mercoledì 14 gennaio 2009

Piccole sorprese I

mazapegul

Quella ragazza dall'aria sempre triste in prima fila; carina, ma piena di foruncoli, ha dato oggi il mio esame. Per mesi ho interpretato la sua tristezza come un giudizio sul mio corso.
E' stato uno degli esami piu' peculiari che mi sia capitato negli ultimi anni: si capisce che la ragazza aveva capito tutto, e che aveva pure studiato, ma quello che diceva poco assomigliava a quello che io avevo fatto a lezione. Ad alcune domande la ragazza rispondeva solo a voce, e aveva difficolta' a mettere giu' il ragionamento per iscritto. "Segno inequivocabile di uno studio a memoria, non interiorizzato," penserete voi. Invece no, perche' a ogni mia obiezione o domanda di approfondimento, c'era sempre una risposta pronta, intuitiva e sensata.
Per togliermi d'impaccio (un voto bisogna darlo, alla fine), le ho chiesto allora di trovare una formula che a lezione non avevo fatto. In una manciata di secondi, la formula era li' sul foglio. "Come ha fatto a trovarla?" Silenzio. Le chiedo di trovarmi una formula piu' complicata, e lei subito la scrive. "Me la dimostra?" Lei mi fa un ragionamento assurdo, giusto per darmi il mio contentino. Si capisce che quella formula l'ha individuata per misteriosa via di intuito, senza avere un'idea di come ricavarla.
Non capita spesso di trovarsi di fronte persone con tale sbuzzo per la materia.

9 commenti:

Giuliano ha detto...

Va bene, ma che voto le hai dato? Mica ci puoi lasciare così in sospeso, adesso.

Solimano ha detto...

Trent'anni fa un mio amico mi raccontò una cosa curiosa. Studiava Matematica alla Normale di Pisa, in cui era difficile entrare, e mi disse che tutte le ragazze dopo il primo anno abbandovano per tornare alla facoltà universitaria delle loro città, perché non reggevano. Me lo disse tranquillo, come un dato di fatto. Del fatto che lo sbuzzo esista ne sono convinto, solo che non è un pensiero di sbuzzo che sta sulla luna, è lì, in quel cervello particolare conformato in quel certo modo.
Come sono convinto del tous parents tous differents, discorso che spesso facciamo per sottolineare che siamo parenti. Parenti e differenti. Discorsi difficili, ma è ora di farli. Come il tema della libertà/uguaglianza/fraternità: se qualche biologo dicesse al di fuori del suo giro di biologi qual è la sua definizione di libertà saregge sbranato (spero solo culturalmente).

grazie Màz e saludos
Solimano

Giulia ha detto...

Però ha ragione Giuliano, come è finita? Aspettimao il finale...
Ciao, Giulia

Silvia ha detto...

Mi suscita tanta simpatia questa fanciulla di talento. Poco importa il voto che le hai dato (io li farei stare un po' sulle spine...:)l'imporntante è che in un qualche modo non l'abbandoni.

Giuliano ha detto...

Mah, io direi che il voto è importante (lo dico perché penso di aver capito come ragiona Mazapegul). Gli esami sono fatti in modo da poter essere superati anche da un cretino dotato di ottima memoria. Ne consegue che magari perdiamo per strada un ottimo chirurgo che però ha qualche difficoltà nello studio (come capita ai bambini dislessici, che fino a pochi anni fa passavano per somari e per idioti).
Penso che sia questo ciò che ci sta dicendo Mazapegul.

mazapegul ha detto...

Il mio voto era 30 e lode, indeed: da mettere a media con quello di geometria, d'un altro docente: 30 sul libretto. Lo sbuzzo va tenuto acceso, perche' la frustrazione potrebbe spegnerlo.

Non appena riemergo dagli esami vi dico qualcosa di piu' (non di quell'esame, in generale).

Maz

Habanera ha detto...

Sbuzzo per la matematica?
Che invidia! Io non solo non c'avevo lo sbuzzo ma neanche applicandomi con tutte le mie forze ci capivo granché.
Eppure mi piaceva, e mi piace tuttora, 'sta materia ostica, specie quella che si studia al liceo.
Classico per fortuna, nel mio caso, così non infierivano troppo con le materie scientifiche. Se andavi molto bene in Italiano il più praticamente era fatto.

Ciao Màz.
H.

mazapegul ha detto...

Preciso il mio giudizio: la ragazza ha un mondo interiore fatto di concetti, numeri e figure. Un mondo matematico, insomma, in cui anche le formule emergono con semplice (e sorprendente) evidenza.
Quello che ancora le manca e' la maturita' di mettere queste cose in successione, di strutturarle completamente, di legarle una all'altra in maniera del tutto solida.
Come dice Giuliano, insomma.
Solimano: adesso le ragazze che iniziano la Normale, la finiscono pure. Ne ho conosciuto diverse. Credo anche io che il cervello c'entri, ma in maniera del tutto oscura. Il genere, credo, non c'entra nulla, se non in maniera, diciamo cosi', ambientale. Giovanna del mio dipartimento, che anche tu hai conosciuto, e' tra noi quella che ha piu' sbuzzo, per cosi' dire.
Silvia: i ragazzi di quel corso non li vedro' mai piu'. Facendo corsi di servizio per ingegneri, solo di rado mi succede di seguire i ragazzi per piu' di sei mesi. Certo, anche dopo anni ci si ferma a chiaccherare.
Haba, io parlo dello "sbuzzo" legato alla mia professione, ma ciascuno di noi potrebbe intrattenere gli altri sui diversi sbuzzi degli umani (e degli animali, e delle piante, persino).

Giuliano ha detto...

Penso che lo "sbuzzo" di cui parli sia molto evidente in musica e nel disegno.
Da semplice e ingenuo appassionato, io credevo che tutti i diplomati al Conservatorio potessero trascrivere "al volo" una melodia; invece ho scoperto che non era così, capita a pochi fortunati. Mozart era uno di questi, di lui sono rimaste numerose testimonianze di persone che lo hanno visto trascrivere a memorie concerti e oratori appena eseguiti, senza vedere lo spartito. Ma anche in anni recenti ci sono casi simili, quasi tutti i grandi concertisti sono fatti così
Insomma, davanti allo sbuzzo mi viene su un'invidia mostruosa.