mercoledì 11 marzo 2009

Happy birthday, dear Barbie

Annarita

Veramente mi vergogno un po', mi sembra di affrontare un tema superficiale dopo tanti post impegnati, ma l'evento tutto sommato merita un po' di considerazione.
La mitica, bionda Barbie il 9 marzo scorso ha compiuto i suoi primi cinquant'anni.
Sulla bionda girl creata dalla Mattel sono stati versati fiumi di inchiostro, nel bene e nel male, per interrogarsi su un fenomeno che ha coinvolto figlie, mamme e parecchie nonne giovani con il suo miliardo di esemplari venduti.
Con il suo ricco corredo di abiti, accessori, automobili e cavalli ha costituito una forte attrazione per quelle della mia età. La casa poi era il non plus ultra della modernità. Per non parlare della sua vita privata, con l'aitante, eterno fidanzato Ken (a proposito, pare che qualche anno fa lo abbia lasciato. Incredibile!)
La povera Barbie è stata accusata di incarnare il peggior stereotipo di vuota femminilità, ma a me è sempre parso troppo riduttivo demonizzarla. È un po' come sostenere che siano solo i videogiochi o certi cartoni animati a istigare i nostri ragazzi alla violenza.
È sempre molto più comodo trovare un capro espiatorio piuttosto che cercare di affrontare a livello familiare e sociale i problemi.
Abbiamo giocato tutte, o più o meno, con la Barbie e non credo che ci siamo trasformate in oche giulive dedite solo allo shopping e all'assidua frequentazione di centri estetici e palestre.
Tutto sommato le bambine della nostra generazione sapevano di giocare con una bambola, mi sembra che siano le nostre figlie e nipoti a trovarsi decisamente peggio, a giudicare dai modelli femminili che offre oggi la società.
Forse sarà capitato anche a voi, con un certo orrore, di sentire qualche bambina esprimere il desiderio di diventare una Velina o una Letterina, posta di fronte alla fatidica domanda che cosa vuoi fare da grande?
Mi risulta che Barbie, nelle varie fasi della sua vita pubblica, sia stata anche insegnante, medico, astronauta, persino candidata alla presidenza degli Stati Uniti e ambasciatrice Unicef.
Qualcosa di più che aspirare a partecipare al Grande Fratello.
La crisi ha ridotto le vendite di Barbie nel mondo, ma non abbastanza da far pensare che la sua fortuna stia declinando. Basti pensare quanto sia presente in Internet, da You Tube a Facebook.
Probabilmente la flessione di Barbie è dovuta anche all'aumento dell'offerta di intrattenimento reale e virtuale per i più giovani, cosa che la nostra generazione non poteva neppure lontanamente immaginare.
Però la mitica bionda resta un punto fermo nel nostro immaginario collettivo e un oggetto del desiderio per tanti collezionisti.
Tranne che nei paesi islamici, visto che Barbie non è ritenuta conforme al dettato del Corano.
Ma qui ci sarebbe da aprire un dibattito assai più serio e ampio di quanto mi sono limitata ad appuntare nel mio frivolo post.

8 commenti:

Barbara ha detto...

Io devo raccontare questo aneddoto:

quando ero piccola desideravo ardentemente un Ken, per accompagnare le mie Barbie.
A casa mia la risposta standard alla domanda :
-Mi compri...?
era sempre:
-No.
Ma alla fine, insisti oggi insisti domani, mia madre cedette e andò a comprarmi il fidanzato della Barbie.
Purtroppo mamma non era pratica dell'argomento, e invece di Ken mi comprò Big Jim.
Voi direte: embè?
Embè mentre Ken era alto, aitante e su misura per Barbie, Big Jim era squadrato e soprattutto DI MOLTO più basso di lei.
Per anni ho pensato che la coppia standard dovesse essere così, e occhieggiavo solo i bambini più piccoletti...

giulia ha detto...

Carino il racconto di Barbara... Quando ero piccola io non c'era la Barbie, ma mia nipote ne è una fan tanto che le colleziona. Se andate su facebook ci sono le fotografie più della Barbie che di sua figlia... Eppure è diventata psicologa ed è anche brava...
Adesso naturlamente ha attaccato la sua passione alla sua figlioletta.
Saluti cari,
Giulia

Roby ha detto...

Io e mia sorella A. per il Natale 1965 ricevemmo in dono la Tammy (o Tammie? boh!), una specie di antesignana della Barbie. La mia era bruna, la sua bionda. Per il resto, accessori e vestitini erano tipo quelli della sua "collega".

Ora, la domanda nasce spontanea: se la Barbie ha compiuto 50 anni, vuol dire che è nata nel 1959, ma evidentemente nel '65 non era ancora arrivata in Italia, o perlomeno non era ancora divenuta la regina del suo settore.

Cosa si evince da tutto ciò?

Che io sono ormai molto, molto in là con gli anni. E che il racconto di Barbara è assolutamente delizioso.

Roby

PS: ma Franti somiglia a Ken o a Big Jim???

Silvia ha detto...

Non mi è mai piaciuta. Nemmeno quando ero più grandicella. A me piacevano i bambolotti che sembravano neonati, infatti ho pestato i piedi per cicciobello.
Anche io ho sentito per radio la notizia dei 50 anni di Barbie e ho pensato: li porta meglio di me:)

Habanera ha detto...

Io avevo ancora tutte le Barbie di mia figlia. Le avevo conservate gelosamente ed erano in perfette condizioni quando sono arrivate nelle mani della mia nipotina. Da quel momento è iniziata la strage delle innocenti. A qualcuna ha tagliato i capelli, di tutte ha distrutto i vestiti, molte le ha perse lasciandole in giro di qua e di là. Solo adesso, quando ormai è troppo tardi, si è resa conta che le vecchie Barbie erano fatte di un materiale molto migliore e che erano più belle. Si sono salvati Ken e Big Jim e adesso sono nelle manine della più piccola. Speriamo che resistano, almeno loro.
H.

Arfasatto ha detto...

Mai avuta e mai desiderata, la detestabile Barbie. Non amavo le bambole, e tantomeno quelle con le fattezze di una signorina, col seno prorompente e le lunghe chiome fluenti ed irreali. L'unico bambolotto che ho amato è stato Pieretto, che mia madre mi regalò perché mi assomigliava: riccioli biondi, broncio adorabile, un'aria da maschietto furbo. Ce l'ho ancora. Alla Barbie avrei riservato tutte le attenzioni della nipotina di Habanera; brava bambina feroce!
Ken lo ricordo, lo avevano tutte le mie amichette, sembrava Dick van Dyke, l'attore di Mary Poppins, altro film insopportabile. Vuoi mettere Big Jim. Come pezzi da collezione, però, le Barbie degli anni '60 sono assolutamente meravigliose, e mi piacerebbe averne almeno una, coi suoi vestitini.Ora mi piacerebbe, come mi piacciono le lampade Eclisse di Magistretti. I mitici anni 60.

Barbara ha detto...

Roby: a nessuno dei due. Franti assomiglia all'altro grande imprinting della mia infanzia: Rudy della Carica dei 101.

Dario D'Angelo ha detto...

Mia figlia ha sempre odiato barbie ed affini, non so comunque il perchè... ha sempre preferito, invece, bambole di pezza (con mia grande difficoltà, un tempo, a trovarne in giro) e (oh, gioia) colori :-)