lunedì 26 gennaio 2009

Quota 500

Solimano

Oggi pomeriggio Giuliano ha pubblicato il suo post numero 500 (cinquecento) su Abbracci e pop corn, e mi va di festeggiarlo. Pubblico qui uno dei primi brani che mi fecero apprezzare su Golem l'Indispensabile Emilio Gauna, il misterioso meccanico auto di Buenos Aires, di cui però sappiamo che è un parente molto stretto di Giuliano.

Emilio Gauna

Meglio uscire stasera?

Autunno

Ah no, non è una favola,
non è una storia vera,
accendo il televisore
vedo che c'è stasera.
Seduto sotto al tavolo
con la tv che è accesa
in mano il telecomando
ben mi preparo all'impresa.
Bordate di noia m'assalgono
magnifiche donne m'insidiano
giovani spledide femmine
s'alternano a note di spesa -
di cosa parlan, che dicono?
Che nebbia che c'è stasera...

Inverno

Spesso d'inverno nevica
nevica anche stasera
guardo la neve scendere
non uscirò stasera.
È un mondo di imenotteri
rinchiusi in case di cera
ma la mia antenna galattica
tutto mi porta in casa.
Si accenderà un dibattito
o almeno così si spera
forse qualcosa di futile
forse l'Europa intera -
ma no, non è possibile,
nevica e la neve è nera...

Primavera

E per l'ennesima volta
gioca la Juve stasera.
Molto l'ho vista vincere:
cosa farà stasera?
La luna che sorge limpida
m'invita a una quiete serena
e mio malgrado spengo,
che voglio uscire stasera
che ne ho abbastanza di vincere
che non m'importa di perdere
che voglio uscire stasera.
Se proprio mi devo struggere
voglio che sia Primavera.

Estate

Un'onda un'onda un'onda
un'onda che mi aggredisce
io mi difendo e spengo
l'onda torna a colpire.
Il video è spento
ma io l'incoraggio
io l'incoraggio ad uscire.
Il suo messaggio subdolo
la testa mi vuole invadere
forse mi aiuta a vivere
forse mi vuole spremere.
In fondo però è anche semplice
spengo e poi vado a dormire.
Ma l'indomani scopro
scopro con poco stupore
che il mostro subdolo e sadico
riempie le menti e il cuore
le sue parole suonano
penetrano in ogni dove.

Sono l'unico uomo al mondo
che non è mai apparso in televisione:
e so che in fin dei conti, in fondo,
son di una razza che è in via d'estinzione.
Sono un fenomeno, e mi nascondo:
mi celo alla vostra curiosa attenzione
e non partecipo ai riti del mondo
me ne sto zitto in contemplazione
dell'unico angolo del nostro mondo
che non si è visto in televisione.
Quando mi estinguo vi faccio sapere,
che non lo so fino a quando resisto;
lo griderò forte, e sarò convinto:
anch'io m'affaccio a quel vostro balcone.
(01 aprile 2002)

P.S. Le immagini delle quattro stagioni sono del pittore fiammingo Abel Grimmer, che le eseguì nel 1607. Era un seguace di Pieter Brueghel il Vecchio. I quadri (33 x 47 cm) sono attualmente conservati al Koniklijk Museum voor Schone Kunsten di Antwerp.

P.P.S. Grazie Giuliano!


11 commenti:

Roby ha detto...

E' qui la festa (per Giuliano)???

Essendo un festeggiamento che condivido in pieno, mi unisco alla compagnia lanciando coriandoli e suonando maracas e trombette.

Congratulazionissime (anche per le poesie, che non conoscevo)!!!

Roby

Habanera ha detto...

Solimano, quando io, ingenua ed inesperta bloggherina, ad appena sei giorni dall'inizio ho scelto proprio questa cosa di Emilio Gauna per il Nonblog, Giuliano ha risposto così:

Prima di ogni altra cosa, ringrazio Habanera per l’attenzione: queste sono cose che ho scritto tanti anni fa, e non è facile reperirle. Però poi devo lasciare spazio ad una mia perplessità, perché a me queste rime non sono mai piaciute molto e le avrei tolte volentieri da internet, se avessi potuto.
A pensarci bene, sarebbe una bella riflessione da sviluppare: non sempre a chi scrive piacciono le cose che sceglie chi legge. Anzi, non succede quasi mai: ma, ovviamente, è il lettore che deve decidere – e in questo caso io non posso che ringraziare.
Un inchino (il più elegante possibile, ma io non sono elegante...)
Giuliano
(19 maggio 2007)


Come vedi, Giuliano, queste cose piacciono sempre, e non solo a me.

Complimenti per il tuo post n° 500 su Abbracci e pop corn e grazie per tutte le cose straordinarie che ci hai regalato (ed insegnato) anche qui e sul Nonblog.
H.

Solimano ha detto...

Eh no, Habanera, io ragiono in modo diverso. Sono un Lettore prepotente, e i miei piacimenti non me li faccio comandare da nessuno, neppure dall'Autore. I piacimenti si provano, non si scelgono. A me questo brano piace per diversi motivi, e credo che altri siano d'accordo con me, non sto a discettare.
Ragionando da Autore, io credo che sia il caso di trattarsi con durezza di tipo però amoroso. Io l'ho fatto con "Le confessioni di un poeta finto", in cui ironizzo su mie robe scritte anni fa, ma continuo a volergli bene lo stesso, a 'ste robe che oggi non scriverei più.
E quando ho preparato il Profilo Utente, ho scritto nelle scelte di lettura che seguo queste priorità: prima, quello che scrivo io, poi quello che scrivono amiche ed amici, poi la Divina Commedia. Qualcuno m'ha preso per matto da neurodeliri e la risposta è che generalmente tutti fanno così (solo che si vergognano a dirlo, ed io non mi vergogno). Chi non fa così, vuol dire che non ama se stesso attraverso le cose che ha scritto. E il primo amore è per se stessi: se non c'è quello, non ci può essere nessun amore per nessun altro.
Dyer ha ragione, quando scrive:
"La condizione sana è secondo natura, e i mezzi per conseguirla sono alla portata di ognuno. Ritengo che gl'ingredenti che, in giusta dose, compongono l'efficienza siano il lavoro sodo, il pensiero lucido, il buon umore e la fiducia in se stessi".
Parole sante.
A cui aggiunge:
"Per una persona, per il fatto di essere una persona, la felicità è una condizione naturale. Ciò è evidente: basta osservare i bambini."

saludos y besos
Solimano
P.S. Però dillo, Habanera, che ti sono piaciute anche le quattro stagioni di Abel Grimmer, che magari non conoscevi!

Giulia ha detto...

Bravo davvero Giuliano... Bravo per tanti motivi, per quello che si legge tra le righe quando scrivi, per la persona che trapela dalle tue parole... Bravo
E altri 500 post e più...
Grazie
Giulia

Giuliano ha detto...

Il vero Emilio Gauna, un personaggio dello scrittore argentino Adolfo Bioy Casares, lo trovate da Habanera, sul Nonblog, intento a una misteriosa chiacchierata con il Mago Taboada. (Il sogno degli eroi, ambientato nella Buenos Aires degli anni 20: una meditazione sul destino, e se il nostro destino si possa cambiare)

Arfasatto ha detto...

Giuliano, addirittura 500, ma che bravo. Anche se ora so il segreto di questa tua sterminata ed instancabile produzieh eh eh...

Solimano ha detto...

Se potessi tornare indietro, questo post non lo scriverei. Sono stato anche tentato di cancellarlo, ma sarei stupido se lo facessi, visto che, punto primo ci ho lavorato su e punto secondo ne sono tecnicamente ed esteticamente contento.
Provo delusione ed irritazione ma so come gestirle: trattando bene me stesso. Ce ne ho, di robe da sistemare nella Biblioteca, e così farò. Mai trattar bene chi non si vuole bene, questa è la morale della faccenda.

niente saludos, per stavolta
Solimano

Giuliano ha detto...

Caro Primo, come vedi siamo sempre in tre a leggere queste cose, più gli auguri di persone che mi trovano piacevole in altre cose.
Ho apprezzato molto il gesto e le immagini che hai scelto sono molto belle e non le conoscevo, però Habanera ha messo qui anche la mia risposta. Che non è cambiata, infatti sul Nonblog, se lasciate a fare a me, io preferisco portare altre cose. Ne abbiamo parlato tante volte, per me questo è un capitolo chiuso, legato anche ad un periodo della mia vita purtroppo chiuso anche quello.
Con affetto, soprattutto a te ed Habanera.

Arfasatto ha detto...

Mi piacerebbe capire il perché della tua delusione e della tua irritazione, Solimano. Non mi è per niente chiaro.
E.

Solimano ha detto...

Elena, basta che segui la discussione qui nei commenti: Giuliano non ha evidentemente gradito il mio post perché c'è un brano suo (pubblicato su Golem) che non ama più.
Poi, dopo quasi due giorni, dice un po' alla diplomatica che ha apprezzato molto il gesto, ma suvvia, a me se qualcuno mi avesse fatto festa per il cinquecentesimo post (cosa che nessuno si è sognato di fare) l'avrei naturalmente apprezzato subito anche se avesse contenuto la frase più sgrammaticata che ho scritto in terza elementare.
Io, fra il dito e la luna, preferisco il dito: la luna se ne sta là, lontana, senza gente, senza atmosfera, mentre il dito, il mio dito è un dito che lavora e magari anche bene (come ha fatto, il mio dito, in questo post). Si fa presto, a prendere le parti dei bimbi del Biafra e dei vecchietti del Bangla Desh, non costa niente e si fa bella figura. Stare sulla palla di quello che ti succede attorno costa un po' di più.
Tutto qui, e nessuno faccia il super partes o il paciere, mi racccomando.
Continuo ad essere deluso e irritato, tornassi indietro l'ultima cosa che farei è di festeggiare il cinquecentesimo post di Giuliano. Ma siccome è un bel post, con un brano bello, sempre di Giuliano, e con delle immagini belle e non conosciute (che ho trovato io) qui lo lascio.
La caduta a livello fiducia ed empatia è seria. Vedremo. Avrei voglia di chiudere bottega e di andarmene a spasso, tanto non devo dimostrare niente a nessuno.
Ma sarebbe sbagliato, perché alle cose che faccio ci credo e ne vedo i risultati. Ma mentre di solito lavoro con piacere, adesso lavoro con fatica.
Chiudio con un proverbio brianzolo: "Una buona azione non rimane mai impunita". Infatti.

saludos
Solimano
P.S. E adesso vado a commentare che sono rimasto un po' indietro.

Giuliano ha detto...

Carissimi tutti, dopo aver letto
"La caduta a livello fiducia ed empatia è seria." spero che nessuno abbia pensato che sono andato a rubare in casa di Solimano: ho solo detto che queste mie vecchie rime non mi sono mai piaciute, e che le ho scritte con poca convinzione pensando che sarebbero state cestinate.
Invece queste rime scritte alla "vediamo cosa mi dicono" sono ancora in giro, non ne sono contento ma continuo a ringraziare per il pensiero, per l'attenzione, e non sono frasi di comodo.
In questi casi io non uso mai frasi di comdo, e almeno Habanera (che scelse per il Nonblog la mia riflessione su Cordelia e su Re Lear)dovrebbe ricordarselo.
E' tutto qui, e il resto continuo a non capirlo.