domenica 11 gennaio 2009

Biglietto valido e convalidato

Giuliano

Sono tranquillamente seduto su un treno verso Milano, quando vengo assalito dal dubbio. L’ho convalidato il biglietto? No che non l’ho convalidato, ho trovato il Gianni e mi sono messo a chiacchierare con lui, me ne sono dimenticato. Io con Gianni parlo sempre volentieri, è una delle poche persone con cui mi trovo sempre bene (lui, il Beppe, il Franco D., e chi altri? Mi sa che ho già finito l’elenco). Poi Gianni è andato via per conto suo, a casa sua penso, e io sono salito sul treno e non ho timbrato il biglietto nell’apposita obliteratrice.
Questa è ancora una novità, sulle Ferrovie Nord: sulle FFSS esiste già da qualche anno. “Si fa così in tutta Europa”, mi hanno spiegato. Il che non toglie che dover convalidare un biglietto già valido a me continui a sembrare (chiedo scusa) una grandissima xxxxxxxx
A chi mai è venuta in mente questa cosa? Di sicuro a qualcuno che non prende mai il treno, e che ignora le tre o quattro cose fondamentali, per esempio che chi prende i mezzi pubblici va quasi sempre di fretta, e magari ha dietro i bagagli, o i bambini. A questo si aggiunga che le apposite obliteratrici sono quasi sempre rotte, ci sono dei giorni che bisogna fare il giro della stazione per trovarne una che funziona. Non è che sia un gran problema, si sa che ce ne sono di peggio; ma è una gran seccatura, e soprattutto è fare in due passaggi quello che si è sempre fatto con un passaggio solo: detto in parole chiare, il trionfo della burocrazia.
A cosa serve questa cosa? Semplice, in questo modo le Ferrovie (regionali o statali) possono licenziare un bel po’ di personale, soprattutto bigliettai e controllori. Altrimenti, il biglietto lo annullerebbero loro, i controllori: come si è sempre fatto.
La mia storia è a lieto fine, per oggi: il viaggio è abbastanza breve e il controllore non è passato. Non dovrò dunque pagare la multa per essermi regolarmente fornito di biglietto e per averlo pagato in contanti e con moneta contata - ma solo perché mi è andata bene. In teoria avrei dovuto correre su e giù per il treno cercando il controllore e fargli presente la mia gravissima (delinquenziale) mancanza: se l’avessi trovato, forse mi avrebbe perdonato e condonato parte della contravvenzione. Ma probabilmente non l’avrei trovato, perché è una persona di buon senso e non si mette ad andare in giro con questa pioggia e con il treno sovraffollato.
Controllo bene il mio biglietto: c’è scritto sopra un estratto del regolamento. Vi si dice che il biglietto è valido e va convalidato: una meraviglia assoluta. Resto senza parole, la burocrazia ai miei tempi non era mai arrivata a simili vette.
PS: La volta dopo il biglietto valido l’ho convalidato, ma il treno era in ritardo di venti minuti (su un’ora di percorso, in una bella giornata serena, con poca gente e in un’orario tranquillo), e i sedili erano un tantino sporchi. Ma cosa volete che sia, un sedile sporco e un po’ di ritardo: come diceva sempre un mio collega, “c’è gente che finisce sotto un treno e non dice niente, e allora cos’hai tu da lamentarti sempre?”.


6 commenti:

Roby ha detto...

E' capitato anche a me, sai? E anch'io ho avuto per tutto il viaggio la sensazione che gli altri mi guardassero, indicandomi: Eccola lì quella delinquente!

Delizioso l'uso lombardo di mettere l'articolo determinativo davanti al nome proprio maschile: IL Gianni, IL Beppe... Da noi si adopera solo con i nomi femminili: LA Silvia, L'Elena...

Giuliano (e/o Solimano), come si spiega ciò???

Baciottoni dalLA
Roby

Solimano ha detto...

Giuliano, la cosa ha una sua logica, vista dal punto di vista delle Ferrovie.
A loro non interessa che tu viaggi, interessa che tu paghi il biglietto, e con l'accrocchio riducono il rischio che tu viaggi senza pagare.
Il punto è che il rapporto è squilibrato, perché ci chiedono di fare una cosa senza che noi ne abbiamo nessun vantaggio, anzi, abbiamo dei problemi, perché, come dici tu, siamo sempre di fretta. Non solo, siccome, vista dal nostro punto di vista, è una cosa priva di senso (perché il biglietto l'abbiamo pagato), il rischio del dimenticarsene è reale. Credo di avere scoperto una cosa curiosa ma logica: chi viaggia con la prenotazione del posto non è tenuto ad obliterare, e non gli fanno la multa. Ma non lo dicono...
Avevano ragione i giapponesi, che la prima cosa che dicevano ai neo-assunti era: "Il vostro stipendio non ve lo paghiamo noi, ma i clienti".
Non sono piccoli puntigli, sono segnali di quanto è inquinato il rapporto fra fornitore e cliente, che dovrebbe essere, secondo la famosa griglia, io O.K. tu O.K. Il gioco a somma positiva. Non sono americanate, è il modo giusto perché il mercato sia igienico e non distorto. Quando non è così, si mette a rischio una cosetta, che si chiama democrazia.

saludos
Solimano

Giulia ha detto...

Io viaggio abbastanza e sempre un po' di fretta. Distratta come sono convalido una volta su due e rischio. Ho pagato una volta una multa, altre volte ho trovato chi mi ha perdonato, altre non è passato...
Ma chi paga la multa quando il treno arriva in ritardo (quasi sempre). Sulla tratta Torino-Milano sai quante volte ha avuto un'ora e più di ritardo... E quando perdi la coincidenza... Non parliamo delle pulizie. Ne avrei da raccontare.
Ciao, Giulia

sabrinamanca ha detto...

A proposito di "convalidare il biglietto" e "in tutta Europa si fa così".
Qualche anno fa, fresca di rientro da due anni della verde Inghilterra viaggiavo su un treno da Roma a Firenze. Avevo comprato il mio biglietto e non lo avevo convalidato, non perché avessi "dimenticato" ma perché in Inghilterra, dove ne prendevo due tutti i giorni, c'era un signore che passava per i vagoni a obliterare, e perché in Italia non ne avevo quasi preso, in tutta la mia vita.
A un certo punto vedo avvicinarsi il controllore e preparo il mio biglietto. A qualche posto dal mio lo sento esclamare - ma questo biglietto non è convalidato, ci sono 50 euro di multa! - e poi giù improperi, rimproveri, occhiate al cielo e scrollate di capo.- Io finisco il vagone, lei prepari i soldi e riempia il formulario - gli apostrofa infine.
Dopo di lui, e prima di me c'era una donna sulla sessantina con una faccia più indio, ma che più indio di così così non si poteva. Lei gli mostra un pezzo di carta che non aveva per niente l'aria d'un biglietto:- e questo che diavolo è? esclama il controllore, isterico. Poi si gira verso il suo uditorio e sbotta - il mio turno è finito, ve la vedrete con il mio collega, io non ne posso più-.
Alla fermata successiva l'Indio è scesa e io non stavo mica bene. Allora ho fatto una di quelle corbellerie sovrane che mi contraddistinguono e fanno tentennare anche i pochi che parevano non nutrire dubbi sulla mia intelligenza: il treno si è fermato per due secondi in una stazione intermedia, io ho lasciato i bagagli dentro e sono scesa per obliterare il biglietto a pochi passi dal treno. Sono rientrata per un pelo, la porta mi si è chiusa sulla gamba che mi ha fatto male per tutta la permanenza in Toscana, ma i 50 euro, col cavolo che glieli ho dati!

Giuliano ha detto...

Cara Sabrina, questi qua tirano in ballo l'Europa solo quando gli fa comodo... Se penso al povero Prodi, a quanti insulti si è preso per l'Euro... Questo è un provvedimento davvero demenziale: perché, piuttosto, non si stabilisce che per avere i rimborsi dei ritardi si ha un mese di tempo, basta tenere il biglietto e si può essere rimborsati anche in tabaccheria? La procedura che c'è oggi è veramente incivile. (per non dir di peggio)


Ma una parola per i controllori la metto volentieri: non è colpa loro. Molti di loro si prendono anche dei cazzotti, e anche dei begli spaventi. Adesso ci sono sempre più donne, anche giovani, e non oso immaginarle mentre vanno a chiedere il timbro convalidante a certe persone (magari gli ultras nazifascisti della Lazio o del Verona...)

mazapegul ha detto...

Approfitto per segnalare una novità recente. Una volta, partendo da stazioni con sola biglietteria automatica, ma non funzionante, ci si poteva far fare il biglietto a bordo dal controllore senza sanzione. Com'è ovvio: che c'entro io se la biglietteria, che le FFSS dovrebbero mantenere in efficienza, è guasta per settimane?
Adesso, invece, si paga la sanzione comunque, e anche salata.
Me l'ha detto il controllore a cui m'ero rivolto per pagare il biglietto non rilasciato dalla macchinetta a terra, che poi m'ha condonato (sanzione e biglietto), "per questa volta".
Anche a lui, mi sa, pareva una boiata pazzesca.