. C'è inquinamento nell'aria, ma c'è anche inquinamento del pensiero.
E' così che diventa possibile quanto mi è stato raccontato a Lecce. Dei bambini usciti da scuola entrano in un autobus. I primi sono tre ragazzi neri, gli altri ragazzi sono bianchi. Il conducente intima l'alt ai bambini neri che, impauriti, si fermano subito, poi l'uomo dice a tutti i ragazzi bianchi di andare in fondo all'autoveicolo: "State tranquilli che li tengo d'occhio io qui questi qua. Sapete com'è, meglio non fidarsi di questa gente, voi con me potete stare tranquilli!".
E' stato un ragazzo bianco a raccontarlo alla mamma che, meno male, era scandalizzata ed era intenzionata a denunciare il fatto a chi di dovere.
Eppure si sentono raccontare episodi così ovunque e senza che nessuno si scandalizzi, anzi...
Quando ho preso l'aereo per tornare a casa il cielo era sereno. Ho guardato dall'alto i confini di questo nostro paese, il mare che ne lambisce le coste, ho sentito il sole che mi scaldava il viso e ho pensato: no, non può succedere davvero tutto questo, proprio qui, in Italia!
Ma sta succedendo...


6 commenti:

Roby ha detto...

Giulia, non posso crederci! O forse non voglio! Magari è solo una leggenda metropolitana... dimmi che è così...

Roby

PS: bentornata in queste stanze!!

giulia ha detto...

No, purtroppo è tutto vero, cara Roby. E non è stata l'unica cosa che mi sono sentita raccontare, purtroppo. Grazie per il bentornata, qui mi sento davvero a casa. Giulia

Giuliano ha detto...

Una volta si diceva che i bambini non fanno caso alle differenze del colore della pelle, sono gli adulti che glielo fanno notare.
Chissà se è vero ancora oggi, speriamo di sì.

(Giulia, nel tuo blog hai sempre 35-60 commenti... E' solo per questo che non lascio quasi mai il mio).

Silvia ha detto...

Sono senza parole. Da un po' di tempo penso con insistenza e inquietudine ai nazisti e al KKK. E gli USA hanno un presidente nero. Segno che i tempi stanno cambiando. Mi auguro.
E vuoi che l'Italia così filoamericana non segua l'esempio?
« Abbiamo imparato a volare come gli uccelli, a nuotare come i pesci, ma non abbiamo imparato l'arte di vivere come fratelli. » Così diceva M.L.King.
Bentornata:)

giulia ha detto...

Giuliano, i bambini difficilmente hanno idee innate, però le assorbono con una facilità impressionante. Questo mi fa paura di tutto questo martellamento mediatico sugli stranieri. (Perchè non devi scrivere il tuo commento se lo vuoi fare nel mio blog? io ci tengo molto al tuo parere.
Silvia: King aveva proprio ragione, per questo che è nsotro compito imparare e insegnarlo ai nostri figli. Grazie.
Giulia

Solimano ha detto...

C'è una positività nel fatto che oggi queste cose succedano alla luce del sole. Perché è proprio ora di finirla, con la balla storica degli italiani brava gente, dietro cui si nasconde un perdonismo generalizzato di tanti vizi che si fanno non dicendoli e facendo finta che non ci ci siano. Dai cartelli non si affitta a meridionali a Torino al tempo della immigrazione interna, alla strage di Debra Libanos che è molto peggio delle Ardeatine, ma nessuno ne ha mai sentito parlare, agli ufficiali di complemento mandati a morire come le mosche nella prima guerra mondiale (mentre quelli di carriera se ne stavano al calduccio), a quelli fierissimi di tutte le cacchiate a cui hanno creduto, compreso Stalin e Togliatti e via andare. Almeno, l'autista ha l'ingenuità di dire quello che sente dentro, quanti sono quelli che sentono in un modo e dicono in un altro! Per cui, ad esempio, a sinistra molti pensano che tutti quelli che votano a destra o sono ladri o sono coglioni. Qund'è che Veltroni troverà il coraggio di dirne quattro fuori dai denti, su dove sbaglia ogni giorno, il tanto esaltato popolo di sinistra? Nella manifestazione di Roma ha fatto un bellissimo discorso, ma tre nerbate a 'sto popolo di sinistra, anomico, lamentoso, individualista, inefficiente e pure superbetto (e con la coscienza sporca) non le ha tirate: gli conveniva farlo anche per sé, ma non l'ha fatto e neppure lo farà. Peggio per lui e peggio per tutti, avanti il prossimo.

grazie Giulia e saludos
Solimano