giovedì 2 luglio 2009

Il comunista che fotografava i fiori (2)

Solimano

Corylus avellana (Nocciolo)

Vladimiro Ferrari (1924-2003) non fotografava solo fiori. Lo si vede in questo secondo post, nel terzo tornerò ai fiori. Per il testo, ricorro all'ausilio di Anna Zaffaroni, autrice delle schede che accompagnano le immagini nel libro "I fiori del Parco di Monza".

Il nocciolo (Corylus avellana) deriva il suo nome latino dalla città di Avella, in Campania, che era nota per la fiorente produzione di nocciole.
La chioma del nocciolo si apre a ventaglio perché tanti polloni sorgono da un unico ceppo.
I gianduiotti torinesi derivano da farina di nocciole mischiata al 15-20% di cacao. All'origine del loro successo ci fu Napoleone che bloccò le importazioni di cacao ed allora toccò arrangiarsi. Nel giardino del condominio, a cinque metri dalla mia terrazza ci sono tre noccioli (o sono dieci? bisogna contare i polloni o i ceppi?).

Abies nordmanniana (Abete del Caucaso)

Il botanico finlandese A. von Nordmann insegnava ad Odessa e scoprì questa pianta nel Caucaso nel 1836.

L'abete del Caucaso (Abies Nordmanniana) è diffuso anche nei boschi montani della Turchia. In Italia è utilizzato per scopi ornamentali e (ahimè) viene spesso commercializzato come "albero di Natale".

Quercus petraea (Rovere)

La rovere (Quercus petraea) che c'è nel mio giardino, ormai è alta quasi venti metri, ma è solo una giovane quarantenne. Nei querceti arrivano fino a quaranta metri.
Il sottobosco dei querceti è ricchissimo, grazie alla rapida decomposizione delle foglie dopo la caduta.
Le ghiande sono considerate il primo alimento dell'uomo, e fino agli anni Sessanta veniva preparato un tipo di pane mescolando la farina di ghiande con un tipo di argilla.

Il più antico oracolo greco era la quercia sacra a Zeus di Dodona, nell'Epiro. Le profetesse, prima ascoltavano il mormorìo che scaturiva dal movimento delle fronde dell'albero, poi formulavano il responso divino.

Larix decidua (Larice)

La foglie del larice (larix decidua) sono caduche, a differenza di quelle delle altre conifere e prima di cadere sono una fantasmagoria di mille colori, dal giallo al marrone.
Cresce fino ai 2500 metri di altitudine: non teme il freddo ma l'umidità, quindi ha bisogno di luce e di spazio.
In estate trasuda dalle foglie una sostanza che le api utilizzano per il miele.
Il suo legno duro e compatto viene utilizzato per la costruzione delle baite in alta montagna.

In chiusura di post, il cedro dell'Himalaya (Cedrus deodara). E' conosciuto come "albero degli dei". In India è considerato simbolo di fertilità e, oltre alla forza vegetativa, gli si attribuisc un'anima dotata di saggezza e di preveggenza.
In Europa fu introdotto all'inizio dell'Ottocento.

Così Anna Zaffaroni: "Si dice che i Cedri conoscono in anticipo le stagioni, muovono le loro vaste fronde come membra, allargano e stringono i gomiti, innalzano verso il cielo o chinano verso terra i rami secondo che la neve si prepari a cadere o a fondere. Sono esseri divini in forma d'alberi".

Cedrus deodara (Cedro dell'Himalaya)

18 commenti:

Silvia ha detto...

Queste mini lezioni di botanica mi piacciono molto. Anche perchè in mezzo al verde e al fresco io sto benone. La chiusa sui cedri è molto poetica. Proporrò un cedro alla prossima riunione di condominio per abbellire il giardino.
Buona giornata

Solimano ha detto...

Ahi, Silvia, la faccenda delle lezioni è un punto delicato ed hai fatto bene a toccarlo. Perché, a fare le robe che piacciono a me, c'è il rischio di essere percepiti come grilli parlanti, come saccenti e quindi di infastidire. Quello che (non sempre) può salvarmi è che generalmente scrivo di robe che mi piacciono veramente, non solo per narcisismo di far vedere che so quelle robe lì. E' un equilibrio difficile, ma è un rischio da accettare perché, per dirla schietto, preferisco passare per narcisista che per umilista alla scusate se questa cosa la so, non l'ho fatto apposta a saperla. Il mondo è pieno di marcisisti -e narcisiste- che negano di esserlo e di arroganti -e arrogantesse- che fanno gli umili del tutto ipocritamente.
Non è il caso di essere rozzi, ma rudi sì, anche parlando di fiori. Della terribile arroganza di certi ignoranti parliamo un'altra volta.

grazie Silvia e saludos
Solimano
P.S. In questi giorni ho fatto un po' di casotto in un blog politico, vi racconterò.

Anonimo ha detto...

Caro Solimano, a me piace la parola 'lezione': basta sbucciarla un po', toglierle l'aura mantellata, le parole che fanno schermo e quel che resta è la 'lettura'.
Questo è per me una lezione: una lettura molto personale ( e ben ravvicinata) delle cose, con la voglia di comunicarne il frutto.

A ciascuno, però, la sua maniera. Io non amo, ad esempio, colpevolizzare l'umiltà, se questa accompagna un modo d'essere e non di sembrare.

Un saluto.

zena

Ermione ha detto...

Che splendore.bellisssime le storie degli alberi, qui mi sembra di entrare in una serie di magiche e fantasiose narrazioni, antichissime e meravigliose. Devo dare lode a Napoleone per i gianduiotti, allora -quindi un merito almeno lo ha- ; e che dire delle fronde delle querce e dei cedri?
Per quanto riguarda il tuo commento, Solimano, mi hai tolto le parole di bocca; detesto anche io chi fa il falso umile, per paura di apparire presuntuoso; se uno le cose le sa, e le ama, è quasi un dovere, oltre che un piacere, parlarne, e con dovizia di particolari e notizie.
Io sono un'appassionata di botanica, amo i fiori e le piante in generale, so tamtissime cose; ma sugli alberi ho una grave lacuna, spesso non li so neanche riconoscere, e leggere dei bei post sull'argomento è proprio bello.

Silvia ha detto...

Per quanto mi riguarda tu sei IL MIO INSEGNANTE PERSONALE VIRTUALE. Non me ne frega una ceppa del narcisismo, finto, vero, ipocrita, celato, palesato e via andare. Non qui, perchè qui non c'è. Io qui leggo con sommo piacere, imparo, medito a volte, poco devo dire perchè c'è caldo e faccio fatica, e mi godo il TUO/VOSTRO sapere. Per quel poco che posso cerco di contraccambiare.
Non ti preoccupare con me di questo aspetto che non avevo nemmeno preso in considerazione perchè una cosa bella, tra le tante qui, è che nessuno si mette mia in cattedra. Tu per Primo:) e dire che di cose ne insegni...urca se ne insegni!


Per quanto riguarda il casotto altrove non avevo dubbi che prima o poi un po' di casotto lo avresti combinato, altrimenti non saresti tu:) Non riesci a tacere lo so.
Adesso lo sapranno anche quelli là.
Aspettiamo fiduciosi di sapere cosa hai combinato. Buona serata:)

Mamma mia c'è un caldo!!!

Anonimo ha detto...

(Solimano, così per curiosità, qual è il 'tuo' albero?
Io avevo un amico caro, che ora non c'è più. Era convinto che bastava abbracciare gli alberi per assorbirne l'energia: soprattutto quelli capace di regalare un frutto. Si sentiva rovere e respingeva l'olmo.

Sarebbe bello conoscere gli alberi degli amici.

Il mio albero è il pioppo argentato (di foglia tremula).

Buona domenica.
zena

Anonimo ha detto...

)

avevo dimenticato di chiuderla, da qualche parte :)))

z.

Solimano ha detto...

Stavolta, faccio da amanuense.
Mi ha scritto ac, che conosco bene, dicendomi che non è riuscito a superare l'intrigo deella password (è uno snobismo tipicamente da architetto, lo so). Ecco il commento che ac voleva inserire:

"un suggerimento all'incauta Silvia
che vuole un cedro nel condominio:
il più lontano possibile da casa,
e in modo che faccia ombra
sul giardino del più odiato tra i vicini.
occorre occhio lungo, e capacità di previsione
per immaginare le immani catastrofi
a distanza di solo pochi decenni.
tanti auguri
ac"

grazie ac e saludos
Solimano

Amfortas ha detto...

C'è tanta verità nel commento, per interposta persona, di ac.
Anch'io leggo con interesse questi post che trattano argomenti di cui sono completamente a digiuno, e poi quest'anno ho la fissa del giardino, non so come mai.

Solimano ha detto...

Zena, gran bell'argomento, la personalità delle piante! Nella mitologia greca e nelle Metamorfosi di Ovidio compare spesso. E la statua di Apollo e Dafne del Bernini...
Generalmente sto con le latifoglie, non con le conifere, ma le foto di Miro sono così coinvolgenti che ci si accorge che le conifere, percepite in genere come piante fredde, sono vivissime. Mettiamola così: sto con tante piante, in primis la quercia e il tiglio, ma anche l'ippocastano, il platano e... il glicine e... il pino marittimo (che ho disegnato tante volte, anche le pigne sono belle da disegnare).
Giuro che mi aspettavo che tu scegliessi il pioppo.
le tenere foglie del pioppo
tracorre una gioia leggera...

Per l'altro argomento, l'umiltà vera è quella della condivisione. Una umiltà curiosa e generosa.
Ma diamo retta al nostro naso che generalmente non sbaglia.
Elena, ci potrebbero essere tante idee realizzabili sul rapporto fra le piante e noi. Ho qualche idea in mente, ma non la dico, preferisco prima metterla in pratica, poi parlarne.
ac, certo, il fatto che a distanza di pochi decenni ci siano delle conseguenze spiacevoli è preoccupante, per chi come noi si misura con i secoli... chissà la discussione condominiale fra ottant'anni!
Amfortas, ecco, le piante compaiono poco nell'opera lirica, ma non è detto. Tu sicuramente tirerai fuori qualche sorpresa, dopo il duetto delle ciliege.
Silvia, io non sono per l'antipolitica, tutt'altro, ma certi meta-politici mi provocano un prurito alle mani che... che... per non passare a vie di fatto debbo sfottere. Per il loro bene, naturalmente, ma non ci arrivano. Brutta storia: un certo modo di fare politica è una malattia cronica, una ossessione, una fede cogliona nella propria indispensabilità. Naturalmente, asserendo che non si è ambiziosi, che lo spirito di servizio etc etc... Guarda, sono lontanissimo dalle posizioni di D'Alema, ma almeno in lui c'è una cocciuta eleganza, una testardaggine non da ominicchio. Basta così, se no mi scaldo... no... una cosa la dico: se decidono di raccontarti come usano l'innaffiatoio, stai tranquillo che cercano il loro tornaconto di indispensabili innaffiatori. E con aria di trionfo ti dicono la formula chimica dell'acqua (perché sono attenti alle ragioni della cultura, persino quella sc...sc...scientifica).

grazie e saludos
Solimano

Ermione ha detto...

Ma non erano tremulele foglie dei pioppi? Magari saranno state anche tenere, perchè no, ma certo tremule è più bello.
Sul rapporto di noi con le piante anche io o delle idee, Solimano, magari tra un po' le tiro fuori. Vorrei dire a Amfortas che la vicinanza con le piante e la cura del giardino fanno bene al corpo e allo spirito.

Anonimo ha detto...

Sai Solimano, è molto bella la tua definizione di umiltà: la condivido in pieno, e non per un gioco di parole.
L'ho vissuta così, in casa mia, e sarebbe bello parlarne, una volta o l'altra, giusto perchè i vissuti raccontati a voce forse sanno dire meglio delle parole scitte.


Sugli alberi: forse l'avrai già capito, ma per me sono una ragione di vita e di contemplazione.
Amo molto anche il salice ricciolino e l'agnocasto, che trovo seducente, specie quando è fiorito, ma anche in inverno, quando, spoglio, lascia vedere il suo intreccio.
E sento molto materna ed avvolgente la ptereocaria.
Non è un albero, è un abbraccio.
La nostra non abbiamo avuto cuore di potarla ed è diventata una palla immensa.

Oltre alle Metamorfosi, c'è un altro libro che mi è caro, di Jacques Brosse: Mitologia degli alberi, di Rizzoli.

Un saluto d'affetto a tutta la pagina.

zena

Silvia ha detto...

Che bella la storia degli alberi zena. Li dovrei abbracciare? Lo comincerò a fare al primo albero che incontro:) Giuro!

ac grazie per l'avvertimento, ma so già che ogni mia proposta verrebbe bocciata, tanto ho la "fortuna" di avere in riunione persone così preparate ed intelligenti che di sicuro sceglierenno l'albero più appropriato per il nostro giardino. Intanto hanno fatto segare quelli che c'erano, così anche noi, come tutta la via, ci siamo messi in sicurezza per quando ci saranno nevigate abbondanti. E quest'anno gli va anche bene, che continuano grandi piogge e il caldo, quello vero, per ora, ha dato pallidi accenni.
Stiamo costituendo però un gruppo di pochi ma buoni, con cui discutere e andare in riunione in formazione d'attacco:) Per questo che devo studiare degli alberi ogni cosa, dalla diramazione delle radici, all'esposizione ideale, dalla potatura all'estensione della chioma, al loro profumo. Insomma devo fare uno studio:)
Prima però mi devo occupare di riscaldamento centralizzato.


Primo se hai voglia di picchiare dimmelo che mi aggrego:) Quando ci vuole ci vuole. Concordo in pieno sul giudizio di D'Alema, che è bene continui a stare lontano dalla ribalta. Però, però, malgrado non lo possa vedere, il suo pensiero lo ascolto. E' il più preparato per cui rimane una buona base di partenza su cui ragionare, sempre.
Ti sento molto deluso, ti comprendo. Cambierà un giorno?

L'umiltà l'ho vista solo nelle persone che sanno davvero e hanno la percezione del loro sapere quale infinitesima parte del tutto. E non si stancano mai di voler arrivare ad una nuova frontiera, stupiti per primi della bellezza, nuova, di cui sono partecipi. Gli umili hanno la luce negli occhi dei bambini e degli anziani.
Persone preziose da incontrare:)Buona giornata

Solimano ha detto...

Elena, colpito ed affondato:

Il giorno fu pieno di lampi;
ma ora verranno le stelle,
le tacite stelle. Nei campi
c'è un breve gre gre di ranelle.
Le tremule foglie dei pioppi
trascorre una gioia leggera.
Nel giorno, che lampi! Che scoppi!
Che pace, la sera!


La mia ignoranza è forte e crescente come un Cedro dell'Himalaya, ma in questo caso forse ci ha giocato di più un lapsus freudiano: a me piacciono di più le tenere che le tremule e non parlo delle foglie.

Zena penso proprio che a settembre sarebbe bene guardarsi in faccia fra noi tutti. Per il posto vedremo, basta che sia all'interno della vera Padania, quella che intendiamo noi: Modena, Reggio-Parma-Piacenza-Cremona-Mantova.
Sarà una condivisione generosa e curiosa, ma i miei tortelli d'erbetta, guai a chi li tocca!
Silvia, deluso no, ormai li conosco da tempo. Ho la chiara impressione che oggi, se si riesce a fare della buona prepolitica convinta e non strumentale, ci si incammini sulla strada di una politica sana, non malata. In ogni caso, senza fare i qualunquisti, non bisogna perdonargliene una, sempre usando argomenti, non insulti. Ma siamo veramente messi male, i circoli viziosi nella politica superano di gran lunga i circoli virtuosi.
Come è andata a Reggio? E la Spaggiari? Ho perso un giro.

saludos
Primo

Ermione ha detto...

Ci vuol altro per affondarti, Solimano! Non ricordare i versi del Pascoli è un errore veniale; io d'altra parte li ricordo solo perchè la mia maestra delle elementari, devota al poeta, ci fece imparare a memoria tutta la poesia, coi suoi gre gre e i suoi don don; roba che non dimentichi mai.
Devo invece capire perché una nostra eventuale incontro debba avvenire in Padania; perchè non l'Italia centrale, le dolci colline torcane?
Sugli alberi, tornando a bomba, ho letto un delizioso libro di Rigoni-Stern, "Arboreto selvatico", ma diverso tempo fa; ora mi è venuta voglia di riaprirlo. E ve lo consigliop -amo consigliare libri, e mi piace anche che mi siano consigliati.

Barbara ha detto...

Torno dopo qualche giorno di assenza e scopro di essere rimasta indietrissimo.

Questi post sono molto interessanti, perchè scopro tante cose che non so, e soprattutto perchè mi fanno fare un salto indietro nel tempo.

Nella mia infanzia ci sono stati due alberi importanti.

Uno era una gigantesca quercia che delimitava il confine. Nel senso che al di là della quercia c'era la strada e io avevo (giustamente) il divieto categorico di oltrepassarla. Quando trasmisero per la prima volta Candy Candy rimasi folgorata dalla storia dell'orfanella che parlava con il grande albero della casa di Pony, e anche io mi misi a parlare con il "mio" albero, aspettando il giorno di diventare abbastanza grande per potermici arrampicare. Ma non ci sono mai riuscita, per fortuna del mio collo.

L'altro albero non so come si chiama. Ne parlerò se un giorno, tra queste foto, lo troverò....

Silvia ha detto...

Della Spaggiari ti dirò solo che anche se poteva avere ragione su molte cose, perchè la corte Delrio ha delle zone d'ombra molto marcate, è uscita male, coi tempi sbagliati. Oscurata dai massmedia e massacrata dalla stampa è stato un miracolo che abbia preso il 7%. Ha fatto gioco a Delrio che ha ricompattato le fila poichè ha fatto paura. Più della lega, che ha stravinto nella nostra provincia. Questo per dire come siamo messi. il termine traditore è sempre in auge, secondo i buoni dettami della vecchia nomenklatura.
Non dico che la Spaggiari è una martire perchè non è vero. Solo che sa fare politica lei, e si circonda di persone capaci di farlo. Adesso il corso è diverso e di tutt'altro tenore. La cosa che non le viene perdonata è il piano regolatore e gli appalti edili, ovvero la mafia. Discorso lungo.

Anonimo ha detto...

Perche non:)