giovedì 30 aprile 2009

Florentina Jones e i predatori dell'ora perduta

Roby

"Bene, signora R.: lei quindi sarebbe disponibile ad un eventuale ampliamento di ore lavorative?"
"Beh, sì... voglio dire: in questo momento non ho problemi ad allungare il mio orario... specialmente se da ciò deriva un aumento di stipendio!"
"Certo, certo, naturalmente. Allora, facciamo così: dal mese prossimo lei passa da 30 a 40 ore la settimana, ok?"
"Ok, grazie!"
"Ma per carità. Grazie a lei della collaborazione."

Questo era più o meno il tenore del colloquio svoltosi tra me e il responsabile della cooperativa di cui sono dipendente, grosso modo a fine febbraio. La prospettiva di una busta paga notevolmente più consistente era per me -non lo nego- estremamente allettante, e poi passare un po' -un bel po'- di tempo in più tra filze e scartoffie non mi spaventava affatto, anzi! La polvere che ricopre una costola in pergamena o il leggero odore di muffa che emana da una vecchia rilegatura possono essere molto, davvero mooolto stimolanti: quasi una sfida aperta a indagare, a scoprire, a risolvere il mistero celato dietro una pratica inevasa, una supplica inascoltata, una richiesta respinta. E via, dunque, a scartabellare registri, a riordinare schede, a consultare repertori digitalizzati e banche dati in rete... fino ad arrivare là, dove nessun'archivista è mai giunta prima!

Ben presto, però, mi sono resa conto che, se da un lato trovavo risposte a quesiti vecchi di un paio di secoli, dall'altro cominciavo a perdere di vista qualcosa che in precedenza avevo ben presente accanto a me: IL MIO TEMPO LIBERO, perdindirindina!!!! Dov'è finita, perdinci, quell'oretta di tranquillità che trascorrevo al computer di casa, fra le tre e mezza e le cinque del pomeriggio, prolungandola spesso e volentieri fino alle soglie della pre-cena??? Dove si è nascosto il pigro, rilassante, rallentato piacere di scorrere la posta nella mia casella e-mail, soppesando ogni sillaba scritta dai miei pregiatissimi corrispondenti e cesellando accuratamente ogni virgola delle mie risposte ai medesimi??? Adesso il mio carteggio virtuale è ridotto a frasi veloci e spezzettate (ok - a presto - sì - no - va bene - forse - ciao), per non parlare della mia partecipazione ai vari blog cui aderisco, ultimamente calata ben sotto il livello di guardia.

E ancora, i miei rapporti umani e sociali -colleghe di lavoro escluse- hanno subito un drastico ridimensionamento. Sorelle in pena mi telefonano lamentando di non riuscire più a vedermi, se non in vecchie foto ingiallite. Zie superstiti alla decimazione naturale della famiglia piagnucolano, ipotizzando una loro prossima dipartita senza aver avuto il piacere di una mia seppur fugace ultima visita. Vecchie amiche offese perchè trascurate minacciano di non farsi più vive (pazienza...!) e di non invitarmi più alle pantagrueliche scorpacciate di lasagne, timballi e crostate in cui sono maestre (questa poi no, capperini!!!).

Insomma, dov'è, dove si è cacciata la mia ORA PERDUTA?

Ma soprattutto, mi basterà indossare un cappellaccio e brandire una frusta per ritrovarla, sottraendola ai biechi predatori che me l'hanno sottratta da sotto il naso?

9 commenti:

sabrinamanca ha detto...

La ciliegina sulla torta sarebbe offrire costosi regali per farti perdonare!!!
Io scherzo ma è davvero duro stabilire un confine fra la necessità di denaro,la voglia di potersi permettere qualcosa in più e infine la cupigia. Sta senz'altro e solo a te stabilire quanto lavorare e quanto no. Sceglierai cio' che è meglio. Gli amici e i parenti capiranno!

Bacioni

annarita ha detto...

Ti capisco, Roby, come ti capisco! Ma Sabrina ha ragione. Chi tiene sul serio a te capirà la priorità delle tue scelte.
Noi anbbiamo un monte ore di straordinario compensato con il Fondo d'Istituto, oltre il quale sarà solo possibile recuperarle. Ma visto che si fanno ore di straordinario proprio perché il lavoro è tanto, come si potranno recuperare standosene a casa? Mistero. Vedremo. Ti auguro di ritrovare il più presto possibile il tuo spicchio vitale di tempo libero.
Un bacione, Annarita

Giulia ha detto...

Io dovrei essere in una posizione fortunataperchè sono andata in pensione. Mi aspettavo tempi vuoti, passeggiate, avrei potuto scrivere senza fretta. Poi cosa è successo? Qualcuno ha cominciato a dire: vsito che sei libera perchè non fai questo, non fai quello e potresti anche... ed io da parte mia non sono da meno: adesso che sono libera potrei fare finalmente questo e quello e quell'altro ancora...
Devo dire che molte delle cose che faccio mi piacciono (alcune molto meno, alcune molto di più), ma il tempo vuoto, quello che avrei voluto avere per... si è volatilizzato.
Ora sto ripensando il tutto...
Certo è che quel tempo perduto manca... Ma io non posso lamentarmi perchè avrei potuto dire di no ad alcune cose che non mi piacciono anche se quelle sono le uniche retribuite e con la pensione da insegnante non c'è da cantare...

baci (ah, a proposito, quando mi vieni a trovare?)

Anonimo ha detto...

Non è facile. Io poi che vivo sola e non ho le spalle coperte devo fare i conti con molte cose che dipendono SOLO da me. Chi mi dice che così sono libera, ogni volta rispondo: davvero? Apriamo un dibattito.
Il tempo è talmente prezioso...e pure mantenersi e far fronte agli impegni assunti non è così semplice. A volte si esagera per eccesso di zelo, a volte si vorrebbe scappare su un'isola deserta. Intanto scarpe rotte eppur bisogna anadar a conquistare la nostra primavera. Che ogni volta è diversa.
Sono certa che troverai il giusto equilibrio, anzi te lo auguro proprio in questa giornata speciale:)

sgnapis ha detto...

L'anonimo sono io: Silvia

sgnapis ha detto...

Ma dai...
ma vedi che s'imparano sempre cose nuove...
Non ridete di me.
Non lo sapevo ceh se avessi lasciato tutto in bianco sarebbe uscito il mio non blog di qui dentro.
Ma pensa te.

Barbara ha detto...

Cara Roby,
non so dove sia la tua ora perduta. Ma leggere il tuo post mi ha fatto venire in mente un libro delizioso che si intitola "Il giardino di mezzanotte". E' per bambini, forse lo conosce Annarita. E' delizioso. E parla proprio di un'ora in più della giornata, un'ora che avviene tra mezzanotte e l'una. In quell'ora segreta avvengono cose magiche. Ti auguro di riuscire a trovare anche tu un'ora segreta.

Solimano ha detto...

Roby, hai presente la legge Bacchelli?
Io proporrò una inziativa popolare per una legge Roby, che imporrà a 'sta coperativa fiorentina del piffero di continuare ad avvalersi di Roby per le stesse ore di prima, ma pagandola come adesso (meglio un po' di più...) e il delta fra le cifre sarà pagato dallo Stato. Così non avrai scuse, e ricomincerai a scrivere in tutti e tre i blog con l'assiduità a cui ci avevi abituato.
Solo che può darsi che tu non la conti giusta, perché ti vedo quasi contenta, nello sfruculiare que' libracci polverosi e più polverosi sono meglio ti senti.
Vabbè, troveremo il modo di impolverare un po' il diario in rete (polvere vera, non retaiola) e Habanera provvederà, tuo malgrado, à la guerre comme à la guerre, senza remissione.

saludos y besos, gemellina
Solimano

mazapegul ha detto...

Cara Roby, l'ora perduta per te è anche perduta -parte di quell'ora, almeno- per noi. Che dire? Ai genitori molto impegnati si propina la fabula del "tempo di qualità", poco ma buono. (Buono per riposarsi, rispondono tra sé molti di quei genitori).
Insomma, il tuo poco tempo rimasto ci sta a cuore.
Maz