martedì 14 luglio 2009

Sì, viaggiare (2)

Annarita

Che fosse una vacanza letteraria lo si era stabilito dall'inizio.
Siamo partiti per un tour austeniano e dedicherò un post alla minuziosa documentazione del consorte. Poi, ad arricchire il bottino, sapevo ci sarebbe stata la tappa di Hay-on-wye, come vi ho già raccontato.

Haworth è stato un delizioso fuori programma di cui l'amabile consorte ha voluto farmi dono.
Probabilmente il continuo pensare a Jane Austen ha rinfocolato in me il mai sopito amore per le sorelle Brontë, fatto sta che ho cominciato chiedendo con noncuranza quanto fosse distante il caro borgo dello Yorkshire dalla nostra ultima meta, che in quel momento era Chatsworth (che rientrerà nel post austeniano) nel Derbyshire.
Il consorte ha letto tra le righe, mi ha detto di impostare il TomTom (prezioso) e siamo partiti.
Siamo arrivati a Haworth nel tardo pomeriggio, con la buona prospettiva di alcune ore di luce ancora, e ci siamo dati subito alla ricerca di un alloggio. La fortuna ha voluto che trovassimo posto in un grazioso B&B con la finestra della camera che si affacciava proprio sul vialetto d'ingresso al Parsonage.

Il clima era adatto, nel senso che in una giornata grigia e piovigginosa era suggestivo aggirarsi per un cimitero con le lapidi storte e smangiate dal muschio, nello stormire lamentoso dei cipressi
tra i quali volavano corvi gracchianti.

La mattina si è annunciata non meno grigia e mesta e in attesa che aprissero il Parsonage, abbiamo fatto una passeggiata nella brughiera tanto cara a Emily.
Credetemi, nel silenzio rotto solo dal sibilo del vento e dal latrare dei cani portati a passeggio sui sentieri, ho provato davvero una grande emozione pensando a Emily e a tutte le volte in cui aveva lasciato la canonica per inoltrarsi nell'amata brughiera in compagnia dell'inseparabile Keeper (il mastino che l'accompagnò anche durante il funerale e rimase poi giorni e giorni sulla sua porta a ululare e guaire).

E avrei voluto più silenzio e solitudine per potermi aggirare in quelle piccole stanze del Parsonage, così piene della presenza di Cahrlotte, Emily e Anne, e del tanto amato quanto sciagurato fratello Branwell. Era proibito fare fotografie e riprese, ma io una foto l'ho rubata. Quella del divano nero sul quale morì Emily alle due pomeridiane di un freddo pomeriggio, il 19 dicembre 1848.

Una rapida visita nella piccola chiesa di st.Michael and all Angels in cui sono sepolti tutti i membri della famiglia Brontë, meno Anne che riposa a Scarborough, davanti al mare.


Haworth è rimasto un piccolo borgo suggestivo, tutto richiama alla memoria le famose sorelle, persino nei nomi dei locali pubblici, e dove è stato possibile, hanno mantenuto ciò che anche alla loro epoca era presente, come il piccolo emporio in cui andavanio a fare la spesa


o il pub nel quale era solito bere fino a perdere il giudizio il povero Branwell.

Un pensiero sulla tomba della fedele Tabby, la governante che divise per trent'anni le gioie (poche) e i dolori (molti) della famiglia.

Haworth ha davvero qualcosa di magico, in quella giornata grigia e tipicamente inglese ho avuto la sensazione di poter incontrare Emily, Charlotte e Anne a passeggio insieme, in compagnia dei cani, verso la brughiera profumata.

In questa foto di alcuni anni fa, le rovine di Top Whitens, che si dice abbiano ispirato a Emily lnel creale la casa di Cathy e Heathcliff.

Vi lascio sognare sulle immagini di questo suggestivo e breve documentario

10 commenti:

Silvia ha detto...

Dici bene Annina: sognare.
Savo leggendo sdraita sul divano, un bel libro di Yoko Ogawa. Oggi non sono molto in forma e mi sono concessa un giorno di ferie.
Disturbata da un rumore di cui non capivo l'origine, mi sono alzata per capire di cosa si trattasse e mi sno fermata qui davanti.
Con estremo piacere ho trovato questo bel post, così pieno di magia e ricco di immagini così emozionanti che mi sono trovata di colpo nel secolo scorso. Immagini suggestive, trama coinvolgente, che appassiona il terrore al viaggio del corpo e dello spirito.
Ho guardato anche il filmato: fatto molto bene.

Silvia ha detto...

Il - terrore - voleva essere lettore.
A volte ho le dita selvagge che vanno per conto loro.

zena ha detto...

Cara Annarita, questa trama di luoghi è una piccola meraviglia.
Grazie!

mazapegul ha detto...

Grazie, Annarita, per avermi ricordato (e ambientato: io dell'Inghilterra conosco poco più di Heathrow) le sorelle Bronte e l'unico romanzo che di loro ho letto, Cime Tempestose di Emily. Avendo per l'appunto letto solo quello, preferirei -come te- trovarmi a visitare la brughiera che faceva tutto o quasi il loro paesaggio con un tempo come quello che tu descrivi. (Il che mi rimanda a un problema piuù generale: come influisce il tempo metereologico sulla nostra visione delle cose? Anche di quelle che ci vengono vendute come "senza tempo"?).
Buona continuazione del viaggio a te e al consorte,
Maz

Solimano ha detto...

Nel 1972 uscì un magnifico libro: "I luoghi letterari" di Giampaolo Dossena. Dedicato a paesaggi, opere e personaggi dell'Italia settentrionale, doveva essere il primo di tre, ma fu l'unico ad uscire. Ce l'ho ancora, da qualche parte, mezzo sfasciato ma ancora potabile, e ne trarrò qualcosa.
Nei paesi veramente civili non è come da noi. Sui romanzi di Jane Austen sono usciti più di venti film, tutti sopra una soglia di decoro. In Francia, ogni anno escono almeno quattro o cinque film sulla loro storia, e non è roba da cinefili: le persone pagano il biglietto e ci vanno volentieri. Giulia ha messo nel blog del cinema "Essere e avere" di Philibert, un film tostissimo e vero sulla scuola. In Francia l'hanno visto quasi due milioni di persone, in Italia è sparito dagli schermi (dove c'era arrivato...) dopo due giorni.
Qualche anno fa Francesca Archibugi ha fatto un film molto buono su "Con gli occhi chiusi" di Tozzi. Le hanno sparato addosso tutti: i cinefili ignorantissimi e i letterati saccentelli.
Conclusione: facciamo il nostro in compagnia, da dilettanti appassionati ed allegri, che lo spazio c'è, in un paese in cui servirebbero ancora tanti maestri Manzi.
Un paese che non ama se stesso e in cui anche chi sa qualcosa, spesso aspira ad un maledettismo piccolo e furbo, che gli consenta un dì di fondare L'Accademia dei Maladetti di Roncobilaccio.
Però... il nome non è male... quasi quasi la fondo io, dessa accademia.
Annarita, vai avanti così che vai benissimo. Aspetto che tu e Pino mi mettiate in contatto con quella sfiziosa di Jane. Sfiziosa sì, ma scrittora!

grazie Annarita e saludos
Solimano

Barbara ha detto...

Bello tutto, soprattutto il documentario.
Credi di capire che appartenga ad una serie dedicata ai grandi libri, sarebbe carino farlo anche in Italia (sognasogna).

Solimano ha detto...

Sì, il documentario è splendido, ed ha avuto quasi 30.000 visualizzazioni, che sono un bel numero.
Riguardo al sognisogni di Barbara, condivido e dissento.
Condivido perché la situazione italiana è storicamente lontana da questa finezza democratica, da questa fluidità non becera.
Dissento perché molto è possibile se un piccolo gruppo (e non sto pensando a noi, che andiamo bene così, ma a un modo simile adottato da altri) supera gli steccati individualistici, che spesso più che steccati sono scuse per non fare niente (però lagnandosi).
Per dirla tutta, certe inziative potrebbero sorgere localmente ed essere double face: radicate in un borgo come vita reale e aperte a tutti come vita virtuale.
L'Italia è piena di borghi, è lì che possono sorgere le cose.

saludos
Solimano

Ermione ha detto...

Col mio cellulare faccio una fatica a leggervi... ci metto intere mezz'ore per leggere il post e poi i commenti, per non parlare dell'inserirne di miei. Comunque, Annarita, il tuo "resoconto" sull'Inghilterra è molto piacevole. Mai letto niente delle Bronte, solo visto La voce nella tempesta, un bel drammone.
Grazie a Solimanoper la segnalazione di quel libro di Dossena; chissà se si trova ancora. Un saluto a tutti/e dalla campagna toscana.

annarita ha detto...

Sono contenta di condividere i miei appunti di viaggio e mi sento autorizzata a continuare. Peggio per voi ;-p
Metterò presto in preparazione miss Austen con una sorpresina per tutti voi. Per adesso mi preparo all'ultimo giorno di lavoro settimanale e a un uichendino con il consorte in una località umbra che mi ha colpita: la Scarzuola, vicino Montegabbione. Riferirò fedelmente. Salutissimi, Annarita
Salutissimi, Annarita

annarita ha detto...

Sono contenta di condividere i miei appunti di viaggio e mi sento autorizzata a continuare. Peggio per voi ;-p
Metterò presto in preparazione miss Austen con una sorpresina per tutti voi. Per adesso mi preparo all'ultimo giorno di lavoro settimanale e a un uichendino con il consorte in una località umbra che mi ha colpita: la Scarzuola, vicino Montegabbione. Riferirò fedelmente. Salutissimi, Annarita
Salutissimi, Annarita