giovedì 10 settembre 2009

Quentin Blake e la rana ballerina

Barbara

Geltrude Graziadei sposa un marinaio


La rana George con Isadora Duncan


George balla il Lago dei Cigni


George con Fred Aistaire


George balla il flamenco


George con le Ziegfild Folies


Quentin Blake è un illustratore di libri per bambini. Ha collaborato con tutti i grandi, basti citare Bianca Pitzorno per gli italiani e Roald Dahl per gli stranieri.

Attualmente c'è una mostra a lui dedicata dentro il Museo Luzzati di Genova e in autunno pare che ci farà una capatina lui stesso per salutare i suoi piccoli (e grandi) ammiratori.

Dopodomani metteremo in scena La storia della rana ballerina, dramma in atto unico riguardante la difficile e tormentata vita artistica e psicologica della rana George, con musiche, burattini, charleston e attori in carne ed ossa.

E tanta fifa.

Il libro devo leggerlo praticamente tutto io.

Di solito mi occupo dei laboratori e della manualità, quando capita di metter su degli spettacolini io faccio da costumista-scenografa-reperimento oggetti di scena. Insomma, tutto quello che riguarda il "dietro le quinte". Stavolta invece sono in prima linea. Che faccio se si sente il mio marcatissimo accento marchigiano?
Il Museo Luzzati ci ha chiesto di mandargli il filmino, sai che figura se la narratrice parla come Martufiello...

8 commenti:

Solimano ha detto...

Barbara, mi ricordo la prima volta che dovetti parlare in pubblico... Si sopravvive!
Il guaio vero fu qundo dovetti usare la lavagna luminosa, mi spiegarono come si accendeva e misi il primo foil. Mi voltai e vidi che usciva rovesciato. Allora compresi, lo girai, e chiesi: "Vedete bene?" Si che vedevano bene, ma non mi ero spostato e il foil era proiettato sulla mia giacca e sulla mia cravatta. Mi guardavano con gli occhi sbarrati, allora spensi l'ordigno e dissi: "Mo' vi racconto qualcosa". Andò bene...
E andrà bene anche a te, vedrai!
Poi ci racconti.

grazie Barbara e saluti
Solimano

Silvia ha detto...

Registrarsi e riascoltarsi è molto utile. L'ho fatto quando mi è capitato di dover leggere cose in pubblico. Ho la e tipicamente emiliana e ci potrebbero parcheggiare sei tir. Oltre alla cadenza da valzer. Fallo, ad alta voce, ben decisa e scandita. Scoprirai in poco tempo quali sono i difetti che devi assolutamente correggere, e poi con calma, vedrai che riuscirai a limarli. E poi non credo che avrai una platea internazionale. O sbaglio?
In bocca al lupo

Habanera ha detto...

Io non potrei mai farlo -parlare in pubblico mi atterrisce- ma tu ce la farai benissimo, scommettiamo?
Se perdo la scommessa giuro che mi mangio il cappello come Rockerduck ma dovrei prima comprarne uno, mai posseduto cappelli. :)
H.

Barbara ha detto...

Solimano: ok

Silvia: Buona idea (p.s. se non fosse una platea alla buona non l'avrei mai fatto, sono troppo timida)

Habanera: Rockerduck! Uno dei miei preferiti!

zena ha detto...

Parlare in pubblico....
Se posso, scappo.

A volte, molte volte, non si può: allora comincia la via crucis della preparazione, dei ripensamenti, delle prove, con relativa rottura di scatole dell'entourage.

In casa mi prendono in giro per la mia agitazione.
In effetti per me è tutto ansiogeno allo stesso modo: dalla lezione alla Università della Terza Età, dove gioco in casa ( uno stormo di amiche di miamamma), a una conferenza fra sconosciuti alla presentazione di un libro a insegnanti o a bambini...

In situazione, comunque, l'importante è partire, con tutti i fogli davanti, ben ordinati e la coscienza tranquilla d'aver sofferto un po', d'aver tribolato a lavorarci su; poi occorre dimenticarsene e provare la gioia di dire/fare cose che si amano: lasciarsi prendere la mano dal piacere.
Allora diventa tutto semplice come respirare.

Ah, però devo togliermi gli occhiali, neh, così non vedo nessuno, oltre al mio naso:))

ps) che belli, lievi ed ironici, i disegni di Quentin Blake: li ho incontrati nei libri per ragazzi ed è stato subito amore:))

ciao

Barbara ha detto...

Zena: grazie, è proprio così.

Oggi pomeriggio alle quattro si va in scena. Ci saranno solo bambini, ma per me sarà come andare in scena al Madison Square Garden.

Al momento con la coscienza sto a postissimo, ho solo qualche lieve problemino di iperventilazione e mi fischiano le orecchie.

Penso a due cose:
-mi piace quello che faccio

-Geoffrey Rush in Shakespeare in love che davanti ai peggiori rovesci non fa altro che dire:
-Andrà bene.
-E come?
-Non lo so: è un mistero.

mazapegul ha detto...

Barbara: essendo Bologna e la mia vita piene di marchigiani, non troverei per nulla sgradevole un pò d'accento regionale (a quello di Civitanova, poi, sono particolarmente abituato e affezionato). Il filmino lo metti anche su youtube? Potresti inserire un link su queste pagine.

Quentin Blake: lo conosco per le illustrazioni a Dahl, e l'ho subito riconosciuto (anche se -ammetto- non ne conoscevo nome e fama). Sono illustrazioni particolarmente efficaci, in equilibrio (come i libri di Dahl) tra ironia e horror infantile.

In bocca al lupo,
Maz

Barbara ha detto...

Maz, grazie, è andata benissimo.

Il filmino l'ho fatto e adesso un mio amico lo sta montando.
Per youtube...non ho idea di come si fa a caricare un filmato.
Ci proverò se non è troppo complicato.