giovedì 22 gennaio 2009

Esperimento sociologico

Annarita

Come ho già avuto modo di confessare, appartengo alla schiera dei facebookiani e il trovarmi in tanta e siffatta compagnia mi ha spinta a tentare l'esperimento menzionato nel titolo.
Ho provato l'ebbrezza di creare un gruppo e di lanciarlo su FB.
Mi è costato un po' di rovello, visto il proliferare del fenomeno, poi ho creduto di trovare l'argomento non ancora sviscerato.
Quelli che al bar gettano nel cestino la bustina vuota dello zucchero invece di lasciarla sul piattino.
Dovete riconoscere che è un ben profondo pensiero.
Immaginate un bar affollato in tutte le ore del giorno e centinaia di persone che lasciano la suddetta bustina sul suddetto piattino.
Che cosa fa il o la barista di turno, oberato/a di lavoro?
Apre il cassettino in cui getta i fondi del caffé e vi precipita anche le suddette bustine.
Ecologicamente parlando, non è raccolta differenziata.
Umanamente parlando, se gettiamo via noi la suddetta bustina nel cestino, diamo una mano a lui/lei. E all'ambiente.
Soddisfatta del mio operato, mi son tolta il gusto di andare a verificare le adesioni.
Cinque.
No, un momento, meno il fondatore. Quattro.
No, un momento, tre sono amici che probabilmente hanno aderito per pura compassione verso lo stato mentale del fondatore.
Resta solo un amico di un amico e non saprò mai perché ha sottoscritto.
Io non ho dubbi sull'esito dell'esperimento sociologico. È fallito perché si sono iscritte poche persone.
Mio marito non ha dubbi sull'esito dell'esperimento. È riuscito perché si sono iscritte poche persone.
Forse ha ragione lui e si può ancora ben sperare nel futuro dell'umanità.

P.S. Scusate la repentina sparizione, ma, dopo l'epica settimana di lavoro benché ammalazzata, il mio fisico si è rifiutato di avallare tal folle comportamento e mi ha dato il benservito. Adesso sono in lenta ripresa, a casa, ma con il magone al pensiero della mole di lavoro che mi si scaricherà addosso quando rientrerò in ufficio. Sì, perché quel medesimo lavoro urgente per il quale ho lavorato con la salute sotto le suole delle scarpe, per quanto ne so, tutt'ora giace negletto, in attesa del mio ritorno, I suppose. Al peggio non c'è mai fine.

6 commenti:

Roby ha detto...

Annarituccia cara, io credo di non avr mai (e dico MAI) lasciato nel piattino del caffè, al BAR, la bustina di zucchero vuota. Lo faccio invece SEMPRE al ristorante, quando sorbisco l'aromatica bevanda al termine di una copiosa cenetta. Se fossi iscritta a Facebook, aderirei quindi con entusiasmo al gruppo da te creato, e magari ne inaugurerei un altro dal titolo "Quelli che al ristorante ecc. ecc....".

Auguri per la tua salute psico-fisica, in vista della mole di lavoro che ti attende al varco. Come ti capisco, ma COOOOME ti capisco...

Roby

Amfortas ha detto...

Sai che non ci avevo pensato?
D'ora in poi farò come te, è una buona idea :-)

giulia ha detto...

Ottima idea. Sono i piccoli gesti a fare la differenza, anzi sarebbero... se il gruppo fosse più folto, ma già aver portato in facebook questa idea mi sembra bellissimo.
Io appartengo al gruppo, ma non amo molto facebook, ho provato, ma mi fa girare la testa...
Un abbraccio, carissima.
Giulia

Giuliano ha detto...

Bevo il caffè senza zucchero...mi spiace, non posso partecipare all'esperimento.
Però mi ricordo di uno scrittore che diceva di aver lavorato nelle pulizie, da giovane, e che da allora detesta le persone che spingono le porte con le dita invece di usare la maniglia.
Il nome dello scrittore non me lo ricordo, ma era un francese che oggi dovrebbe essere sui 45 anni; comunque è un'altra buona base per un esperimento simile. (io penso che molti non si fidino di toccare le maniglie dei negozi e delle banche, troppo sporche...)

Habanera ha detto...

Premetto subito che non sono una caffeinomane; di conseguenza assai raramente bevo il caffè anche al bar.
Però, le rare volte in cui lo faccio, ahi ahi, lascio la bustina nel piattino.
Mai, dico mai, mi è venuto in mente che potrei anche gettarla nel cestino con il suo contenuto quasi totale di zucchero.
Perchè io, nel caffè, ne metto appena una puntina di cucchiaino.
Annarita, giuro, la prossima volta ci starò più attenta.

Grazie
H.

Solimano ha detto...

Annarita, potresti incominciare una serie intitolata: "Avventure in Facebook", perché credo che ne succedano di tutti i colori. Io ne sto lontano non per supponenza (perché, a differenza di ciò che crede qualcuno, è un difetto che non ho, ce ne ho altri magari peggiori) ma per priorità: tre blog in cui scrivere, diversi l'uno dall'altro e che mi danno soddisfazione, altri blog in cui vorrei commentare (e lo faccio meno di quello che vorrei): non mi rimane tempo. Sarei curioso anche per un motivo: il tuo blog ha un progetto ben preciso e dei visitatori fidelizzati, non è che da te ci si capiti saltuariamente: quindi, da questo punto di vista non hai le priorità che io suppongo abbiano i facebookiani.
Poi di natura sono curioso come una biscia, anzi due. Sul caffè e la bustina, dipende. Se ho sotto il naso il cestino la bustina la butto lì, ma non vado a cercarlo se non ce l'ho sotto il naso, e in questi casi la lascio vicino al piattino.
Avrei un suggerimento, per Facebook: un gruppo di quelli che non calpestano le righe di separazione delle piastrellone di certi marciapiedi: ce ne sono, ce ne sono, che evitano di calpestare la riga, come se fosse una trappola...

grazie Annarita e saludos
Solimano