sabato 14 novembre 2009

Cyrano



Mi faccio spesso regali in questo periodo. Mi piace viziarmi, concedermi piccole cose, poco costose e di facile fruizione. Un anello luccicante, un paio di libri, un copri divano, una tela grande, un guanciale in lattice, cose così.

Ma la cosa più bella che mi sono regalata tempo fa, è l’abbonamento alla stagione della prosa di quest’anno. Questa sera, assisterò alla prima rappresentazione: Cyrano de Bergerac regia di Daniele Abbado.

Hercule Savinien Cyrano de Bergerac morto a soli 36 anni causa la caduta di una trave, visse comunque una vita molto movimentata. Considerato intellettuale libertino, quando ancora quel termine stava piuttosto ad indicare un’avanguardia culturale, e precursore della letteratura fantascientifica, il primo duello lo ebbe all’età di vent’anni, lo stesso anno in cui entrò come cadetto nella compagnia delle guardie. Causa il suo temperamento spavaldo seguirono molti altri duelli. Colpito dal mal francese, abbandonate le armi, riprese gli studi filosofico-scientifici.

Considerato una delle personalità più estrose del seicento francese, fu romanziere, drammaturgo, autore satirico, epistolografo, e prima di morire scrisse anche i primi capitoli di un trattato di fisica.

Edmond Rostand poeta drammatico francese, (1868-1918) ispirandosi a questa complessa personalità, scrive una celebre opera teatrale in cinque atti, famosa ormai in tutto il mondo.

Unisce sapientemente forza intellettuale e stravaganze di comportamento del vero Hercule Cyrano, poeta, spadaccino, scienziato, musicista, mente eclettica racchiusa in un fisico potente, creando così un personaggio esagerato, ironico e travolgente, per nulla diplomatico, nemico di qualsiasi bassezza umana, fortemente idealista, romantico e perdutamente innamorato senza alcuna speranza della cugina Roxanne. Quando, prima di morire, deciderà di dichiararle il suo amore, che scoprirà contraccambiato, purtroppo sarà troppo tardi.

Il personaggio Cyrano, il cui grande naso, simbolo di libertà e indipendenza, ma anche marchio e diversità, con l’infelicità che ne conseguirà, è un eroe che si batte fino alla fine contro il destino tragicomico. Un combattente già sconfitto in partenza, che ci avrà indicato l’utopia di una purezza esemplare.

Tra vita avventurosa e letteraria ricorda lontanamente personaggi come Falstaff e Don Chisciotte.

Vi racconterò.

(note tratte da Wikipedia)

9 commenti:

Solimano ha detto...

Ah, Silvia! E pensare che io ho scritto un post su Abbracci e pop corn in cui me la prendo, nello stesso tempo, con il film di Rappeneau, con la pièce di Rostand, col personaggio di Cyrano e con le chauvinisme dei francesi! Il mio post (con cui sono tuttora d'accordo) lo trovi
qui
Forse è meglio che non lo leggi, se no mi togli il saluto...

Però conclusi quel post scrivendo del vero Cyrano, che è realmente esistito: quello sì che mi piace!
Qui trascrivo la parte finale del post:

"Questo film mi ha fatto però un bel regalo. Per informarmene, ho indagato su Cyrano de Bergerac, quello vero, Savinien Cyrano de Bergerac (1619-1655), un personaggio incredibile: militare, scrittore, drammaturgo, filosofo, libertino e pure scienziato. Con un gran bel naso, quello sì, e con un senso di umorismo in amore, che il Cyrano di Rostand manco si sogna, ecco due sue frasi in una lettera, ce le ho in italiano, figuriamoci che belle in francese:

Signora mia,
non mi lamento solo del male che i vostri begli occhi hanno avuto la bontà di farmi; mi lamento ancor più della crudele sofferenza che provo a non vederli.

Avete lasciato nel mio cuore, quando me ne sono andato, un'idea arrogante che, col pretesto d'esser nata da voi, si vanta d'aver potere di vita o di morte su di me"
.

La mia poca conoscenza de "le donne" mi porta a dire che uno così difficilmente se lo lasciano sfuggire. Occorrerà approfondirla, la conoscenza del signor Savinien".

Ti spedisco via email un suo ritratto: aveva un gran naso, questo sì, ma poteva effettivamente piacere, lo vedrei meglio del Depardieu del film.

grazie Silvia e saluti
Solimano

Silvia ha detto...

Lo leggerò domani Solimano perchè adesso ho voglia di leggere un libro.
Non credo che ti toglierò il saluto, anche se io sono immanorata di Cyrano adesso, proprio il personaggio. E quale donna non si innamorerebbe di un uomo così?
Bè la cosa che affascina davvero è che Cyrano è esistito, non è frutto di sola fantasia...e lui era un soggettino di tutto rispetto:)

La frase del personaggio che mi ha colpita questa sera, tra le migliaia di rime, (io adoro la rima)è quando a Cristiano dice:- tu sarai il mio genio e io sarò la tua bellezza.
Uno scambio fruttuoso per entrambi, necessario, simbiotico, quasi d'amore. Un patto di sangue, un segreto comune, una chiave che apre ad un'intima profondità, che durerà fino alla fine dei suoi giorni e che lui, uomo retto e idealista non tradirà fino alla fine. E' indubbio che il rapporto e la relazione più forte che ha avuto nella vita,il personaggio Cyrano l'ha avuta con Cristiano. Rossana rimane l'amore ideale sul balcone, la fuga, il rimpianto. Potrebbe apparire un rinunciatario, un perdente, ma credo che il Cyrano di Rostand voglia insegnare un modo ulteriore d'amare, anche nella rinuncia, nel profondo rispetto dei sentimenti altrui. Tocca molte corde questo Cyrano d'un Cyrano.
Mi è piaciuto veh Solimano, non mi farai cambiare idea.
Domani leggerò.
Buona notte a tutti.

Barbara ha detto...

Io conosco solo un simpatico film degli anni ottanta con Steve Martin e Daryl Hanna, che era ispirato a Cyrano. Mi pare si intitolasse Roxane.
Da ragazza mi piaceva perchè parlava di pompieri. Il pompiere è sempre stato una figura mitologica per me, da giovane avrei potuto fare pazzie se solo me le avesse chieste un pompiere... ma mi sa che nella rappresentazione teatrale, sigh, non ce ne saranno. Ti auguro di divertirti e che gli attori siano intriganti anche se non spegneranno nessun incendio...

Giulia ha detto...

Bene Silvia, prima di tutto perchè ti coccoli e ti vuoi bene... Lo meriti. Poi anche io ho sempre amato Cyrano perchè ho una non tanto segreta passione per i combattenti già sconfitti in partenza, perchè sono quelli che guardano avanti, perchè non disdegnano "l'utopia" e nel cercare di avvicinarsi sono coerenti.
Poi mi piace il suo naso e come lo portava. So quanto un naso di quella misura possa essere motivo di emarginazione e dolore, ma chi indossa la propria "diversità" ha tutta la mia ammirazione.
Spero quindi che ti sia piaciuto e aspetto di sentire i tuoi ulteriori commenti.
Un abbraccio

ottavio ha detto...

Grande personaggio, Cyrano, che il cinema ovviamente non si è fatto sfuggire.
Oltre ai due film già citati da Solimano e da Barbara, vorrei ricordare un vecchio film degli anni '50, hollywoodiano, regista Michael Gordon, ma con un
grande attore nei panni di Cyrano, José Ferrer.
Ricordo che mi era piaciuto molto, anche per la grande interpretazione d Ferrer.
Gli altri interpreti erano Mala Powers nella parte di Roxane e William Prince nella parte di Christian de Neuvillette.

Solimano ha detto...

Ah Silvia! Ottima l'idea di metere al centro il rapporto di Cirano con Cristiano. Così Rossana si farà consolare da Guiche...

Riguardo il Don Chisciotte e il Falstaff, mi permetto un consiglio.
Il testo vero per conoscere Falstaff non è "Le allegre comari di Windsor", nemmeno "Enrico V", ma è costituito dalle due parti dell'"Enrico IV" di Shakespeare, che a mio avviso è uno dei massimi suoi capolavori, non solo per la figura di Falstaff, ma anche per quella di Hotspur e per tanti altri motivi. Un'opera poco letta e pochissimo rappresentata, eppure geniale e anche... molto spassosa!

Lì c'è il vero Falstaff, che prediligo, come prediligo il Cavaliere della Trista Figura ed anche Sancio Panza, coppia imbattibile e giustissima metafora della nostra vita personale: guai non averceli (tutti e due).

saluti
Solimano

Silvia ha detto...

Barbara mi sono dimenticata di dire al babbo oggi, quanto ammiri i pompieri. Figura che alle fanciulle piace molto perchè sono umili eroi vestiti anche loro da scintillianti armature, (le strisce gialle fosforescenti sulla divisa marroncina), ma è l'elmetto pompieresco che piace una mucchia. Il babbo ne ha tre mi pare.
L'ho visto il film che dici Barbara, e mi piaque molto, perchè Martin per un certo genere di commedia è insuperabile. E poi mi è piaciuta l'idea del pompiere, anche se di idealismo il pompiere ne cova molto poco, deve essere anzi molto concreto, pratico, veloce ed esperto, parlare poco ed agire in fretta eseguendo un perfetto gioco di squadra. Poi c'è l'eroe del giorno che ogni tanto nel corpo viene eletto, perchè compiono atti eroici e vengono così premiati.
Altruista sì, per forza.

Il naso di Cyrano Giulia rappresenta molte cose. Un vessillo prima di tutto che lui, intelligente quale era, ha sempre usato in modo sfrontato e provocatorio. Anche io sono della tua opinione, però a onor del vero, il personaggio non si è mai messo in gioco su ciò in cui temeva di perdere. Però è vero, ch ha la convinzione di non aver nulla da perdere osa ciò che gli altri non si sognerebbero nemmeno. Quando però Rossana gli fa notare:- Perchè questi 14 anni persi inutilmente?
Io sono stata dalla parte di Rossana, e mi sono chiesta se davvero ne sia valsa la pena il suo silenzio, o non fosse, ancora, paura di affrontare la vita amorosa, quella vera. Peccato no?
E' certo però, che così ha potuto vivere un amore incontaminato, in cui il suo soggetto amoroso, se stesso o Rossana indifferentemente, stavano sotto una campana di vetro.
La parte idealista di me condivide, la parte umana no. Bel personaggio insisto:) Mi coccolo molto, forse troppo. Grazie di pensare che me lo meriti, mi coccola anche questo. abbraccio:)


Ottavio grazie per le segnalazioni andrò a cercare. Io vorrei tanto vedere quello con Depardieu perchè io sono follemente innamorata di quest'uomo che so vivere in Toscana in una bellissima fattoria. Quasi quasi lo vado a cercare. Chissà perchè di lui non si sa nemmeno dove abita e di quel pesce lesso di Clooney (si scrive così?) si sa vita morte e miracoli. E non me ne frega un tubo!!!
Ti saprò dire cosa ho trovato, grazie.

Rossana è mica rambombita Solimano. Oddio, forse un pochino sì, ma ci sarebbe da dire molto sulla sua rimbabotaggine. Non così tanto comunque da andare a finire con Guiche, altra figura che mi è piaciuta molto e ottimamente interpretata. Guiche rappresenta il peggio di un uomo. Il potere, l'abuso che ne fa, come lo esercita, il senso di onnipotenza e la meschinità e la pochezza di non combattere ad armi pari, ingannatore e truce. Incapace di elevarsi a nobili ideali, manovra nell'ombra e intriga e ricatta. Mi ha ricordato Scarpia della Tosca.
Noi femmine a volte siamo scioccherelle perchè sbaviamo dietro pessimi figuri, ma una donna innamorata dell'animo di un Cyrano, non potrebbe innamorarsi MAI di un Guiche qualsiasi per giunta mediocre. Sta chiusa in convento 14 anni piuttosto. Su questo sono d'accordo con Rostand.
Sull'Enrico IV so poco devo ammettere, ma sulla coppia imbattibile molto di più.
Qualcuno di nostra conoscenza, sosteneva che il Don Chisciotte rientra tra le opere universali di massima levatura, che a contarle bastavano le dita di una mano.
Tutto il resto, diceva, sono splendide o pessime rivisitazioni.

Silvia ha detto...

Ho letto su Abbracci e pop corn il tuo articolo sul Cyrano. Mi è piaciuto assai, e mi hai aperto nuove chiavi di lettura, tuttavia rimango della mia idea:) Ne dubitavi?

Solimano ha detto...

Eh no che ne dubitavo, Silvia! Con te è bello anche pensarla diversamente, ci divertiamo una mucchia. Se la pensiamo tutti allo stesso modo, che gusto c'è?
Ciò detto, a parte essere convinto di A o di B, a quel post sono molto affezionato, e l'hai perfettamente capito! Non condividi gli argomenti ma ti è piaciuto. Il contrario sarebe molto peggio eh... eh...

grazie!
Primo