giovedì 1 gennaio 2009

Ben Shahn: Sacco e Vanzetti

Solimano

Nel 1932 furono esposti per la prima volta 23 dipinti a tema del pittore Ben Shahn. L'esposizione fu chiamata The Passion of Sacco and Vanzetti e fece scalpore: i due anarchici italiani erano stati giustiziati con la sedia elettrica solo cinque anni prima, esattamente il 23 agosto 1927. L'immagine che inserisco sopra al post è tratta da una fotografia di Sacco e Vanzetti. La detenzione di Sacco e Vanzetti era durata sette anni con un susseguirsi di udienze e di manifestazioni.
Solo nel 1977 Michael Dukakis, governatore dello Stato del Massachusetts, riconobbe gli errori commessi nel processo e riabilitò la memoria dei due italiani.
Fra gli intellettuali che parteciparono alla campagna per giungere ad un nuovo processo ci furono Bertrand Russell, John Dewey, George Bernard Shaw, John Dos Passos e H. G. Wells, ma non si riuscì ad ottenere alcun risultato.
Il giudice Webster Thayer definì Sacco e Vanzetti due bastardi anarchici e rivolto a lui così disse Bartolomeo Vanzetti il 19 aprile 1927:
"Io non augurerei a un cane o a un serpente, alla più bassa e disgraziata creatura della Terra — io non augurerei a nessuna di queste ciò che io ho dovuto soffrire per cose di cui io non sono colpevole. Ma la mia convinzione è che ho sofferto per cose di cui io sono colpevole. Io sto soffrendo perché io sono un radicale, e davvero io sono un radicale; io ho sofferto perché ero un Italiano, e davvero io sono un Italiano".
E' del 1971 il film Sacco e Vanzetti di Giuliano Montaldo, di cui qui sotto inserisco una immagine con Gian Maria Volontè (Bartolomeo Vanzetti) e Riccardo Cucciolla (Nicola Sacco). La canzone del titoli di testa del film è cantata da Joan Baez.


6 commenti:

Dario D'Angelo ha detto...

Solimano scusami ma per una volta cito un post sul mio blog. Ti ringrazio per aver ricordato vicende come questa anche partendo da uno spunto diverso:-)

Solimano ha detto...

Dario, trovo che tu abbia fatto benissimo, quel tuo post mi aveva impressionato qualche tempo fa. E mi è piaciuto il susseguirsi di post su Van Gogh, Snoopy, Ben Shahn, Sacco e Vanzetti: si può parlare di tutto, in ogni momento. La nostra esistenza ha tante sfaccettature, per fortuna non è un monolito.
Riguardo Sacco e Vanzetti, oggi molti ne conoscono appena il nome, mentre nella memoria di quel che è successo si fonda la capacità di affrontare l'oggi.

grazie e saludos
Solimano

Giuliano ha detto...

A me piacerebbe tantissimo avere uno Schulz originale... (posso dirlo? il caro, vecchio Schulz mi manca tantissimo).

(per chi non lo sapesse, Snoopy ha anche un soffitto affrescato, e un grande armadio di cedro)

Silvia ha detto...

Interessante il post, bello il film (grande Volontè), commovente il pezzo cantato dalla Baez.
Direi che l'anno nuovo è partito bene.

Non sapevo che avessero dedicato una mostra ai due fratelli.
p.s. anche a me Schulz manca moltissimo.

giulia ha detto...

Anch'io non sapevo che gli fosse stata dedicata una mostra... Sono queste persone che non bisognerebbe mai dimenticare. Capire come e perchè sno morti aiuterebbe ariflettere sull'oggi e sulla società che si vuole costruire domani.
Un caro saluto,
Giulia

Amfortas ha detto...

Tremenda vicenda umana, della quale come dice giustamente Solimano oggi non si conosce nulla.
Il film mi piacque molto, la canzone di Joan Baez, se non sbaglio, diventò un hit.
Mi ricordo che si suonava persino in discoteca, forse sfregiando per l'ultima volta la memoria di questi due italiani.
Nessuno, o pochi, sapevano che si trattasse di una tragedia e non di un ballabile.