domenica 14 dicembre 2008

Confessioni di un'appiedata convinta

Roby


Io sono uno degli ultimi esemplari di essere umano adulto non guidante.
Fra me e il mezzo automobilistico l'incontro è stato breve, rapido e indolore: un mese dopo aver preso la patente, in età già più che rispettabile (1 aprile 1986... sic!), avevo già capito perfettamente che io e la macchina non eravamo fatte l'una per l'altra, nè mai lo saremmo state. Armonizzare i piedi sui vari pedali, azzeccare la marcia giusta, controllare luci tergicristallo specchietto distanza di sicurezza clacson e (contemporaneamente!) restare padroni di sè si rivelò immediatamente, per me, una vera mission impossible. Manovre per il parcheggio??? Spostamenti di corsia nel traffico cittadino??? Tragitti in autostrada con i TIR a mezzo metro??? Riposi la patente nella sua custodia, scesi dalla 500 usata che mi aveva regalato il babbo e la cedetti volentieri alla mia sorellina minore, molto più determinata di me nell'apprendere i segreti della guida.
Del resto, era lei quella più bisognosa del mezzo, dovendo raggiungere ogni giorno il luogo di lavoro in provincia, mal servito da autobus e treni. Io, da sempre solidamente impiantata nel centro cittadino sia come studi che come ufficio, quale reale necessità avevo dell'auto?
"Ma tu" obietta ogni tanto qualcuno "se devi accompagnare in ospedale la tua vecchia zia, come fai?". Già fatto: chiamo un taxi, o un'ambulanza. "E se tua figlia adolescente ti avesse chiamato alle 4 del mattino per essere riportata a casa dalla discoteca?". Impossibile: alla mi'figliola la discoteca non è mai garbata .
E poi, ora si è appena iscritta a scuola-guida.
Così, male che vada, quando sarò troppo vecchia e macilenta per salire in autobus ci penserà lei a scarrozzarmi in giro, no?
Mmhm... per sicurezza, comunque, devo ricordarmi fin da adesso che, nel testo dell'annuncio di lavoro per una mia futura badante, dovrà essere specificata chiaramente la qualifica automunita.


7 commenti:

Giuliano ha detto...

Io ho la patente da sempre, ma non mi è mai piaciuto guidare.
Oltretutto, il traffico è diventato una cosa spaventosa, solo un pazzo può dire che tutto questo è normale.
Se fosse possibile guidare rispettando i limiti di velocità previsti dal codice della strada sarebbe una bella cosa, e anch'io guiderei volentieri.
Ma poi succede questo: che vai a cinquanta all'ora, quello dietro si incazza perché vai a cinquanta, allora provo ad andare a sessanta e il flash m'inchioda: sessanta all'ora dove sono previsti i cinquanta, multa e cinque punti.
Ma cos'è, un video game??

Amfortas ha detto...

Fino a poco tempo fa guidare mi distendeva i nervi.
Sono spessissimo solo e quindi quando andavo a pescare o in trasferta per vedere qualche opera, il viaggio me lo godevo.
Caricavo i cd, non necessariamente di musica lirica, e partivo.
Ora, guidare in autostrada è diventato impossibile, sia per il sovraffollamento di traffico pesante sia per l'incapacità o la maleducazione dei guidatori.
Perciò mi stanco, e la guida non ha più quella funzione salutare che aveva prima.
Vincendo la battaglia contro i miei personali fantasmi, ora spesso mi muovo in treno.
Chissà, forse un giorno monterò anche su un aereo.
Ciao.

Solimano ha detto...

Bisognerebbe fare come molti teteschi di Crande Cermania che si fanno un conticino neanche troppo complesso sulla soglia chilometrica annua al di sotto di cui non conviene comprare l'automobile ma, qundo veramente serve, la si prende a noleggio o si ricorre ai taxi.
Putroppo non mi ricordo il numero esatto, ma era alto in modo impressionante, certamente superiore ai 10.000 chilometri/anno, forse anche ai 20/000. Altra cosa: perché i teteschi compravano le Mercedes? Non come status symbol, ma perché risparmiavano: per dieci anni erano sicuri di non cambiare macchina e spendevano pochissimo in manutenzione non ordinaria.
Mentre, per quello che riguarda la Rover, gli inglesi credevano che Brescia fosse una città nel deserto, visto l'alto numero di Rover che vendevano a Brescia.
Noi diamo alle macchine dei nomi, come se fossero donne... e trattiamo le donne come se fossero macchine.

saludos
Solimano

giulia ha detto...

Io sono una guidatrice pentita...Amavo guidare e pensavo che senza macchina non sarei mai vissuta. Adesso non so più dove l'ho posteggiata tanto la uso poco e la devo cercare in tutto il quartiere prima di trovarla. Una mia amcia mi ha fatto una mappa del quartiere con spillo perchè mi segnalasse il luogo, ma io mi dimentico di metterlo. Praticamente tengo la macchina solo per mia madre, per accompagnarla qua e là,se no l'avrei già venduta, perchè, come dici tu Solimano, costa più che prendere un taxi o affittarneuna...
Concordo co Giuliano il traffico è diventato impossibile. Abbracci, Giulia

Arfasatto ha detto...

Qui mi viene spontaneo dirti, come Gassmann ne Il Sorpasso:
"Fatte la vespa!".
A parte tutto, guidare su due ruote è davvero un'altra cosa. Mah, mi sa che è l'idea per un post...

Roby ha detto...

Elena, sollecitata dal tuo commento aggiungo una postilla al post: benchè sappia andare in bicicletta, non mi arrischierei mai ad affrontare il traffico su 2 ruote, motorizzate o no.

Sono irrecuperabile, lo so. Con me, neppure il carro attrezzi ce la fa...

Roby

PS: aspetto di leggere il tuo, di post!

Silvia ha detto...

Io odio il traffico ma senza auto non ci starei per nessun motivo al mondo. Intanto è un mini mondo, più grande della mia borsa da Mary Poppins che è il mini mondo trasportabile. Poi mi rende autonoma da tutti, taxisti compresi. Credo che ognuno in base alle proprie esigenze si organizzi al meglio, se vivessi come te cara Roby, probabilmente opterei per la stessa scelta. Però io sono ancora nella prima fase di Am, che si rilassava guidando. Un paio di cd, nessuna fretta, perchè questa è la condizione fondamentale e via...
E poi in qualità di figlia unica di genitori anziani e separati anche da molti chilometri, avere di che spostarmi agilmente mi rende la vita un tantino più facile.