mercoledì 18 febbraio 2009

Gatti

Ermione

















Una serie di splendide immagini d'artista per festeggiare questo meraviglioso felino. Naturalmente arrivo in ritardo, la festa del gatto era ieri, 17 febbraio, ma certo ogni giorno è giusto per celebrare il più splendido degli animali. Affettuoso e gentile, misterioso ed inafferrabile, altero e giocherellone...quanti aggettivi per questo meraviglioso animale, questo essere sempre un po'inafferrabile e sfuggente.

6 commenti:

sabrinamanca ha detto...

Tutto quello che vuoi, splendide immagini ma io DETESTO i gatti. A casa ne ho tre, che non ho voluto io, sia chiaro, ma nonostante li abbia da qualche anno proprio non riesco ad affezionarmici. Credo che si debba avere un carattere particolare per amarli. Diverso dal mio. Che ne pensi?

Solimano ha detto...

Non ci avrei mai creduto, ma vivere per dieci anni con una gatta per casa è stata una grande esperienza, e adesso non ce l'ho perché mi è dispiaciuto troppo quando è partita per il suo Paradiso Gattesco, del tutto immeritato da un certo punto di vista, ma che bello che è vivere con un gatto per casa! Poi, questo sì, ci vuole un carattere particolare, per amare i gatti ed esserne amati (a modo loro, eh!).
Ne riparleremo...

grazie Elena e saludos
Solimano

Arfasatto ha detto...

Sabrina, non ho idea del perché tu detesti i gatti, né quale sia il tuocarattere.Certo è vero, bisogna amare il gatto in quanto tale, non aspettarsi scodinzolamenti ed ubbidienza; bisogna amare la contemplazione e la grazia, accettare lo spirito indipendente e non sottomesso di questi felini.

Arfasatto ha detto...

Vivere con un gatto è un'esperienza che ti ripaga da tante piccole e gradi contrarietà; nei gatti io adoro il loro essere presenti ma sempre un po' sfuggenti, non troppo ubbidienti e, quindi, sempre con quel che di "animale" e non addomesticato. Una gatta nera ed una bianca, immaginati, sono un disastro per la casa e per gli abiti, ma che meraviglia!!

Anonimo ha detto...

Per tutta l'adoloscenza ho studiato con una gatta a ciambella sul collo:)
Era affascinata dal latino, invece mi abbandonava quando ripassavo scienze...
Era un segno del destino.
Un saluto.
zena

googler ha detto...
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