mercoledì 27 gennaio 2010

Il fiore e la farfalla

Il fiore e la farfalla
Dialogo del Ricordo e della Memoria
di Vittorio Bellini

Ric Buonasera Mem
Mem Ciao, Ric
Ric Ho sentito...
Mem Sentito o ricordato?
Ric Sentito, sentito questa volta.
Mem Che?
Ric Che ti hanno assegnato un giorno...
Mem Vuoi dire dedicato.
Ric Vero, dedicato.
Mem Almeno così è stato deciso e comunicato...
Ric Dal Presidente, appunto. E scritto anche sulle gazzette.
Mem Giornali, Ric, giornali, oggi si chiamano giornali.
Ric Il tuo è un ricordo lontano, d'un tempo.
Mem Giusto. Hai fatto bene a ricordarmelo. La memoria a volte fa di questi scherzi.
Ric Ma il fatto è che la notizia era stampata su un foglio che si chiama ancora proprio Gazzetta.
Mem Eh, il ricordo può confondere i tempi, la memoria no, né i modi né i tempi.
Ric Già, perché c'è differenza vero... tra noi.
Mem Sottile, ma c'è. Non però da non renderci partecipi insieme di questa dedica, di questa chiamata. Di fare di noi come una sola cosa.
Ric Come fratelli, allora.
Mem Gemelli anzi. Da confonderci uno con l'altro.
Ric Uno nell'altro: una sola cosa.
Mem Una: facoltà ed emozioni. Vivi insieme.

(PAUSA)

Ric Eh, poi la memoria non è fatta di tanti ricordi?
Mem Non fatta, Ric. Se mai riempita, meglio ricoperta.
Ric Le gazzette...
Mem I giornali, Ric!
Ric No, proprio le gazzette, allora, ricordo, dicevano, scrivevano ammantata: "memoria ammantata di tanti ricordi". E di una che ti chiamava MNEMÒSINE.
Mem Fai bene a ricordarmelo... Si. Mnemòsine alla greca: la farfalla bianca della montagna, le ali bianche dai margini arrotondati, i bordi trasparenti, solo alcuni punti neri. Mnemosine, per l'entomologo.
Ric Vive poco e non muore mai, così vi si diceva.,
Mem Scompare e ricompare, non muore mai. Hai mai visto, trovato una farfalla morta, la sua spoglia?
Ric Si dissolve e ricompone. Delicata, se la sfiori te ne resta traccia.
Mem D'una polvere bianca, traccia dei ricordi che la ricoprono.
Ric Che l'ammantano.
Mem Che l'ammantano.

(PAUSA)

Ric Dunque tu farfalla ed io fiore: la vita e l'alimento vitale. Nel prato il vessillo, corona di candidi raggi, e il centro...
Mem Il cuscino ornato, trapunto di ricordi. Un cuscinetto punta-ricordi: il capolino dorato, come dice il botanico; e alla latina aggiunge, del fiore, "perennis".
Ric Vivere insieme dunque, per sempre ... .
Mem Che tutti ci vedano, ci sappiano vivi. Io come farfalla a volare, a posarmi ogni poco immancabile instancabile sul capolino trapunto del tuo fiore, cuscino ornato di tante piccole corolle luminose, serrate una all'altra, i ricordi.
Ric I tanti di chi c'è stato, di chi ha potuto raccontare, di chi ha ascoltato, se n'è alimentato.
Mem Di un tempo oscuro, buio e insieme come notte stellata segnata di luminosi esempi di coraggio dignità pietà amore. Oggi noi a dare agli uomini speranza e certezza del domani.
Ric Mi ricordo, sì mi ricordo. Ci si diceva sottovoce: ricorda, ricorda per quando...
Mem Quando tornerà luce. Sarà dopo questi incendi, questo fuoco, questi morti insanguinati sulla montagna.
Ric E quelli esangui stremati di sofferenze nelle cittadelle recinte di spini. Ricordo, sì mi ricordo. Nel bagliore dell'incendio, davanti al cascinale, nell'abbaiare dei cani.
Mem Quel fuoco che faceva più buia la notte. Quel sangue, quel livido esangue pallore di stenti umiliazioni torture. Tutto non poteva essere stato invano.
Ric Perpetua memoria, perenni ricordi. Anche il gelo di quel compagno addormentato di sfinimento al mio fianco, morto senza sangue nelle vene.
Mem Un orrore che deve dare risveglio, perpetua veglia alle coscienze. Vigili, che non abbia a ripetersi.
Ric Memoria di tempi che hanno oscurato il secolo.
Mem Un empio uso delle facoltà umane. L'indegnità di portare dentro, se pure duro, un cuore pulsante. L'indecenza di ignorare se pure uno straccio di coscienza.
Ric Violenze, stragi d'innocenti inermi. Il genocidio, infernale macchina progettata. in odio a una fede, a diversa fede, a differenti altre origini.
Mem Memoria del male, dei mali. Memoria e ricordo anche di chi si è opposto, di chi ha protetto e salvato. Di chi ha offerto la propria vita sulla bilancia squilibrata del male e del bene.

(PAUSA)

Ric Ma ora dobbiamo andare, sorella. Siamo attesi, chiamati, forse invocati.
Mem Andiamo, fratello Ric. Con le nostre chiacchiere abbiamo tirato giorno. Già schiarisce e devono sapere che siamo vivi.
Ric Per sentirsi più sicuri. Per ricominciare la giornata e andare avanti con certezza.
Mem A testimoniare che i tempi dell'errore contro l' onore, dell'orrore contro l'amore, sono finiti, sono stati fermati. Che non devono tornare, che non possono ripetersi.
Ric Andiamo dunque, che si fa tardi. A quest'ora ancora di poca luce già si levano, spengono la luce e richiudono piano la porta per chi in casa ancora dorme, vanno al lavoro. Devono vederci vivi, tu come a volare intorno, a succhiare la vita dal capolino, io come a riaprirmi e fiorire sul prato: vita e alimento vitale.
Mem Andiamo, che siamo attesi.
Ric Attesi, anche oggi.

Questo dialogo è stato recitato per la prima volta al teatro Villoresi di Monza il 27 gennaio 2001, giorno della Memoria, in ricordo dello sterminio del popolo ebraico e degli italiani deportati nei lager nazisti.
su Arengario


6 commenti:

zena ha detto...

Metto qui due testi collettivi che hanno chiuso un lavoro importante, svolto da una delle classi che ho seguito nel tempo: una terza media che ha costruito tutte le didascalie e i quadri storici di accompagnamento (poi divenuti anche un libro) per una mostra fotografica dedicata all'olocausto.

Unì molto e fece ragionare: ci fu bisogno di distillare emozioni e pensieri in testi collettivi.

Ne appoggio due: uno dedicato alla memoria, l'altro alla pietà.

La memoria

La memoria non è solo ricordo,
che invade e scolora,
di ossa macchiate di morte,
di dolore e vergogna.

La memoria non è solo un ricordo,
che galleggia
fra incubo e sogno,
nelle nebbie della paura.

Memoria è promessa.
Memoria è conoscenza delle vite rubate.
Memoria è il mare senza riva
della nostra differenza,
di oggi e domani.

(testo collettivo della 3a C)


Pietà

La pietà passa
per occhi deboli
che piangono,
per cuori sciupati,
per urla e pensieri.

La pietà è fermarsi,
accorgersi,
non aprire una valvola,
non premere un grilletto.

La pietà è restituire un nome,
coprire con un lenzuolo bianco,
ma non dimenticare.

La pietà è un’edera
che si arrampica sui muri,
cuscino morbido di verde.

(testo collettivo della 3a C)

giulia ha detto...

Solimano, questo dialogo è veramente molto bello. La sua rappresentazione deve essere stata significativa. L'ho letto più volte.
Grazie Zena per le poesie che hai postato a testimonianza di quanto i bambini e i ragazzi possano essere sensibili se solo li si aiuta a capire.
Ieri a Torino ho sentito che in molte scuole non se n'è parlato per nulla. Come faranno a capire visto che ormai stanno anche coloro che "testimoniavano"?

Grazie Solimano

Silvia ha detto...

Toccata.

Sulla Gazzetta di RE ieri campeggiava questo titolo che mi ha fatto acquistare il quotidiano e che più o meno faceva così: Zuccherificio distribuisce bustine di zucchero con stampate barzellette contro gli ebrei.

Ieri.

L'articolo aggiungeva...

Indignati i cittadini hanno sporto denuncia, i gestori dei locali non si erano nemmeno accorti...l'azienda è stata sollecitata a ritirare immediatamente il prodotto.


Cosa che mi risulta sia iniziata oggi.

Io temo assai per la sorte di questa farfalla dalle bianche ali che mi ricorda la "cavolaia".
Temo perchè ci sono zuccherifici che si permettono di vendere bustine così, e se un domani, sempre meno voci protesteranno contro queste idiozie, questa farfalla sarà destinata a morire per sempre.

Uno degli episodi della mia vita che ricordo con più emozione, fu quando in attesa di varcare il confine a Trieste per andare nella ex Jugoslavia, entrai passeggiando in un campo. Nel riverbero del sole, si alzarono in volo migliaia di farfalle bianche, credo mnemosine, che mi avvolsero come in un sogno. Infatti potrebbe essere un dipinto di un film di Kurosawa.

Sarà per questo che io coltivo i ricordi e la memoria, della mia e delle altre vite, come un bene prezioso.

Solimano ha detto...

Se andate a pag. 17 del libro "I fiori del Parco di Monza", trovate la poesia che Vittorio Bellini ha dedicato a Vladimiro Ferrari il 16 febbraio 2008. La poesia è anche qui in Stanze all'aria, in uno dei quattro post della serie "Il comunista che fotografava i fiori". Vittorio Bellini ha qualche anno più di me, ma ne dimostra meno.

Zena, sono stato tentato di portare i due testi della 3aC all'interno del post, tanto li ho apprezzati. Poi ho pensato che sia inerente al modo di Stanze all'aria che i (cosiddetti) commenti siano sullo stesso piano del post a cui si riferiscono. In quei due testi vedo una analogia col testo di Vittorio Bellini: come la memoria possa e debba essere operosa/operante oggi e domani. E' necessario, se si vuole andare oltre al rimpianto ed evitare una nobile retorica su cui tanti consentirebbero, salvo non accorgersi come certi rischi ci sono tuttora e sempre ci saranno. Non è di una memoria cristallizzata che abbiamo necessità.

Giulia, noi ne abbiamo parlato, in modi diversi e congruenti, attraverso voci di testimoni. Con levità (non leggerezza, la farfalla deve essere lieve se vuole volare) e serietà. Che non lo facciano nelle scuole è grave, più grave ancora quando lo fanno - e succede - come un adempimento burocratico fra tanti.

Silvia, ho letto anch'io la faccenda dello zuccherificio ed una delle storielle sulle bustine. Allucinante. Perché proprio non si rendono conto di quello che scrivono, sono persino capaci (a questo arrivano) di dire che volevano fare dell'umorismo e dell'ironia. Una mefitica ingenuità.
Credo che la cavolaia sia leggermente diversa dalla mnemosine. Quante ne ho visto di cavolaie, quando avevo l'orto! Brutto segno: dopo poco tempo le verze ed i cavoli erano pieni di lunghi vermi verdastri. A ciascuno il suo mestiere: la cavolaia non vola per tirarsela con noi ma perché deve provvedere alla specie, se no, addio cavolaie.
E' vero, Akira Kurosawa (che era anche pittore), in uno dei suoi ultimi film il tema delle farfalle l'ha inserito. E su alcune farfalle ha scritto alcune fra le sue poesie migliori Guido Gozzano. Tre o quattro le ho inserite nel Nonblog di Habanera.

grazie e saluti
Solimano

Silvia ha detto...

Sono bellissime tutte e due Zena, ma Pietà mi ha colpita in modo particolare. Molto bravi davvero i tuoi ragazzi:)D'altronde con l'insegnante che hanno avuto la fortuna di avere, non mi meraviglio:)

Roby ha detto...

Il FIORE e la FARFALLA, insieme ai testi "appoggiati" qui da Zena, resteranno a lungo "impressi" nella mia MEMORIA.

Ricordiamo, RICORDIAMO tutti, per carità....

R.