martedì 27 ottobre 2009

Metti una sera a cena: I pannelli solari

Solimano

Hendrick Goltzius: La caduta di Fetonte

Le differenze fra i nostri due giri di Monza e di Milano sembrano poche: si tratta in entrambi casi di quattro coppie che si sono sposate decenni fa, abbastanza acculturate, che si ritrovano a cena ogni tanto in ristoranti a cui si sono affezionate. Essere in otto a tavola è il numero ottimale, come sanno da sempre tutti i villaggi turistici: in dieci il gruppo si spezzetta, in sei c'è un po' un'aria da sfiga, chissà perché. Analoghe le disposizioni a tavola: le donne da una parte, gli uomini dall'altra. Giusto, perché ci sono i discorsi da donne e quelli da uomini, con qualche reciproca incursione. Funziona, tutto qui.
Solo che alcune sere fa alla Pizzeria Kon Tiki di Monza è emerso un dato, che può fare la differenza, se i discorsi vanno in certe direzioni: Marinella è laureata in Fisica.
Il che significa che la maggioranza, sale della democrazia, a Monza ce l'abbiamo noi: tre ingegneri, un fisico, una fisica, alla faccia di Scienze Politiche, Lettere e Giurisprudenza: 5 a 3 voilà!
Il modo con cui si svolgono le discussioni fra i tecnico-scientifici è quasi sempre diverso da quello con cui discutono gli altri, che tecnico-scientifici non sono (poveracci! però gli vogliamo bene lo stesso). Nei tecnico-scientifici, alla ineliminabile voglia di prevalere si aggiunge la voglia di sapere qual è la soluzione giusta: una caccia al tesoro in cui il tesoro c'è.
Stavamo tutti mangiando le enormi e sottili pizze su pietre ollari ellittiche (occhio a non scottarsi!), quando comincia Silvio, sposo di Marinella, con i pannelli solari. Ha conosciuto un venditore di pannelli (che si vendono come il pane) e gli ha fatto i complimenti per il successo commerciale: "Sì, ma mi creda, è brutto rifilare in giro una bufala come i pannelli! E non consola il fatto che tutti ti guardino con ammirazione come se, oltre ad essere uno che sta facendo i soldi, fossi pure un benefattore dell'umanità". "Epperché?" abbiamo chiesto. Risulta che per la realizzazione del pannello occorre una spesa energetica che il pannello potrebbe produrre in quarant'anni di funzionamento. Solo che per quarant'anni non funziona. Dopo circa vent'anni occorre una grande manutenzione che richiede un'altra spesa energetica. Un gioco senza fine: il bilancio energetico è sfavorevole solo che... i pannelli si vendono facilmente perché sovvenzionati dallo stato a cui quegli spreconi dei pannelli solari stanno simpatici. A quel punto, i conversatori tecnico-scientifici non possono fare i verdisti, dire che il nucleare è brutto etc etc. Possono solo constatare che di tratta di una colossale presa per i fondelli. A cui, come carico di rinforzo, Silvio ha aggiunto che è vero che la Germania ha deciso l'uscita dal nucleare, ma è un'uscita programmata, ci mettono più di dieci anni, mentre noi la centrale di Montalto di Castro l'abbiamo chiusa da un giorno per l'altro. Era stata appena aggiornata. Ci siamo guardati fra noi cinque ( la maggioranza!!!) ci siamo fatti una risatina e abbiamo deciso senza neppur bisogno di discutere che la minoranza non andava informata. Quindi Scienze Politiche, Lettere e Giurisprudenza continueranno a idoleggiare i pannelli solari, che indubbiamente convengono, perché ci sono le sovvenzioni dello stato. Ma, come diceva il Notaro Canali nel Mastro Don Gesualdo: "Quelli sono beni del comune, quindi roba di nessuno!"

Pieter Pawel Rubens: La caduta di Fetonte

37 commenti:

Anonimo ha detto...

Seguo da tanto tempo questo blog,polemiche comprese,forse dopoquello che è successo da habanera si capirà meglio chi aveva ragione tra Paolo (Amfortas) e Solimano.
Fabio

Solimano ha detto...

Fabio, le ragioni sono ragioni, e non si finisce mai di capire chi ha ragione e chi no. Ma gli insulti, semplicemente, io non li accetto da nessuno e quel signore mi ha insultato, venendo poi a commentare come se niente fosse un mio post che avevo pubblicato sul Nonblog di Habanera. Era il suo modo di chiedere scusa? Un modo strano... Non ho gradito e continuo a non gradire.
Aggiungo che quel signore ospita volentieri nel suo blog un altro signore che ha cancellato post e commenti qui, su Abbracci e pop corn e sul Nonblog di Habanera. Un motivo in più per non gradire, né da parte mia né da parte di Habanera, pensavo.
Ci tenevo che il Nonblog andasse avanti, perché al di là dei difetti delle singole persone, quorum ego, è un posto bellissimo (per merito soprattutto di Habanera) a cui ho cercato sempre di dare un contributo cercando di fare del mio meglio. Ma evidentemente ero io a non essere più gradito. Mi piacerebbe comunque che andasse avanti anche senza di me, che sono tutt'altro che indispensabile.

grazie Fabio e saluti
Solimano

Amfortas ha detto...

Non so chi sia "Fabio", ma se crede di avermi fatto un piacere a citarmi a proposito di un contesto che non conosco (e l'ho pure scritto nel commento da Habanera), si sbaglia, anche perché il suo intervento mi costringe a una replica a Solimano.
Il mio commento al post da Habanera non aveva alcuna valenza di scuse, non te ne devo alcuna, perché sono convinto di tutto ciò che ho scritto a suo tempo, anzi, lo sono sempre di più e i fatti mi danno ragione.
Il mio commento era solo un contributo ad un post. La circostanza che quel post fosse tuo è del tutto irrilevante, m'interessava l'argomento, non chi l'aveva sviscerato, a maggior ragione perché pubblicato su di un blog collettivo.
Altrettanto del tutto irrilevante è che tu non gradisca i miei commenti qui o altrove.
Se avrò qualcosa da commentare, lo farò, qui o altrove. Libero tu di censurare, eventualmente.
Questo signore (che tristezza!) ti risparmia il resto perché di signore, appunto, si tratta :-)
Lascio un saluto, sono certo che sarà gradito (lo so, da te no, Solimano).

Solimano ha detto...

A differenza di altri, io non cancello né post né commenti né guest, quindi ognuno è libero di farsi un'idea se io sia stato insultato o no, basta rintracciare la discussione degli 80 commenti che leggo ogni tanto e che trovo interessantissima ("Scene di caccia - e pesca - in Bassa Baviera", l'ho ribattezzata). Personalmente ho detto che non mi vergogno di dire che mi vergogno di alcune cose che ho scritto. Nessun altro altro ha scritto una cosa del genere. Non c'è nessun altro che di dovrebbe vergognare? "Confesso che ho sbagliato" è il titolo di un bel libro di Federico Zeri: si fa un passo avanti, non indietro, se ogni tanto lo si ammette, di sbagliare.

Sono sempre più convinto che, per una serie di motivi di cui abbiamo già parlato, nel mondo dei blog sia molto diffuso un sistema morale notevolmente diverso da quello che utilizziamo nella vita reale, e l'ho definito strabismo morale. Alcuni esempi:

1. La complimentosità è sistematica (salvo l'indispensabile correttivo di scazzi fuori misura ogni tanto).
2. Viene accettato come se niente fosse che si cancellino centinaia di post e di commenti.
3. Non è ammissibile che si polemizzi fra un blog e l'altro.
4. Etc etc...

Non ho mai scritto un commento che fosse di pura visibilità, quindi fatalmente mi trovo a disagio con questo strabismo morale. Continuo a credere che il sistema morale in rete dovrebbe essere simile, nei pro' e nei contro, a quello che utilizziamo nella vita reale che viene prima di quella virtuale.
Mi batto perché qui ci siano conversazioni, non commenti. Non di rado succede (soprattutto ora) e la differenza in meglio è davanti agli occhi di chi vuol vedere.
Per me è una differenza importante e gratificante, altrimenti non insisterei. Tutto qui.

Nessuno ha da dire niente sul tema dei pannelli solari? Peccato...

saluti
Solimano

Habanera ha detto...

Non avrei mai pensato che chiudendo i commenti sul Nonblog le polemiche che volevo evitare potessero trasferirsi qui.
Trovo poco elegante questo accanimento, sia verso Solimano che verso Stanze all'aria e le tante persone che qui si sentono a casa propria.
Le mie battaglie le conduco sempre in prima persona e alla luce del sole.
Non è mia abitudine andare in giro in cerca di appoggi, nè con commenti di pura convenienza nè con messaggi privati ed email. So che altri lo fanno ma non è nel mio stile.
Anch'io non so chi sia questo Fabio e non apprezzo questa sgradevole incursione.
Colgo questa occasione per salutare tutti gli amici delle Stanze
H.

Giulia ha detto...

Rispetto ai pannelli solari non ne so molto e quindi mi attengo a quello che racconti. Io che sono un'anima "Umanista" però ascolto chi sa di "scienze", ma chiaramente anche gli scienziati non sono tutti uguali.
Sempre bene però essere aggiornati e non cadere in ideologismi che come contenitori possono essere vuoti di proposte serie.

Sull'altra questione non intervengo perchè credo di aver detto tutto quello che avevo da dire.

Silvia ha detto...

Grazie Solimano, perchè farò leggere il tuo post chiarificatore, che so già che verrà contestato,(il mondo è pieno di "saponi")ma finalmente in una discussusione su questo argomento, saprò spiegare il motivo per cui noi che viviamo nel paese di O sole mio, non abbiamo un pannello installato a pagarlo oro. Dovremmo avere distese infinite di pannelli solari sparsi sul territorio, come nel nord europa? Al sud dovrebbero esserci numerose centrali. Ho sempre pensato che gli altri fossero intelligenti e noi no, oltre alla sfiga della mafia e i governanti che abbiamo e via dicendo. Mi sono sbagliata? Per una volta siamo stati lungimiranti? Mi farebbe piacere davvero, anche se il successo commmerciale di questo signore, dice che stiamo anche noi percorrendo questa strada. Quindi Solimano tu e i tuoi amici "tecnico-scientifici" concordate per il nucleare?
Ma davvero è l'unica risorsa "qualità-prezzo" possibile?
Davvero non esiste un'alternativa compatibile col territorio e altrettanto valida?
E' un discorso che oltre ad affascinarmi, m'interessa parecchio.

Anche se mi sono sposata due volte, sono stata la "spaiata" del gruppo per molto tempo per cui so bene come ci si sente. Lo sono ancora, e questo è il motivo per cui non vado spesso fuori a cena, non con coppie almeno, altrimenti creerei un certo "imbarazzo" gestionale a loro, e verrebbe una certa malinconia a me(che poi supero brillantemente sia chiaro, ma così è). A chi siederei di fronte, se il tavolo non fosse rotondo?:) Di solito ci si frequenta tra "simili", è vero. Per anni però ho sempre tentato di eludere la regola, ho spesso organizzato incontri conviviali misti, seguendo unicamente il mio sentire e il mio affetto, così anche da non far sentire troppo chiuse le coppie e troppo soli i single. A parte la compatibilità caratteriale tra gli invitati, non mi preoccupo del number correct:)Se il tavolo non è infinito, e non lo è, anche il single si troverà sempre rivolto uno sguardo, una parola, un sorriso, fosse anche appollaiato sullo spigolo del tavolo come un gatto. Si è capito che io con la matematica non sono nemmeno parente?:))

Sul resto, quoto Haba e Giulia, ma non sarei io se mi facessi morire in gola ciò che penso.
Per favore:basta.
Come si dice:abbiamo già dato. Tutti.

Solimano ha detto...

Giulia il punto non è che i laureati in materie tecnico-scientifiche abbiano fatto studi più difficili ed approfonditi degli altri. Faccio due esempi.
I laureati in lettere antiche si trovano di fronte sanscrito, greco e latino. Lingue estremamente impegnative e ricche di autori diversi anche nell'uso della lingua.
I laureati in Storia dell'Arte (studio che da tempo non si basa più sulla sensiblerie), hanno di fronte le ricerche storiche, i materiali, le attribuzioni, i testi letterari, mitologici e biblici etc.
Sono studi impegnativi come quantità e come qualità. E di esempi se ne potrebbero fare altri. Ma è quello che dicevo nel post: nelle discussioni, oltre alla voglia di prevalere (che c'è sempre, non raccontiamoci storie), c'è la voglia di trovare la soluzione giusta. Questa voglia, generalmente tempera la discussione e impedisce il gioco con carte truccate.
Fin qua, tutto liscio. Quello che non va bene è che anche negli studi letterari ed umanistici ci sono questioni risolubilissime in cui la soluzione è una sola: filologia, etimologie, analisi logica, date e così via. Solo che questa abitudine c'è di meno e spesso nascono discussioni che non finiscono mai mentre dovrebbero chiudersi: Roberto Longhi negò sino alla fine che il quadro di Cascia di Reggello fosse di Masaccio.
Esistono anche scienziati opportunisti, come no, ma la comunità scientifica li isola e debbono ricorrere ad appoggi politici e religiosi, come Zichichi, sfottuto da Odifreddi con Le Zichicche.
Ma l'habitus, che quando vedi la soluzione ti piace anche se non è quella che pensavi tu, è normale.
Bisogna stare attenti, in un paese come l'Italia, a prendersela con i cosidetti scientisti.
Perché l'Italia è un paese in cui l'irrazionalismo è un fiore all'occhiello, a cui si aggiunge che l'Italia è diffusamente superstiziosa. Il che spiega tanti accadimenti politici, specie in TV.

grazie Giulia e saluti
Solimano

Solimano ha detto...

Silvia, porre la questione nei termini: "Tu sei per il nucleare o no?" è un modo sbagliato per affrontarla, perché bisogna fare come con il carciofo, foglia per foglia. Non si può andare con lo spadone su problemi seri e su cui non ci sono ancora risposte sicure. Mi piacerebbe la coerenza del termosifone spento d'inverno, ma non credo che i verdisti la pratichino.
Intanto, per non aver guai, ci tocca scodinzolare con Gheddafi e Putin. Bisogna sicuramente provare e riprovare le tecnologie eoliche e del vento, a livello ricerca, sapendo però che il contributo resterà piccolo. Ed i francesi si fanno ricchi con l'energia che ci vendono prodotta in centrali nucleari vicinissime all'Italia.
Personalmente, tendo a pensare che il futuro sarà di un nucleare sempre più sicuro, ma potrebbe intervenire qualche scoperta che ci consentirebbe di lasciare gli sceicchi soli con i loro scatoloni di sabbia. Andiamo passo passo senza slogan e con ricerche serie. I pannelli solari, fanno tendenza, ci sono gli incentivi, perché no?
Ma ce le possiamo dire, fra di noi, come stanno veramente le cose: come coi COBAS del latte, che bella che bella la mucca Ercolina! E intanto gli indiani sick mungevano le vacche, così i COBAS potevano andare in giro a trattoreggiare con le loro quote di carta.

Sul BASTA, dico solo che prendersela con l'admin è la cosa più facile, non ci si rimette, a prendersela con l'admin, quindi sto lucidamente e convintamente con Solimano e mi faccio buona compagnia: BASTAAAA!!! Lo strabismo morale esiste, non è una favoletta che racconto io. Certo, è facile per me chiamarlo per nome, visto che posso permettermi il lusso di non praticarlo. Ciascuno ha i suoi ventaggi, me compreso, e se la convenienza è comune, tutto va bene! E questo blog sta andando bene. Quoto (e che vor dì, quoto?) te, Giulia e anche Habanera (non mi ha messo in grassetto, la possino!). Le persone che scrivono sembrano contente, e quelle che non scrivono? Bella domanda!

grazie Silvia e saluti
Solimano

Solimano ha detto...

Silvia, il tema degli spaiati l'ho lasciato per ultimo, perché è difficile prenderlo per il verso giusto.
Coppie chiuse. Occhio a non generalizzare, c'è coppia e coppia. E il discorso non è naturalmente quello della coppia aperta, che si rovescia come un guanto. Ne ho conosciuto, di coppie veramente chiuse in cui i due dicono le stesse cose, tendono persino a somigliarsi fisicamente. Noiosi noiosi noiosi.
Si tratta di non frequentarsi sempre a coppie: le passeggiate al Parco di Monza (uomini), le telefonate circolanti la mattina (donne) sono un esempio di fluidità.
Non ci credo, a certe utopie sessantottesche che non si misuravano con il modo in cui sono fatte le persone: toglievano l'ipocrisia, condannando però ad una libertà forzata.
Perché la storia vera è questa: reggere per decenni non vuol dire che si sono eliminati i problemi. Problemi di ogni tipo: ad esempio, tutte le coppie dei due giri hanno dovuto cambiare radicalmente città dove vivere, con figli spesso piccoli a seguito. Nessuno di noi è originariamente milanese o monzese: quattro emiliani, due marchigiani, un trentino, due romane, due sardi, un brianzolo (ebbene sì, ma non di Monza), una umbra, un toscano. Sono convinto che siano più a rischio le unioni di chi non si trova a remare necessariamente cambiando habitat. Tocca darsi una mano reciprocamente, e fa bene.
Coppie aperte. ogni tanto succede, sì, ma l'impressione è che il disagio a tavola tendano a crearselo da solo, o per troppa dipendenza o per esuberanza. Ma la festa veramente difficile per gli spaiati era l'ultimo dell'anno, che era un problema anche per le coppie. "Che facciamo, l'ultimo dell'anno?" cominciava ad aleggiare ai primi di ottobre. Festa a divertimento obbligato, festa tragica, tutti eravamo a rischio Fantozzi, gli spaiati ancor più. E' tuttora l'unico giorno dell'anno in cui vado a letto alle 10 di sera...

saluti Silvia
Solimano

Silvia ha detto...

Lo so che il nucleare non è argomento da trattare in due righe se sono decenni che centinaia di persone ci si scannano sopra. M'interessava un parere, il vostro, dando per scontato che da parte vostra siano state sfogliati tutti i petali dei carciofi del mio fruttarolo preferito. Sopporta la mia anima contabile che opera sempre in dare e avere, che prima o poi tira delle somme, positive o negative.
Sul nucleare ho sentito di tutto, da tecnici scientifici e non, tuttavia non saprei che pesci pigliare.
Però mi farò una cultura sui pannelli solari, si sta affrontando a livello condominiale l'installazione sul tetto.

Non volevo offendere il vostro modo di trovarvi tra amici Solimano, anzi, lo ritengo molto bello e auspicabile che dopo anni ci siano coppie che escono volentieri a divertirsi. Per coppie chiuse (termine effettivamente forse troppo datato) ho inteso quelle coppie, che in coppia, escono solo con altre coppie, che poco tollerano persone non accompagnate e che vivono il single come una minaccia perchè "non inquadrato" e inquadrabile. Come se fosse l'anagrafe a stabilire questo!
Le coppie aperte, per quel che ne so, non misurano l'apertura a tavola bensì in altro luogo. De gustibus...
Le telefonate tra noi femmine chioccianti sono parte intergrante della nostra vita, guai se non ci fossero, come gli spazi che ognuno doverosamente si dovrebbe ritagliare per un buon equilibrio. Ma io in realtà ho voluto dire un'altra cosa, espressa forse non così chiaramente.

Solimano ha detto...

Ricevo da Giuseppe Pizzi:

Sull’antitesi o incompatibilità fra anima umanistica e mente scientifica, frequentemente addotta dai sedicenti umanisti (mai il contrario) considero illuminante un aneddoto raccontato da Vitruvio. Il filosofo socratico Aristippo, il fondatore della scuola cinica, sbattuto da un naufragio sulle spiagge di Rodi, nota alcune figure geometriche disegnate (geometrica schemata) e subito consola i naufraghi suoi compagni: “Speriamo bene, poiché vedo tracce di uomini” (Bene speremus. Hominum enim vestigia video).
Se Aristippo avesse visto l’impronta di un piede, avrebbe certamente dedotto di trovarsi in un luogo abitato, ma difficilmente avrebbe concluso che non ci fosse niente da temere. Robinson Crusoe, allo scorgere l’impronta di un piede umano, impallidisce. E in verità, in un ambito selvaggio, senza leggi o salvaguardie sociali, non c’è niente che un uomo possa temere più di un altro uomo.
Ma le tracce da cui Aristippo trae motivo di conforto non sono impronte anatomiche, sono figure geometriche, e da questo implicitamente afferma che alla speculazione teorica sul Vero si accompagna l’inclinazione al Bene. Quindi quelle tracce sono, più che umane, umanistiche e la geometria diventa l'essenza dell’umanesimo.

Significativo in proposito che Aristippo sia stato il primo pensatore greco ad usare la parola anthropismos, umanità.

Solimano ha detto...

Giuseppe, condivido, come no.
Dobbiamo sempre ricordare che dire queste cose è a rischio, non di fronte al buon senso, ma al senso comune.
Così scriveva Ronald Laing nel 1970:
"Stanno giocando un gioco. Stanno giocando a non giocare a un gioco. Se mostro loro che li vedo giocare, infrangerò le regole e mi puniranno. Devo giocare al loro gioco, di non vedere che vedo il gioco"
Ed Henry Laborit all'inizio de L'elogio della fuga così scrive riguardo la pericolosa parola "amore":
"Chi osasse spogliarla, denudarla fino in fondo dei pregiudizi che la ricoprono, non sarebbe ritenuto lucido, ma cinico".
Per questo ho inserito in Stanze all'aria il mio brano intitolato "Il corpaccione del Romanicismo".
Ma che farci? E' così bello non guardare, non vedere, non entrare in argomento!
Ancora Henry Laborit:
"La parola amore è lì, pronta per motivare la sottomissione, per trasfigurare il principio di piacere, l’appagamento della dominanza. Vorrei tentare di scoprire cosa c’è dietro questa pericolosa parola, che cosa nasconde sotto la sua apparenza melliflua, quali sono le ragioni millenarie della sua fortuna".
Un mondo rovesciato in cui la vera e lietà generosità viene etichettata di do ut des. A parte che il do ut des ha in sé una onestà fattiva assente nelle tonnellate di lubrificante gentilezza parolaia: ovatta che avvolge ovatta.
Ti ricordi la fantomatica cura Di Bella? Adesso tutti zitti, come se non fosse successo niente... a dire che non si credeva alla cura Di Bella c'era da rischiare di prenderle per strada.
Ma di esempi se ne potrebbero fare tanti... Andiamo avanti così, ma non aspettiamoci che chi non vuol cambiare ci ringrazi. Cambia perché gli fa comodo non cambiare, non perché non sarebbe in grado di capire gli argomenti.

grazie Giuseppe e saluti
Solimano

Barbara ha detto...

Pannelli solari e anima umanistica... interessante spunto.

Io non ho mai capito bene il perchè se si parla di pannelli solari, poi per forza di cose bisogna parlare anche di nucleare.
E non capisco neanche perchè le due cose si neghino a vicenda per forza.
Penso però che se si crea un mercato (quello dei pannelli solari) si crea per forza anche una ricerca (fonti alternative). E pià la ricerca va avanti, più alternative si creano e più possibilità abbiamo di migliorare.

Dal canto mio non ho i soldi per comprarmi un pannello solare quindi mi limito a tenere il riscaldamento basso e ad aumentare i maglioni, brucio le palle di carta ( e per questo mi sono sentita dare dell'ecoterrorista, gulp!), non guardo "The day after" per principio e se un giorno riuscirò collegherò il riscaldamento al camino.

Al momento è il mio massimo, ma io sono laureata in filosofia, quella cosa con la quale o senza la quale il mondo resta tale e quale ;-)

zena ha detto...

Ehm... diventa difficile scegliere da che parte cominciare, allora lascio che prevalga la mia anima gastronomica e comincio dalla tavola.
Una delle caratteristiche dei nostri convivi, frequenti ma non tanto quanto vorrei, è l'assoluta incertezza:
- circa il numero dei possibili presenti;
- circa l'identità dei possibili presenti (da noi funziona il : posso portare un amico? con risposta affermativa incorporata);
- circa le pietanze (piace cambiare all'ultimo momento).
Di fisso ci siamo solo noi: zena&lino:)
Non ci sono quindi schieramenti ideologici prefissati: sui pannelli solari registreremmo almeno otto posizioni diverse, ma all'arrivo di un risottino all'onda le parole tacerebbero per lasciare il posto a diffusi mugolii di piacere.
Della serie: a tavola mai troppo seri, please:)))

Va da sè, quindi, che un numero eccessivo di risotti ha alquanto limitato la mia comprensione di un qualsivoglia problema tecnico: approfondirò in periodi dietologicamente corretti:)))

Sto scherzando, è chiaro.

E cerco di scherzare perchè, su altro, già tanto si è detto.
Di mio, vorrei poter cogliere e vivere le cose buone di ciascuno e di ciascuna situazione, in uno spirito di 'gentilezza gratuita', che non è complimentosità pronta a reclamare qualcosa in cambio, ma delicatezza (interessata all'unico fine della salvaguardia dell'umano) e misura.

Saluti a tutti.

Solimano ha detto...

Barbara, ti ricordi l'ossimoro? Ecco. Nel mio profilo utente, che ho scritto in tempi non sospetti, c'è scritto: "ingegnere umanista". Però non deve essere una mediazione, un mezzo e mezzo, deve essere proprio un ossimoro, sennò non vale.
E tu fai bene a collegare ricerca e mercato, in un certo senso un altro ossimoro, ma spesso proprio il mercato fa pulizia nella ricerca evitando certe inutili, narcisistiche, baronali dispendiosità. Già qui puoi vedere come la mentalità italiana è abnorme: ricerca e mercato sono viste come separate. Non deve essere così. Certo, ci sono i laboratori di ricerca pura e di ricerca applicata eppoi dipende dal campo di ricerca, ma il "nemmeno un panino è gratis" di Freadman dovrebbe prevalere.
Filosofia. Nella multinazionale, ogni tanto assumevamo qualche laureato in economia ed in filosofia. I filodofi andavano sempre bene, gli economisti meno. L'abitudine a ragionare aiuta, visto che la scritta sulle nostre scrivanie era il famoso THINK.

saluti
Solimano

Solimano ha detto...

Zena, che sui risottini ci siano otto pareri diversi è degno di fantasiosa vivacità. Ma sui pannelli... a parte quello che ha detto Silvio, beh, sarebbe una gran bella cosa che ci si discutesse e che si traessero delle conclusioni (naturalmente, ognuno giocando i suoi argomenti).
Per dirla tutta: supponiamo che Silvio abbia detto del tutto il vero, ci può stare che uno dica: "Prendo i pannelli perché gli incentivi, perché li trovo eleganti, perché posso vantarmi", ma non: "Prendo i pannelli perché contribuisco a risolvere un problema energetico". Sarebbe come fare un solitario barando cin le carte (ti assicuro che c'è chi lo fa...)

saluti Zena
Solimano
P.S. Però. Con tuo marito fate i giovinetti. Dove vi porteranno questi frequenti cambi di compagnia? Mah!

Anonimo ha detto...

§§
!!??!!
Solimano, ma che giovinetti, ma che cambi di compagnia!!!
C'è che il piacere della buona tavola e della buona moltiplica il piacere della presenza. Succede che mio fratello si porti pure gli ospiti che avrebbe a casa sua, ad esempio. Cose così:))
Limpide.
zena

Anonimo ha detto...

... buona compagnia... : la parola 'compagnia' è rimasta nel mouse:(

sempre zena

Solimano ha detto...

Che farci, Zena? Qui c'è un diffuso proverbio (che è anche un mezzo anacoluto, a ridaje!):"A pensar male si fa peccato. Peccato che si abbia quasi sempre ragione".
Comunque non ho nessun dubbio sulla vostra limpidissima limpidità.

saluti
Il torbido Solimano

Anonimo ha detto...

ma dai, tanto lo so che scherzi:)))
zena

mazapegul ha detto...

Affronto solo il tema tecno-scienti-umanistico, perché di pranzi al ristorante sono digiuno da tempo. E solare vs. nucleare.
Innanzitutto, le tecnologie sono quel che sono. Il nucleare è un pacchetto di tecnologie da valutare come le altre: rischi, benefici, costi, flessibilità d'impiego... Invece, su di esso s'è costruita tutta una mitologia, avente -va detto- alla base la bomba atomica e le sue varianti, che sono indubbie realtà. (Non ho letto, a proposito della strage di Viareggio, titoli del tipo: "ancora una tragedia causata dagli idrocarburi", come in effetti è stata).
Sulla quantità d'energia necessaria a fare i pannelli fotovoltaici (di quelli si tratta, no?) non sapevo. Se così fosse, discussione finita. (Come sull'auto a idrogeno: si tratta di una tecnologia della combustione, non di una tecnologia dell'energia: infatti, se produrre idrogeno dall'acqua e poi lo si fa tornare acqua, non può esservi stata produzione d'energia in mezzo, a meno di violare il principio della conservazione; anzi, per il principio d'entropia, un pò d'energia deve in effetti andare perduta).

Umanisti e scientisti. Del mio amato e riveritissimo professore di lettere (reazionario) delle superiori, tre affermazioni mi delusero molto: che la cultura russa non lo interessasse per nulla (per ragioni ideologiche, ma ai tempi c'era Tarkovsky, e lui non se n'accorgeva); che il passaggio tra monarchia e repubblica avesse avuto dei fatali difetti di legalità (un'idiozia reazionaria, anche se detta da uno coltissimo e con la seconda laurea in giurisprudenza); che la cultura fosse di gran lunga superiore alla scienza (di cui lui, al pari di Croce, non conosceva nulla; e pure orgogliosamente).
Il problema è che, mentre molti tecno-scienziati si sforzano di capire almeno qualcosa di ciò che sta nell'altro regno, sentendosi dimidiati a non saperne nulla; molti umanisti gettano la spugna in partenza. E dire che vi sono idee molto forti che, con un pò di sforzo appena, si possono capire benissimo, e cambiano la prospettiva sul modo di vedere le cose.
Due esempi. (1) La diatriba tra copernicani e anticopernicani dovrebbe spingerci a chiederci "cosa vuol dire che l'oggetto A ruota intorno all'oggetto B, e non che B ruota attorno ad A?" Tutte le possibili relatività del mondo diventano, se non chiare, quantomeno percepibili. (Anche, se non altro metaforicamente, quelle del mondo umano).
(2) La scienza, che non ammette "disegni intelligenti" (anche se il singolo ricercatore, tornato a casa dal lavoro, li può benissimo adorare sull'altarino domestico), cerca sempre di spiegare come un certo sistema naturale sia passato dal punto iniziale A al punto finale B con una concatenazione continua di cause e effetti, non perché abbia cercato di raggiungere un certo scopo. Così Darwin diede il suo monumentale contributo intuendo che la selezione delle specie, premiando quelle in grado di riprodursi in generazioni altrettanto fertili, spiegasse il mutamento e la varietà della vita sulla Terra. Un meccanismo operante senza interventi dall'esterno, come quelli che gli scienziati cercano ogni giorno nei loro laboratori.
Un mondo senza Dio, se proprio ci si tiene a immaginarlo, è un mondo fatto così. (In tutti gli altri Dio c'è; in questo Dio ci può essere, ma anche no).
Ciao,
Maz

Silvia ha detto...

Io Maz ti ascoltrei all'infinito. Anche te Primo.

Quando cominceremo le riunioni condominiali straorinarie sui pannelli solari vi tgerrò informati. Secondo me, la buona parte dei condòmini non ne saprà un tubo e perderemo ore su ore per niente.
Al momento rimango col teleriscaldamento che a me piace tanto.

Barbara ha detto...

Io invece devo fare un appello a Zena, clamorosamente OT.

Visto che domenica prossima c'ho amici a cena, bravi ragazzi eh, però vegetariani...non è che posteresti la ricetta del risottino ai funghi?

Mi piacerebbe farci un po' loa spaccona :-D

Solimano ha detto...

Un giorno o l'altro qualcuno mi spiegherà cos'è questo misterioso OT.
Che sia un rumore brutto? Un rutto? Ancora peggio? Cercherò di starci attento il più possibile.
Comunque i risottini di Zena, anche se fossero OT, li magnerei lo stesso.
Occhio ai vegetariani, Barbara. A volte sono stizzosi e sofistici più degli ex-tabagisti a lutto stretto per mesi e mesi dopo aver fumato l'Ultima Sigaretta.

saluti Barbara
Solimano

Anonimo ha detto...

o.t. per o.t.
:)
Barbara, coi funghi freschi (e quali) o coi funghi secchi?
zena

Barbara ha detto...

Zena, già dalla domanda comprendo che tu sei su un'altra dimensione.
Io a dir il vero volevo usare un pacco di funghi porcini che c'ho nel congelatore (marca coop per l'esattezza), ma seguirò qualsiasi strada tu vorrai indicarmi :-O (=faccetta di stupore reverenziale)

p.s. caro Primo, tanto per restare off-topic , ai vegetariani ho dedicato un raccontino tanti anni fa, che secondo me è uno dei miei migliori. Si intitola proprio "i vegetariani" ed è anche moooolto autobiografico, quindi so perfettamente di cosa parli. ;-)

mazapegul ha detto...

Risotto vegetariano? E col brodo di carne, come la mettiamo? (Ho fatto un risotto allo zafferano domenica per degli amici, cogliendo l'occasione del bollito del sabato).
Maz
PS Domanda per tutti: nel bollito ci mettete anche l'alloro? Io ho esitato, poi ho soprasseduto.

Solimano ha detto...

Risotti:

Il risotto ai tartufi di Cafragna, a venti chilometri da Parma, vicino ai boschi di Carrega.

Il risotto con gli spinaci che per anni ho preparato al sabato mattina, facendolo trovare in tavola quando mia moglie tornava da scuola.

Ma soprattutto.
I risotti con i galletti (Cantharellus cibarius) che l'ostessa ladina di San Giacomo di Ortisei ci preparava, con i galletti che avevo trovato in giornata. Il galletto ha un pregio quasi unico: non è attaccato dai vermi. Nel risotto i galletti vanno bene intonsi (non spezzettati) e più crudi che cotti.
Gnam gnam.

saluti
Solimano
P.S. Gnam gnam.

Barbara ha detto...

Solimano: suppongo che quando tu pronunci la parola "galletto" non intendi un piccolo gallo che fa un piccolo chiccirichì, vero? :-?

Solimano ha detto...

Niente galletti amburghesi, Barbara. Galletti funghi, chiamati anche finferli. Gialli, piccoli (ma a volte anche grandicelli).
Dove posso rintracciare il tuo brano sui vegetariani? Mi interessa.

saluti
Primo

Barbara ha detto...

Mi faccio un pochetta di pubblicità ;-)

Il brano sui vegetariani, estremamente autobiografico, sta qua:

http://lavoretti.splinder.com/post/14061635/I+VEGETARIANI

Solimano ha detto...

Barbara, letto tutto con mucho gusto. Sarebbe da mettere di corsa nel Nonblog di Habanera, se fosse ancora aperto.
Pensa te! A fine settembre/inizio ottobre 2007 noi due non ci conoscevamo ancora. Avevo cominciato solo da qualche mese il blog del cinema.
Riguardo a Don Albino, ce l'avevamo noi della multinazionale il trattamento giusto: l'one minute manager. Cioè dire con durezza acerrima quello che c'è da dire in un minuto, poi girar pagina e non parlarne più. Quelli come Don Albino continuano a rognare tutte le sere per anni e anni, in saecula saeculorum. Amen.

grazie Barbara e saluti
Solimano

Anonimo ha detto...

Anch'io ho letto: gustosissimo.
Barbara, domattina ti scrivo la ricettina, ché stasera mi si chiudono gli occhi.
Ingombra, qui, o te la mando in pvt?
zena

Solimano ha detto...

No-no-no, non ingombra, Zena e Barbara. Il popolo deve sapere: "Hanno fame? Mangino risottini!"
Ma se vi va di tenerveli tra di voi, fate con 'sto piffero del pvt (dev'essere mezzo parente dell'OT).

saluti
L'invido Solimano

Anonimo ha detto...

Allora, ingombro:)

Il risotto coi funghi a casa mia si fa così.

Confesso che spesso la salsiccia bussa alla porta e trova ampia ospitalità, ma in versione vegetariana è altrettanto apprezzato.

Preparo un brodo vegetale, a parte. Se non ho il tempo per farlo in purezza, uso del dado granulare di fiducia (tipo il Dialbrodo delicato o quello d’erboristeria)
Ne faccio 1 litro e mezzo e lo tengo in caldo: non è detto che vada tutto consumato, ma per quattro-sei persone è un riferimento utile.

In una padella un po’ larga metto a sfrigolare tre spicchi d’aglio ridotti a pezzettini con un poco d’olio extravergine d’oliva: c’è almeno da coprire il fondo della padella con l’olio, ecco. Ad aglio sfrigolato, ma non scurito, aggiungo i funghi (direi che è meglio scongelarli, i tuoi, Barbara).
Li cuocio a fuoco allegro, aggiungendo qualche cucchiaio di brodo vegetale e insaporendo: vedrai tu se mettere un po’ di sale o un pizzico di granulare. Assaggia. Mia mamma (ruffianissima) mette anche una punta di dado ai funghi porcini, ma questo si chiama barare :)

A cottura ultimata (e devono essere al dente, i funghi), lì lascio lì. E a parte tengo una cucchiaiata di prezzemolo sminuzzato bene, da aggiungere alla fine.

Poi trito uno scalogno (se è micragnoso e grande come una mandorla, due), fino fino, e lo passo con 40/50 grammi di burro, finchè non diventa trasparente: verso il riso (Vialone nano o Carnaroli o Arborio, calcolando 80 grammi per persona) e lo faccio brillare, perché si insaporisca e tosti un minuto o due, versando mezzo bicchiere di vino bianco secco. Mezzo e neanche grande, il bicchiere.
Porto a cottura aggiungendo il brodo, piano piano, a mestolini.

Quando manca qualche minuto alla fine della cottura, incorporo i funghi.

A fuoco spento, quando il riso è morbido, aggiungo il parmigiano reggiano grattugiato al momento e mescolo vigorosamente: sceglilo ben stagionato (da noi si trova un 36 mesi a crosta nera, ma già dai 24 è accettabile).
In genere calcolo un 30 grammi di grana per 80 grammi di riso, circa….
Ti consiglio di metterlo gradualmente, assaggiando il grado di sapidità: poi regoli il sapore, aggiungendo o fermandoti prima…
Per ultimo il prezzemolo, solo prima di servire.
Se ami il colesterolo, puoi osare un cucchiaio di panna.
:)

Buona giornata! Mi è tornata l’influenza.

zena

Barbara ha detto...

Solo a leggerla mi è venuto un languorino...
La stampo e domenica farò del mio meglio, poi vi farò sapere.
Certo però, sacrificare la salsiccia...che peccato!

:-D