sabato 28 febbraio 2009

Torino oggi in rosso

Giulia

In un post precedente avevo parlato di bandiere rosse…Oggi mi hanno accontentato: nel centro di Torino tutta la CGIL era in piazza.
Certo i dati sono allarmanti e c’è di che mobilitarsi: cinquantamila lavoratori in cassa integrazione, 28 mila in mobilità, 125 mila precari con contratti che scadono nel 2009, questo solo in Piemonte. Io non ho contato i manifestanti, ma ad occhio erano tanti…
Era un corteo composto, a tratti stanco, almeno questa è stata la mia impressione. Disilluso come se già sapesse di rimanere inascoltato, come probabilmente accadrà.
Ma non mancavano alcune note di colore: almeno quando si manifesta non si guarda il colore della pelle nè la religione.


Le donne sono sempre le più allegre.


Anche queste tre nonne hanno qualcosa da dire. Come dare loro torto?



6 commenti:

Dario D'Angelo ha detto...

Giulia i bluff del Gran Vizir, i suoi continui rialzi, non potranno rimandare per sempre la fine della partita, e forse allora sapremo finalmente di aver momentaneamente perso o magari ci stupiremo per la facile vittoria :-)

Roby ha detto...

La disillusione, ma anche l'allegria, traspaiono dalle foto. Irresistibili le tre GIOVANISSIME nonne... e sullo sfondo Torino, città che ho visto solo una volta, per poche ore, ventun anni fa: il museo Egizio, la grande piazza dimmi-tu-giulia-come-si-chiama-perchè-io-non-me-lo-ricordo-più e poco altro. Da ritornarci, di sicuro!

Roby

Silvia ha detto...

Bè Giulia cara mi hai fatto una trasfusione. Non ho mai comprato indumenti rossi in vita mia, tranne una coppoletta anni fa, perchè essendo bionda credevo di risultare volgare. Sono alcuni mesi che guardo vetrine se hanno esposto del rosso e acquisto cose solo rosse. Se comincio a dipingere i primi colori che prendo in mano sono i rossi.
Ho acquistato un divano e una poltrona, il primo carminio, la seconda cadmio.
Come i bambini manifesto il mio disagio in tutti i modi. Andare ad una manifestazione del genere, mi avrebbe fatto soffrire per i contenuti ma mi avrebbe tolto dieci anni di vita. Ho bisogno della piazza e di una piazza in cui mi possa riconoscere. Ci andrei vestita come il Gabibbo.
Le foto te le rubo:)

annarita ha detto...

Mi hai rammentato la grande manifestazione a Roma del 30 ottobre scorso. Entusiasmo, musica, grida, ma adesso un po' di disillusione. L'onda della protesta scolastica è stata forte, ma temo si infranga contro gli scogli e perda di vigore.

Solimano ha detto...

L'unica tessra che ho in tasca è quella delle CGIL. Eppure.
Dovrebbero capitalizzare ed organizzare meglio il grande numero di iscritti, e invece da anni vanno a rimorchio, cercano di limitare il danno più che agire come forza di protesta-proposta.
I pensionati, ad esempio. Sono considerati come un gradevole surplus numerico (perché gli iscritti sono tanti) ma non come una opportunità di azione e di presenza.
Difendono il lavoro di chi ce l'ha e che ce l'ha di un certo tipo.
Lo so che è difficile, ma bisogna pure avere una visione davanti.
E le bandiere (a parte le tue immagini, Giulia, che mi hanno occupato tutta la scrivania), sono più le bandiere delle persone.
Ho sempre rifiutato il pansindacalismo anche quando era di moda e sembrava la panacea universale, ma questo tran tran di servizi dovuti più che richiesti mi sembra un procedere col paraocchi. E' il solito discorso che c'è anche nella politica: le persone ci sarebbero ma chi appartiene alla struttura non immagina neppure che si potrebbe fare diversamente da come fa. Un tipico paradosso da cui si esce solo se il sindacato diventa la voce anche di chi non è iscritto e attivo (perché magari non può iscriversi).
Sì, ma che glielo fa fare? E' una specie di koan zen, la soluzione c'è, ma sarà del tutto inaspettata.

grazie Giulia e saludos
Solimano

mazapegul ha detto...

Io ho sempre vissuto in un ambiente non sindacalizzato e (una volta vinto il primo concorso) assai protetto. Il mondo del lavoro vero lo ascolto nel weekend, quando gli iscritti del PD locale mi parlano delle questioni sindacali della settimana passata.
Quasi tutti CGIL-ini, ma critici ed esigenti, e anche arrabbiati quando loro chiamano e il sindacato non risponde. Dicono che il funzionariato è sempre più impiegatizio: chiami il sindacalista quando esci dal lavoro e scopri che ha smontato mezz'ora prima di te.
Grazie del post. Spero di trovarne altri di simile argomento, perché ho bisogno di imparare.
Ciao,
Maz