martedì 2 giugno 2009

Ciliegie.

Amfortas

Ciliegie1

Luciano Pavarotti e Mirella Freni hanno cantato ed inciso molto insieme. Tanti appassionati li ricordano per alcuni dischi memorabili, di quelli che bisogna avere.
Ne cito uno per tutti, La Bohème per la Decca, diretti da Herbert von Karajan.

Ciliegie2

Io ho tre ciliegi in giardino e quest’anno sono ricoperti di frutti come forse mai negli ultimi trent’anni.
Sono un po’ troppo pigro (e un po’ troppo vecchio, anche) per arrampicarmi sui rami e raccogliere le ciliegie, ne mangio qualcuna di quelle che stanno quasi ad altezza d’uomo.
Sono sicuro che mi perdo le migliori, che sono lassù in alto, inarrivabili.

Ciliegie3

Come Luciano e Mirella, in questo Duetto delle ciliegie, tratto dall’Amico Fritz di Mascagni.
Cliccate, non siate pigri come me.

9 commenti:

Silvia ha detto...

Che meraviglia! Non sapevo che esistesse un duetto sulle ciligie.
Pavarotti poi è sempre nei nostri cuori.
Grazie Am:)

giulia ha detto...

Valeva la spesa di cliccare Che meraviglia, però, quelle ciliege.
Sì, hai ragione: varrebbe la spesa di salire su quell'albero, ma temo che neanche io riuscirei o rischierei di farmi del male. Quindi lasciamo quelle ciliege a chi ha ancora le gambe scattanti.
Ciao, carissimo, un abbraccio forte.

Anonimo ha detto...

(meraviglia è la parola giusta:voci&frutti che si prestano qualcosa)

un saluto
zena

Solimano ha detto...

Paolo, grazie per il duetto delle due glorie modenesi (entrambe nate nel 1935) cantato proprio a Modena. Nei commenti, c'è stata una discussione sulla data, finché uno ha asserito baldanzosamente che l'evento (come dicono oggi) si verificò il 15 febbraio 1979. Potrebbe essere, per alcuni motivi.

Sulle ciliege mi verrebbe da dire: Ah, le ciliege!
stile Pascoli con il suo
Ah, gli aquiloni!
Non lo dico a caso: nel prato più grande del Parco di Monza (dove una volta c'era l'ippodromo) alla mattina della domenica arrivano con gli aquiloni, e fanno a gara, naturalmente. Neppure loro seguono De Coubertin.

Ma mentirei, perché debbo dire
Ah, le amarene!
Le piante sono più piccole rispetto ai ciliegi, ma ne avevamo una ventina attorno al casello: dalla pianta alla bocca, direttamente (salvo un secchiello d'acqua, la mamma ci teneva a queste cose).
Anni dopo ho scoperto la verità sulle amarene da un Marchese ligure che era il mio capo in Ferrovia (l'ultimo vero aristocratico che ho conosciuto: perfettamente a suo agio con contadini, operai, bifolchi, meccanici in genere ma sdegnoso con i borghesi riccastri e scribacchini.
La verità è che ogni amarena hai il suo vermetto, piccolissimo ma vermetto. Da quando l'ho saputo mi sento tutto inverminato...

grazie e saludos
Solimano

sabrinamanca ha detto...

Adoro tutto delle ciliegie: il colore, la forma, il loro stare appese a volte a coppie, le foglie, il sapore, ovviamente.
Anche io in campagna ho dei ciliegi e quando sono in sardegna per pasqua ne mangio sempre sino a farmi venire il mal di pancia, come una bambina.
Ora ascolto la Freni e l'altro ;)

Barbara ha detto...

La lirica mi mette sempre in difficoltà al primo ascolto.
Non capisco le parole e le musiche sono impegnative.
Eppure mi piace, anche se sono davvero una grande ignorante.
Educare l'orecchio alla lirica e al jazz sono due cose che rimando alla vecchiaia, quando avrò il tempo e la concentrazione di mettermici.
Comunque questa cosa delle ciliegie l'ho ascoltata e l'ho aggiunta nella lista di (infinite) cose da approfondire.

Amfortas ha detto...

Silvia, hai detto bene, Pavarotti è sempre nei nostri cuori!
Giulia, quei frutti sono proprietà riservata degli uccelli, a questo punto :-)
Zena, mi pareva davvero un bel connubio :-)
Solimano, questo duetto ce l'ho anch'io da qualche parte, controllerò la data. Sai che i due cantanti hanno avuto anche una balia in comune?
In quanto ai vermetti, anche le mie ciliegie non scherzano!
sabrina, io quand'ero ragazzino feci una tale scorpacciata di ciliegie, a casa di mia cugina, che addirittura m'andarono in nausea per qualche anno...
Barbara, in effetti la lirica richiede tempo, forse ancora più che concentrazione...come ho detto altre volte, in una società che costringe a fare tutto in fretta, il tempo, specialmente quello libero, è la ricchezza più grande.
Un saluto a tutti.
P.S.
Solimano, mio zio, tanti anni fa, mi costruì un aquilone magnifico, arancione e azzurro.
Quando penso a lui, che se n'è andato troppo giovane, non posso fare a meno di pensare anche a quell'aquilone.

annarita ha detto...

Mi sarebbe piaciuto gustare le ciliegie mentre ascoltavo il duetto. Mi son dovuta accontentare di ammirare le tue foto e ho fatto una scorpacciata ideale! Salutissimi, Annarita.

Amfortas ha detto...

Ciao Annarita e bentornata!