sabato 8 agosto 2009

Io e Madama Butterfly

Barbara



Avevo otto anni quando una sera mia nonna mi prese e mi portò con se, a vedere "una cosa bella".
Salimmo in macchina con alcuni suoi amici e iniziammo un viaggio che mi sembrò lunghissimo. Destinazione: il loggione dello Sferisterio, un palazzo che, nella mia testa di bambina, sembrava il Colosseo (in realtà non c'entra niente). Sul palco davano l'opera preferita della nonna, la storia di una dama giapponese che sposa un ufficiale americano. Lui è di quelli "una donna in ogni porto" ma la ragazza, giovane e ingenua, non coglie questa sfumatura e si innamora con totale devozione e tragiche conseguenze.
Ricordo pochissimo di quella serata, solo due cose: la pioggia di petali che cadeva sopra i due sposi e la pioggia d'acqua torrenziale che interruppe la rappresentazione.
Nonna è sempre rimasta col rimpianto di non avermi fatto vedere tutta "Madama Butterfly".
L'altra sera mia suocera aveva i biglietti ma le mancava un accompagnatore, così sono andata.
Mi chiedevo: "chissà se è davvero così bella come me la ricordo, o se l'ho mitizzata perchè ero piccola e suggestionabile".
Non l'avevo mitizzata, era davvero stupenda. Mi sono commossa in più punti e il giorno dopo sono corsa da mia nonna, per dirle che aveva ragione.

6 commenti:

Silvia ha detto...

Mi commuovi così, non vale:)
Puccini è il mio preferito, con tutto il rispetto per gli altri, per cui sfondi una porta aperta.

Prima o poi conto di portare mia madre a vedere la Tosca.

Amfortas ha detto...

Questo Puccini non perdona, non c'è nulla da fare, specialmente quando dal sommesso, quasi timido, canto di conversazione, si passa alle grandi aperture melodiche delle arie o del duetto, quest'ultimo veramente straordinario.
L'ultima Cio Cio San che ho visto in teatro è stata Daniela Dessì, che ci fece piangere tutti.
Tra l'altro proprio allo Sferisterio un'altra cantante dei nostri giorni, Fiorenza Cedolins, interpretò Cio Cio San con risultati non meno che eccellenti. Mi pare fosse il 1999 ma non ne sono certo.
Credo che tu abbia sentito il soprano Raffaella Angeletti, che mi hanno detto molto brava in questo ruolo.
La genesi del personaggio Pinkerton è particolare, nel libretto è dipinto piuttosto rozzamente come un cinico turista del sesso, quasi. In realtà, risalendo alle origni letterarie della vicenda, si scopre che i librettisti Illica e Giacosa ci sono andati un po'pesanti. Ai tempi della storia negli USA c'era una legge che imponeva, visti i numerosissimi casi di figli illegittimi tra americani e giapponesi, che i padri non solo riconoscessero i "figli della colpa" ma addirittura che rimpatriassero con loro.
Insomma, una bella mistificazione che però ci scuote sempre, da ormai 105 anni! Alla prima, l'opera fu un fiasco clamoroso, tanto che Puccini stesso "ritirò" la partitura per apportare alcune modifiche.
Ciao a te e a tutti gli inquilini delle stanze :-)

Solimano ha detto...

Barbara, come come?
Tu, proprio tu, ti lasci prendere nella rete da Giacomo Puccini, specializzato in donne a cui far fare una brutta fine: Manon, Mimì, Cio Cio San, Tosca, Liù? E me ne scordo qualcuna di sicuro...
Loro non la vorrebbero fare, la brutta fine, è lui che le costringe.
Come con certi film: "Com'è bello, ho pianto tanto!"
Mentre se non piangono, escono dicendo: "Fa solo ridere".

grazie e saludos
Solimano

Barbara ha detto...

Silvia: sniff.

Amfortas: troppa grazia! Io mi accontento d'aver capito a strozza e bocconi la trama. La ragazza che cantava è quella che dici tu. Io con l'opera sono una super ignorante, ma a me è sembrata fantastica.
Però ha una voce più sottile di quella della signora che hai postato tu, più...come dire...esile. Ci stava bene nel ruolo di una damina giapponese.

Primo: e che te devo dì? Fosse che in fondo in fondo so' un po' romanticona perfino io?
Però, effettivamente, se alla fine invece di ammazzarsi la ragazza avesse fatto fuori il bambacione, allora sarebbe stata proprio perfetta. Stile Kill Bill, anzi Kill Pinkerton. Ma a quel punto, invece di Madama Butterfly, sarebbe stata Madama Mantide...

Amfortas ha detto...

Sai Barbara, tu che ti definisci super ignorante in materia, in realtà hai ancora quel desiderio e quella capacità di stupirti che qualche volta manca a chi è competente. Molti miei colleghi soffrono della perversione di andare a teatro con il bilancino da farmacista e si perdono le emozioni :-)
Poi, più in generale, è chiaro che un brano come questo può essere goduto meglio a teatro e direi quasi a prescindere dagli interpreti.
Ciao!
P.S.
La Angeletti è artista che conosco benissimo ed è molto brava.

annarita ha detto...

Anche io ho pianto assistendo alla mia prima rappresentazione di Madama Butterfly! E come si può resistere? Davvero mi dispiace, come dice Amfortas, per chì si accosta all'opera solo per giudicare la tecnica e si perde gli slanci del cuore!
Salutissimi, Annarita.