sabato 20 dicembre 2008

Gné Gné (1)

Solimano

Ronald Searle

Luciano De Crescenzo lavorava presso la stessa ditta dove lavoravo io, ma non l'ho mai conosciuto di persona. Lui lavorava a Roma, io tendenzialmente a Milano, inoltre appartenevamo a due fasce di età diverse, insomma, ero più giovane di lui. Adesso posso dirlo meno di una volta, di essere più giovane di qualcuno, chissà perché.
Però De Crescenzo era un mito, ben prima del successo di Così parlò Bellavista, e si veniva informati in tempo reale dell'ultima che aveva detto o combinato. Nascevano delle favole metropolitane, come sospetto fosse quella che sulla porta dell'appartamento che divideva con un amico ci fosse un preallarme semaforico: col verde l'amico entrava tranquillo, col giallo entrava con cautela, col rosso andava a farsi un giro di almeno due ore.
Del tempo in cui lavorò alle Pubbliche Relazioni si racconta questo colloquio fra madre e zia, svoltosi su un autobus partenopeo:

"Che fa Luciano, adesso?"
"Lavora alle Pubbliche Relazioni."
"Ma cosa deve fare, veramente?"
"Essere cortese e gentile con tutti."
"Eh, Luciano cortese e gentile lo è da sempre, fin da piccolo!"
"Sì, ma adesso esagera."

Ecco, quello che io chiamo il gné gné è proprio questo: esagerare con la cortesia e con la gentilezza nei rapporti fra blog, perché in tal modo si pensa di ottenere maggiore considerazione e più visite. Di per sé, niente di male, solo che può diventare un fatto automatico che assomiglia ad una frase di Bonvi in Sturmtruppen: "Attenti!! Felici!!!"
Silvia, in un bel commento, ha difeso le ragioni del gnegneismo, e ne parlerò, in questa piccola serie. Faccio l'esempio dei miei primi contatti col gnegneismo automatico.
Apriamo il blog del cinema, e dopo pochi giorni arrivano messaggi alla posta interna del blog: "Ti ho linkato, linkami anche tu". Non sapevo niente del mondo dei blog, neppure cosa voleva dire essere linkato, era come il tutoyer dei francesi, che uno lo confonde col tuer e si preoccupa.
Ho fatto un discorso che poi ho messo in pratica: pubblicare dei film scritti da altri blog mettendo il loro link sopra al post del film. Un vantaggio comune. Difatti, per esempio, i post di Annarita, di Gabriella e di Giulia sono visitati con buona frequenza: vantaggio nostro e vantaggio loro, che si vuole di più dalla vita. Molto meglio di un link fra tanti altri.
Non mi hanno neanche risposto, si sono sentiti offesi perché non li avevo linkati. Adesso succede ancora, ogni tanto, ma a questo punto so cosa dire tranquillamente: "Non seguo la regola del link e del controlink, ognuno deve essere libero di linkare oppure no in base a sue personali considerazioni."
Gli spazi di libertà e decisionalità personale più sono meglio è. Veramente, senza pretendere di avere ragione a tutti i costi, fare le cose per forza e non per scelta non piace a nessuno.

P.S. Le vignette sono tratte dai finali di lettera di Ronald Searle (Aldo Garzanti Editore, 1973).


18 commenti:

Silvia ha detto...

Le vignette sono strepitose. Per questo io non metterò mai la webcam:) è bene che mi si immagini come la prima e non che mi si veda per quel che sono (la seconda).
Sai Solimano un tempo linkavo ogni persona che mi veniva a trovare per darmi il tempo (sempre lui il tiranno)con comodità di andare poi a visitarlo con calma e consocerlo.
Ci sono blog di persone, le hai citate tu, che vorrei frequentare con assiduità, perchè sono bei blog di persone che stimo molto. Dovrei fare un lavoro part time. Per gli orari che faccio io è un miracolo che riesca a leggere ciò che leggo. Manco da un paio di giorni e solo qui sono indietro di molti post. Il solito discorso. Per cui nel mio blog mi trovo con una sfilza di link di cui non mi servo, purtroppo, e non credo che gli altri, che ne hanno a loro volta un numero consistente attingano dai miei. Il link dovrebbe essere una forma di riconoscimento, ma sarebbe meglio avere il tempo di seguire un blog con assiduità altrimenti davvero i commenti diventano gné-gné (ho beccato l'accento) come dici tu, ma tutti, perchè nel leggere frettolosamente e lasciare "la pisciatina" di norma si fa capire che non si è capito una ceppa.
Ciao Solimano:)

p.s. sono ancora qui che penso agli auguri di Buone feste...
Posso farveli qui, ora?

A tutti voi, con sincero affetto, vi auguro di passare giorni sereni.
L'ho fatto, grazie e nessun gné-gné:)

Fulmini ha detto...

@ Solimano

Concordo con te, "vecchio mio" (così mi appellava Pietro Pintus critico-giornalista cinematografico, quando lui aveva 80 anni ed io 55).

Gli esseri umani preferiscono le chiacchiere (direi, parafrasando Giovanni evangelista). I complimenti. I monologhi. I dialoghi già li sentono potenzialmente pericolosi. Non parliamo delle conversazioni (cambiare verso con), e delle discussioni (scuotere reciprocamente le radici).

Perché? Hanno paura di perdersi. Ma allora è meglio non amare, è meglio non parlare, è meglio non scrivere. Il bello di queste attività è precisamente il naufragare. "Allegria di naufraghi" (Giuseppe Ungaretti)

Amfortas ha detto...

La mia opinione in merito è molto semplice.
Dopo aver passato la fase linkami che ti linko anch'io, che è durata qualche mese, mi sono dato una regolata.
I link che portano ai blog preferiti mi sono utili e sono gestiti tutti da persone che, in qualche modo, mi trasmettono qualcosa.
Nel caso dei componenti del team di Stanze all'aria c'erano da coniugare esigenze diverse: una di solidarietà, perché io sento molto lo spirito di squadra (con annessi e connessi positivi e negativi).
L'altra di qualità, che ho trovato elevata in tutti i casi, spiando anche silenziosamente i blog per quasi un mese.
Il tempo è poco anche per me, però scrivere resta una delle mie attività preferite, quindi se ho qualcosa da dire lascio un commento.
Chi ha frequentato il mio blog prima di conoscermi qui (ce ne sono alcuni) saprà che non sono propriamente un agnellino, perché amo il dialogo anche contrastato ma non la maleducazione, di cui posso diventare il campione del mondo nel giro di qualche secondo.
Insomma, scrivo ciò che penso, e vale anche qui.
Ciao a tutti.

Giuliano ha detto...

Mah, io ho sempre scritto e detto gnè-gnè, sarà che sono lombardo. Noi lombardi diciamo anche perchè, e il correttore automatico lo segna sempre come errore.
Però penso che sia una questione di interpretazione, lo gné-gné essendo più simile al verso della zanzara, lo gnè-gnè più corposo.

Devo dire che di queste cose si occupano Solimano e Habanera, la fatica la fanno tutta loro. Però andrebbe tenuto un limite, che so, 20, 30, links: se sono di più diventa un gran casino e va insieme la vista.

sabrinamanca ha detto...

Il problema di non fare gne-gne sia sul blog che sulla vita è che si rischia di offendere le persone che lo fanno (anche senza malizia) e che ci tengono.
Io non faccio gne gne e per questo non sono certo considerata un maestro di diplomazia. Tant pis, sono fatta cosi' nel bene e nel male. Almeno quando dico cio' che penso mi si puo' credere (puo' darsi...)

Solimano ha detto...

Silvia, le lodi alle vignette le inoltrerò a Ronald Searle. Dopo aver letto il tuo commento su quell'altro post sono diventato più tollerante, perché guardo la faccenda anche dal punto di vista di chi apre un blog e non lo va a trovare nessuno. Qualcosa deve pur fare, perché non credo a quelli che dicono che non sono interessati alle visite. Prendono la prima scorciatoia, non è detto che sia la migliore. Ma se, invece di andare in cinquanta posti, andasse solo in dieci e si spendesse bene in quei dieci, non sarebbe meglio? Ma ci torneremo.
Pasquale, io preferisco la conversazione, il dialogo, la discussione, la sorpresa, l'imparare qualcosa che non so, il dire qualcosa che so, il cambiare idea, il rafforzarmi nella mia idea. Parrebbero ovvietà, ma non lo sono. A me sembra che si cerchi il contatto per il contatto, e non mi sembra un granché. Le misurazioni che fa ad esempio Splinder, del numero dei post e del numero dei commenti, sono una impropria estensione quantitativa a ciò che è qualitativo.
I naufraghi possono essere allegri se vedono terra o una nave che li soccorra, ma il naufragio, di per sé, è proprio una sfiga che è meglio non cercare (sto pensando male delle utopie). Chissà quanto si è divertito Ungaretti, dell'uso fatto del suo improprio ossimoro!
Amfortas, pensare una cosa e scriverne un'altra fa male alla testa e male allo scrivere, ma mi sto faticosamente convincendo che non è detto che sia meglio scrivere tutto, certe cose è bene tenersele, perché non si può né si deve dire tutto, e perché in rete non abbiamo la faccia e la voce dell'interlocutore, e le litigate sugli equivoci sono le più insanabili, peggio che lo spiegare una barzelletta non capita.
Giuliano: gné-gné o gnè-gnè, that's the question. O semplicemente gne gne, come fa sabrina, che è ancora più fine. Ognuno faccia come crede, tanto nel vocabolario non c'è. A me piace gné-gné perché è più alla francese.
Sul limite dei link sai che sono d'accordo. Non credo che tutti se ne siano accorti, ma questo è un posto con pochissimi link. L'entropia la facciamo crescere poco.
Sabrina, il carattere personale, sì. Mai negarlo, sempre acorgersene, perché il carattere è un furbacchione: si nasconde, si maschera, ci mena per il naso... una parziale verità è che quando si è schietti dentro si scrive meglio fuori, e con meno fatica. C'è una legge che chi scrive molto conosce benissimo: i brani migliori sono quelli su cui hai faticato di meno. Devi solo asciugarli, attività di routine.

grazie a tutti e saludos
Solimano

Roby ha detto...

Allo gnè-gnè e allo gné-gné io preferisco lo gnê-gnê (ha quel tocco francese di "rive gauche" che tanto piace al nuovo assessore alla cultura della mi' città)...

...e poi, devo correggere Silvia. Mia cara, mettiti gli occhiali: quella della seconda vignetta sono IO (non tu!!!!!!) raffigurata la mattina, appena sveglia.

Solimano, non avendo un blog mio, ma sfruttando biecamente (?!) i vostri, non ho questi problemi di reciproco linkamento. Ma mi ricorda molto di quando -fra colleghe d'ufficio- si va a prendere il caffè insieme e al momento di pagare inizia la solfa: "Allora, oggi offro io, tanto tu poi paghi domani: va bene? E se mercoledì viene con noi anche Mariella, ci pensa lei, così giovedì pago io per tutte e tre, e infine venerdì fai di nuovo tu... OK???"

Baciotti (esenti da qualsivoglia gne-gneismo) e AUGURI come se nevicasse a TUTTI-TUTTI!!!!

Roby

Habanera ha detto...

Ho un'idea un po' diversa del gnegneismo.
Per me consiste in quel genere di commenti di chi vuole sempre piacere a tutti, indistintamente.
Una specie di captatio benevolentiae, superficiale e generalizzata.
Non ha molta importanza quello che dicono, lo scopo di questi commentatori è soprattutto quello di esserci. Un po' come i cagnolini che lasciano pisciatine ovunque per coprire il territorio.
Ma sono persone per lo più innocue, solo leggermente irritanti. Molto meno irritanti comunque di chi usa i commenti quasi solo allo scopo di fare pubblicità al proprio blog, o sito che sia.

Ci sono poi quelli che commentano solo quando qualcosa li colpisce in modo particolare. I loro commenti saranno di tipo ammirativo o dialettico ma non saranno mai gnegneistici, nè finalizzati ad altri scopi.
Sono i commenti di chi crede che si possa stabilire un vero contatto umano anche in rete.
Sono generosi ed ingenui e non sempre vengono ricambiati con uguale sincerità. Ogni tanto prendono delle musate terribili ma si riprendono. Diventano magari più selettivi ma non cambiano il proprio modo di essere.
Menomale. Perchè di persone così c'è bisogno in giro per rendere più umana ed interessante la vita in rete.

Infine ci sono quelli come me.
Se una cosa mi piace particolarmente, mi diverte, mi commuove, mi interessa, non posso fare a mano di dire: Bene! Bravo! Bis!
Un po' poco? Forse.
Ma chi tiene alla sincerità, senza aspettarsi che io possa entrare nel merito su ogni argomento, sa che dei miei commenti può fidarsi.
Sono commenti genuini ed autentici, di origine controllata; sono commenti DOC.
H.

Dario D'Angelo ha detto...

Io mi aspettavo, sai, da te
Una risposta "comme il faut"
E invece niente, invece, no
Un pugno in faccia era meglio, lo so

Io mi aspettavo, sai, da te
Qualcosa in più, qualcosa che
Non fosse una banalità
Non fosse il solito, scontato "bla bla"

Ti faccio i complimenti e
Ti lascio con i tuoi "gnè gnè"
Avevi tutto per piacer
Gambe sottili, un bel seder!

Occhioni azzurri, quasi blu
Un seno enorme, un viso d'angelo, tu
In ogni ambiente, un figuron
Sorrisi e invidie a profusion

"Ma che fortuna quello lì
Portarsi a letto una stangona così ..."
Ma la conversazione, ahimé!
Si riduceva a dei "gnè gnè"

Giorgio Conte - Gnè Gnè

:-)

Silvia ha detto...

Concordo Solimano. La qualità per me viene sopra ogni cosa, per cui io per esempio ho sempre fatto così: pochi ma buoni. Perchè io i post li leggo, tutti e fino alla fine perchè m'interessa la persona che li ha scritti e ciò che dice se non leggessi, cosa capirei? Ecco perchè mi lamento sempre di avere poco tempo. Poi sulla qualità dei miei commenti lascio giudicare agli altri, come descrive giustamente Haba, appartengo alla categoria dei sinceri, nel bene e nel male e di certo non sono mai frettolosa, piuttosto non lo lascio. Ed è vero, ci sono eserciti di individui che hanno bisogno di fare vedere che esistono, di farsi conoscere e vanno di fiore in fiore come le api, a lasciare un commento, senza nemmeno leggere ciò che c'è scritto. E il bon ton del mondo blogghiero dice che per cortesia devi contraccambiare la visita. Allora ci sono fiumi di: bello,grande,ottimo, fantanstico,stupendo, bellissimo. A seguire: grazie, piacere di conoscerti, bello qui, ritornerò, interessante:) :))) :( :((( Non hanno letto una parola, ne sono certa. Ma questo non è nemmeno gné-gnè,(facciamo contenti tutti, sono invidiosa del circonflesso)poichè non ha nulla di sentito e di partecipe. E' solo una partita doppia da numeratore, un'illusione nella peggiore delle ipotesi, che le visite numerose portino con sè stima e considerazione. Meccanismo riscontrabile anche nella vita quotidiana, che qui dentro poi non è così diversa a ben pensarci.
Condordo e sottolineo che la mancanza della voce e del tono sia il più grande limite di questo meraviglioso mezzo.
Buona serata:)

Silvia ha detto...

Dimenticavo: Roby non ti preoccupare, la webcam la mettiamo su solo per noi due:) Ciao ciao

Solimano ha detto...

Roby, col circonflesso mi hai messo in crisi, non so come si fa a metterlo. Siamo così a quattro lectio del gnegneismo, che evidentemente non conosce frontiere, a parte che c'è anche il problema del trattino: metterlo o non metterlo? Gné-Gné o Gne Gne? E della maiuscola o minuscola...
Su chi offriva il caffé, noi abbiamo provato ad incastrare un collega genovese, che si defilava sempre. Un bel giorno gli ho detto: "Oggi tocca a te, che non hai mai pagato". Ha pagato, ma mi ha tolto il saluto.
Habanera, a me succede di essere un entusiasta deluso, tendo a sopravvalutare, sia nella vita reale che in rete. Meglio così, anche se mi crea dei problemi, perché chi tende a sottovalutare non è generalmente disposto ad essere sorpreso, e la sorpresa è un po' lo zucchero un po' il sale di tutto.
Sulla sincerità dei commenti, dopo le Novellette degli Odori, ho un naso che funziona che è una meraviglia: lo sento all'odore (anche in rete) se un commento è schietto o no.
Dario, bello, ci voleva proprio, quel brano. Ci faccio una capriola su che sposta il problema: e se l'occhicerulea angelica tettona esprimesse solo dei gné gné, non è che dipenda da noi, che non siamo stati capaci di portare alla luce certe sue segrete mirabili coserelle?
Silvia, il nocciolo della questione è che le opportunità superano le nostre possibilità. Di per sé è una bella cosa, ma autolimitarsi con le visite e con i commenti è più difficile che ridurre le sigarette da venti a dieci. Mentre ci sono tanti blog che non sanno dove sbattere la testa, non faccio del pietismo, ma la situazione è quella.

grazie e saludos
Solimano

giulia ha detto...

Tu Solimano hai ragione. Io sono approdata nel blog un po' per caso, un po' per curiosità, poi mi sono lasciata prendere, ma oggi non sono molto soddisfatta e sto ripensando il tutto. Vedremo. Gnè gnè forse qualche volta è capitato anche a me di farlo anche se non mi piace,: ma quando qualcuno commenta da me ed è gentile mi sembrava una cosa non carina non fare altrettanto. Ma non avevo capito nulla e pian piano, mi sono resa conto che il tutto era molto assurdo.
Ora sono uuscita dai gnè-gnè e commento solo quando mi interessa farlo... Poi sto prendendo decisioni e si vedrà.
Da voi ho comunque imparato molto e apprezzo le critche costruttive.
Giulia

Arfasatto ha detto...

All'inizio , quando ho aperto il mio blog, e cioè poco più diun anno fa, ero proprio digiuna di tutto. E così vedevo gli altri blog che iniziavo a frequentare pini di link e strapieni di commenti...difficile tenergli dietro. L'ammirazione era tanta, avrei voluto diventare come loro, pensavo che tutto si dovesse misurare sul numero dei link e dei commenti. Poi, col passare del tempo, la mia visione è cambiata, ed ho cassato tutti i link che rimandavano a blog "amici"; non ne sento la mancanza. Da parte mia detesto i commenti sul tipo "bellissimo, come va?, un abbraccio", non ne capisco il significato ma ne capisco bene la strumentalità.
E poi sono fatta in modo strano; vorrei commentare tutti i post che leggo, soprattutto qui dato che mi piacciono sempre, poi mi dico che qualcuno ha già detto quello che penso, che non ho tempo, che non è interessante...insomma, le scuse più varie.
La sincerità c'è sempre, comunque, Solimano può dirlo dall'odore che emanano le mie parole.
Sai, Solimano, anche io una volta ho fatto lo stesso scherzetto tuo a una collega che non pagava mai il caffè; ed anche lei mi ha tolto il saluto!

Giuliano ha detto...

Triplo salto mortale:
ñé-ñé.
Anche maiuscolo:
Ñé-ñé.
(ho esagerato?)

Solimano ha detto...

All'inizio, in un modo o nell'altro, ci siamo cascati tutti, perché sembra che il centro del blog non siano i post, ma i commenti. Noi siamo stati aiutati dall'argomento: il cinema, perché è difficile commentare un film che non si è visto e di cui non si è mai sentito parlare. E quindi Giuliano ed io ci siamo fatto una bella scorta di post a zero commenti, che prosegue tuttora ( e di cui sotto sotto, siamo un po' fieri).
E' naturale che faccia piacere, se arriva un commento, ma non al punto di asservire i post ai commenti. Avremmo sbagliato, nel farlo. Ma a parte il gné-gné, verso cui forse sono stato intollerante, il punto chiave è l'assenza di una vera conversazione, cosa che invece succede qui in Stanze all'aria con naturalezza. Sono le regole, più che noi stessi, a fare la differenza, perché ognuno dei guest si sente un po' a casa sua: può pubblicare quando vuole, se crede può cancellare, può scegliere l'argomento che gli pare, quindi pensa e scrive più rilassato: certi commenti potrebbero essere post, e viceversa. Non c'è la festevolezza obbligatoria stile animatori turistici o il piagnisteo comune su quanto è brutto il mondo.
In questo modo, che stiamo esplorando, ovviamente oltre ai pro ci sono i contro, e ne parleremo. Ma credo che si possa dire che un blog singolo regge bene se è un blog a progetto, se è specializzato, mentre se inteso come diario quotidiano del blogghiere è soggetto ad alti e bassi. Non parlo solo del numero delle visite, che non è poi la cosa prioritaria (se ci si pensa bene), ma parlo dell'umore del blogghiere, che un giorno si sente il padrone della rete, e il giorno dopo dice a se stesso: basta, chiudo.

grazie e saludos
Solimano

Silvia ha detto...

Quotissimo l'ultimo intervento Solimano. Infatti sono una sostenitrice accanita che l'unione fa la forza:)
Torno a scrivere:)

Solimano ha detto...

Grazie, Silvia! Riprendi a scrivere, che Gelsomina ti attende, e lo sai che siamo in dirittura d'arrivo.

saludos
Solimano