mercoledì 25 marzo 2009

Il mio Occidente

Solimano

Outing? Ebbene sia, anche se credo che mi conosciate già. Anche troppo. Il 19 settembre 2001 discutevamo dell'11 settembre, e si parlava dell'Occidente. Avevo un bel dire che l'Islam non è l'Oriente ma un nostro parente stretto. L'Oriente? India e Cina, soprattutto. Non mi ascoltavano. Allora ho pensato al mio Occidente, e trascrivo qui quello che scrissi allora. Questo è un outing testuale, delle immagini parlo in fondo. Consiglio però di allontanare i bambini prima di cliccare.

Il mio Occidente

Maurizio Pollini, le ragazze con lo zainetto e la coda di cavallo, Pulp Fiction, la torta fritta a Guastalla, Villa Lobos, la casa riscaldata d'inverno, il mestiere delle armi, la bicicletta col portapacchi e con 8 rapporti, Amarcord. l'incomprensibilità del friulano, i sandali d'estate, Ulisse alla ricerca dell'uomo senza qualità, tutto Rohmer, il cinema estivo con l'Autan, Margherita Buy vestita da suora, la mia biblioteca, quella delle mie amiche, il sito IMDb, l'uva comprata al camion della frutta, Béla Bartók, i gerani rossi, la Val Gardena, l'appuntamento col batticuore, Lermontov, Isabelle Huppert, Fanny Ardant, disegnare con la parte destra del cervello, le chiacchierate chilometriche passeggiando con un amico che mi dice che sono stato coglione, lo spumantino che l'amico mi offre per farsi perdonare, Lucignano, i portacompact dell'Ikea, l'imbarazzante prima volta, il farmi lasciare per non lasciare, spegnere la televisione in faccia a Bruno Vespa, non dover controllare il conto corrente, la cognizione del pasticciaccio brutto dell'Adalgisa, il giorno che è finito il servizio militare, la metropolitana, Albeniz e Granados, nuotare con la testa sotto a Palinuro, le mazze di tamburo a settembre, gli ossimori e gli anacoluti, i tortelli d'erbetta, le donne di Reggio Emilia, i portici di Bologna il giorno di ferragosto, l'ultima rata del mutuo della casa, i primi soldi guadagnati a 15 anni, il 7 in condotta, l'8 in italiano, i notturni di Chopin, i fuori orario di Ghezzi, accorgersi delle sfighe mie ed altrui, la ragazza che mi ha detto no per tre anni, quella a cui ho detto no non accorgendomi di lei, il sito Web Gallery of Art, la marmellata di albicocche...

P.S. Le immagini. In alto a destra io sono quello piccolo. Il posto è Pracchia, allo spartiacque fra Emilia e Toscana. A sinistra, gli auguri di Natale: venti ingegneri ognuno con la sua candelina accesa in mano. Il colonnello si inquietò (eufemismo) ma ormai la posta era partita, marameo stufilino. In basso a destra il posto non lo dico, ci arrivate da soli. Ci sono sei persone, due bolognesi, due fiorentine e due romane. In fondo, c'è un artista contemporaneo nel suo studio, con appesi alla parete i suoi pastelli. La foto è di qualche anno fa, adesso sono più bello perché sono diventato biondo e peso dodici chili in meno, effetto benefico della Grande Bua. Però ho cambiato pastelli, ci sono gli anemoni, tipo quelli che metto in cima al post.


11 commenti:

Stefania ha detto...

Scorrendo la lista d'Occidente armata di evidenziatore ne ho fatto scempio come in una battaglia navale tra scolaretti sotto banco. E così ho scoperto che quell'artista e demiurgo di stanze e circostanze è in realtà un finto burbero col cuore d'anemone. Color pastello per giunta (e questo non lo avrei mai detto).
Grande. :)

Arfasatto ha detto...

Aspettando di fare un commento "intelligente", ti chiedo: sei ti che fai quei bei pastelli, vedi gli anemoni? E, se sì, mi fai una bella Hemerocallis?
Poi non so; questo outing prevede un' obbligatoria esposizione delle proprie fattezze? Io, per esempio, non ho quella tua bella barbona: come posso fare? Sono del tutto sguarnita.

Giulia ha detto...

Ti sei presentato sempre in modo chiaro e limpido, tanto che assomigli a quello che io timidamente immaginavo. Dico timidamente, perchè non imbrocco mai, ma evidentemente tu hai data un'idea di te che corrisponde a come sei realmnete fatto, anemone nel cuore compreso.
Abbracci
Giulia

Silvia ha detto...

Porca paletta come sei bello Solimano:)! Io ti facevo più brutto veh! Bello e intelligente, da sposare. Però nell'immaginario eri così, con la barba e come direbbe la mia noni, un omoun:) Questa sera poi leggerò il post con calma che adesso vado di fretta...

zena ha detto...

Anch'io ho pensato a un cuore d'anemone, Stefania e Giulia :).
E a una stanza ordinata e chiara.
I volti, invece, non li so immaginare.
Neanche il mio a volte :)
E Silvia sa come scappo davanti ad una macchina fotografica.
Ho il mio modo di sentire le persone attraverso sfumature sottili e quelle mi entrano nel cuore...
Saluto.
zena

Habanera ha detto...

Ma guarda chi si vede, il Magnifico Solimano in persona!
Era ora che il padrone di casa di queste nostre Stanze si appalesasse in tutto il suo splendore.
Nella foto degli ingegneri in uniforme mi sembra di aver riconosciuto quei sopracciglioni neri nella figura centrale in seconda fila. Sbaglio?

Besos
H.

Barbara ha detto...

Sì, ti immaginavo anche io così, ma con la barba bianca...un po' stile Noè e noi che siamo gli animali dell'arca, o qualcosa del genere...
Riguardo alla lista, quando hai scritto "non dover controllare il conto corrente" ho avunto un balzo al cuore. Arriverà anche per me quel giorno? E smetterò di essere così materialista? Chissà...

Arfasatto ha detto...

Niente, il commento intelligente non viene, che posso farci; in questo periodo sono del tutto stolida.
Così mi sono letta il tuo occidente, ritrovandoci anche molto del mio occidente. A parte le ragazze, ovviamente, ed il servizio militare. Per le attrici siamo d'accordo.
La foto che mi attrae è quella dei giovani a Roma, così meravigliosamente anni 60...mitica.
Tu sei imponente ma non sembri burbero; con dei chili di meno sarai ancora meglio, coi capelli biondi non so.

Silvia ha detto...

A me piaci così Solimano. Più magro e biondo non so:) La barba bianca già l'immaginavo. Il post mi è piaciuto tantissimo con tutta la tua vita così ben raccontata e fiori color pastello...lo sapevo che sei un tenerone:)la torta fritta è il gnocco fritto e quella vestita da suora non era l'Antonelli in quello spassoso film che è Sesso matto? E poi ci sono anch'io da qualche parte che citi le reggiane:)e i primi soldini, e il primo amore, e le paure vinte.
Bello.
E quel tuo amico, così prezioso che citi sempre con grande affetto.
Anche a lui un saluto.

Solimano ha detto...

Stefania, non cominciamo con le denigrazioni: io sono proprio burbero. Punto. E il cuor d'anemone è solo una tattica perché gli avversari abbassino la guardia. E se gli avversari non ci sono? Me li invento, perché di avversari abbiamo bisogno come del pane.
Gli anemoni sono fiori splendidi per disegnare. Sono pieni di sorprese. Altre due specie che prediligevo erano i fiori di ibisco e le fucsie. Anche gli iris. Le rose ti fregano, sono dispettose. Stavo disegnando una rosa in giardino, e non mi tornavano i conti con un petalo. Poi ho scoperto il motivo: dieci minuti prima era arrivato il sole... e la rosa si era mossa sotto il raggio di sole, come una modella impaziente. I gerani sono più tranquilli.
Elena, io nono sono un artista. Disegno -anzi disegnavo- perché il disegno è una piccola catarsi, mentre lo fai. L'attivazione delle funzioni D permette di fare pulizia di certe paturnie da cui altrimenti non si esce, perché provandoci ad uscirne con la funzione S si peggiora la situazione: si inventa la contropaturnia che spesso è peggio della paturnia. La funzione D non è migliore o peggiore della funzione S (fanno cose diverse) ma è una specie di cortocircuito liberatorio. Parlo per esperienza, mi è successo tante volte, e può succedere a tutti.
Giulia, il cuore è solo una pompa... Ma le emozioni fanno parte di noi. L'errore è metterle in contrapposizione alla razionalità, che io preferisco chiamare lucidità. Un appassionato poco lucido è solo imbarazzante, per sé e per gli altri. E' comodo, prendersela con la ragione, profittando del fatto che è una Signora Bene Educata.
Silvia, tocchi proporio il tasto giusto. Nel comune sentire delle donne, l'ingegnere era il marito ideale (se non altro perché dà una mano in casa), ma l'amante ideale era il medico.
Zena, ognuno ha il suo modo, e proprio perché è il suo è difficile da descrivere. Io nella comunicazione faccia a faccia, sono naturalmente attento al linguaggio non verbale, ai gesti. Mi è stato molto utile sul lavoro, perché capivo come stava andando veramente quella trattativa. E le donne sanno se quell'uomo è innamorato oppure no, quindi hanno il coltello dalla parte del manico. Ma poi il coltello lo mettono nella cassettiera e tutto s'aggiusta.
Habanera ebbene sì, son io quel desso!
Barbara, lascia snche a me la parte di un animale, non del bargogio (e superimpegnato) Noè. Ne ho tre in mente, di animali, ma ne riparleremo.
Eh, il conto corrente! Eh, il mutuo per la casa! Ci capiamo benissimo... Che fare? Lo sai: farcela, malgrado tutto. E non diciamo che i ricchi sono infelici, per consolarci: io sarei stato felicissimo da redditiere. E comunque datemi questi maledetti soldi che il rischio dell'infelicità soldosa lo corro volentieri. Barbara, se si è in due a remare nella stessa barca, ce la si fa meglio. Ma lo sai già.
Elena, guarda che siamo pieni di commenti intelligenti e sotto target con i commenti sciocchi. Cercherò di farne qualcuno, è una parte che mi riesce naturalmente.
I mitici anni Sessanta... Tanti motivi, ne dico uno, ed è quello fondamentale: quei tre ingegneri lì, appena laureati (anche prima) ricevettero diverse lettere di aziende che chiedevano di avere il piacere di assumerli. Ci rendiamo conto, come si affronta una vita ad opportunità crescenti? E parlano di nostalgia... com'è la situazione, oggi? Quei tre, e le ragazze, non ridono perché sono amici del fotografo, ridono dentro. La realtà esiste, poche storie.
Silvia, no, è Margherita Buy in un bel film di Piccioni. Una suora giovane a cui è affidato un bimbo appena nato e che sente emergere il desiderio di maternità. Ci sono dei bei film anche adesso, basta accorgersene.

grazie e saludos
Solimano

annarita ha detto...

È bello scoprire cose inaspettate nelle persone che si stimano e questo post è una miniera. Riguardo i commenti intelligenti ai quali accenna Elena, mi rifaccio a quanto espresso dopo la lettura del post di Giulia (sto procedendo all'indietro come un gambero): non frequento altro luogo nel quale poter scrivere semza imbarazzo quello che penso, anche quando mi sembra scialbo e di poco conto. Un salutissimo tutto per te, Solimano