mercoledì 21 gennaio 2009

Almeno oggi lasciateci sognare

Giulia

Ieri guardando il giuramento di Obama ho capito come molta gente, io compresa, abbia un desiderio profondo, quasi un riflesso condizionato: la voglia di tornare a sperare, a credere che sia possibile costruire un mondo migliore. Insomma desidera un motore che ci aiuti a guardare avanti senza continuare a lamentarci guardando il passato e, ahimé, anche il presente. E questo desiderio ha bisogno di vedersi “incarnato”, ha bisogno di vedersi vivere in “qualcuno” che lo renda vero, realtà in cammino.
Si vive per un attimo tutto come in una favola, le difficoltà che si devono attraversare sono solo apparentemente insormontabili, perché poi arriva il principe con la sua principessa” che ci dicono “Yes we can” e si ha tanta voglia di credergli.
Sappiamo tutti che non è così che funziona, ma di questo riprenderemo coscienza domani, meglio se dopodomani.
Oggi, per piacere, lasciateci sognare. Perché da un sogno ad un altro una meta l’abbiamo ben raggiunta: tutti i principi e le principesse delle fiabe erano bionde e bianche (almeno nel mondo occidentale), il principe e la principessa di oggi sono “neri”. Questa è una realtà, non più sogno.





6 commenti:

Roby ha detto...

Aderisco al tuo post come un post-it (!!!)

Il parallelo fra Cenerentola/Principe e Barack/Michelle mi è piaciuto molto.

Anch'io voglio sognare per un po' ... solo per un po'... per favore!!!!

Roby

Giuliano ha detto...

Mah, a me viene in mente piuttosto il Bill Cosby Show...Speriamo, Bill Cosby ha sempre molto buon senso e risolve anche le questioni più spinose - purtroppo è solo un telefilm!
(mi viene in mente Bill Cosby anche perchè la signora Obama è bella come le attrici che sceglieva Bill Cosby!) (penso che molti ricordino il telefilm col titolo "I Robinson", o qualcosa di simile).

Habanera ha detto...

Ho sempre tifato per Obama e sono contenta che abbia vinto le elezioni.
Al colore della sua pelle non ho mai fatto caso (per me tutti gli uomini sono uguali) ma capisco che per molti anche questo aspetto possa avere la sua importanza e rappresentare una vittoria in più.
Ora sta a lui dimostrare di essere un buon presidente.
Il compito che lo aspetta non è dei più facili, specie in questo momento, ma è proprio nei momenti difficili che si misura la statura di un politico e di un uomo.
Miracoli non potrà farne e chi si aspetta miracoli certamente resterà deluso.
Ma una bella raddrizzata alla politica devastante del suo predecessore la potrà dare, e la darà certamente.
Sarà già moltissimo.
H.

Solimano ha detto...

L'altra sera ho visto il film W di Stone, che è una biografia di Bush junior. C'è il momento in cui, dopo aver fatto e detto cose di un cinismo ributtante (a proposito di trovare scuse farlocche per intervenire in Iraq), Bush si blocca con i gomiti appogiati al tavolo e viene assorbito in un suo silenzioso colloquio con Dio. Se penso che quest'uomo tutte le mattine per mezz'ora era in colloquio con Dio c'è da dire: "Poteva andare anche peggio!". Perché quello che lui chiamava Dio erano solo le sue paturnie interiori, su cui lui applicava un timbro: Dio.
Quante volte nei secoli è successa questa pericolosa cosa!
Succederà ancora, non credo con Obama, di cui ho seguito con ammirazione la conquista del potere. Perché il potere (che di per sé non è un male) va conquistato (e la conquista di per sé non è un male).
Molto bello, Giulia, l'affiancamento delle immmagini!

grazie Giulia e saludos
Solimano

Giulia ha detto...

Una delle prime cose di bello che ci ha dato, è stato proprio far uscire di scena Bush e il suo vice...
Poi, mi sembra che i primi passi siano buoni... Detto questo non si affidano alla politica i sogni e bisogna essere realisti. Sognare un po' fa bene, per riprendere fiato, ma poi, sono d'accordo con Habanera, non mi aspetto, miracoli.
Il fatto che sia nero non ha tanto significato per alcuni di noi, ma per l'America sì, perchè questo posto se lo sono conquistati con tante battaglie civili e dopo tante umiliazioni.
Cari saluti,
Giulia

Silvia ha detto...

Francamente io mi aspetto grandi cambiamenti Giulia. Ci conto proprio.
Proprio perchè sono neri.
Un bacio