lunedì 29 dicembre 2008

Come erano

Solimano

Continuo ad ammirare i Ritratti di virtù di Isa Melli. Una idea semplice e geniale, bella. Ventiquattro conversazioni con persone che conosce facendo in modo che si raccontino. Così ne ho scritto: Nelle persone (persone, non personaggi) dei Ritratti di virtù di Isa Melli è questo che colpisce: il giardiniere, l'informatico, la resdora, il notaio, la bibliotecaria, il parroco raccontano le loro giornate, vissute una per una con ordinaria straordinarietà. Perché le attività che svolgono e che hanno iterato tante volte, è ogni giorno che le fanno per la prima volta, liberandosi del Tempo, come i bambini nei loro giochi. Questa capacità di tradurre in nuovo l'ordinario è l'effetto di una creatività diventata sistema di vita.

L'altro giorno, mi sono letto il ritratto di una persona che per dieci anni (fino al 1985) ha organizzato Feste dell'Unità. Isa gli attibuisce una grande virtù, la responsabilità, una virtù spesso non bene intesa. Eccone qualche frase:

Responsabilità (conversando con Mario Pieropan)

"È una vita che organizzo, ho sempre avuto voglia di fare per gli altri. Io ci son sempre dentro: prima le responsabilità di carattere politico, poi la cooperativa per la costruzione delle case e, finite le case, le feste per la nostra nuova borgata, le manifestazioni sportive e negli ultimi anni le moltissime iniziative che seguo come assessore alla cultura. Uno che veramente professa idee di sinistra si riconosce nel plurale delle cose: il senso della comunità, il rispetto per il cittadino...
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Per prima cosa, sperando sempre di non aver la sfortuna di infilare proprio quei tre giorni di burrasca, montavamo le strutture coperte e le recinzioni necessarie per dare l'intimità della festa (usavamo dell'ondulato in plastica verde). Si partiva tenendo ben presente che la gente osserverà tutto attentamente e che, se vuoi classificare la tua festa e lasciare un bel ricordo, bisognava riuscire a dare decoro e senso della pulizia curando ogni dettaglio. Era tutto un 'fai da te': non arrivava ancora l'ASL e non era allora così difficile ottenere le varie autorizzazioni. Io, visto che m'intendo di elettricità, mi occupavo di tutti gli impianti.
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Mi sento un vero organizzatore perché considero sempre quello che passa per la testa delle persone che collaborano con me. Questa è anche una mia presunzione, intendiamoci. Bisogna prima di tutto rispettare le richieste (quello era disponibile solo per il bar e quell'altro voleva solo stare alla cassa), sapendo però di poter contare su alcuni disposti a tutto: lavar le pentole, pulire i tavoli...
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Chi si assume la responsabilità di organizzare qualcosa deve sempre lavorare sulle cartelle del DNA individuale: riconoscere gli stati d'animo per capire se la persona è tesa o rilassata, se è o non è il momento buono per fare una battuta, avere sempre la sensibilità per renderti conto se accettano o non accettano il tuo ruolo. Insomma, muoversi con tatto. Sai che ci sono i muli (quelli che, anche se li picchi, continuano ad andare), ma che c'è anche quello polemico e indisponente, quello diffidente e quello molto sensibile da trattare coi guanti. E ci sono anche quelli che ti porti dietro lo stesso, anche se sai che concluderanno ben poco.
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Il volontario cerca dei momenti per stare insieme agli altri e allargare gli spazi famigliari spesso molto chiusi. Vuole solo stima e rispetto: è per questo che si offende facilmente. L'uomo di potere invece è un frantoio. Se anche gli danno una sgridata o un giudizio negativo, non ci fa caso, passa oltre. Resiste sino all'ultimo aspettando solo che ceda tu, così sarà lui a prendere il tuo posto. Un atteggiamento che non ha niente a che vedere con la voglia di fare per gli altri. Io, se ottengo anche una piccola cosa, mi sento personalmente in debito per anni.
A me piace la concretezza.
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Alcuni problemi anche con le cuoche: c'era da tener presente che due cuoche molto brave non riescono a convivere nella stessa cucina perché si sentono prime cuoche tutte e due. Avevano i loro sostenitori che riconoscevano se il tal piatto era stato fatto dall'una o dall'altra. E c'era, anche lì, ancora da mediare. L'ambizione, il fatto della supremazia... Alla fine queste donne erano importanti per le loro capacità, ma ancora più importanti erano quelle altre due o tre che si mettevano in seconda fila (anche se avrebbero potuto benissimo mettersi più in vista) e che facevano da jolly tranquilizzando l'ambiente.
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Crederci troppo... Noi eravamo così rigidi che durante la festa pagavamo anche il nostro bicchiere di birra.
...
Spesso ci penso su: quello che è stato fatto è stato fatto per niente?
"

Persone così ce ne sono ancora, ci sono, ci SONO! E' di qui che dobbiamo passare, se vogliamo andare da qualche parte. Altro che Porta a Porta e Fondazioni...

Konrad Witz: San Cristoforo (part) c. 1435
Öffentliche Kunstsammlung, Basilea

15 commenti:

Fulmini ha detto...

Caro Solimano / Primo, non riuscendo a pubblicare questo come post, lo faccio come commento - grazie dell'ospitalità.)

Cari amici di blog collettivo,

ho ricevuto una cortese e-mail da Solimano / Primo, intorno al mio modo di partecipare a ‘Stanze all’aria’. Penso che la questione pone a me “pirsonalmente di pirsona” (Camilleri) riguardi noi tutti o almeno “alcuni” di noi non altrimenti specificati, e sia di interesse più generale – prova ne sia che abbiamo recentemente e appassionatamente e fruttuosamente discusso in ‘Stanze all’aria’ del blog collettivo come salotto, o bar, o piazza – in tutti e tre i casi mi pare cada a fagiolo. Leggiamola dunque insieme, questa e-mail, di seguito dirò cosa penso in merito, e cosìspero farà ciascuno di voi:

“Al di là dei nostri rapporti o non rapporti, ti faccio presente che praticamente non c'è una volta in cui tu scriva un post o un commento senza autocitarti, come sito-rivista o come altre attività.
A parte che piaccia o dispiaccia (ed alcuni mi hanno fatto presente che a loro non piace questa tua insistenza, che anche a me non piace), è sbagliato per due motivi:
-dà una impressione di strumentalità alla tua presenza in Stanze all'aria, che vuole essere (ed è) un posto tutt'altro che strumentale. E sa anche di strumentalità culturale, perché sembra che il tuo interesse sia rivolto esclusivamente a te, più che al problema in discussione.
-ma soprattutto ottiene l'effetto contrario, perché il marketing è il mio mestiere ed una regola basilare è il Never oversell. Guardati attorno e vedrai che gli altri lo fanno molto di meno, e sempre restando in tema, non con un atteggiamento tipo: "Parlo di questo perché mi dà una opportunità di parlare di quello che ho fatto".

Sei padronissimo di non credermi, ma nel tuo interesse, proprio perché so di marketing, ti converrebbe credermi.

grazie e buon anno
Primo”

Ebbene, penso questo – lo dico in due parole:

1...Sono stato invitato a partecipare a ‘Stanze all’aria’ – da Solimano / Primo. Abbiamo convenuto che avrei pubblicato un post a settimana (ogni sabato), composto da una mia foto digitale inedita e – questo me lo ha domandato di sua iniziativa Solimano / Primo – dalla descrizione soggettiva della sua nascita. Solimano / Primo mi ha anche chiesto di commentare, di tanto in tanto, i posts degli altri partecipanti all’impresa.

Ho fatto, sto facendo, disciplinato come sono, l’uno e l’altro. Quando commento, però, dice Solimano / Primo sono “strumentale”, per il fatto che rimando spesso e volentieri al sito-rivista che dirigo e ad altre mie attività.

2...Perché lo faccio? – questo è il punto. Ebbene, lo faccio perché penso sia utile a tutti. Diceva infatti giustamente Sartre: “L’intellettuale è colui che si fa gli affari degli altri.” Ora, come sapete, e come sapeva Solimano / Primo prima di invitarmi, sono un intellettuale per vocazione e professione, ed ho fatto e faccio, per vivere e sopravvivere, lo scienziato della politica, il filosofo, il teologo, il cineasta, il poeta, il direttore del sito-rivista, il saggista (tengo su Alias una rubrica mensile, “Fulmini e Saette”). E, sì come faccio spesso e volentieri affermazioni forti (le sparo grosse), anche nei commenti in ‘Stanze all’aria’, ritengo che, per non farla lunga in questa nostra bella casa comune, sia giusto rimandare a miei testi pubblicati in altra sede, laddove le affermazioni grosse sono documentate e spiegate come Dio comanda.

Faccio bene? Faccio male? Ditemelo voi. Sono pronto a non farlo più: non vorrei agire male, non vorrei dover mettere anch’io sulla mia tomba l’epitaffio che Alfred Hitchcock ha messo sulla sua – “Così finiscono i bambini cattivi.”

Solimano ha detto...

Pasquale, fai malissimo a pubblicare scorrettamente una email privata (che comunque corrisponde del tutto a ciò che penso) e fai malissimo ad inserire su questo post un commento che non c'entra col post. Tutti hanno imparato a caricare i post, impara anche tu: o vuoi far credere che io ti abbia bloccato la pubblicazione? Ma non ti cancello, anche se potrei e forse dovrei farlo.
Ti consiglio di leggere con attenzione il post che ho appena inserito, ti servirà.

Solimano

Fulmini ha detto...

@ Solimano

No, non voglio far credere niente. Finora ho pubblicato solo post di foto - e lo faccio pure maluccio: il nome non riesco a metterlo in alto a sinistra, e devi pensarci cortesemente tu a sistemare la pagina nel modo giusto (grazie).

Quanto alla tua e-mail privata, ho spiegato perché l'ho pubblicata e commentata - del resto tu stesso dici che corrisponde pienamente al tuo pensiero.

Comunque, se vuoi, sposta questo testo nel blog come post. Per me va bene.

Tutto per me va bene, purché si discuta della luna e non del dito.

Commenterò a parte il tuo (notevole) post ospitale.

Fulmini ha detto...

Sì, concordo, bel testo il suo, bel post il tuo.

Del resto tu qui ed ora fai più o meno la stessa cosa.

L'ho fatta anch'io - no, non la Festa dell'Unità - ero in disaccordo sul modo di organizzarle, più demagogico che democratico, più spettacolare che vitale - il testo che preferisco di Shakespeare è 'La tempesta'.

Roby ha detto...

Solimano, bella rappresentazione del senso di responsabilità! Mi vien da sorridere pensando a quello che succede nel mio ufficio da quando la dirigente ha affidato a noi (dipendenti di cooperativa esterna) la gestione dei servizi al pubblico...

Fulmini, in margine all'argomento dei commenti fuori tema -che credo dovesse restare all'interno dell'e-mail privata e su cui quindi non mi esprimo- devo confessare che mi suona leggermente strana la tua difficoltà tecnica nel "pubblicare" i "post" qui sopra, considerata l'esperienza che indubbiamente dimostri di avere in fatto di siti internet (se ci riesco IO, assolutamente negata in materia!!!). Dipende forse dal browser, o comediavolosichiama?

Saluti innevati

Roby

Giulia ha detto...

Sono dell'idea anch'io che eprsone come quella c di cui parli ci sono eccome. Ed è da queste e con queste che bisogna ripartire. Siamo noi che dobbiamo diventare "responsabili" del pezzettino che abitiamo in modo da renderci visibili. Non amo il disfattismo, la rinuncia, la resa... Ci sono satati sempre tempi duri, non per questo bisogna mollare.

Non entro nel merito di quello che vi siete detti con Fulmini, sono d'accordo con Roby. Una mail se è privata è privata, almeno per me. Poi ognuno è libero di vederla come vuole, ma a me è capitato che qualcuno mi facesse critiche via mail e così ho risposto.
Ciao, Giulia

Fulmini ha detto...

@ Roby

La mia dichiarata difficoltà a pubblicare come post il testo in risposta a Solimano / Primo ti suona "leggermente strana".

A me no. Non ho smontato motorini da ragazzo (non li ho nemmeno avuti), un guasto all'automobile mi blocca (e prima ancora mi mette ansia), non parliamo del sito-rivista. Certo, quattro cose so farle - quando imparo imparo, ma sono lento ad imparare, ecco.

Ti ho leggermente convinta?

Giuliano ha detto...

Isa Melli bisognerebbe recuperarla. Cosa sta facendo? L'hai contattata? Era bello scrivere nella stessa colonnina con lei.

Caro Pasquale, penso che a te piaccia la parola e ci sia affezionato, ma qui tutti hanno un sito-rivista. Anzi, direi che un blog è un sito-rivista per definizione... Ma a me le tue foto piacciono, devo dire ripetere che il tuo link mi rimane sempre a mezz'aria, ci mette più tempo ad aprirsi di quello di Repubblica.

Fulmini ha detto...

@ Giuliano

Se non lo riveli a nessuno ti dirò che a me piace la parola come può piacere solo a un ex-balbuziente (fino a venti e più anni incespicavo specialmente quando mi emozionavo, cioè spesso).

Quanto al blog no, è diverso dal sito-rivista. Radicalmente. Sul sito-rivista pubblichiamo anche saggi veri e propri, documentari interi, e presto pubblicheremo films, e libri.

Il blog al massimo può essere un diario, singolare o collegiale, slacciato o intrecciato. Il sito-rivista è quella cosa che farà, se sviluppata secondo la sua logica profonda, di una rivista un movimento culturale democratico, il motore di una riforma intellettuale e morale.

Fulmini ha detto...

@ Giulia

"Oportet ut scandala eveniant."

Era il motto di Emilio Sereni, lo studioso di scienze storiche e sociali che ha salvato la vita di un mio carissimo amico, diventato il maggior storico dei saperi sociali in circolazione, Orlando Lentini, con una breve frase, questa: "La sociologia è sovrastorica."

Fulmini ha detto...

@ tutti

Un pomeriggio, dato l'addio in ospedale a Pietro Pintus grande critico cinematografico e grande amico, ho composto, aspettando l'autobus. questo haiku rimato:

In fine tra noi
quelle strette di mano
sempre più piano.

La poesia è multisenso, e questa è buona anche fra noi.

Addio.

Auguri.

giulia ha detto...

Fulmini, ho detto che ognuno si regola come crede e se per te "Oportet ut scandala eveniant." Così sia. Non credo che le discussioni aperte facciano paura a nessuno, anzi...
Forse sono io a non vedere ciò che deve venir fuori di così importante. Ma forse tu sì. Ciao, Giulia

Amfortas ha detto...

Mi permetto solo una chiosa alla polemica: da arrabbiati si prendono decisioni sbagliate, di solito.

In merito al post, posso dire che, per fortuna, di persone come queste, ne esistono ancora molte, io ne trovo ovunque.
Purtroppo però il muro di gomma delle istituzioni le sta facendo diminuire ogni giorno di numero.

Roby ha detto...

Fulmini, sono e rimango leggerissimamente dubbiosa, ma questo è certamente un mio problema.

In serate invernali come queste, quando fuori fischia il vento e impazza la bufera, mi rilassa molto fare un bel minestrone di verdure e guardarlo bollire piano piano.

Quindi, vado a tagliare coscienziosamente zucchine, patate, carote e cavolo verza.

Qualcuno ha suggerimenti su altri ingredienti da aggiungere?

Poi vi racconto com'è venuto...

[:->>>]

Roby

Solimano ha detto...

Roby, non vorrei sbagliarmi, ma penso che a voi, dipendenti di una cooperativa esterna, succeda quello che succedeva agli obiettori di coscienza, a cui spesso venivano affidate le attività più rognose ed impegnative. Oggi, negli Enti locali, c'è una forte presenza di precari non sindacalizzati (e magari oberati di lavoro) mentre i dipendenti a tempo indeterminato sono in genere iscritti ad un sindacato. Questa è una contraddizione a cui si farebbe bene a pensare, perché d'accordo che un sindacato deve pensare in primo luogo ai propri iscritti, ma a questi, chi ci pensa?
Giulia, l'errore di demotivare il tanto volontariato efficiente, generoso e disinteressato è stato gravissimo. Nell'ansia di essere à la page, di piacere agli altri (perché di questo si è trattato), ci si è trasformati in brutte copie, e nessuno vota per le brutte copie. Ma le persone, vecchie e nuove, stanno lì, tante, e aspettano, anche in rete. Basta saperle cercare, a motivarsi provvedono da sole. Intanto, nel nostro piccolo, qualcosa di buono lo stiamo facendo, se lo facciamo insieme è meglio.
Giuliano, Isa Melli l'ho sentita per telefono pochi giorni fa, e in primavera andrò a trovarla. Ci potresti venire anche tu: siete stati compagni di banco per più di due anni su Golem, e io vi leggevo entrambi, cercandovi su quella colonnina. L'abbinamento della Festa dell'Unità con San Cristoforo non è mio, credo che l'abbia trovato Rossana Di Fazio, e quindi ne posso dire convintamente il bene che ne penso.
Pasquale, mi verrebbe da scriverti no comment grazie, ma siccome sono tranquillo per me stesso e per Stanze all'aria ti dico che pubblicare una email senza autorizzazione è scorretto nella forma e nella sostanza: come si può continuare a scrivere a chi fa così? Viene meno la fiducia, necessaria nella scrittura privata.
"Oportet ut scandala eveniant"... non dico niente, si commenta da solo.
Sul never oversell invece insisto. Tutti desideriamo essere letti, ma c'è modo e modo. Qualcuno aveva proposto l'obbligo di lettura, speriamo proprio di no. Quindi i guest sono del tutto liberi di scrivere e non scrivere, di commentare e non commentare, salvo in pochissime cose, una delle quali è che non c'è il post e il contropost, la discussione avviene nei commenti, come è già avvenuta alcune volte e avverrà anche in futuro. Mi sembra una regola di buon senso.
Inoltre qui non c'è il do ut des, il tu dai una cosa a me io do una cosa a te, così praticato in rete, lo sappiamo tutti, li abbiamo visti gli spot e i controspot natalizi. Sorridiamone e godiamoci la nostra individuale libertà di andare gratis dove ci porta l'empatia, la gradevolezza, la curiosità, il desiderio di imparare... e il tempo a disposizione!

saludos
Solimano