lunedì 27 aprile 2009

Commosso

Solimano

Mariasilvia Minguzzi Zilio scrive ad una piccola lista di distribuzione di cui faccio parte:

Carissimi,
vi comunico che il 25-26 luglio prossimi a Salvaro don Arrigo festeggerà insieme agli amici vecchi e nuovi i suoi 50 anni di sacerdozio. Etc etc

E mi sono commosso per tanti motivi. Il primo è che per il mio matrimonio nella chiesetta di Marano di Castenaso non c'era solo il parroco, ma i preti erano due e l'altro era don Arrigo Chieregatti.
Poi ce ne sono altri, basta guardarlo. Ho fatto fatica a trovare le immagini, ma qualcosa ho trovato. Arrigo ha lo stesso sguardo buono e luminoso che ha sempre avuto, buono e lieto. Non è invecchiato, che lo possino!
Nel bel sitarello che hanno fatto per festeggiarlo, qualcuno ha messo una poesiola ingenua, in fondo allegra e vera. Eccola qui:

Se il prete...
fa una predica lunga più di dieci minuti
e' un parolaio,
se fa una predica corta
non sa cosa dire.
Se durante la predica parla forte
allora urla e si arrabbia con tutti,
se non predica forte
non si capisce niente.
Se visita i suoi fedeli
allora gironzola e non è mai in ufficio,
se rimane a casa
non visita mai le famiglie e ama il distacco.
Se in confessionale ascolta i penitenti
è interminabile,
se fa in fretta a confessare
non è capace di ascoltare.
Se incomincia la messa puntualmente
il suo orologio va avanti,
se ha un piccolo ritardo
fa perdere tempo a tutta la gente.
Se abbellisce la chiesa
getta via i soldi inutilmente,
se non lo fa
lascia andare tutto alla malora.
Se parla con una donna
si pensa subito di costruire un romanzo rosa,
se vuol bene alla gente
è perché non la conosce.
Se è giovane
non ha esperienza,
se è vecchio
non si adatta ai tempi.
Se muore...
non c'è nessuno che lo sostituisce!!!

E' bello che in quei giorni ci siano altre persone: Arturo Paoli, Mons. Luigi Bettazzi (vescono emerito di Ivrea), Padre Bernardino (Superiore Generale Congregazione Camaldolese), Mons. Orlandi Santi, fratel don Giancarlo Sibilia, ma Arrigo, Arrigo...

Erano due i preti della Fuci di Bologna, Arrigo e Benito, poco prima c'era stato Bettazzi. Benito, che tutti sanno chi è, un giorno lasciò sbalordita la Parma-bene. C'era la Cresima nella chiesa più snob, una incredibile gara di sfoggio. E Benito cominciò così la sua predica da vescovo:
"Cari genitori, la vita non è una carriera!"
E quelli della Parma-bene di lui presero a dire: "E' un sant'uomo...", un bel modo per prenderne le distanze.
Arrigo lo mandarono nel 1982 a Pioppe di Salvaro, un paese dell'Appennino bolognese. Continuò ad insegnare Pedagogia all'Università e ad andare in Cambogia (dove conobbe Tiziano Terzani) e in Vietnam. Adesso è direttore della rivista InterCulture (il nome dice già molto).

Che cosa avevano in comune questi preti così diversi?
Diverse cose, una curiosa: quanto piacevano alle ragazze! Lo sapevano, ne prendevano atto tranquillamente (secondo me ne erano anche contenti) e continuavano a rispettare con schiettezza la strada che avevano scelto. Avercene, oggi! Sono laico, ma a certe persone ci credo, più di prima.

Riguardo a Mariasilvia, eravamo in otto, quel mese d'agosto nel Gargano, e c'era anche lei. In una delle Novellette degli Odori compare per scherzo come la regina delle pentole! Oggi, due persone apparentemente non ci sono più. Vivono in noi, finché ci saremo. E abbiamo intenzione di esserci ancora, per il momento.

P.S. Le immagini. Arrigo, durante una conferenza con Battiato. Ma anche il coro sacro che ha costruito a Pioppe di Salvaro appena arrivato come parroco.



15 commenti:

annarita ha detto...

Sono bei ricordi, per fortuna anche io posso dire di aver conosciuto sacerdoti che hanno lasciato un segno. Sorvolo su quelli che l'hanno lasciato in negativo, tanto loro non fanno testo. Io sono credente anche se non più praticante perché la chiesa non vuole sotto il tetto una divorziata che si è risposata in comune con un ateo. Che lui sia un uomo buono e onesto per la chiesa non ha nessuna importanza. Scommetterei che a Dio è molto più simpatico Pino di certi cristiani di mia conoscenza :-p
Salutissimi, Annarita

Giulia ha detto...

Le persone che contano davvero non ci lasciano mai anche se le perdiamo di vista, anche se qualche volta muoiono proprio. E non importa che cosa sono, è importante chi sono come persone. Anche io ho conosciuto ed avuto come amici carissimi dei sacerdoti che hanno lasciato un bel segno tra coloro che li hanno conosciuti. Bettazzi l'ho conosciuto di persona e sentito spesso. E' una gran bella persona.
Dare poi del santo a qualcuno vuol dire metterlo sull'altarino e lasciarlo lì senza pensare di seguire l'esempio che dà.

Saluti cari, Giulia

sabrinamanca ha detto...

Commuove anche me, Primo, il tuo affetto per una persona speciale che gode della tua stima. Capisco i tuoi sentimenti, credo, perché, fortunatamente, ho qualche persona per cui provo gli stessi sentimenti.

Quando dici che ci sono motivi per commuoverti, basta guardarlo, non posso impedirmi di avere uno slancio di affetto e tenerezza, per te.

Un caro saluto

p.s. carina carina la poesiola!

Silvia ha detto...

Grazie Solimano per aver condiviso con noi questo momento intimo e affettuoso. Ci sono persone che porteremo con noi per tutta la vita, oltre valli e oceani perchè incarnano ai nostri occhi l'etica, la morale, l'intelligenza, l'educazione che rappresentano il nostro sentire. E sono certa ci conducono per mano nei nostri giorni, diventando un punto di riferimento importante. Perchè oltre all'abito talare c'è un uomo di cui si prova grande stima.
Anche se sono considerata una mangiapreti, in realtà tra le persone che ho stimato e ancora stimo ci sono due preti. Uno è Don Amos che ha prestato servizio a lungo presso il carcere di RE e presso la comunità di Don Artoni, ucciso da ignoti molti anni fa, e Don Marco, per fortuna ancora vivo che ha deciso di tornare alla sua Missione in Africa, dai suoi bambini e morire così felice.
Scelte di vita coraggiose e di grande fede.
Un saluto affettuoso

mazapegul ha detto...

Solimano, dovremmo prima o poi fare una serie collettiva: "i nostri preti". Io ne ho due o tre, conosciuti piu' o meno direttamente. Figure molto distanti dal don Matteo televisivo.
Se da non credente irremovibile considero ancora seriamente la Chiesa, e' proprio per via di questi preti.
Grazie e ciao,
Maz
PS Dopo aver letto una tua citazione, ho preso a leggere "diario d'un curato di campagna". Arrivato a meta', ho interrotto la lettura perche' un amico m'ha mandato le bozze d'un suo articolo su Proust; ma conto di non lasciar cadere la lettura.

Barbara ha detto...

A me hai fatto venire in mente don Alvaro. Era (è) uno di quei preto con la chitarra a tracolla. Sempre pronto a fare scarpinate sui Sibillini, che se ci ripenso mi viene l'affanno adesso per allora.
Però ha trasformato l'oratorio da un covo di banditi ad un luogo dove le madri potevano lasciare i figli tranquille. Avercene!

ex louifla ha detto...

Se posso forse dedurre che tu, sig. Solimano, sia l'ex First, non ho capito chi sia Habanera. Ho pensato a Valenkaia, ma se così è non la riconosco dalla foto. Se tu, Solimano, sei l'ex First, mi è dato sapere quale ex fu Habanera?

Saluti. Ex louifla.

Solimano ha detto...

Ex louifla, omertosissimo sono. Habanera dirà la sua, se vorrà!

saludos
Solimano (First)

ex louifla ha detto...

E non più best regards? Porém obrigado mesmo, senhor Primeiro, e ainda elogios ás coisas que ainda você escreve, do jeito pra nossa boa sorte não mudou. Feliz dia primeiro de maio.

ex louifla ha detto...

... do jeito que...!!! Os anos passam.

Solimano ha detto...

Non so se ho fatto bene, a mettere questo post, ma ero commosso e l'ho messo. Starò più attento in futuro a tenere per me certe cose.
Mi dispiace, però, dover stare attento, ma la rete è quello che è.
A certi sentimenti in rete non ci si arriva, malgrado la tentata condivisione.

Louifla, vedo che ricominci con le lingue. Vorrei che ritirassi fuori il greco antico: Aristofane o Archiloco, vedi tu (con traduzione a fianco, mi raccomando). Best regards, come no?

grazie e saludos
Solimano

sabrinamanca ha detto...

Perché questo dubbio, Primo?

Solimano ha detto...

Perché sì, Sabrina. Bisogna sapersi tenere certe cose, e in genere ci sto attento. Al di là delle apparenze, ho ben chiaro che c'è un confine fra il detto e il non detto. Certe cose, a dirle, nella vita reale ma soprattutto in rete, si sviliscono.

grazie e saludos
Solimano

Silvia ha detto...

Concordo che bisogna tenersi delle cose pr sè e che non è possibile che tutti, o anche uno, possa comprendere fino in fondo i nostri sentimenti.
Ma può esserti vicino ugualmente anche se non capisce tutto, o poco. E può essere contento che tu decida di far sapere cosa provi.
L'importante è che abbia compiuto questo gesto di fiducia e di tenerezza.
Forse non è stato compreso come avresti dovuto, ma non credo che sia stato deriso, calpestato, o maltrattato o comunque gestito con poco rispetto.
Tanto, lo sappiamo tutti, ciò che si prova, per quanto condiviso è solo "nostro".
E' un atto d'amore quello di tentare di far capire, e io ti ringrazio per questo.

sgnapis ha detto...

come avresti VOLUTO e non dovuto.
Porta pazienza:)