domenica 2 novembre 2008

Luoghi della modernità

mazapegul

Mentre l'architettura moderna risulta talvolta poco digeribile in città, in altri luoghi ha dato ottima prova di sé. Autogrill e pompe di benzina sono un esempio. Tipicamente, le pompe di benzina -almeno in autostrada- sono protette sotto una tettoia dal gusto quasi giapponese, che ricorda alcune ville di Frank Loyd Wright: sottili pali verticali ed estesi tetti orizzontali, a dare l'idea di un disegno nel vuoto. Poi ci sono gli autogrill a cavallo dell'autostrada: strutture semplici, ma dimensionate sulle proporzioni della pianura alluvionale in cui s'inseriscono.
Adesso c'è, a Reggio Emilia, uno spettacolare tri-ponte di Calatrava, molto bello e leggero, con un divertente gioco ottico ottenuto dall'incrocio dei tiranti.
Non riesco invece ad apprezzare la TAV, che corre parallela all'Autgosole e che ha cancellato il paesaggio a Est. Mi mancano in particolare la villa, sempre nel reggiano, in cui fu girato La Strategia del Ragno, e un più modesto casolare, di cui ora emerge solo la torre-piccionaia.
Forse quando inizieranno a passare i treni superveloci, anche questo nuovo elemento di paesaggio s'inserirà, con la sua traquilla, ma alta, velocità nel complessivo contesto agro-moderno.

6 commenti:

Dario D'Angelo ha detto...

Costretto a due lunghi passaggi giornalieri in A1 non posso che concordare con il giudizio sul ponte modenese, una vera gioia per gli occhi rispetto alla noia del tragitto.

Solimano ha detto...

La tentazione è quella di essere prevenuti, verso la modernità.
Il treno ad esempio. Furono gli impressionisti, a sdoganare il treno, salvo qualcosa di Turner, in cui però era forse un po' il pretesto per una rappresentazione meteorologica. Mentre nella letteratura le cose succedono senza rotture: Anna Karenina è scritto attorno al 1870. Per contrappasso, il treno nei film è divenuto quasi uno strumento romantico, ma ancora oggi, nei film in costume che vogliono essere più datati, il treno non compare.

grazie Màz e saludos
Solimano

Dario D'Angelo ha detto...

Naturalmente il ponte non è "modenese", chiedo scusa :-)

mazapegul ha detto...

I treni sono anche un bel luogo del cinema. A me piacciono pure le stazioni: sospese tra la dimensione del viaggio e il luogo in cui sorgono.
Non sono mai riuscito, invece, ad amare aereoporti e viaggi in aereo, anche se ammetto che a volte siano necessari: viaggi troppo brevi e scomodi, e luoghi veramente avulsi dal contesto territoriale.

Giuliano ha detto...

Hai centrato benissimo il problema vero: il luogo dove si costruiscono gli edifici.
Per esempio, a Milano mi sconcerta sempre piazza Cadorna. Secondo me, in quel punto di Milano, tutto quello che è stato realizzato c'entra come i cavoli a merenda: plastica e metallo vicino al Castello Sforzesco, in Foro Buonaparte?
L'impianto della Aulenti, con la scultura di Oldenburg (ago e filo) sarebbe magnifica da un'altra parte, ma qui davvero non c'entra nulla.
Eccetera, gli esempi sono molteplici e spesso tristissimi (un grattacielo sulla Riviera Ligure??)

Giuliano ha detto...

Post scriptum: sui treni al cinema, Wenders e Ozu.