mercoledì 18 febbraio 2009

Indispensabile o indipendente?

sabrinamanca

Non ho mai conosciuto il tipo di donna di cui certi (uomini, soprattutto) parlano.

Senza cervello, dicono per praticità. Ma la descrivono belloccia, superficiale, amante del denaro, dei gioielli, della moda. Una sorta di Barbie a grandezza naturale che è bene possedere e sfoderare ma anche mettere in un angolo, senza che per altro quella protesti, appena viene a noia.


Forse, a dire il vero, ne ho conosciute, di donne cosi', ma non me le ricordo.

Le donne che piu' mi restano impresse sono donne forti, responsabili, invadenti a volte, nella loro mania di controllare tutto, di presiedere a qualsiasi movimento che si svolga nel loro raggio d'azione.

Donne che si vogliono indispensabili, e che lo sono (perché ci lavorano sopra, con puntiglio) ma che desiderano anche, nel contempo essere indipendenti.

Faccio degli esempi, tanto per capirci: mogli e madri che in casa fanno, tutto, ma proprio tutto, che si occupano di tutto cio' che riguarda marito e figli, dai pasti alla biancheria, dalla posta da spedire, al bricolage.

Le stesse, spesso, si lamentano ma poi non lasciano alcuno spazio, né il tempo agli altri componenti della famiglia di poter in qualche modo contribuire.

Alcune di loro vedono persino l'incoerenza di detti comportamenti ma sospirano (soddisfatte) - il fatto è che non ne posso fare a meno!

E soprattutto sembrano avere dei sogni, non progetti ma sogni, giusto per essere sicure di non realizzarli, e ne parlano solamente con chi secondo loro, ne impedisce la realizzazione.

Mi sembra che desiderare d'essere entrambe le cose, indispensabili e indipendenti, sia alla radice di grandi frustrazioni.

Mi sembra che chi si riconosce un po' in quelle donne (io per esempio) dovrebbe rinunciare all'indispensabilità (che del resto non esiste) per accedere a un maggiore grado di libertà.

Quella per esempio di non doversi sentire indispensabili.

16 commenti:

Silvia ha detto...

Non fa una grinza! L'egocentrismo/efficientismo non aiuta gli altri e nemmeno noi stesse a crescere. Siamo importantissime e bravissime anche e soprattuto quando ci "molliamo". Ma davvero l'universo prima di noi non esisteva? Eppure pare di sì:)

Amfortas ha detto...

L'ideale, come in altri ambiti, sarebbe poter o saper delegare, ma non è facile per chi (non dico a te, in generale)è centralista e possessivo.
E poi bisogna avere collaboratori all'altezza, anche in casa e nella vita.
Il mio lato femminile, sviluppatissimo, è dalla tua parte: chi fa da sé fa per tre, no? :-)
(che è un proverbio inventato sicuramente da qualcuno/a che aveva problemi di controllo...)

Barbara ha detto...

Sai che mi hai dato un sacco da pensare?
Anche io sono così sospesa tra desiderio di indipendenza e di sentirsi indispensabile...non me ne ero mai accorta..

Solimano ha detto...

E' un post molto furbo, perché Sabrina ha capito che la propagandata e voluta indispensabilità è una possente arma di controllo sull'andamento di tutto e di tutti. Si scrive indispensabilità, ma si pronuncia invasività. E non mettiamola giù che le femminelle sono fuori dai giochi di dominanza, ci sono dentro come noi maschietti, con modalità diverse, perché l'etologia e la storia le ha forgiate così (forse anche la biologia...).
L'unica arma praticabile per i maschietti è trovare la donna giusta e lasciarsi invadere, oh che dolce invasione! E' bene che la guerra tra i sessi ci sia, prosegua e si sviluppi e non ci vedo proprio niente di male che la controparte (perché trattasi di controparte) sia belloccia, meglio se bella, perché aveva ragione quell'imprenditore di Modena che diceva che assumeva solo impiegate belle, anche per il piacere estetico, ma soprattutto perché non sono nervose. Sono tranquille perché sicure delle loro capacità invasive, il loro vero obiettivo. Noi maschietti, siamo come diceva Raymond Chandler: only people, solo gente.

grazie Sabrina e saludos
Solimano

Silvia ha detto...

Uomo provocatore che non sei altro! Non dici però che una donna difficilmente si sente bella,anche se lo è molto, che non è per nulla sicura delle sue capacità invasive e che spesso, solo l'amore di una persona darà una certa tranquillità. Che la discriminazione sul luogo di lavoro è terribile e che l'imprenditore modenese in realtà è un maschio che ogni mattina vuole verificare che girino gli ormoni al punto giusto e vuole tette e culi che gli agevolino il compito. Per valutare il suo senso estetico, vorrei vedere gli arredi della ditta e la struttura della stessa, non le impiegate.
Sono caduta nel tranello?
Lo immaginavo:)Managgia...

Barbara ha detto...

Caro Solimano,
ho bisogno di un consiglio.
Io sono ahimè nata brutta e un po' traccagnotta. Non potendo contare su un buon tenore di vita tramite eredità o vincite al superenalotto necessito di lavorare per vivere.
L'unico impiego che ho trovato finora è un posticino in nero con un terribile datore di lavoro un po' dispotico e lunatico, sottopagata e assai sfruttata me tapina!
Come posso fare per trovare un posto?
Magari potrei garantire al signore di Modena che berrò tre litri si camomilla al giorno, per affievolire il nervosismo provocato dalle mie sopracciglia alla Frida Kahlo e il mio fisico alla Kathy Bates? :-)

p.s. Per Silvia: secondo me quando una donna non si sente sicura di se non ci sono santi. L'amore di una persona può provocare, per il primo anno, un' euforia che mette in secondo piano le paturnie, ma quando stai con un uomo...che so... quattro, cinque anni, i nodi non risolti dell'autostima alla fine vengono sempre fuori. Anche per questo c'è il bisogno di sentirsi indispensabili, o no?

mazapegul ha detto...

A casa mia succede che, quando mia moglie e' via, tutto funziona a orologeria: figlie a letto presto la sera, sveglia con colazione pronta e vestiti pronti la mattina, piatti puliti... Lo stesso succede quando sono via io e mia moglie e' a casa da sola.
Quando ci siamo tutti e due, invece, e' caos. Figlie mai a letto, pile di piatti sporchi, mattine al cardiopalma sulla via della scuola. L'unione fa la debolezza?
In realta', ciascuno di noi ama essere indispensabile, cio' che ci viene bene quando c'e' uno solo di noi. Quando ci siamo tutti e due, scatta la molla dell'indipendenza, e ogni incombenza diventa un peso.

Solimano ha detto...

Silvia e Barbara, prima di tutto un chiarimento necessario: ho i miei riscontri, i miei contrassegni come diceva nei Promessi Sposi nonricordochi, che entrambe siete non belle ma bellissime, come peraltro sono tutte le signore presenti in questo loco, credete che io guardassi solo le vostre (notevoli) capacità letterarie? Nel vostro caso, le mie conoscenze imprenditoriali nel reggiano ed i miei sette cugini marchigiani me na accertano fuor di ogni dubbio.
Non prendetevela con l'imprenditore modenese, perché come stanno veramente le cose lo sapete benissimo: se una persona si piace veramente, piace anche alle altre persone. Perché è lì il vero punto: la sicurezza nasce dall'abitarsi bene, arte che non si finisce mai di imparare. Il resto segue.
Poi, chi guardi più l'aspetto estetico, se gli uomini o le donne, è una gara dura stabilirlo.
"La bellezza è negli occhi di chi guarda", ha detto qualcun altro (non nei Promessi Sposi). E' verissimo, nel senso che la fantasia lavora, capisce, intuisce, e mi ricordo cosa mi disse una mia amica (marchigiana) di uno che come aspetto era considerato era er mejo: "Vabbè, ma a parlarci, dopo mezz'ora stufa".
E' vero che nel mondo c'è tanta gente priva di fantasia e di creatività (uomini e donne), ma se uno (una) si piace veramente e non ha bisogno di appoggiarsi a destra e a manca ce ne accorgiamo e uno (una) così ci piace. La chiamano bellezza interiore ma a me sembra riduttivo; è una tranquillità curiosa, è l'apertura di chi sa stare anche da solo, è una competitività scherzosa, quindi esorcizzata.
Non sono balle consolatorie (di cui peraltro non avete bisogno perché pulcherrime), funziona così.

grazie e saludos
Solimano
P.S. La mia morosa, oltre a chiamarmi animale leggitore mi chiamava brutto di bosco, per la mia aria da taglialegna, allora mi sono sforzato per diventare bello da giardino, ma poi ho capito che era meglio imboscarsi.

Silvia ha detto...

Può darsi Barbara. Generalizzare non è possibile. Per molto tempo non sono state possibili deleghe e famiglia, figli, casa, lavoro spesso gravavano completamente sulle spalle delle donne. Non è una novità. Cresciute così diventa poi difficile scrollarci di dosso la necessità di essere efficienti in ogni circostanza, e indispensabili per il mondo, di fatto ci hanno detto che è così. Per poi scoprire che figli, mariti, genitori, colleghi, cani, gatti e tutta la fattoria, possono caversela benissimo da soli qualche volta, senza che il mondo si fermi e questo gli può fare pure bene per comprendere molte cose anche di loro stessi. Questo per comprendere che è importante prendersi un poco di spazio per noi stesse e per la nostra testa. E' salutare. A volte purtroppo, sfiancarsi di lavoro serve a non pensare e diventa un alibi, ma il discorso è talmente complesso...
Lo so che le insicurezze non sono gli altri a farcele passare, però è già tanto che l'euforia per il nuovo amore ci faccia dimenticare le paturnie per un anno (o più o meno?), tanto basta per farci capire che poi, dobbiamo impegnarci al massimo per farcele passare definitivamente, innamorate oppure no.

Silvia ha detto...

P.S. La mia morosa, oltre a chiamarmi animale leggitore mi chiamava brutto di bosco, per la mia aria da taglialegna, allora mi sono sforzato per diventare bello da giardino, ma poi ho capito che era meglio imboscarsi.

sto ridendo da qualche minuto!:)
E' vero Solimano,la curiosità, la voglia di guardare oltre e la capacità a non farsi condizionare sono determinanti per vivere bene. Ma tutto ciò è terribilmente complicato come bene hai scritto. Se poi ci metti pure gli imprenditori modenesi e reggiani e toscani e via andare, dei quali conosciamo bene i percorsi mentali, che di fronte a una capace ma "normale" e una incapace ma straf...assumono quest'ultima per vedere ogni mattina qualcosa di bello, (ed è così),parlare di autostima e curiosità e coscienza di sè poi, si fa molta fatica. Occorre sfatare i luoghi comuni bella/oca, brutta/genio. Il mondo è molto vario. Di sicuro non è vero che le belle non sono isteriche, anzi! tirandondosela a non finire spesso sono insopportabili perchè hanno comunque un bisogno costante di conferme. Per me sarebbe una vita infernale. Come i maschietti, ora pieni di cosmetici e cremine per le rughe, che quando entrano in ufficio sembra di essere a Trieste con la bora. Viviamo in un'epoca dove apparire conta più di ogni cosa e vendersi pare lo strumento vincente, e per vendersi bene devi essere bello, lo sai meglio di me Solimano. Per cui non rientrare nei canoni estetici, complica la vita. E bisogna compiere uno sforzo pazzesco per andare avanti con le proprie convinzioni e le proprie energie perchè ci si sente fuori dal coro.
La bellezza è negli occhi di chi guarda, ed è una sacrosanta verità.
L'importante è che non siano tutti occhi di imprenditori modenesi:P

p.s. nel mio lussuosissimo metro e sessanta, mi sento una regina, riesco a dormire più o meno dappertutto:)

Giulia ha detto...

Davvero divertente e interssante il dialogo che è nato in questo post. In questo momento vorrei essere seduta insieme a voi a chiaccierare un po', ma non potendolo fare mi limito a sottolineare una cosa del post di Sabrina.
Il punto su cui veramente merita una riflessioe è questo "sentirsi sempre indispensabili"... Da che cosa derivi ognuno di noi lo deve vedere dentro di sè, ognuno ha la propria storia. Certamente non è così. Non lo siamo. Facciamo la nostra parte e quella ci spetta, ma a volte dobbiamo tirarci fuori, per noi prima di tutto, per ritagliare il nostro spazio, per gli altri perchè altrimenti si diventa invadenti e non si aiuta nessuno a costruire la propria autonomia.
Lo dico perchè su di me ho davvero dovuto fare un grande lavoro e non so se ci sono ancora riuscita... Ma è la direzione che dobbiamo prendere.

sabrinamanca ha detto...

Quanto me li sto godendo questi commenti, sono una vera delizia, compresa la gaffe, rientrata per altro (il solimano è più furbo di me) delle belle impiegate.
C'è da ridere ma, direbbe qualcuno, l'argomento è molto serio.
Credo che molte donne su questo punto abbiano ancora molto da lavorare per liberarsi...da se stesse!

Solimano ha detto...

Ah, Sabrina! Difendo l'imprenditore modenese della mia gaffe, con le sue testuali parole: "Le assumo belle perché costano come le brutte e in più non sono nervose." Frase un po' grossolana, d'accordo, ma c'è ben di peggio: per lui era sostanzialmente una battuta ma ce ne sono, eh, se ce ne sono, che stanno zitti e boni, però sono sfruculioni, quasi ricattatori, per dirla tutta. Mi piacerebbe, prima o poi, scrivere qualche post sul tema: "Il sesso aziendale", ampliandolo ai discorsi sulla accettazione delle pari opportunità che per noi era una cosa seria, un programma mondiale. Voi conoscete poco e male il modo di ragionare degli americani: prendono delle cantonate pazzesche, hanno tanti difetti, ma quando un tema come le pari opportunità è all'ordine del giorno (e in America lo era e lo è), vanno giù piatti: si deve fare e si fa. Anche e soprattutto nelle carriere.

saludos
Solimano

Silvia ha detto...

Bella riflessione Maza, da tenere ben presente:)

Anonimo ha detto...

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