sabato 5 settembre 2009

Farmacia e dintorni: la rentrée

sabrinamanca

Finite le vacanze, rientrati dal paese dei Campanelli, rimessa la cucciola in gabbia (un moderno e caloroso asilo comunale, proprio sotto casa), si ricomincia a lavorare, con la novità di un nuovo posto, nuovi colleghi, un nuovo (e più pesante) orario.
Ed ecco che la mia prima settimana è finita e sono stanchissima ma contenta.
La farmacia in questione ha più della bottega di paese: un'anziana che mi mette in mano due pagine di giornale - c'est le sudoku pour madame V.(qui nessun laureato è chiamato dottore, a parte il medico, s-intende!)..., vous savez, elle adore!, un'altra che arriva con un enorme avocado - il vient directement de Martinique, madame M. adore ça!
E poi tanti, tanti, tantissimi clienti, e io che li servo con "la trouille"(una fifa blu) e penso, ma non finiscono mai? Eh no, nemmeno alla chiusura se ne vogliono andare e mi dico che qui si lavora come matti ma alla fine non mi dispiace, per diversi motivi.
Uno è il dialogo fra una delle titolari e un'anziana signora che chiameremo madame Teichner.
La signora aspettava da un po', seduta insieme a una ragazza che se ne occupa da tempo. Aspettava e sbuffava. Ad un tratto ha cominciato a protestare. Allora M.M. le si è avvicinata sorridendo:

- Qu'est-qu'il y a madame Teichner? (che cosa c'è?)
- J'en ai marre d'attendre (sono stanca di aspettare)
- Mais, écoutez, quand on s'occupe de vous et qu'on vous demande de votre état de santé et de vos enfants et qu'on papote un peu, ça vous fait plaisir? (ma mi dica, quando ci occupiamo di lei e le chiediamo come sta e come stanno i suoi figli e chiacchieriamo un po', le fa piacere?)
- Eh ben, oui! (ma certo!)
- Et quand nous on fait ça et qu'on parle et tout, qu'est-ce que vous croyez que les autres gens dans la pharmacie font, madame Teichner? ( e mentre facciamo tutto questo, e parliamo, ecc., che cosa pensa che facciano gli altri?)
- J'en sais rien, ils doivent attendre, j'imagine! ( e che ne so, immagino che stiano ad aspettare)
-Eh ben alors, madame Teichner, vous voyez? ( ecco, madame T. non vede?).

Un'altro piccolo dettaglio è la risposta datami alla chiusura dopo essermi offerta di controllare la cassa e gli assegni:
- Il est déjà tard et il y a votre petite fille qui vous attend, allez-y, vite! ( é già tardi e su figlia la sta aspettando, vada via, subito!).
Sono alla quattordicesima o quindicesima farmacia dacché la vita lavorativa è cominciata e credetemi, vedere certe manifestazioni d'affetto e sentire certe parole è davvero, davvero raro.

8 commenti:

Barbara ha detto...

Sai Sabrina, che questa mattina sono stata in farmacia a comprare gli omogeneizzati per il piccolo e mi sei venuta in mente tu?

Mi chiedevo: chissà come è andata a finire con il nuovo lavoro? Avrà iniziato, si troverà bene?

E' bello leggere che è così.

Ed è anche bello questo respiro di aria fresca profumata di caramelle valda, dopo tutte le polemiche di questi giorni.

Solimano ha detto...

Quattordicesima o quindicesima farmacia, Sabrina? Ma a che età hai cominciato a fare la farmacista? Con i calzini corti?

Una farmacia come quella che descrivi ci vorrebbe a Monza. E non parlo solo delle farmacie ma dei negozi in genere, comprese le edicole. Quando entri, l'impressione è che tu sia un disturbatore e che loro facciano un piacere a servirti, mentre sei tu che paghi. Tutta la Brianza è così, ma basta fare dieci chilometri ed andare a Milano ed è già tutto completamente diverso (in meglio).

saludos
Solimano
P.S. Ho bidelleggiato un po', il nome in alto!

sabrinamanca ha detto...

Chissà perché oggi ho un mal di testa...buona notte ad entrambi!

sabrinamanca ha detto...

Ho pubblicato poi messo in sospeso questo post e ora lo pubblico di nuovo. L'ho pubblicato ieri durante la bufera perché leggendovi tutti mi è venuta un'improvvisa nostalgia e volevo farvi sapere come stavo, in parte almeno, visto che il mio ultimo post risaliva al mese scorso.
Se pubblicandolo ho compiuto un gesto inopportuno vista la situazione, e ho ferito qualcuno o ho mancato di sensibilità me ne scuso, mi dispiace davvero.
L'avevo sospeso e lo pubblico nuovamente perché l'avevo destinato a voi e ci sono già dei commenti quindi non mi sento in diritto di ritirarlo.

Silvia ha detto...

E ci mancherebbe anche questo. A me è servito per comprendere come si agisce in modo diverso rispetto alle situazioni che si creano. A me non sarebbe mai venuto in mente, perchè ero concentrata sull'evolversi delle cose, e poi perchè io non ho il post facile ammettiamolo.
Questa è una comune non è un condominio, e ognuno viene a sapere in tempo reale se il caffè gli piace amaro oppure no e se intende saltare il turno della pulizia dei pavimenti.

zena ha detto...

Sai, Sabrina, è proprio come dice Barbara: questo post è una ventata di freschezza (al profumo di pastigliette balsamiche).

Giulia ha detto...

Davvero ho letto con piacere quello che hai scritto. I rapporti umani nel lavoro esistono ancora e a volte possiamo fare noi la differenza.
Anche io come Barbara, quando hai detto, che saresti tornata ho pensato al tuo nuovo lavoro.
Ti faccio tanti auguri che contnui così, perchè è molto importante per vivere meglio.
Un abbraccio
Giulia

Silvia ha detto...

Avrei voluto scriverti bentornata, non l'ho fatto subito e me ne pento.
La mia stima nei tuoi confronti è altissima e sappi che mi mancherai molto. Ma avremo modo di vederci altrove, sempre che tu non intenda tornare.
Il dialogo in francese mi ha portato altrove per un momento, ma non abbastanza.
Un abbraccio.