martedì 27 gennaio 2009

Tutte le vittime della shoah

Giulia

Oggi, nella Giornata della memoria, si ricordano le vittime del nazismo e del fascismo, innanzitutto quelle del popolo ebraico per cui il nazismo aveva decretato lo sterminio totale. Furono sei milioni gli ebrei morti nei campi di concentramento, trasformati in campi della morte.
Ci siamo però mai domandati perché per molti anni si è parlato molto poco degli altri esseri umani che morirono negli stessi luogi e nello stesso modo?
Parlo degli omosessuali, degli zingari rom e sinti, dei disabili fisici e mentali, degli oppositori politici. Non portavano la stella gialla di Davide, ma erano costretti a indossare triangoli di diverso colore per distinguerli gli uni dagli altri.
Oggi questi soggetti sono, purtroppo, ancora vittime del pregiudizio anche se, fortunatamente, non come ai tempi del nazismo.
Per esempio, nessuno ricorda che i Rom, assieme agli ebrei, sono gli antichi capri espiatori e che da sempre sono stati oggetti di discriminazioni, deportazioni, cacce all’uomo. Ma ancora oggi non hanno quasi mai trovato posto nelle commemorazioni ufficiali della shoa. Sono state vittime di una vera e propria congiura del silenzio.
Nel Processo di Norimberga, i legali dei Nazisti argomentarono che il genocidio dei Rom era giusto dal momento che essi erano stati puniti come criminali e non come razza. Nessuno era presente per parlare a favore degli zingari e il tribunale internazionale accettò questa giustificazione.
Dopo un'attesa di 16 anni sono iniziati alla fine di dicembre a Berlino i lavori di costruzione di un monumento alla memoria delle migliaia di rom e sinti: meglio tardi che mai. In Italia... non ne parliamo...
Dice Ovadia:
"Se la memoria non è uno strumento di costruzione del futuro, se non viene sottratta alle forme retoriche della routine, rischia di diventare un boomerang. Per evitare una simile pericolosa eventualità, è urgente vivificare il senso ultimo della Shoà nella battaglia contro ogni forma di razzismo, di sopraffazione, di offesa alla dignità e al diritto degli uomini, di ogni uomo".
ebrei (stella di David gialla) - rom e sinti (triangolo marrone) - omosessuali (triangolo rosa) - "antisociali" [disabili fisici e mentali, vagabondi, prostitute e lesbiche] (triangolo nero) - testimoni di Geova (triangolo viola) - oppositori politici (triangolo rosso) - apolidi (triangolo blu) ...

8 commenti:

Roby ha detto...

Sapevo dei triangoli, ma non che ce ne fossero così tanti, di così tanti colori, e così differenziati.
Ho notato che sono presenti anche stelle di David composte da triangoli bicolori sovrapposti: significa forse che il soggetto marchiato era, oltre che ebreo, anche omosessuale, o pericoloso socialmente, o lesbica, o...?
Una meticolosità che rasenterebbe il ridicolo, se non fosse tutto terribilmente VERO!

Grazie 10.000 a Giulia per le sue parole assolutamente GIUSTE.

Roby

Arfasatto ha detto...

Hai fatto bene a ricordare le persecuzioni, le torture e le morti di tanti altri gruppi, oltre agli ebrei. Sono d'accordo, ancora oggi queste persone vengono spessissimo trattate come diverse, discriminate, irrise, perseguitate; anche gli ebrei, sì, ancora. Vedere i triangoli colorati, la divisa, che cosa terribile e nello stesso tempo così reale.
Grazie Giulia.

Giulia ha detto...

Grazie Roby e Arfasatto, sono rimasta anche io impressionata da questa meticolosità nell'orrore dei nazisti e credo che sarebbe bello se tutte le vittime trovassero spazio nella memoria. Se non lo si fa, qualche motivo ci deve essere e dovrebbero almeno spiegarlo.
Giulia

zena ha detto...

Grazie, Giulia.
Con una terza media particolarmente sensibile ho curato anni fa una mostra di fotografie provenienti dal ghetto di Varsavia. Abbiamo così ricostruito una pagina di storia, facendo insieme le didascalie, le spiegazioni, i rimandi.
Da questo lavoro paziente e terribile sono nati anche dei testi poetici, collettivi e non.
I ragazzi hanno 'sentito'.
E, a distanza di anni, ricordano.

giulia ha detto...

Cara Zena, i ragazzi diventano sensibili quando li aiuti a capire e la poesia spesso dà voce alle loro emozioni e ai loro sentimenti. Il lavoro che hai fatto rimarrà sicuramente nella loro memoria, ne sono certa. Una mia allieva, che ho incontrato dopo tanti anni e che faceva la cameriera in un ristorante, mi ha riconosciuta, è venuta a salutarmi e mi ha detto: "Sa professoressa, c'è un libro che non ho mai dimenticato e che mi ha dato molto". Il libro era "se questo un uomo"... Eppure era una ragazza di terza media che non ha poi fatto il liceo classico, ma una scuola professionale...
Un abbraccio, Giulia

Solimano ha detto...

Ci sono dei genocidi di cui si parla molto poco, e per motivi non belli.
Quello degli Armeni in Anatolia, al tempo della prima guerra mondiale, e se ne parla poco perché con i turchi è meglio non avere problemi.
I gulag staliniani su cui ancor oggi molti fanno finta che non ci siano stati, ma che furono gravissimi e prolungati anche dopo Stalin, nelle forme attenuate dei manicomi in cui venivano messi i dissidenti. Ma se ne parla poco e male, perché si addossa a Stalin tutto quanto, mentre era il sistema che portava a quei risultati, e questo argomento non si riesce a farlo accettare a quelli della sinistra dura e pura. Già in Lenin c'erano tutte le avvisaglie di quello che sarebbe successo.

grazie Giulia e saludos
Solimano

Giulia ha detto...

Concordo con te, Solimano. Unvece, bisognerebbe parlarne... Giulia

Silvia ha detto...

Vidi un bellissimo documentario tempo fa, sui triangoli della detenzione. Gente dimenticata da tutti, che nessuno rivendica. Hai fatto bene a scriverne,lo sterminio degli ebrei, fa dimenticare le minoranze che hanno subito lo stesso trattamento.