Mentre l'architettura moderna risulta talvolta poco digeribile in città, in altri luoghi ha dato ottima prova di sé. Autogrill e pompe di benzina sono un esempio. Tipicamente, le pompe di benzina -almeno in autostrada- sono protette sotto una tettoia dal gusto quasi giapponese, che ricorda alcune ville di Frank Loyd Wright: sottili pali verticali ed estesi tetti orizzontali, a dare l'idea di un disegno nel vuoto. Poi ci sono gli autogrill a cavallo dell'autostrada: strutture semplici, ma dimensionate sulle proporzioni della pianura alluvionale in cui s'inseriscono.Adesso c'è, a Reggio Emilia, uno spettacolare tri-ponte di Calatrava, molto bello e leggero, con un divertente gioco ottico ottenuto dall'incrocio dei tiranti.
Non riesco invece ad apprezzare la TAV, che corre parallela all'Autgosole e che ha cancellato il paesaggio a Est. Mi mancano in particolare la villa, sempre nel reggiano, in cui fu girato La Strategia del Ragno, e un più modesto casolare, di cui ora emerge solo la torre-piccionaia.
Forse quando inizieranno a passare i treni superveloci, anche questo nuovo elemento di paesaggio s'inserirà, con la sua traquilla, ma alta, velocità nel complessivo contesto agro-moderno.
6 commenti:
Costretto a due lunghi passaggi giornalieri in A1 non posso che concordare con il giudizio sul ponte modenese, una vera gioia per gli occhi rispetto alla noia del tragitto.
La tentazione è quella di essere prevenuti, verso la modernità.
Il treno ad esempio. Furono gli impressionisti, a sdoganare il treno, salvo qualcosa di Turner, in cui però era forse un po' il pretesto per una rappresentazione meteorologica. Mentre nella letteratura le cose succedono senza rotture: Anna Karenina è scritto attorno al 1870. Per contrappasso, il treno nei film è divenuto quasi uno strumento romantico, ma ancora oggi, nei film in costume che vogliono essere più datati, il treno non compare.
grazie Màz e saludos
Solimano
Naturalmente il ponte non è "modenese", chiedo scusa :-)
I treni sono anche un bel luogo del cinema. A me piacciono pure le stazioni: sospese tra la dimensione del viaggio e il luogo in cui sorgono.
Non sono mai riuscito, invece, ad amare aereoporti e viaggi in aereo, anche se ammetto che a volte siano necessari: viaggi troppo brevi e scomodi, e luoghi veramente avulsi dal contesto territoriale.
Hai centrato benissimo il problema vero: il luogo dove si costruiscono gli edifici.
Per esempio, a Milano mi sconcerta sempre piazza Cadorna. Secondo me, in quel punto di Milano, tutto quello che è stato realizzato c'entra come i cavoli a merenda: plastica e metallo vicino al Castello Sforzesco, in Foro Buonaparte?
L'impianto della Aulenti, con la scultura di Oldenburg (ago e filo) sarebbe magnifica da un'altra parte, ma qui davvero non c'entra nulla.
Eccetera, gli esempi sono molteplici e spesso tristissimi (un grattacielo sulla Riviera Ligure??)
Post scriptum: sui treni al cinema, Wenders e Ozu.
Posta un commento