sabato 7 marzo 2009

"E’ un mondo difficile: vita intensa, felicità a momenti e futuro incerto"

Dario

Seguendo la più che interessante discussione nata sulla Scuola di Palo Alto - mi aspettavo qualche parola sulla Finestra di Johari :-)- non ho potuto non pensare al rapporto avuto con i miei relatori all'università ed alla difficoltà che provavo nel relazionarmi "naturalmente" con chi di questi temi "viveva".
Il bisogno di analizzare, di capire, il proprio comportamento e quello degli altri credo si scontri (sul piano personale, in un rapporto d'amore) con un bisogno altrettanto forte di "dimenticare" quello che si è imparato, di apertura "indifesa" all'altro. Del resto gli archetipi legati all'amore rimandano a parole come guerra, follia, morte, oblio che ben poco hanno di razionale.
Vorrei unire questa piccola riflessione con il rimando ad un articolo che volevo proporre sul mio blog ma che ritengo straordinariamente in tema con quello che qui volevo dire:

Provate a immaginare un bosco di forma quadrata, con degli alberi a fusto molto, ma molto sottile, piantati ordinatamente in linee verticali e orizzontali, a distanza di un metro uno dall'altro. Per chi ricorda le coordinate cartesiane (x e y, per intendersi), il bosco potrebbe essere rappresentato come nell'immagine.
Bene. Se mi apposto nell'angolo in basso del bosco e faccio spaziare lo sguardo al suo interno, vedrò dei viali di luce solo se il mio sguardo non incoccia in nessun albero.
E qui viene l'osservazione folgorante. A ogni direzione del mio sguardo posso associare un numero, rapporto tra la y e la x di uno qualunque dei punti lungo quella direzione (il rapporto è costante perché il mio sguardo segue un percorso rettilineo).
Se il numero associato alla direzione in cui sto guardando è un numero razionale (cioè una frazione, come ad esempio 4/5), allora il mio occhio finirà proprio sul tronco dell'albero (5,4). Se invece il numero è irrazionale (cioè non può essere espresso come una frazione), allora il mio sguardo non si imbatterà in nessun albero, e potrò vedere la luce che arriva dall'altra parte del bosco.
Fonte: Elaborando
[Nell'immagine: la direzione nera incoccia nell'albero in (5,4), rappresentativo della frazione 4/5, mentre quello rosso, associato alla radice quadrata di due, irrazionale, spazia all'infinito senza incontrare nessun albero.]

ps Legandomi ad altri post io astrologicamente sarei Vergine (segno della razionalità ) con ascendente Scorpione (segno della "passione") :-)

9 commenti:

Silvia ha detto...

Penso che lo rileggerò con calma domani che ora sono di fretta. Troppo. A occhio e croce dal mio sguardo non ho capito una parola.
Riproverò:)

sabrinamanca ha detto...

cosi' a occhio (e a caldo) mi pare che non si dimentichi mai e che l'apertura indifesa sia rappresentata dall'innamoramento ( per amici e amori) che è appunto quel momento in cui ci sembra che il passato che ci ha fatto soffrir si possa dimenticare e un futuro diverso sia davanti a noi. Poi, riprendiamo le abitudini di sempre, quei comportamenti e ragionamenti ormai consolidati che, e non ci permettono di cambiare (proprio per il rischio che questo comporta) almeno ci rassicurano nella loro ripetitività.
Che dici?

Dario D'Angelo ha detto...

Silvia attendo :-)

Sabrina non credo molto a quella che tu chiami ripetitività - ci tuffiamo sempre in acque diverse :-)- anche quando esternamente vediamo i gesti, gli atteggiamenti, come tali. Credo invece che si abbia bisogno, che sia necessario, a volte di trovarsi indifesi di fronte al mondo... forse il problema è riuscire ad averne coscienza :-)

mazapegul ha detto...

Caro Dario, mentre il mio artrofico emisfero destro non ha colto la causalità che tu descrivi con "straordinariamente", quello sinistro -pur legnosetto- ha riconosciuto nell'esempio della parte seconda un fatto ben noto ai giocatori di biliardo. In un biliardo quadrato (perfettamente liscio e senza possibilità di "effetti"), se la palla viene colpita con numero associato alla direzione razionale, allora la palla ritornerà al suo punto di partenza, e riartirà nella stessa direzione, a infinito. Nel caso di numero irrazionale, la palla non tornerà mai esattamente nel suo punto di partenza, ma si troverà -se si aspetta abbastanza tempo- vicina quanto si vuole a un punto qualsiasi del biliardo. (In particolare, si troverà vicina quanto si vuole al punto di partenza, anche se non su di esso.)
La tua figura e la legge secondo cui la palla rimbalza sulla sponda (nota ai giocatori di biliardo, innanzitutto) stanno lì a mostrarlo.
Ciao,
Màz

Amfortas ha detto...

Non pensavo da molto tempo alle coordinate cartesiane, accidenti.
Invece sulla parabola della mia vita voglio proprio glissare :-)
Ciao!

Solimano ha detto...

Dario, alcune osservazioni.

Questi numeri irrazionali erano tantissimi e si nascondevano bene (benché irrazionali), ma pochi matematici mooolto razionali sono riusciti a scoprirli. La ragione è la chiave che apre la porta, nell'appartamento non c'è solo l'ingresso, ci sono le stanze (qualcuna all'aria) ma se non apri la porta nisba, non c'è niente per nessuno. Neanche gli scolastici se la prendevano con la ragione.

La morte è il fenomeno terminale della vita. Punto. Proprio come la nascita è il fenomeno iniziale. Perché dare corpo alla morte, trasformandola in Morte?
Perché fa comodo agli speculatori che fanno aggiottaggio in borsa sul terrore della Morte? Fanno così per difendere il loro avviamento di mercato, non diamogli spago, hanno già l'otto per mille, se ne contentino.

Essere indifesi. Concordo e dissento. Siamo aggrediti ogni giorno da decine di migliaia di possibili percezioni. Non ce la faremmo, a riceverle tutto. Il cervello farebbe TILT, come i vecchi flipper. Quindi l'inconscia selettività è una necessaria difesa. Però. Esiste, per fortuna, l'accorgersi. Cioè ci sono delle percezioni che a forza di bussare inutilmente alla fine gli apriamo. E ci accorgiamo di quel fico, di quello sguardo, del tono di quella voce. Il nesso con la creatività (che non sta sulla luna ma nel nostro cervello)c'è, perché si incontrano percezioni altrimenti a bassa probabilità d'incontro.

Non prendertela troppo con quelli di Palo Alto. Hanno fatto in modo che gli onorari degli psicoanalisti scendessero e che le terapie (?), sempre degli psicoanalisti, durassero di meno. Tutto tempo guadagnato.

grazie Dario e saludos
Solimano

Silvia ha detto...

Sono quiii

Intanto Dario devo farti i complimenti perchè io adoro cartesiani, grafici e annessi. Nel guardarli mi pare tutto più chiaro, poi non è vero, però la cosa sul momento mi gratifica.

Riguardo al post specifico (che mi è piaciuto molto) la prima cosa che mi domando è: ma è meglio vedere la luce, rimanerne abbagliati e quindi sbattere contro il primo albero con dolllore, oppure posare l'occhio vedendoci benissimo, sull'albero n.5,4 che è anche un gran bel tocco di albero ( a me piacciono piuttosto corposi) ed è simpatico ed intelligente? Il dato conto in banca non è ancora pervenuto e non sempre risulta di importanza rilevante, purchè una pizza ogni tanto sia in grado di offrirtela.
Come diceva sempre una mia amica che almeno sia cassa integrato.

La guerra con tutti i soldi che ci fanno, vorrebbero farcela passare per follia, in realtà è un giro ben organizzato dai governi bastardissimi che devono vuotare gli arsenali. La morte fa parte della vita, inutile farla passare per una cosa che non avrebbe senso di esistere se non ci fosse tutta la parte precedente che ben conosciamo. Per l'occulto ci stiamo attrezzando ma è cosa complicata. Intanto cerchiamo di capire ciò che sappiamo/crediamo/pensiamo vedere: tanti pioppi tutti in fila.
Mi fermo spesso a guardare i pioppeti, proprio per "i punti di fuga", peccato che in estate venga sommersa da un mare di piumini che svolazzano nell'aria e rischio di ingoiarne un tot. mentre faccio le foto. Si potrebbe farne dei materassi.

Riguardo all'amore, l'unico termine che considero inopportuno è eterno. A meno che l'albero n.5,4 non venga colpito da un fulmine e mi rovini addosso, congelando così un amore appena sbocciato a quel punto destinato all'eternità.

Tutto questo per dire che, secondo il mio modestissimo parere cerco tutti i "punti di fuga" possibili perchè è nella natura umana, e il pioppeto lo guardo da tutte le parti, luci , ombre e in tutte le ore del giorno e della notte, ma il rischio di cadere con l'occhio sull'albero 5,4 è fortissimo, perchè quel bastardo mi ha promesso amore eterno e senza temporali nei paraggi e allora di fuggire non mi interessa più. Mannaggia a lui e a quando l'ho guardato.
Credo che la fregatura stia nella parola illusione che può anche essere ottica e scambiare un pioppo per un olmo.
Ma se non mi decido a cambiare oculista la prossima volta sarà uguale, anche se sarà un acero.
Insomma io voglio il mio 5,4.
Sai dove lo posso trovare?

Il tuo post mi è piaciuto un fracco e mi sono innamorata:)

Dario D'Angelo ha detto...

Màz, da vecchio giocatore nato e finito durante il liceo :-), non ho potuto che apprezzare il tuo parallelo... il mio era solo il tentativo di dare voce all'irrazionale rispetto alla potenza "creativa" del pensiero logico.

Amfortas le parabole, invece, credo siano veramente interessanti :-)

Solimano posso anche concordare ma come catalogare l'errore "creativo", o i processi di serendipità? :-) Gli studi sulla comunicazione americani sono comunque fondamentali, non vorrei aver dato l'impressione di non apprezzarli :-)

Silvia così non vale :-) la tua risposta è di certo più bella del mio post :-)

Silvia ha detto...

Dici:)? Troppo gentile.