venerdì 28 novembre 2008

Il calore della carta

Roby

Fra un'oretta sarà il momento di andarsene a nanna. Che bello. Accendo la coperta elettrica (giusto 5 minuti, quanto basta per riscaldare un po' le lenzuola), mi rannicchio nel mio cantuccio e apro il mio libro-da-comodino di turno, che stasera -e per le tre o quattro sere seguenti- sarà La luna di carta di Camilleri. Io adoro Camilleri, specialmente nella versione Montalbano: più parla in siciliano stretto e più mi diverto a indovinare il significato del vocabolo, basandomi macari sul contesto, sugli aggettivi e gli avverbi vicini...
La pagina scritta, nella mezzaluna di luce della mia lampada gibigiana, emana un calore pari a quello della termocoperta. E' come se una voce gentile, suadente, mi ripetesse le parole all'orecchio, sempre più dolcemente, sempre più lentamente: finchè sprofondo beata nel mondo dei sogni.
Una volta -forse proprio in una delle mie letture serali- ho letto che prima di addormentarsi non si dovrebbero scegliere romanzi gialli, thriller o comunque ricchi di tensione, perchè si rischia poi di non riuscire a prender sonno. Storie. Io sono riuscita a cadere nelle braccia di Morfeo proprio sul finale di Dieci piccoli indiani della Christie: e la sera dopo ce n'è voluto, per riacchiappare il filo delle indagini!!!


5 commenti:

Giuliano ha detto...

Cara Roby, sei proprio obsoleta. Oggi si scarica su mp3, e per le ricerche si va su internet: non c'è neanche bisogno di studiare, due secondi ed è scaricato tutto.
(e poi con tutta questa carta, non sei ecologica!!) (e magari hai ancora la lampadina a incandescenza: allora sei tu che cosumi tutta la nostra elettricità!)

(vado anch'io a leggermi un bel libro, direi che è ora...)

Barbara ha detto...

Nooooo! Come hai fatto ad addormentarti con dieci piccoli indiani????

Io non sono riuscita a chiudere occhio per la paura brrrrr

annarita ha detto...

Una coperta calda sul letto morbido e il chiarore della lampada... che cosa concilia di più il sonno? Forse una lettura sul divano davanti al caminetto acceso. Condivido pienamente, Roby! E così il mucchio dei libri sul comodino sale...

Giuliano ha detto...

Care tutte, so di deludervi ma se ci sono dei libri che considero noiosi sono proprio i thriller e gli horror, a meno che non siano scritti da maestri del genere (e intendo Philip Dick e Lovecraft, sia ben chiaro: mica mi perdo con i restefano).
Adesso ho in giro un libro con i racconti di Gautier, che sono tutti fantasmi: i racconti sono uno più bello dell'altro e a me piace molto come scrive Gautier, ma dopo un po' i fantasmi sembrano tutti uguali. (con Dick e Lovecraft non capita mai)

Solimano ha detto...

Apprezzo Camilleri. Lo ammiro e stimo, come ammiro e stimo altri grandi scrittori di intrattenimento come Piero Chiara e Mario Soldati, scioccamente sprezzati dai tiramentosi, a fronte delle grandezze pompose di certi altri bene ammanigliati come milieu (ma poi il tempo fa giustizia).
Mi secco soltanto quando qualcuno mi dice che Camilleri è meglio di Gadda, un confronto del tutto improponibile (e Camilleri, uomo colto ed intelligente è certamente il primo a saperlo).
Mentre per horror, thriller, fantasy, fantasmi, non amo il genere ma il Signor Edgar Allan Poe sì! Mille volte sì!
E anche, su un altro piano, i primi Le Carré: La spia che venne dal freddo, Chiamata per il morto e La talpa. Poi non mi è più piaciuto. L'ha fregato la caduta del muro di Berlino: il match vero era quello fra Smiley e Karla, dopo, é come giocare col cubo di Rubik.

grazie Roby e saludos
Solimano