domenica 11 gennaio 2009

Tic Tac Tic Tac

sabrinamanca

Tic tac tic tac, da un mese o forse più corro come una matta. Ho voglia di afferrarlo questo tempo, di stritolarlo e far tacere questo tic tac tic tac petulante, sedermi a un tavolo e battere un altro tic tac tic tac, quello su una tastiera. Ora per esempio, appena rientrate dal mercato dove ho preso frutta e verdura per la settimana, la bambina addormentata nell'andito, ancora dentro alla sua carrozzina, il suo pranzo che dev'essere preparato, la lavatrice che termina la sua centrifuga (devo stendere e asciugare TUTTO perché altrimenti mia figlia non avrà di che vestirsi per la notte), le verdure di Juliette che attendono d'essere cotte al vapore e i vasetti di vetro in bella vista sulla cucina che devono essere riempiti dei suoi pasti per tutta la settimana.
Lo sentite anche voi il tic tac implacabile del tempo che mi divora e lotta contro il tic tac tic tac rapido, ancora più rapido del tic tac tic tac sulla tastiera mie dita ancora mezzo congelate dai sei gradi sotto zero di questa domenica di gennaio?
Sono senza fiato, inseguita da una muta di cani, dall'aspirapolvere, dalle gambette nervose di mia figlia che battono per dire- mi sono svegliata! Ecco il suo pianto di protesta, mi alzo, tic tac tic tac, ora è qui davanti che mi chiede, con lo sguardo e qualche dadadada indignato.
E io che prendo fiato, a ogni lettera un respiro, ad ogni frase una boccata d'ossigeno, prima della prossima immersione. Non voglio cedere a questo tic tac tic tac infernale.
Voglio scrivere!!!


5 commenti:

Roby ha detto...

Lo so, lo so benissimo, ti capisco in ogni sillaba, in ogni virgola, in ogni a-capo!

E' fantastico, ed è durissimo, far coesistere la mamma e la donna, la genitrice e l'essere umano, il dovere e il volere.

A volte sembra di non riuscirci, a volte il tic tac tic tac è implacabile... ma dopo un po'(quanto? quando?) i rintocchi si fanno più lenti, meno serrati, e il dadada di protesta lascia il posto al balbettìo di canzoni stonate, ad ore intere passate cercando di smontare un giocattolo, a pomeriggi impiegati ad impiastricciarsi con pennarelli a colori. Mentre tu, di soppiatto, furtivamente, riesci di nuovo, finalmente, a SCRIVERE!

Nell'attesa che LEI possa leggerti. Una delle cose -te lo assicuro- più emozionanti del mondo.

Una nevicata di baciotti

Roby

Solimano ha detto...

Sabrina, è solo questione di saper aspettare, certe priorità sono necessitate.
Preparati, perché dopo, da un certo punto di vista, è peggio. Nel senso che sarai tu a voler avere più tempo per stare con tua figlia, ma ce ne sarà di meno, perché comincerà anche lei ad avere delle attività sue. Sarà un rovesciamento delle parti, che si supera bene se di cose (piacevoli od obbligate) se ne hanno davanti più del tempo a disposizione per farle.
E aggiungo una cosa che nel mio caso è vera, e forse lo è per qualcun altro: le cose migliori le si scrive quando si è sotto pressione. E' la correzione, la sistemazione successiva che richiede tranquillità e tempo, lo scrivere molto di meno, anzi, è come se qualcuno ci corresse dietro e l'unica via di fuga fosse la scrittura.

grazie Sabrina e saludos
Solimano

Habanera ha detto...

Di tutto posso sentire la mancanza quando il tic tac diventa ossessionante, tranne della scrittura.
Semmai avessi del tempo a disposizione (veramente libero) magari riprenderei a dipingere. A scrivere non ci penso proprio, per fortuna vostra. ;-)
H.

Giulia ha detto...

Quel tic tac è entrato nelle mie orecchie. L'ho sentito anch'io tante volte. Quando in noi convivono tanti bisogni, desideri e persone è difficile a farlo rallentare. Forse bisogna selezionare per un po', forse quel tic tac non deve davvero entrarti in testa. Se qualcosa non potrai fare, lo farai.

Hai reso comunque in modo perfetto l'idea.

Auguroni e un abbraccio, Giulia

Amfortas ha detto...

Sabrina, credo anch'io che sia una questione di tempo e priorità e poi dipende anche, credo, dall'urgenza che hai di scrivere.
In questi giorni ho letto l'ultimo libro di Roth, scrittore che io amo molto, e c'è il tentativo di rispondere a qualche domanda sulla necessità dello scrivere.
Goditi tua figlia, nel frattempo :-)