martedì 16 dicembre 2008

Facebook

Annarita

Ebbene sì, ci sono cascata pure io!
Non avevo mai sentito parlare del social network che sta spopolando (io sono sempre un po' indietro, come dice mia madre) e ho cominciato a sbirciarci dentro seguendo le mie colleghe che parlavano di gruppi, di amicizie e di cose varie.
Ho scoperto con mia grande sorpresa di essermi iscritta in virtù di un invito di Silvia Rycordi della quale avevo letto le filastrocche nel sito di Mazapegul e da lì il passo è stato breve.
Prima sono diventata amica delle mie colleghe di segreteria nonché del segretario stesso (e mio marito che scuoteva la testa, domandandosi come mai avessimo ancora voglia di stare in contatto dopo sette ore e passa di ufficio).
Poi mi sono imbattuta in Oyrad e Gaspare Armato, che ben conoscete in virtù dei loro blog.
E non parliamo del figlio e della sorella, seguiti a ruota da persone che avevo perso di vista negli anni.
Dopo i primi momenti elettrizzanti, ho cominciato a perdere la bussola. Mi spiego.
Più amici ho, più la mia homepage si riempie di notizie, di commenti, di inviti a gruppi o a sostenere cause, anche le più strane.
Senza contare che posso diventare fan io credo di tutti e di tutto, dal mio cantante preferito alla Girella Motta, dall'attore dei miei sogni alle pizzette rosse (parola, questo l'ho scoperto oggi).
Io personalmente sono fan di Murakami, delle sorelle Bronte, della Du Maurier e del film Mamma mia! e non credo mi fermerò qui.
Posso partecipare ai test più improbabili e scoprire così le cose più strane, tipo quale filosofo sarei potuta essere o quanto dia i numeri il mio cervello.
Posso impazzire con giochini vari e rodermi il fegato perché nel Word Challenge un mio amico è riuscito a mettere insieme oltre quindicimila punti componendo in poco tempo un gran numero di parole con le lettere a disposizione.
Ho perso circa un'ora per piantare virtuali puntine in tutti le città che ho visitato e sfoggiare il Travel Brain nel mio profilo.
Mi sento sommersa da notizie e informazioni e mi sento anche un po' una lavandaia, nel senso che mi faccio tutti gli affari dei miei amici .
So se escono a cena, se hanno la febbre, se hanno deciso di cambiare automobile o di fare un viaggetto.
Mio figlio credo abbia accettato la mia amicizia perché alla mamma in fondo non si può dire di no, ma chi mi dice che non gli secchi un po' pensare che io possa vedere con quante ragazze fa amicizia, quante volte esca la sera dopo cena o dare un'occhiata alle sue foto?
Poi mi consolo pensando che siamo noi stessi ad alimentare questa specie di Grande Fratello dall'apparenza accattivante. Nessuno ci obbliga a connetterci e a scrivere quello che stiamo facendo.
E allora perché lo facciamo?
Narcisismo? Desiderio di condivisione? Tentativo di sfuggire la solitudine?
Non saprei. Io sono entrata per gioco e mi diverto, mi fa piacere pescare al volo i miei contatti, soprattutto figlio e sorella, e chattare un po', ma senza farmi prendere dalle smanie.
Nel momento in cui dovessi accorgermi che mi ruba troppo tempo, FB riceverebbe senza rimpianti il foglio di via.
Ci sono tante altre cose da fare, come tenere aggiornato il blog o continuare a riempire la libreria di Anobii!
;-p

5 commenti:

Roby ha detto...

Annarita, ma come? Hai ceduto a Facebook? Mi stupisco! Mi meraviglio! Resto basìta... e corro subito a guardare la tua foto in rete!!!!

[:->>>]

Roby

Dario D'Angelo ha detto...

Siamo in tanti allora :-)

Solimano ha detto...

E come Amfortas ha iniziato una serie coi versicoli sublimi (e ogni tanto ridicoli) delle opere liriche,
come Dario ha fatto il buco nella siepe dei Ritratti di signore (e altri due sono in arrivo),
come Solimano cerca col lanternino i quadri scomparsi,
qui potrebbero cominciare le "Avventure in Facebook", storie picaresche da fare impallidire Brancaleone da Norcia e Uguccione di Radiconsoli: un incontro fra la Delly e il Gödel, il Pirata Barbanera e il Ricettario di Donna Elvira.
Si può, entrare in Facebook con più fotografie?
Dei tampi mitici del Mo'Basta ne ho tre:
Primetto, pizzicarolo a Piazza Vittorio,
Primotto, bagnino ad Ostia
e Primero Loyola y Aragon, barone spagnolo.
Tutti e tre innamorati di una contessa: Primetto se la gioca con gli stuzzichini, Primotto coi corsi di nuoto a gratis alla figlia piccola della contessa e Primero con mazzi di dodici rose scarlatte col gambo lungo da Piazza der Popolo a Piazza de Spagna.
Si può, con Facebook?
Annarita, facce divertì, er poppolo deve sapè. Tutto, compresi vizzi seggreti e libbidini varie.

saludos y besos
Solimano

Giuliano ha detto...

Non ho mai partecipato a una chat in vita mia, e mi sono iscritto a Blogger solo dopo invito di Solimano, quando mi sono accorto di quanto lavoro c'era dietro al nostro sito sul cinema.
Ci ho messo un bel po' di tempo, e credo proprio che Solimano se lo ricordi ancora (me ne scuso, già che ci sono).
Per il resto, il mio profilo Blogger è ancora vuoto.

Devo dire che ho provato ad andare a vedere Facebook, perché sono curioso: ma quando ho visto che bisognava registrarsi anche lì ho lasciato perdere. Non sono proprio fatto per questo genere di comunicazione...

Però ho letto una notizia inquietante: che i capi del personale vanno a cercare notizie su Facebook quando trovano un candidato che potrebbe andar bene, e decidono anche in base a quello. Occhio a ciò che si scrive!

Amfortas ha detto...

Ho ricevuto il primo invito a partecipare a Facebook agli albori, e rifiutai.
Non c'è snobismo nella mia scelta, che continuo a confermare quasi giornalmente, vista la crescita esponenziale di questo movimento, ma solo opportunismo: ho più ragioni per non farmi trovare che rendermi reperibile :-)